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Economia politica

 • MICROECONOMIA

E’ una scienza positiva fotografa la realtà del tessuto economico.

∼ Studia il problema esistente per gli individui (operatori economici) date risorse scarse e bisogni infiniti.

Per soddisfare i loro bisogni, gli individui utilizzano beni e servizi creando tra di loro delle relazioni e trattandosi di beni

finiti stabiliscono dei prezzi. Questo comportamento ripetuto nel tempo è l’oggetto di studio dell’economia politica.

Attraverso un sistema di assi cartesiani si può determinare la relazione che intercorre tra il reddito e il consumo di un

individuo. Si parla di relazione diretta o positiva tra R e C e inversa o negativa tra C e R.

Definendo un’intercetta (es. 10) la relazione tra R e C si può esprimere così:

C = 10 + ( R )

C 

= dipende da/ è in funzione di;

10 intercetta indipendente dal reddito;

+ legame positivo tra variabili.

10 Se davanti a ( R ) si mette un numero (coeff. angolare) indica di

quanto aumenta velocemente C rispetto a R.

R

Consumatore

∼ Il mercato è il luogo fisico o immaginario nel quale si incontrano l’insieme dei compratori e venditori di un

suddetto bene. Al suo interno il consumatore svolge la sua attività.

Ciascuno di noi vive quotidianamente in infiniti mercati ed è un luogo dove si incontrano domande e offerte.

Per il prezzo finale interagiscono sia il prezzo di mercato prevalente sia la quantità comprata e venduta.

Funzione di domanda generica (quantità di bene che i compratori acquistano per ogni prezzo)

 Q = ( B, P , R, G, P , P , … )

dx x cx sx

    

Q quantità di domanda di x; B bisogno; P prezzo di x; R reddito; G gusti; P prezzo bene complementare;

dx x cx

 

P prezzo bene sostituto (beni con rapporto di alternatività danno la stessa soddisfazione).

sx

Per poterla rappresentare si deve ridurre a due variabili. Quella strettamente necessario per determinare la quantità di

domanda è il prezzo di x, quindi: Q = - P

dx x

Proprietà fondamentale: pendenza negativa della curva di domanda rispetto al prezzo, in quanto più aumenta il prezzo

meno il bene sarà acquistato, preferendo beni di valore minore che soddisfino lo stesso bisogno. Si spiega, così, la

presenza del meno.

P x

8 Q e P sono varibili ENDOGENE.

dx x

6 Solo nella relazione negativa quantità e prezzo si scambiano gli

4 assi. Secondo tale grafico l’equazione generale della retta (curva di

2 domanda) si può esprimere così:

Q = a – b P

5 Q equazione della domanda di un bene normale

dx x

dx

intercetta; coefficiente

a b angolare e legame tra variabile dipendente e indipendente.

∼ La funzione di domanda rappresenta le infinite relazioni di quantità di domanda e di prezzo possibili; per ogni

prezzo avrò una e una sola quantità di domanda. Variazioni di prezzo indicano movimenti LUNGO la curva di

domanda.

∼ Se aumenta il REDDITO aumenta la quantità domandata CETERIS PARIBUS = a parità di tutto.

P x

8 Considerando un aumento del reddito la curva di sposta in alto

6 a destra a parità di prezzo aumenta la quantità di domanda.

4

2 5 Q dx

In generale per tutte le variabili diverse da P , le cui variazioni producono funzioni ESOGENE, ovvero completamente

x

fuori dalla funzione MODELLO iniziale, si può usare la seguente tabella:

Se R Q // A dx

dx

Se R Q // B sx

dx

Se G Q // A dx

dx

Se G Q // B sx

dx

Se R Q // A dx

dx

Se B Q // A dx

dx

Se B Q // B sx

dx

Se P Q // A dx

s dx

Se P Q // B sx

s dx

Se P Q // A dx

c dx

Se P Q // B sx

c dx

    

sale; scende; // sposta parallelamente; A/B alto/basso; dx/sx destra/sinistra.

Funzione di offerta generica (quantità di bene che i venditori vendono per ogni prezzo)

 Q = ( T , P , R, P , P , … )

sx cx x cx sx

 

Q quantità offerta del bene x; T costo totale di produzione.

sx cx Q = + P

Tale formula si riduce a: sx x 

Proprietà fondamentale: inclinazione e relazione positiva tra le due grandezze producendo più pezzi di uno stesso

bene il venditore andrà incontro a prezzi più alti.

P Q

x sx

Δ 

m = pendenza e derivata della curva

P x

Q = - a + b P

sx x

1 5 Q sx

∼ L’intercetta negativa indica che l’imprenditore non è disposto ad offrire il bene x sul mercato finché non

assume un certo prezzo che abbia coperto il costo variabile del breve periodo.

[ Per tutti gli imprenditori il BREVE PERIODO è il tempo in cui solo il fattore produttivo lavoro può cambiare; il

LUNGO PERIODO è il tempo in cui tutti i fattori produttivi cambiano. ]

Se aumenta l’intercetta la funzione aumenta e l’imprenditore è disposto ad offrire il bene ad un prezzo più alto, perché

ad esempio potrebbe essere variato il prezzo del bene sostituto o complementare. Se aumenta/diminuisce il prezzo del

bene complementare diminuisce/aumenta quello del bene x.

∼ Le curve di domanda e di offerta sono strumenti fondamentali per stabilire l’equilibrio di mercato, ovvero il

soddisfacimento di venditori e compratori di vendere e acquistare beni a prezzi di mercato. L’equilibrio di

mercato si trova in corrispondenza del punto in cui domanda e offerta si equivalgono.

P s 

PUNTO DI EQUILIBRIO Q = Q

dx sx

P x d 

Q Q quantità scambiata ottenuta unendo quantità di domanda e di offerta

x

P s Aumenta reddito.

Aumenta quantità scambiata.

Aumenta il prezzo.

P x d Q

P s Diminuisce reddito.

Diminuisce quantità scambiata.

Diminuisce il prezzo.

P x d Q

P s Aumenta offerta.

Aumenta il prezzo.

Diminuisce quantità scambiata.

P x d Q

P s Diminuisce offerta.

Diminuisce il prezzo.

Aumenta quantità scambiata.

P x d Q

P s Per trovare il valore del prezzo P in corrispondenza

1

della quantità domanda Q si deve fare la sua proiezione

1

P sulla retta d. Il prezzo corrispondente è detto

1 

P prezzo di riserva per il consumatore è il prezzo

x

1|

P massimo che è disposto a pagare per avere una certa

d quantità di bene.

Q

Q Q

1 x

In realtà, però, il consumatore guadagna Q P . Ha quindi un vantaggio nel vivere nel mercato che si chiama:

x a x

∼ Surplus del consumatore: è la differenza tra il prezzo di riserva del consumatore e il prezzo da lui

effettivamente pagato.

Si definisce, inoltre:

∼ 

Surplus del venditore: la differenza tra il prezzo praticato e il prezzo di riserva del venditore prezzo minimo

al quale vende il suo prodotto.

∼ Surplus totale: somma del surplus del consumatore e del surplus del venditore.

Nel punto di equilibrio il vantaggio o surplus è zero per entrambi.

Se modifico il prezzo si ha una forte reazione e la curva modifica il suo coefficiente angolare:

P s S>D; W = P

x x 

P Domanda di lavoro imprenditori

1 

P Offerta di lavoro lavoratori

x 

1|

P A parità di salario P , Q e Q sono diverse

1 d1 s1

 

d offerta > domanda ecceso di offerta

Q il prezzo del bene è più alto del prezzo di equilibrio.

Q Q Q

d1 x s1

I sistemi economici possono essere organizzati in mercati con tutte le loro forme o in un sistema economico di

 è

pianificazione. Esempio di pianificazione rigida pianificazione staliniana il Governo a stabilire quantità, modi e

responsabilità di produzione (anche in Corea del Nord e Birmania).

Nel ‘700 l’economista inglese Adam Smith, durante la rivoluzione industriale, sostiene l’abolizione della pianificazione

a favore del mercato unico e efficiente (senza sprechi, perché è come se ci fosse una mano invisibile – accordo sul

prezzo – che regola domanda e offerta).

Elasticità della domanda rispetto al prezzo

∼ È una misura o un numero che indica quanto varia la variabile dipendente ogni volta che cambia la variabile

indipendente (rapporto tra variabili). Tale valore è sempre positivo (tra 0 e infinito). Per rendere omogenee le

unità di misura si esprime tutto in percentuale.

ɛ /

Δ Δ

Q % P %

= dx dx

dx,Px

elasticità della domanda del bene x al variare del prezzo di x

Nel caso in cui una delle due variazioni risulti negativa il – sarà tralasciato, pur ricordandosi che si tratta di un’elasticità

negativa. Se il valore è > 1 esso sarà molto elastico.

Caratteri che incidono sull’elasticità:

∼ Durata: se un bene è durevole l’elasticità è bassa nel breve periodo e più alto nel lungo periodo;

∼ Sostitutività: se un bene ha molti sostituti l’elasticità della domanda al prezzo è alta, se ne ha pochi è bassa;

∼ Quota del bene all’interno del bilancio di spesa: tanto maggiore è la quota necessaria per acquistare un bene

all’interno del bilancio preventivo di spesa, tanto più si è incentivati a cercare beni sostituti quando il prezzo

del suddetto bene aumenta. Ad esempio, se vogliamo acquistare un’automobile, ma il suo prezzo

all’improvviso aumenta, siamo portati a cercare un’auto sostituta il cui prezzo ci è accessibile. Per i prodotti

costosi l’elasticità è, quindi, più elevata. Se, invece, consideriamo l’aumento di prezzo di portachiavi e

accendini, di cui, già in origine il prezzo era molto basso e il loro acquisto avviene sporadicamente, esso non ci

preoccuperà più di tanto e non saremo portati alla ricerca di un bene sostituto. La quantità acquistata sarà

all’incirca la stessa e il prezzo aumenterà elasticità minore. P

ΔP/P ΔP ΔQ/Q

Se indichiamo con la proporzione con cui varia il prezzo quando varia di e con la proporzione

Q ΔQ,

con cui varia il prezzo quando varia di la formula dell’elasticità può essere espressa anche così:

ɛ /

ΔP/P ΔQ/Q = ΔQ/Q * P/ ΔP = ΔQ/ ΔP * P/Q = P/Q * 1/ ΔQ/ ΔP

=

dx,Px Pendenza. Il reciproco sottolinea che gli assi sono invertiti.

P x Rappresentazione grafica dell’elasticità.

ΔP P

1

P 2 Q Q Q

1 0 dx

ΔQ

Se si hanno beni normali l’elasticità è uguale a 1. Se l’elasticità è uguale a zero la funzione sarà:

ovvero qualsiasi valore assume la variabile dipendente P la variabile

x,

indipendente Q rimane costante (domanda perfettamente anelastica).

dx

Es. salvavita, droga, sale, beni che non hanno beni strettamente

sostituti.

Se l’elasticità è uguale ad infinito (domanda perfettamente elastica) la curva sarà parallela all’asse x.

ɛ /

Δ Δ

Q P

=  

elasticità incrociata i beni sono diversi e se calcolando il valore dell’elasticità, essa è

dx dy

dx,Px

uguale a zero, non c’è relazione tra i due beni.

/

Δ Δ 

Se relazione positiva. I beni sono sostituti perfetti perché si mantengono le proporzioni.

Q P

dx dy

Δ Δ

Se aumenta, aumenta con la stessa proporzione anche Sono ancora sostituti perfetti.

P Q .

dy dx

Se non si mantengono le proporzioni sostituti imperfetti.

Se un bene aumenta del 50% e l’altro diminuisce del 50% complementari perfetti.

Se un bene aumenta e uno diminuisce di due quantità diverse complementari imperfetti.

P Beni sostituti

x Beni complementari

Q dy

Ɛ

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 19fede93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Parravicini Paola.
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