Microeconomia - Efficienza nella produzione e isoquanti di produzione
Efficienza nella produzione
Così come abbiamo studiato il comportamento di un consumatore razionale, per elaborare la teoria del prezzo, così adesso studieremo il comportamento di un’impresa razionale per elaborare la teoria dell’efficienza di produzione. Infatti, un’impresa ha un comportamento razionale quando organizza i suoi diversi processi produttivi nel modo più efficiente possibile.
Esistono due modi per avere una produzione efficiente:
- Dato un certo costo per l’acquisto dei fattori produttivi, raggiungere la massima produzione possibile.
- Data una certa produzione, limitare al minimo il costo dei fattori produttivi.
A queste due visioni dell’efficienza corrispondono due diverse strade da percorrere per trovare l’equilibrio nella teoria della produzione e per costruire la curva della domanda di lavoro. Vedremo come queste due strade porteranno comunque allo stesso risultato, nel senso che le conclusioni raggiunte saranno le stesse in entrambi i casi.
Inoltre, è dimostrabile che la condizione di efficienza della produzione (in qualunque modo si raggiunga) equivale alla condizione di massimo profitto. Per cui anche se volessimo elaborare una teoria economica che persegua l’obiettivo di realizzare, per l’impresa, il massimo profitto possibile, anziché l’efficienza produttiva, giungeremmo alle stesse conclusioni della teoria che ci accingiamo a studiare.
Isoquanti di produzione ed isocosti
Cominciamo con il caso in cui teniamo fermo il costo dei fattori produttivi e massimizziamo la quantità prodotta. Questo significa che l’impresa ha a disposizione una somma di denaro prestabilita, non modificabile, da impiegare nell’acquisto dei fattori produttivi. Se ipotizziamo che la scelta tra i fattori produttivi si riduca a due soli fattori, il lavoro e le macchine, siamo già in grado di disegnare graficamente un vincolo di bilancio per la nostra impresa.
Questo vincolo si chiama retta di isocosto, perché ogni punto su di essa rappresenta la massima quantità di entrambi i fattori (tranne gli estremi, dove si utilizza, per la produzione, un solo fattore) che l’impresa può permettersi con quella somma. Già sappiamo che l’impresa utilizzerà per il suo processo produttivo una combinazione dei fattori espressa da un punto dell’isocosto, perché i punti che si trovano oltre di esso sono irraggiungibili, mentre i punti entro l’isocosto causano uno spreco di denaro, che rimane inutilizzato per l’acquisto dei due fattori.
Rimane da chiarire quale punto, in particolare, configura la combinazione ottimale.