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AA 2019/2020

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA

Corso di Economia e Management (Part-Time)

Alberto Tozzi

[MICROECONOMIA I]

Sulla base del programma attualmente vigente e le lezioni impartite dal Prof. Ivan Moscati

Indice dei contenuti

Lezione 1 - Introduzione .................................................................................................................................... 2

Lezione 2 - Domanda e offerta .......................................................................................................................... 4

Lezione 3 - Le preferenze del consumatore .................................................................................................... 11

Lezione 4 - Vincoli, Scelte e Domanda ............................................................................................................. 20

Lezione 5 - Dalla domanda al benessere ......................................................................................................... 33

Lezione 6 - Tecnologia ..................................................................................................................................... 44

Lezione 7 - I costi ............................................................................................................................................. 53

Lezione 8 - La massimizzazione dei profitti ..................................................................................................... 65

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Lezione 1 - Introduzione

Alcune definizioni

 Economia: Disciplina che studia il funzionamento dei sistemi economici in cui opera l’individuo

 Microeconomia: studio dei comportamenti e dei processi decisionali a livello di singolo

individuo/azienda

 Macroeconomia: studio del funzionamento e interazione dei sistemi economici in linea generale e

fenomeni quali inflazione, crescita e ciclicità.

Cenni storico/economici

1. Epoca pre-classica (< 1776)

2. Classica (Smith, Ricardo) (1776 – 1871)

3. Neo Classica (Marginalisti come Pareto, Marshall: Nascita Microeconomia) (1871 – 1936)

4. Keynesiani (Nascita Macroeconomia) (1936)

5. Distinzione tra Micro e Macroeconomia

Teoria economica classica, la “Mano Invisibile”

Possibilità di esistenza di diverse tipologie di sistemi economici, ognuno più o meno efficiente in termini di

produzione di beni e servizi:

- Sistema libero mercato, basato su scelte decentrate di produzione e consumo

- Pianificazione, autorità centrale controlla attività di produzione e impone qualità e quantità

consumi

Teoria classica della “Mano Invisibile”: perseguimento dell’interesse personale provoca, quasi

paradossalmente, equilibrio di mercato, grazie ad un’ottimale

allocazione delle risorse che la libertà produttiva e di consumi

comporta.

Fallimenti di mercato: Si verificano quando il perseguimento dell’interesse personale non

garantisce di ottenere il benessere della società nel suo complesso,

come teorizzato da classici, analisi economica permette di

prevedere e risolvere tali fallimenti.

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Microeconomia

Analisi delle decisioni prese dai singoli individui e imprese nello svolgimento dell’attività economica, si

divide in:

1. Come vengono prese le decisioni, sulla base di 4 principi:

- Perseguimento di un obiettivo, generalmente ma non necessariamente la massimizzazione del

benessere individuale (Incentivi)

- Scarsità relativa delle risorse rispetto agli obiettivi, necessità di compiere delle scelte.

- Scarsità relativa delle risorse comporta la sussistenza di un costo opportunità, tutto ciò che si

rinuncia per averlo, quantificabile nel suo costo monetario ma non solo. La scelta viene

effettuata nei confronti dell’alternativa per cui i benefici superino i costi percepiti.

- Decisioni quantitative prese attraverso analisi marginale e confronto tra benefici e costi

sostenuti (Es. studio vs. Relax)

Analisi marginale in ambito quantitativo comporta il confronto tra:

MB, beneficio marginale

MC, costo marginale

La quantità è ritrovabile nella situazione in cui MB = MC.

2. Le relazioni che intercorrono tra una decisione e l’altra e la loro integrazione

Decisioni dei singoli individui influenzate da scelte altrui, necessità di comprendere relazioni che sussistono

per analisi economia di mercato composta da numerosi individui.

Punto di equilibrio, situazione in cui non è possibile aumentare il benessere proprio modificando il proprio

comportamento.

La microeconomia considera tutti i modelli economici come tendenti ad una situazione di equilibrio

sopradescritta ed analizza come le scelte individuali e le relazioni tra di esse portino a tale situazione.

Ad esempio, in un mercato l’equilibrio è esplicitato nel livello di prezzi che i produttori e consumatori

possono pensare di spuntare.

3. Valutazione degli esiti delle decisioni prese in termini di efficienza

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Lezione 2 - Domanda e offerta

Definizione di mercato

Sistema economico basilare prevede la presenza di due principali attori, tra cui sussisteranno relazioni e

scambi su due livelli:

Famiglie: Offrono Fattori produttivi (Lavoro, capitale, terra)

Domandano beni e servizi

Imprese: Domandano fattori produttivi

Offrono beni e servizi

1. Mercato di beni e servizi

2. Mercato dei fattori produttivi

Le modalità di coordinamento dei mercati sopracitati sono descritte nel cosiddetto modello di domanda e

offerta, in termini di relazioni tra decisioni individuali come:

- Qualità e quantità dei beni richiesti e prodotti

- Qualità e quantità dei fattori produttivi richiesti e prodotti

Modello di domanda e offerta

1. Domanda (D = Demand)

La domanda di un determinato bene o fattore produttivo è determinata da:

- Prezzo, all’aumentare del prezzo la quantità domandata tende a diminuire

- Reddito, all’aumentare del reddito disponibile la quantità domandata tende ad aumentare

- Prezzo beni collegati, nei casi di:

o Beni sostitutivi, il cui prezzo influirà sulla quantità di bene principale domandato

o Beni complementari, il cui utilizzo è strettamente interconnesso

La curva di domanda è costruita considerando unicamente il prezzo come variabile determinante del livello

di domanda di un bene, gli altri due fattori sono considerati invariati.

In tale accezione la curva di domanda rappresenta la quantità di beni richiesta ad qualsiasi livello di prezzo

che tale prodotto può possibilmente assumere. Grafico della curva di domanda (D)

Asse delle x: Quantità

Asse delle y: Prezzo

Generalmente curvilinea e negativa, salvo

un’eccezione.

Negli esercizi tale curva sarà retta.

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2. Offerta (S = Supply)

La quantità di beni che un’impresa è disposta a produrre dipende dai seguenti fattori:

- Prezzo del bene prodotto, determinante della convenienza economica

- Prezzo dei fattori produttivi impiegati nella produzione del bene

- Tecnologia produttiva e relativi livelli di costo ed efficienza

Curva di offerta considera unicamente il prezzo del bene di riferimento e considera invariabili gli altri

elementi determinanti del livello di offerta.

In tale accezione la curva di offerta rappresenta la quantità di bene che le aziende sono disposte a produrre

e vendere a ciascun possibile livello di prezzo

possibilmente assumibile dal bene stesso.

Grafico della curva di offerta (S)

Asse delle x: Quantità

Asse delle y: Prezzo

Generalmente curvilinea positiva, salvo eccezioni.

Negli esercizi tale curva sarà retta.

3. Punto di equilibrio

Nessuna delle due curve sopra esplicitate ci può dire da sola quale quantità di bene sarà prodotta e

venduta all’interno del mercato e a quale prezzo.

Tale informazione è fornita dallo studio combinato delle due curve, nello specifico nella ricerca del punto di

intersezione, detto di equilibrio, delle curve di domanda e offerta.

Il punto di equilibrio rappresenta il punto

in cui D e S coincidono ed è

matematicamente matematicamente calcolabile ponendo a

sistem sistema le rispettive funzioni di domanda e

offerta offerta.

Come esplicitato precedentemente, la

microeconomia considera l’equilibrio come

situazione in cui non è possibile modificare il

proprio comportamento per aumentare il

proprio benessere individuale.

Di seguito vedremo come diverse situazioni di

disequilibrio generano situazioni di instabilità

di mercato e inneschino meccanismo che,

attraverso fluttuazioni di prezzo, riportino a

situazioni di equilibrio.

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Disequilibri di mercato

1. Eccesso di offerta

Situazione in cui il prezzo di mercato supera quello del punto di equilibrio, generando un eccesso di offerta

rispetto all’effettiva domanda del bene a tale prezzo. La rappresentazione grafica può esserci

utile per comprendere approfonditamente

il meccanismo di regolazione.

La scarsa domanda porta i venditori ad

abbassare i prezzi di vendita delle merci e

la quantità prodotta, al fine di ridurre le

scorte di magazzino e relativi costi.

L’abbassamento del prezzo spingerà la

domanda verso l’alto, fino al

raggiungimento del punto di equilibrio.

2. Eccesso di domanda

Situazione in cui il prezzo di mercato è inferiore a quello di equilibrio, quantità domandata è superiore alla

quantità prodotta e venduta.

L’eccesso di domanda rispetto all’offerta

costituisce un incentivo per i consumatori,

disposti a pagare di più per un bene

scarsamente disponibile rispetto

all’effettiva domanda.

L’aumento di prezzo costituisce un incentivo

per i produttori, disposti a produrre una

maggiore quantità di prodotto in virtù della

maggiore convenienza economica.

L’aumento di prezzo si arresterà quando

tale valore supererà quello di equilibrio,

causando al contrario un eccesso di offerta

con effetti sopradescritti.

Lo studio dei meccanismi di equilibrio all’interno del modello di domanda e di offerta rimarca la definizione

di punto di equilibrio come situazione in cui nessun individuo può migliorare la sua situazione modificando i

suoi comportamenti.

Presupposto fondamentale del coordinamento delle decisioni individuali attraverso il modello presentato è

la libertà, da parte degli attori coinvolti, di stabilire il prezzo delle merci scambiate.

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Statica comparata

Studio delle modifiche dell’equilibrio di mercato al modificarsi delle curve di domanda e offerta, le

condizioni in cui il bene è scambiato.

Elasticità della domanda

Lo studio della elasticità della domanda è mirato a fornire una misura della sensibilità della quantità

domandata rispetto ad una variazione di prezzo, positiva o negativa che sia.

Per ottenere un valore indipendente dall’unità di misura utilizzata si pone a rapporto la variazione

percentuale della domanda con la variazione percentuale del prezzo in una curva di domanda data.

Maggiore è il valore di elasticità in termini assoluti, maggiore la sensibilità della domanda in funzione di una

variazione di prezzo.

Analizzando la formula necessaria a calcolare l’elasticità della domanda notiamo come essa può essere

semplificata nei seguenti termini:

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=

Ne consegue che l’elasticità della domanda dipende dai valori assunti rispettivamente da P e X ed è

variabile in caso di una curva rettilinea, con valori variabili da -∞ a 0.

Domanda elastica: Ed < -1% Aumento prezzo 1% comporta diminuzione domanda superiore

Domanda anaelastica Ed > -1% Aumento prezzo 1% comporta diminuzione domanda inferiore

Domanda unitaria Ed = 1 Aumento prezzo comporta pari diminuzione domanda

Il livello di elasticità della domanda di un determinato bene dipende principalmente dalla tipologia di beni

scambiato, beni di prima necessità come generi alimentari tenderanno ad assumere un livello di elasticità

più basso, in quanto la quantità consumata non varia eccessivamente al variare del prezzo.

Beni voluttuari tenderanno invece ad assumere valori di elasticità più elevati.

La domanda avrà un’elasticità unitaria nel punto medio della retta di domanda, come facilmente

dimostrabile nella rappresentazione grafica seguente:

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Elasticità e spesa totale

Il concetto di spesa totale, strettamente collegato a quello di elasticità della domanda, è la spesa sostenuta

per l’acquisto di una determinata quantità di beni ad un determinato livello di prezzo.

Non è possibile stabilire a priori se la spesa totale sostenuta per l’acquisizione di una determinata quantità

di beni aumenti proporzionalmente all’aumentare del prezzo, a causa degli effetti negativi sulla quantità

domandata.

Il valore di elasticità della domanda può tuttavia darci un indicazione di come il valore della spesa totale

possa variare in funzione del prezzo:

Domanda Anaelastica (Ed > -1%) --> Aumento della spesa totale all’aumentare del prezzo

Effetti sulla quantità domandata proporzionalmente minori rispetto all’aumento di P

Domanda Unitaria (Ed = -1%) --> La spesa totale resta uguale all’aumentare di prezzo

Domanda Elastica (Ed < -1%) --> La spesa totale diminuisce al’aumentare del prezzo

Effetti sulla quantità domandata proporzionalmente maggiori rispetto al’aumento di P.

Elementi che influiscono sull’elasticità della domanda

1. Tipologia di beni (Volluttuari o prima necessità)

2. Abbondanza beni sostitutivi aumenta elasticità della domanda

3. Influenza del bene sul reddito, prodotti più incidenti tenderanno ad avere maggiore elasticità

4. Periodo di tempo considerato, più lungo più elasticità

Casi particolari

1. Curva di domanda perfettamente anaelastica

La domanda di un determinato bene non subisce variazioni in funzione del prezzo, per lo meno entro

determinati limiti.

È il caso di prodotti di primissima necessità come carburanti, farmaci salvavita.

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2. Curva di domanda orizzontale, domanda perfettamente elastica (Ed < -∞)

Situazione in cui sono presenti beni con sostituti perfetti all’interno del mercato, per cui i consumatori sono

disposti ad acquistare una quantità indefinita a patto che il prezzo si mantenga pari a quello di mercato.

Se il prezzo del bene aumenta anche solo di poco rispetto a quello di mercato, la domanda di beni si

annulla, mentre un prezzo al di sotto di tale soglia fa sì che la quantità domandata aumenti moltissimo.

Il prezzo corrispondente alla linea orizzontale rappresenta il prezzo di mercato del bene oggetto di analisi e

dei suoi sostituti perfetti.

Elasticità incrociata della domanda

Il calcolo dell’elasticità della domanda può essere applicato per calcolare qualsiasi relazione tra variabili di

quantitativi e prezzo, anche di prodotti complementari o sostitutivi.

Per calcolare la variazione di domanda di un bene X causata dalla variazione di prezzi del bene Y è

sufficiente applicare lo stesso calcolo dell’elasticità, utilizzando i rispettivi valori di X e P:

In caso di beni complementari, il valore dell’elasticità sarà negativo, mentre nel caso di beni sostituti

positivo.

Elasticità della domanda al reddito

Lo stesso calcolo dell’elasticità della domanda può essere effettuato considerando la variazione del reddito

M che l’ha scaturita:

In caso di beni inferiori, tale elasticità avrà un segno negativo, mentre nel caso di beni normali assumerà un

segno positivo.

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Lezione 3 - Le preferenze del consumatore

Microeconomia studia le scelte che i singoli individuo compiono nello svolgimento dell’attività economia

sulla base di alcuni principi enunciati nel precedente capitolo.

La necessità di un’analisi economica delle scelte è determinata dalla scarsità delle risorse a disposizione di

ciascun individuo, che dovrà quindi scegliere, sulla base del concetto di costo opportunità che interviene tra

due possibili alternative, l’opzione da cui può trarre il maggior beneficio possibile.

Teoria delle scelte dei consumatori.

 Gusti e preferenze

 Risorse limitate (Denaro), costituiscono un vincolo di bilancio

La scelta effettuate è la combinazione di beni preferita tra quelle che ciascun individuo può permettersi.

La necessità di effettuare un’analisi attraverso modelli matematici comporta la traduzione dei gusti, meglio

detti preferenze, di ciascun consumatore in combinazioni di beni, detti anche panieri, tra cui è effettuata la

scelta basata sui vincoli di bilancio.

Rappresentazione grafica combinazione di beni pane-zuppa.

Rappresentazione formale prefenze

A = (3,2) B = (4, 1)

Possibilità:

- L’individuo preferisce A a B

- L’individuo preferisce B a A

- L’individuo è indifferente alla scelta tra A e B

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Principi dell’ordinamento delle preferenze

1. Principio di completezza

La presunzione che il consumatore sia sempre in grado di decidere tra una delle tre possibilità sopracitate:

preferenza di un paniere rispetto ad un altro oppure indifferenza nella scelta.

Non è contemplata la possibilità che un consumatore non riesca a decidersi o non sia in grado di prendere

una decisione.

2. Principio di transività

Si applica in caso in cui più di due panieri di beni vengono confrontati.

La preferenza d

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alberto_Tozzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Moscati Ivan.
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