Lezione n. 1 – 21/09
Becchetti – Bruni – Zamagni – Microeconomia "Un testo di economia civile" 1:08:00 spiega i capitoli da fare – 1/6 primo parziale. 8/9 12 e 13 secondo parziale. 1780-90 nascita scienza economica.
Macroeconomia e microeconomia
Macroeconomia: si occupa di aggregati economici e delle scelte che effettuano stati ecc.
Microeconomia: si occupa delle scelte effettuate dagli operatori economici (famiglie, risparmiatori, consumatori ecc.).
Mercato: luogo ideal-tipico dove si incontrano i soggetti di domanda e i soggetti di offerta.
Lezione n. 2 – 22/09
Capitolo 1 1-35
Economia politica: (doppia ermeneutica – scienza sociale) adotta il metodo scientifico per lo studio.
Modello economico: costrutto teorico astratto basato su concetti matematici che tende a isolare alcuni aspetti di un problema economico con lo scopo di risolverli e/o studiarli.
Logiche economiche
Logica deduttiva: logica matematica - definizioni, ipotesi, applicazione del ragionamento matematico e logico per ottenere tesi.
Logica induttiva: logica statistica - raccolta di dati cercando di estrapolare linee generali di tendenza.
Economia positiva e normativa
Economia positiva: momento della scienza economica in cui gli economisti tentato di evidenziare leggi tendenziali.
Economia normativa: momento in cui gli economisti cercano di individuare come l’economia dovrebbe comportarsi per ottenere il miglior risultato economico-sociale. Problema economico è connesso alla problematica della scarsità. Entrambe possono coesistere.
Razionalità economica
Razionalità strumentale: David Hume, l'individuo definisce l'obiettivo da raggiungere e opera le proprie scelte per ottenerlo senza trascurare di utilizzare tutte le informazioni e le risorse disponibili.
Razionalità perfetta: totale completa, i soggetti economici sono strumentalmente razionali e perfettamente capaci e abili. Riescono a individuare i mezzi perfetti per ottenere il massimo risultato.
Razionalità limitata: Simon. Durante il processo decisionale, la razionalità di un individuo è limitata da vari fattori: dalle informazioni che possiede, dai limiti cognitivi della sua mente, dalla quantità finita di tempo di cui dispone per prendere una decisione.
La prima caratteristica del comportamento economico è la razionalità, sia in senso pieno che strumentale. È anche un comportamento derivante da volontà intenzionali.
Positivismo logico
Positivismo logico: filosofia della scienza secondo cui ogni tesi scientifica per essere tale deve essere fondata su grandezze misurabili quantificabili osservabili tramite la matematica.
Lezione n. 3 – 28/09
Divisione della micro e macro economia
Micro e macro economia si dividono negli anni 20 del 900.
Mercantilismo
Mercantilismo: la prima scuola di pensiero organica risale alla fine del 1600 (periodo precapitalistico). La figura del mercante e del mercato erano alla base del mercantilismo. Il mercantilismo divenne la teoria e la politica economica volta a proteggere l’interesse della nazione proteggendo gli interessi dei mercanti.
Principio di protezionismo degli interessi dei mercanti, sostenendo delle loro attività, chiusura delle frontiere prediligendo i commerci con le proprie colonie con lo scopo ultimo della tesaurizzazione: mettere da parte degli stock di ricchezza. Logica di protezione e chiusura, limitando al massimo le interazioni con altri sistemi (altri stati).
Concetto di arbitraggio
Concetto di arbitraggio: spostamento di beni da una parte all’altra del pianeta con lo scopo di ottenere un profitto.
Fisiocrazia
Fisiocrazia: nasce nel 1758 in Francia, il cui principale fautore fu Quesnay, coniando il pensiero fisiocratico. (primo autore di un trattato di economia politica) Al centro della loro teoria ponevano la terra e il suo sfruttamento ottimale. Un sistema economico sarà tanto più ricco quanto meglio riuscirà a sfruttare ed organizzare il proprio settore primario (agricolo).
- Proprietari terrieri
- Agricoltori
- Artigiani
Tutti e tre collegati tra loro. Per la prima volta nella storia vengono individuati diversi settori economici, diversi soggetti economici e diversi flussi economici che avvengono necessariamente tra di essi. I fisiocratici introducono per la prima volta il concetto di prodotto netto: la capacità di una economia di aumentare il sovrappiù economico nel tempo, da utilizzare in altre modalità. Secondo Quesnay la ricchezza economica non è solo interpretabile come una grandezza stock (tesaurizzazione) ma anche come una grandezza flusso (impiego del sovrappiù da investire o utilizzare).
Scuola scozzese
Scuola Scozzese: nasce nel 1776, fondata da Adam Smith, filosofo che studiava il comportamento umano. "Indagine intorno alla natura e alle cause della ricchezza delle nazioni" analizza quello che secondo lui è il comportamento economico, distaccandolo dal comportamento sociale.
Comportamento economico: il perseguire il proprio auto interesse. Ovvero il livello di soddisfazione delle proprie necessità e dei propri bisogni che il soggetto riesce a garantirsi attraverso gli scambi economici volontari.
Razionalità finalistica = razionalità sociale, Razionalità strumentale = razionalità economica.
Per rendere possibile ciò, Smith professa un pieno liberalismo economico, abolendo il protezionismo e mercantilismo, presupponendo che i comportamenti dei soggetti economici non siano egoistici. Il comportamento auto interessato si differenzia dal comportamento egoistico poiché un soggetto auto interessato dovrebbe essere simpatetico per non risultare egoistico. Simpatia: tendenza naturale degli uomini di riconoscere negli altri individui gli obiettivi di auto interesse personale. Egoismo: tendenza di un individuo di calpestare gli interessi personali degli altri individui pur di avvantaggiarsi e perseguire i propri auto interessi.
Per massimizzare la ricchezza dello stato, per permettere al meccanismo della mano invisibile di operare, per permettere all’istituzione mercato di funzionare era necessario capire quale fosse la vera origine della ricchezza: per Smith può essere identificata nel lavoro.
Lavoro produttivo e improduttivo
Smith identifica il lavoro produttivo e lavoro improduttivo.
- Produttivo: quello capace di creare un surplus di risorse impiegabili.
- Improduttivo: quello che trasforma un bene mantenendone invariato il valore economico.
Cercando di definire e spiegare la differenza tra valore d’uso e valore di scambio introduce il concetto di scarsità. Introduce la divisione del lavoro, suddivisione orizzontale e verticale del lavoro.
Concetto di prezzo
Introduce il concetto di prezzo (prezzo di mercato): in una società elementare, in cui non ci fosse altra risorsa economica utilizzabile, se non il lavoro, il prezzo unitario di un bene corrisponderebbe al salario unitario pagato per generare quel bene. In società più sviluppata il prezzo di un bene invece sarà dato: salario necessario per pagare il lavoro, somma delle risorse utili alla produzione del bene, profitti di chi effettua la produzione e la somma utile a pagare la rendita richiesta da chi permette la produzione. (prezzo naturale)
Lo scambio mercantile ha una funzione anche civilizzante, politica ed economica. Strumento di emancipazione sociale (e di civilizzazione dei popoli, per la scuola italiana che accentua le idee di Smith - Genovesi).
Prezzo e distribuzione della ricchezza
πP (prezzo) = W + + RW (valore dei salari): che devono essere pagati per ottenere il bene o per produrre i fattori produttivi utili a produrlo.
- Proletariato urbano.
- π (profitto): remunerazione del rischio associata a colui che organizza l’attività produttiva e imprenditoriale. Borghesia/capitalisti.
- R (rendite fondiarie): rendite che devono essere pagate quando si decide di mettere in essere una attività produttiva. Aristocratici/proprietari terrieri.
Introduce una concezione di come la ricchezza viene spartita tra le varie classi sociali impegnate nel produrla.
Lezione n. 4 – 29/09
Finito capitolo 1 – pg 62.
Lezione n. 5 – 05/10
Scuola dell’economia civile italiana
Scuola dell’economia civile italiana: si basa sul concetto di scambio economico come scambio civilizzante. Lo scambio economico volontario non può prescindere dal ruolo delle virtù, virtù come la fede pubblica, buona fede dello scambio mercantile, buoncostume. Verri, poneva alla base, inoltre, la fiducia interpersonale. Altro fondamento, secondo la scuola italiana, era la prevalenza del bene comune sull’interesse personale.
Cesare Beccaria: l’obbiettivo di ogni istituzione sociale (stato, mercato, soggetto pubblico) deve essere la “massima felicità per il massimo numero”, anticipando così l’utilitarismo.
Carlo Cattaneo: l’infinito sviluppo economico consentito dal capitalismo poteva essere possibile solo in presenza di imprenditori creativi.
Sviluppo della scuola classica di matrice scozzese (1776-1870)
- Ricardo “Principi di economia”: primo economista non filosofo. Si pone a difesa degli imprenditori. Cerca di capire quali possono essere le condizioni negative al mantenimento e allo sviluppo del profitto imprenditoriale. Moderazione salariale: i lavoratori dovevano essere mantenuti ad un salario di sussistenza. Teoria della rendita fondiaria: limitazione delle rendite fondiarie, si oppone al protezionismo agricolo e alla chiusura dei mercati agricoli. Legge dei rendimenti decrescenti: più un bene viene sfruttato meno rende.
- Thomas Malthus: fu il primo a inserire questioni demografiche, correlando l’andamento demografico e l’andamento economico. Si pone a tutela dei proprietari terrieri, sminuendo non il profitto imprenditoriale ma i ceti sociali più poveri: il proletariato urbano indigente. Politica anti Pauperista. L’unica via per massimizzare la ricchezza di un paese è quella di limitare la popolazione indigente attraverso politiche di natalità, sterilizzazione delle donne di famiglie povere e promuovendo l’immigrazione verso le colonie.
- J. S. Mill: fu il primo a porre l’accento sull’intervento pubblico nell’economia, al fine di tutelare il benessere dei più deboli. Redistribuzione della ricchezza. Mill pone le basi dell’utilitarismo nell’economia politica. Inoltre fu il primo a collegare il problema economico a quello della libertà individuale: ritiene che le libertà dei singoli siano da tutelare, liberando il singolo da vincoli e costrizioni.
- Karl Marx: imbastisce la critica all’economia politica classica. Si schiera dalla parte del proletariato. È il primo economista ad introdurre il concetto di sfruttamento: sfruttamento perpetuato dai capitalisti ai danni del proletariato. Il capitalista pagherebbe un salario minore non corrispettivo al vero valore che il lavoratore impiegava, intascando il plusvalore (quantità di lavoro che non viene salariato). Legge di caduta tendenziale del profitto: superamento delle differenze ed iniquità salariali dei lavoratori ai danni del profitto capitalista, dei capitalisti fintato da raggiungere l’autodistruzione del capitalismo. Per evitare lo sfruttamento economico, sottrazione indebita del plusvalore e allo stesso tempo generare ricchezza nelle nazioni, propone l’utilizzo di forme della gestione di produzione e di organizzazione della produzione di forma democratica e cooperativa, in cui tutto il valore creato dai lavoratori viene redistribuito tra di essi.
Politica economica neoclassica
Politica economica neoclassica:
- Primo elemento che la distingue da quella classica è lo studio dei comportamenti dei singoli individui, delle scelte individuali.
- Secondo elemento, utilizzo della teoria del valore Utilità: il valore del bene economico è dato dall’utilità incrementale o marginale che riesce a garantire.
- Terzo elemento, pesantissimo utilizzo della matematica per la rappresentazione delle teorie economiche.
- Quarto elemento, l’economia diventa una scienza sperimentale più di quanto non fosse in precedenza, in quanto è possibile ricondurla e collegarla alla statistica, dato dall’utilizzo di grandezze matematiche.
Principali figure della scena neoclassica
- Jevons: vuole decodificare l’attività di consumo di beni e servizi da parte del consumatore.
- Marshall: pubblica il primo manuale di economia, con i suoi studi cerca di caratterizzare ciò che è un mercato di scambio e di capire cosa voglia dire “equilibrio di mercati”.
- Edgeworth: condizioni di ottimalità dello scambio.
- Menger: fu il primo a connettere la teoria economica all’utilitarismo.
- Walras: studia non solo l’equilibrio di mercato l’equilibrio libero generale, ponendo una prima idea di pensiero macroeconomico.
Mercato
Mercato: luogo ideal tipico di incontro di domanda e di offerta.
Mercato come istituzione sociale
- Privatisticità: istituzione sociale privatistica, scambio di beni economici privati escludibili (capacità di escludere tutti quelli che non possono utilizzare il bene dell’utilizzarlo) e rivali (l’utilizzo ne riduce l’utilizzabilità di terzi).
- Decentralizzazione
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.