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MICROECONOMIA

Micro: studia il comportamento degli agenti economici considerati come individui.

Economia: analisi/andamento economico, studio dell’allocazione di risorse scarse.

ANALISI MICROECONOMICA

Analisi economica effettuata tramite modelli (basati sulla domanda di ricerca).

rappresentazioni semplificate

della realtà (eliminano i

dettagli irrilevanti)

Es.

Si può ipotizzare che le merendine siano tutte uguali nel caso in cui si analizzi la relazione tra il prezzo della

farina e la quantità di merendine vendute.

Nel caso in cui, però, aumenti il prezzo delle nocciole non si può più pensare alle merendine come tutte

uguali perché quelle alla marmellata non verranno in alcun modo affette da cambiamento.

variabili

Prezzo e quantità sono delle

ESOGENE ENDOGENE

esterne al modello. generate

Non si sa perché all’interno del

cambiano modello

PUNTI DI RIFERIMENTO DELLA MICROECONOMIA

• Principio di ottimizzazione: l’agente economico sceglie in funzione del meglio (es. per i figli, se

stessi, l’azienda, ecc…). Si comporta coerentemente con i propri obiettivi.

• Principio di equilibrio: situazioni in cui nessun agente economico ha incentivi per cambiare le

proprie scelte.

Le scelte aggregate sono tra loro interdipendenti.

Le scelte individuali devono essere tra loro compatibili.

Problema: capire come varia il prezzo degli affitti.

LATO DOMANDA

Ipotesi:

• Due zone: centro (+ disp. a pagare) e periferia (- disp. a pagare)

• Molti consumatori = tanti studenti non hanno potere negoziale.

1000€/mese Paolo

800€/mese Mario N.B. in centro tutti gli appartamenti sono equivalenti

1200€/mese Sofia ma cambia la disponibilità a pagare (prezzo di riserva)

300€/mese Lorenzo

Ordinando in ordine decrescente i prezzi di riserva si ottiene un grafico:

funzione di domanda.

La curva rossa viene detta

LATO OFFERTA

Ipotesi: mercato concorrenziale nel breve periodo

• Identico prezzo per ogni appartamento

• Numero fisso di appartamenti di mercato:

Unendo domanda e offerta si ottiene l’equilibrio

Il prezzo p* dipende da scelte locatari-locatori compatibili:

• Prezzo superiore: eccesso di offerta

• Prezzo inferiore: eccesso di domanda

Dato il prezzo degli affitti, tutti i consumatori che vogliono affittare trovano un appartamento da affittare e

dato un canone di locazione, tutti i locatari trovano un inquilino a cui affittare.

Qual è il prezzo che rende quantità domandata e quantità offerta compatibili?

= ()

!

= ()

" ∗ ∗

)

? ∗ . . = ( = = ( )

! "

∗ prezzo di equilibrio.

È il prezzo che si trova nell’intersezione delle due funzioni ed è detto

STATICA COMPARATA

Come varia il prezzo al variare delle condizioni di mercato?

prima dopo

Si riferisce a due situazioni statiche e (non viene analizzata la dinamica, ovvero tutto ciò

che avviene nel mezzo) Questo succede nel momento in cui si costruiscano

dei nuovi appartamenti che saranno dati in affitto.

L’offerta aumenterà (’) e quindi il prezzo

diminuirà (p* ).

2

Al contrario se viene istituita una restrizione sugli

appartamenti da affittare, il numero di

appartamenti affittabili diminuirà e il prezzo

aumenterà.

Il mercato concorrenziale prevede che i produttori

non possano determinare il prezzo, ma devono basarsi sul prezzo di mercato (a livello teorico).

concorrenza perfetta oligopolio monopolio

moltissime imprese alcune imprese una sola impresa

monopolio

Il può essere:

• Puro: non ha concorrenti e può decidere il prezzo che vuole, ma non ha ulteriori informazioni.

• Discriminante: ha una quantità di informazioni enorme, quindi conosce i prezzi di riserva di tutti i

consumatori e li identifica.

concorrenza perfetta monopolio discriminante Affitta tanti appartamenti quanti

quelli in concorrenza perfetta, ma

a un prezzo diverso ognuno,

quindi a un prezzo medio più

elevato.

Il monopolista puro sa la curva di

domanda, ma non può differenziare i prezzi perché non ha le informazioni sui singoli consumatori.

Il monopolista puro vuole massimizzare i ricavi

() = ∙

!

= ()

!

() = ∙ ()

Deve, quindi, scegliere un prezzo per rendere massima l’area di quel

rettangolo che non deve essere né troppo alto né troppo basso,

sceglie quindi un prezzo intermedio.

Cosa lo differenzia dal prezzo concorrenziale?

Generalmente il monopolista puro vende una quantità

minore ad un prezzo maggiore.

$

> ∗

$

<

Controllo degli affitti

Si sceglie il prezzo non in base al prezzo di mercato, ma viene fissato da un’autorità (p ).

C

Il prezzo p è il prezzo massimo, quindi sarà al di sotto del prezzo

c

p* perché altrimenti non avrebbe alcun effetto.

>

%

I consumatori che vanno da S a q non acquistano niente perché

C

non ci sono abbastanza appartamenti.

Qual è, quindi, il meccanismo migliore? Dipende.

Miglioramento Paretiano,

Si applica il ovvero la possibilità di migliorare la soddisfazione di qualcuno

senza ridurre quella di qualcun altro.

Un’allocazione di risorse è:

• pareto-efficiente quando non è possibile un miglioramento paretiano perché vuol dire che

spostandosi da questa situazione di partenza si può far stare meglio qualcuno, ma facendo stare

perfetta, monopolio discriminante).

peggio qualcun altro (concorrenza

• puro:

pareto-inefficiente se è possibile applicare un miglioramento paretiano (monopolio si

può costruire un’allocazione negativa facendo pagare lo stesso prezzo a chi già pagava e abbassare

leggermente il prezzo per chi prima non pagava, dando quindi loro un beneficio in termini di servizi.

Controllo degli affitti: se si affitta a uno con bassa disponibilità a pagare si può dare il

contratto d’affitto ad una persona con alta diponibilità a pagare: a questo punto il primo sarebbe

meno felice, ma se il secondo dà una compensazione al primo entrambi sono felici).

Divisione di una torta pareto-efficiente

N.B. anche l’allocazione iniziale per cui si da tutto ad uno e niente all’altro

è pareto-efficiente perché se tolgo ad uno sicuramente questo starà

peggio.

Nel caso in cui ¼ di torta cada per terra verranno divisi i ¾ rimanenti, ma

nel momento in cui introduco di nuovo quel quarto si ha un’allocazione

pareto-superiore. l’assenza di sprechi:

Il criterio di Pareto non bada all’equità delle allocazioni, ma ha a che fare con

un’allocazione pareto-superiore spreca meno di un’altra.

VINCOLO DI BILANCIO

Rappresenta cosa il consumatore può acquistare (beni e servizi) dati due oggetti (prezzi esogeni e reddito

esogeno). migliore acquistabili.

Combinazione di beni tra quelle

Paniere di consumo: lista ordinata di beni (vettore) e le loro quantità.

= ( , , … , )

& ' (

1 = ⇒ =

&

2 = ⇒ =

'

3 = ⇒ =

)

Possono riguardare anche scelte intertemporali, non per forza in un preciso momento.

Il paniere di consumo bidimensionale è composto solo dalle quantità di due beni. Si ha il vantaggio di poter

rappresentare su un grafico cartesiano le quantità di questi beni.

Ipotizziamo, poi, che a ognuno di questi beni sia attribuito un prezzo (in generale ≥ 0).

Sappiamo che il consumatore ha un reddito monetario dato () e, a livello teorico, non può spendere più

dei soldi che ha: vincolo di bilancio

+ ≤

& & ' '

Considerando il caso in cui la spesa sia esattamente uguale a :

& &

= −

'

' '

retta di bilancio

La rappresenta le combinazioni di beni e

servizi acquistabili dati i loro prezzi esaurendo completamente il

reddito a disposizione.

*

N.B. consumo massimo che il consumatore può effettuare del

+

! *

bene 1, analogamente +

"

Prendendo un punto qualsiasi sulla retta di bilancio si sceglie un particolare paniere di consumo ( =

). Al paniere si ha che:

,

& ' + =

& & ' '

Prendendo un punto al di fuori della retta di bilancio, il reddito non si esaurisce completamente.

− = > 0

& & &

− = < 0

' ' '

Bisogna rinunciare ad una certa quantità di un bene

per permettersi una maggior quantità dell’altro.

' <0

&

Ponendo devo rinunciare a 2 unità di

= 2, = 1

& '

bene 2 per avere 1 unità di bene 1:

& '

− =

' &

→ 0

& &

→ 0

' '

' & & &

= − ⇒ lim =−

,- →/

& ' ' '

!

Variazione del reddito

&

= −

' &

' '

0

0

>

00

<

Variazione prezzi nella stessa proporzione

&

= −

' &

' '

(1

→ + )

& &

(1

→ + )

' '

(1 + )

&

= −

' &

(1 + ) (1 + )

' '

cambia solo

questo valore

Variazione del prezzo di un solo bene

&

= −

' &

' '

&0 riduzione di

< →

& &

&0

&

− >−

' '

&00 aumento di

> →

& &

&0

&

− <−

' '

Cambia l’inclinazione del vincolo di bilancio. Se prima dovevo rinunciare a 2 unità del bene 2 per avere 1

unità in più di bene 1, ora devo rinunciare solo a 1 unità di

bene 2 perché il prezzo del bene 1 è diminuito.

&0

Con <

&

I due insiemi di bilancio hanno due estensioni diverse, quindi

cambia il potere d’acquisto, infatti posso acquistare più

quantità di bene 1, ma anche di bene 2.

Numerario: un bene il cui prezzo è considerato unità di

misura per l’acquisto degli altri beni.

Si può riscrivere il vincolo di bilancio:

& + =

& '

' '

oppure

& '

+ =1

& '

Variazione del prezzo di entrambi i beni in quantità differente

&0

che aumenta

↑ >

& &

'0

che diminuisce

↓ <

' '

L’inclinazione e la superficie coperta aumentano o diminuiscono in

base a quanto variano i prezzi e

& '

Tasse e sussidi

• Tassa/sussidio quantità (es. accise): aumento/diminuzione prezzo.

1 → 1 ± →

• Tassa/sussidio ad valorem (es. IVA): aumento/diminuzione prezzo.

1 → (1 ± )1 →

• Tassa/sussidio globale (es. IRPEF, borsa di studio, reddito di cittadinanza): →± →

aumento/diminuzione reddito.

Razionamento: imposizione di consumo non superiore a una certa

quantità di prodotto.

anche se il consumatore potrebbe comprare più quantità rispetto a ̅

&

non può farlo.

Tasse, sussidi e razionamenti possono essere usati congiuntamente.

Es. contratto telefonico con un certo numero di minuti.

Finchè si è all’interno il prezzo del bene diventa pari a zero, una volta superato costavano di più.

Es. buoni pasto negli USA

Danno 153$ a settimana pagandoli in base al

proprio reddito (es. 25$). Se rinuncio, quindi, a

25$ di altri beni posso comprare 153$ di cibo.

Se vado oltre li devo pagare a prezzo pieno.

inclinazione negativa

In italia i buoni pasto non danno diritto al resto in

quanto il soldi di resto li potrei spendere per altri

beni.

Se il bonus può essere trasformato può far sì che

la quantità dell’oggetto del bonus non sia più

elevata, ma anzi potrebbe anche diminuire.

inclinazione pari a zero

PREFERENZE

Bisogna avere a disposizione almeno due panieri di consumo. Il consumatore posto di fronte alla scelta tra

questi due panieri, quale preferisce? ( ),

= , = ( , )

& ' & '

Relazione di preferenza:

• strettamente preferito

è a

≻ ↔

• indifferente

è a

∼ ↔

• debolmente preferito

è a Y

≽ ↔

≽ ≽ ↔ ∼

∧Y

o ≽ ¬ ≽ ↔ ≻

∧ Y

o razionale assiomi:

Un consumatore si dice se le sue preferenze rispettano a questi

• Completezza: dati due panieri qualsiasi il consumatore è sempre in grado di dire se ≽ ≽

∼ .

• Riflessività: un consumatore se ha davanti a sé due panieri identici, non può scegliere strettamente

uno dei due perché in realtà sono lo stesso paniere. ≽ , ∼ .

• Transitività: si possono costruire catene di preferenza, paragonando indirettamente due panieri tra

loro (i segni devono avere la stessa direzione). ≽ ≽ → ≽ .

curve di indifferenza

Le preferenze sono rappresentabili tramite le che rappresentano tutti i panieri (e

solo quelli) che lasciano il consumatore indifferente rispetto a un paniere dato. Sono rappresentabili nello

spazio dei beni.

N.B. Il consumatore tende a preferire panieri che contengono di più rispetto a panieri che contengono

meno. Per la riflessività ogni paniere dato è all’interno della curva di

indifferenza.

Se due panieri non sono sulla stessa curva di indifferenza, la

transitività ci dice che queste due curve non si possono

incrociare.

Infatti, per definizione si ha che:

→ ∼

• e sulla stessa C.I.

→ ≻

• e su C.I. diverse

Quindi, per definizione si ha che ≻

Prendiamo un terzo paniere che sta

sull’intersezione delle due C.I.

Si ha che: ∼∼∼⇒ ∼

impossibile perché e

sono su due C.I. diverse

Esempi di preferenze:

• Beni perfetti sostituti: quando al consumatore importa solo la quantità utilizzata.

Es. un consumatore interessato a consumare solo 10 matite a settimana (rosse o blu, è

indifferente). L’insieme delle curve di indifferenza si

chiama mappa di indifferenza.

1) Inclinazione negativa

2) Lineare (aumentare o diminuire in

proporzione fissa, ma non per forza

1:1)

• Beni perfetti complementi: consumati sempre in

quantità fisse.

Es. ogni persona necessita 2 scarpe (una destra e

una sinistra)

Devo cercare un paniere che sia indifferente a

(1,1). Questo paniere non è (2,2) perché avere un

paio o due paia di scarpe mi cambia

Il paniere indifferente è ad esempio (1,2) perché

avere una scarpa spaiata in più non mi cambia,

non me ne faccio niente.

1) Inclinazione strettamente NON positiva

2) Lineare a tratti

• Mali: elementi che ci fanno stare peggio. Potrebbero essere l’inquinamento o il rumore che

influenzano il consumatore sulla propria scelta.

Es. inquinamento.

Se bisogna accettare più inquinamento (quindi essere indifferente) bisogna avere sicuramente più

cose positive. Si può rappresentare l’inquinamento come aria pulita considerando, quindi, l’assenza

del male.

1) Inclinazione positiva (che può diventare negativa)

• Beni neutrali: è un bene per il quale il consumatore è totalmente indifferente.

Es. pupazzetti nei pacchetti delle merendine

perché se non mi interessa possono essercene

tutte le quantità del mondo, non cambia niente.

I panieri X e Y sono indifferenti tra loro perché

l’unica cosa che cambia è quella del bene

neutrale.

1) Rette orizzonatali (parallele all’asse del

bene neutrale)

2) Lineari

• Sazietà: caso in cui il consumatore ha un paniere preferito su tutti gli altri. Oltre una certa quantità

(punto di sazietà) la soddisfazione si tramuta in fastidio (es. mi abbuffo del mio cibo preferito, ma

poi sto male perché ho mangiato troppo).

S è il paniere ottimale (quantità di beni

ideale).

X contiene troppo poco di entramb

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erikacolonna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bacchiega Emanuele.
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