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L'economia politica e le sue basi

L'economia politica spiega il risultato delle azioni degli individui o di altri soggetti economici all'interno di un contesto istituzionale legato strettamente al rapporto individui/azioni. Questa scienza studia molteplici aspetti: comportamento economico degli individui, funzionamento del sistema economico e l'organizzazione economica. La sua istituzione fondamentale è il mercato, nel quale si esplicano le azioni individuali di persone/imprese. Alla base delle azioni ci sono le motivazioni, a loro volta basate sugli incentivi.

L'economia è la disciplina che si occupa del modo in cui gli individui e le società affrontano il problema della scarsità; ovvero la disponibilità di risorse (umane, naturali, capitale) non sufficiente a garantire la soddisfazione di tutti gli individui. La scelta in quantità maggiore di un bene comporta la rinuncia a una certa quantità di un altro bene. Scelta → Rinuncia.

La microeconomia

La microeconomia è la branca dell'economia che ha per oggetto il comportamento economico dei singoli operatori e i risultati che le decisioni individuali producono collettivamente.

L'analisi economica

L'analisi economica studia come ogni società si organizza per rispondere a tre domande fondamentali:

  • Che cosa si deve produrre? Per rispondere a questa domanda dobbiamo introdurre il concetto di "costo-opportunità", ovvero il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia per avere un bene X. Questo concetto risulta fondamentale in quanto sappiamo che la scarsità implica la necessità di ridurre la produzione di un bene per ottenerne un altro.
  • Come si deve produrre?
  • A chi deve andare il prodotto? La scarsità obbliga ogni società a distribuire i prodotti fra gli individui che la compongono. Questo procedimento prende il nome di allocazione delle risorse e ogni comunità decide come attuarlo. Esistono due tipi principali di organizzazione: sistema di mercato (dipende dalle decisioni autonome di consumatori e produttori) e la pianificazione centralizzata (decisioni prese da enti governativi).

Concetti di analisi marginale

L'analisi marginale è un concetto basato su due termini matematici:

  • Marginale-Costo (MC) → costo dell'ultima quantità considerata (supponiamo di spezzettare)
  • Marginale-Bene (MB) → beneficio dell'ultima quantità considerata (beneficio finale)

Se confrontiamo questi due valori:

  • MC > MB → significa che c'è stato un eccesso di azione x (ho comprato troppo pane)
  • MC < MB → significa che c'è stato un difetto di azione x (ho comprato poco pane)
  • MC = MB → significa che c'è un annullamento dell'eccesso e del difetto

Modello del mercato

Il mercato è l'insieme di tutti gli acquirenti e venditori che sono in grado di interagire fra loro definire il prezzo di un determinato prodotto e a quel prezzo si scambiano una quantità. Questa interazione è dovuta al fatto che gli acquirenti e i venditori sono motivati a comprare/vendere.

Questa idea può essere rappresentata tramite il "modello del flusso circolare"; questo modello consiste in due cerchi concentrici: quello interno sono i beni e i fattori (antiorario) mentre quello esterno le spese e i ricavi (orario).

Il modello che illustra come i prezzi guidano il comportamento di produttori e consumatori è chiamato "modello della domanda e dell'offerta". La combinazione della curva di offerta e di domanda soddisfa simultaneamente compratori/venditori e fornisce il punto di equilibrio.

  • Curva di domanda → Inclinata negativamente
  • Curva di offerta → Inclinata positivamente

Il prezzo trasmette informazioni, permette di conoscere come vengono razionate le risorse scarse e determinano i redditi. L'economia politica permette di conoscere l'efficienza allocativa, ovvero che tutti i soggetti economici che intervengono nel mercato realizzano il massimo vantaggio possibile dallo scambio.

Il consumatore e le scelte razionali

Il consumatore effettua scelte razionali decidendo al meglio sulla base delle informazioni rilevanti come la lista dei beni disponibili, i prezzi dei beni e il suo reddito disponibile. Possiamo dunque definire un ordinamento delle preferenze, ovvero uno schema di classificazione che permette al consumatore di valutare l'intensità della soddisfazione o la desiderabilità del paniere.

Queste preferenze rispondono a quattro condizioni enunciabili come assiomi:

  • Assioma 1 (di completezza): quando gli vengono proposte due combinazioni qualunque, il consumatore è in grado di dire quale delle due preferisce o le considera equivalenti.
  • Assioma 2 (di transitività): se x è preferibile a y, e y è preferibile a z: allora x è preferibile a z.
  • Assioma 3 (di non sazietà): di più è meglio.
  • Assioma 4 (del saggio marginale di sostituzione decrescente): la pendenza è decrescente (conv). Considerate equivalenti

La curva di indifferenza è l'insieme di tutte le combinazioni di beni (panieri) considerate equivalenti dal consumatore. Una caratteristica fondamentale è la pendenza, ovvero il rapporto tra Δx2/Δx1.

Il saggio marginale di sostituzione (SMS o MRS) è il valore assoluto della pendenza della curva d'indifferenza in qualsiasi punto. È sempre negativo ma va indicato con valore assoluto.

La mappa di indifferenza è un insieme di curve di indifferenza e contiene tutte le informazioni che servono sulle preferenze del consumatore. (Ricorda che non possono intersecarsi, in quanto verrebbe violato l'assioma della non transitività (secondo assioma) ma possono essere anche parallele avvicinandosi senza mai toccarsi).

Proprietà delle curve di indifferenza

Casi speciali (perfetti sostituti; beni perfettamente complementari)

Non vale l'assioma di non sazietà e l'assioma del saggio marginale di sostituzione decrescente in quanto, a parità di altre condizioni, una maggiore quantità di "male" (ad esempio l'inquinamento) non è mai preferibile. Le curve che hanno a che fare con "mali" sono crescenti in quanto, ad esempio, maggiore è l'inquinamento che l'individuo è costretto a consumare, minore egli è disposto a tollerarne l'aumento.

La funzione di utilità è una formula che permette di calcolare l'utilità totale associata a ciascun paniere di beni, dove per utilità totale si intende la soddisfazione totale che si ricava dal consumo di un particolare paniere di beni. La definizione è ordinale. U(x1, x2) → che registra la sommatoria delle spese.

Il vincolo di bilancio (budget constraint) è l'espressione che registra la sommatoria delle spese (prezzo*quantità) necessarie per l'acquista di un insieme di beni. Questa definizione si basa sull'insieme-opportunità ovvero il complesso di possibilità di consumo, in maniera intuitiva è l'insieme di combinazioni possibili dei beni ai quali il consumatore può accedere. I = p1x1 + p2x2.

L'insieme dei panieri che rispettano il vincolo di bilancio è l'insieme dei panieri ammissibili.

P1 → Se ci concentriamo su —> l'aumento di p2 porta ad un innalzamento del vincolo.

P2 → Se ci concentriamo su —> l'aumento di p1 porta ad un aumento del vincolo.

I → Se ci concentriamo su —> il coefficiente p1/p2 resta uguale quindi le rette sono parallele.

L'equilibrio del consumatore

L'equilibrio del consumatore è raggiunto nel punto e in cui la curva d'indifferenza è tangente al vincolo di bilancio → in questo punto il consumatore ha la massima soddisfazione rimanendo nelle possibilità offerte dal vincolo di bilancio. Max soddisfazione nei panieri ammissibili.

Il paniere corrispondente a questa situazione di equilibrio prende il nome di soluzione interna. SMS > p1/p2 → x1 vs x2 → Se allora il beneficio relativo di x1 è maggiore del costo di opportunità di x2.

SMS < p1/p2 → x1 vs x2 → Se allora il beneficio relativo di x1 è minore del costo di opportunità di x2.

Cosa succede in E? Significa che l'ultimo centesimo speso per acquistare x1 fornisce la stessa utilità marginale dell'ultimo centesimo speso per acquistare x2.

Metodo di Lagrange

Per prima cosa scriviamo l'equazione di Lagrange:

L = U(x1, x2) + λ(I - p1x1 - p2x2)

dove λ è il moltiplicatore di Lagrange e U(x1, x2) è la funzione obiettivo (funzione di utilità).

Le incognite sono x1, x2, λ, dato che la funzione va massimizzata, le derivate vanno poste =0.

Statica comparata

La statica comparata è un metodo che consiste nel mettere a confronto due situazioni di equilibrio ed è utile poiché consente di fare previsioni verificabili su come gli individui si comporteranno al variare di alcune condizioni.

Supponiamo di effettuare le modifiche ceteris paribus (a parità delle altre condizioni). Se diminuisce il prezzo degli hamburger c'è uno spostamento del vincolo di bilancio, inoltre il consumatore sceglierà una combinazione di beni diversa che assicura la massima utilità, ma le preferenze del consumatore rimangono uguali.

Curva prezzo-consumo → È l'insieme dei panieri di equilibrio individuati facendo variare il prezzo di un bene (ceteris paribus). La combinazione prezzo/quantità di hamburger desunta dalla curva prezzo-consumo indica come cambia la quantità di hamburger domandata al variare di p.

Effetto incrociato di prezzo → È l'effetto che la variazione di prezzo di un bene ha sulla quantità domandata di un altro bene. Possiamo avere due casi: beni sostituti e beni complementari.

Variazione del reddito ed effetti:

  • Bene normale → Si dice un bene il cui consumo cresce con l'aumentare del reddito (ceteris paribus). (Si sposta verso dx) CONSUMO CRESCE-AUMENTO REDDITO
  • Bene inferiore → Si dice un bene il cui consumo cala con l'aumentare del reddito (ceteris paribus). (Si sposta verso sx) CONSUMO CALA-AUMENTA REDDITO

Si dice curva reddito-consumo l'insieme dei panieri di equilibrio individuati facendo variare il reddito del consumatore. Utilizzando questa curva, possiamo trovare la relazione tra la quantità domandata e il reddito: questa relazione prende il nome di curva di Engel.

Curva di Engel → relazione quantità domanda e reddito (è inclinata positivamente quando effetto reddito ha lo stesso segno dell'effetto sostituzione).

Elasticità della domanda

Per elasticità della domanda del prezzo si intende il valore assoluto del rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo. Non ha unità di misura e ci serve a misurare precisamente la dipendenza di Q da P.

Ricorda che P è una variabile esogena: è una variabile economica che, all'interno di un determinato modello, assume un valore indipendente dall'equilibrio rappresentato nel modello stesso (nonostante ne influenzi).

% ΔQ / % Δp

ε = - ΔQ / Δp : (ricorda valore assoluto)

Se riscriviamo l'equazione: % ΔP / ΔQ dove è la pendenza della curva di domanda.

In base al valore di ε possiamo definire le proprietà della domanda (ricorda valore assoluto):

  • La spesa totale (ST) è la somma complessiva di denaro spesa dal consumatore per l'acquisto di un certo bene. ST = R = p ∘ Q.
  • Se supponiamo di aumentare p:
    • Il ricavo aumenta se la domanda è inelastica.
    • Il ricavo diminuisce se la domanda è elastica.

Proprietà della domanda

  • Domanda lineare non ha elasticità costante (vedi sotto).
  • Domanda iperbolica ha elasticità costante.
  • Elasticità sempre negativa.
  • Elasticità inversa alla pendenza.
  • Elasticità indipendente unità di misura.

Casi particolari

  • Perfettamente anelastica.
  • Perfettamente elastica.
  • Elasticità unitaria in ogni punto.

Curva di domanda lineare → Elasticità lungo una curva di domanda lineare.

Elasticità incrociata della domanda: cosa succede quando le variazioni di prezzo di un bene influiscono sulla quantità domandata di un altro bene. Per elasticità incrociata della domanda del bene X rispetto al prezzo del bene Y si intende il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata di X e la variazione percentuale del prezzo di Y che l'ha provocata. ΔQX / ΔPY

εx,y = ΔQ / ΔP → ε = % ΔX / % ΔPY

εx,y > 0 → Beni sostituti

εx,y < 0 → Beni complementari

La legge della domanda e i suoi effetti

Abbiamo affermato che quando il prezzo di un bene aumenta la quantità domandata diminuisce: le curve di domanda sono decrescenti. Questo principio prende il nome di "legge della domanda" (ma ricorda che non è sempre valida).

Infatti, l'aumento del prezzo di un bene comporta che quel bene diventa più costoso, portando ad una perdita del potere di acquisto del consumatore. Un maggiore prezzo riduce la desiderabilità del bene mentre la perdita di potere di acquisto può avere effetti incerti sulle scelte del consumatore.

Effetti sulla domanda

Possiamo parlare quindi di due effetti:

  • Effetto sostituzione → È l'effetto di una variazione di prezzo sulla quantità domandata di un bene, dovuto esclusivamente al fatto che il suo prezzo relativo è cambiato.
  • Effetto reddito → È l'effetto di una variazione di prezzo sulla quantità domandata di un bene, dovuto esclusivamente al fatto che il reddito è cambiato.

L'insieme di questi due effetti è l'effetto TOTALE.

Analiticamente:

  1. Individuiamo E0: Δp
  2. Ipotizziamo la variazione di E1
  3. Individuiamo Δx1
  4. Registriamo conseguente Δx1
  5. Scomponiamo in effetto reddito ed effetto sostituzione

Come si attua la scomposizione?

  1. Individuato E0 ipotizziamo un nuovo reddito capace di compensare e parallelo a E1
  2. Individuiamo l'ipotetico equilibrio che ci consente di definire il passaggio E2 → E0 effetto sostituzione
  3. E1 → E2 effetto reddito

In sintesi l'effetto sostituzione è sempre negativo poiché SMS è decrescente, l'effetto reddito è negativo se il bene è superiore, positivo se il bene è inferiore. L'effetto totale, di solito, è negativo. C'è però un'eccezione: il bene di Griffen → un bene inferiore la cui curva di domanda è crescente. Nonostante l'aumento del prezzo, dunque, c'è un aumento della quantità domandata. L'effetto reddito è talmente forte che sovracompensa l'effetto sostituzione generando il paradosso della curva di domanda inclinata positivamente (Pensa all'aumento del prezzo delle patate in Irlanda).

Partendo dall'effetto reddito e dall'effetto sostituzione, possiamo definire la curva di domanda compensata come una funzione che indica come varia la quantità domandata al variare del prezzo nell'ipotesi che, man mano che il prezzo cambia, il consumatore sia compensato con una quantità di reddito sufficiente a farlo rimanere al livello di utilità iniziale.

Il surplus del consumatore è la misura monetaria del beneficio derivante dalla partecipazione alla transazione di mercato, ovvero la differenza tra quanto il consumatore è disposto a pagare per un bene e quanto deve effettivamente pagare. Prende anche il nome di surplus marshalliano del consumatore. Cosa succede se cambia il prezzo? Se P aumenta → S diminuisce; P diminuisce → S aumenta.

La massimizzazione del profitto

Il profitto è definito come la differenza fra ricavi (somma complessiva che l'impresa ottiene grazie alla vendita dei suoi prodotti) e costi (spesa complessiva dell'impresa per l'acquisto degli input); il ricavo totale è la somma complessiva che un'impresa ottiene grazie alla vendita dei suoi prodotti.

La massimizzazione del profitto è un'ipotesi sulle motivazioni che guidano le scelte dell'impresa. Sfruttando il grafico ottenuto unendo questi due grafici, possiamo trovare la distanza tra la curva di domanda e di ricavo. Massimizzare questa distanza significa diminuire la distanza Rt e Ct. Questa distanza è π. Quando il costo marginale (MC), variazione del costo totale conseguente alla produzione di un'unità aggiuntiva, è uguale al ricavo marginale (MR), variazione del ricavo totale conseguente alla vendita di un'unità aggiuntiva, avremo la condizione ottimale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lillolullo09 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Bollino Carlo Andrea.
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