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I fondamentali dell'economia

I fondamentali dell'economia sono quei dati macroeconomici (variabili fondamentali) che indicano l'andamento di un paese:

  • Il PIL (l'andamento del PIL dunque la crescita economica)
  • L'inflazione
  • La disoccupazione
  • Il debito pubblico

Questi 4 elementi sono fondamentali per la salute del paese e sono esprimibili in numeri.

La crescita come obbiettivo di crescita economica

Il PIL

Il termine PIL è l’acronimo di Prodotto Interno Lordo (corrispondente a GDP – Gross Domestic Product), è una variabile che misura il prodotto all’interno del paese (se variazione positiva significa che aumenta). L'aumento del PIL è dovuto ad una crescita interna. Nei paesi in via di sviluppo, la crescita avviene attraverso l'aiuto di altri paesi già sviluppati. Un aumento del PIL indica il corretto funzionamento delle politiche adottate da quel determinato governo.

P → sta per Prodotto e si riferisce al fatto che il PIL è un indicatore di tutto ciò che viene prodotto da tutte le imprese nel territorio nazionale nel sistema economico, sia in termini di beni materiali che di servizi, sia dal settore pubblico che dal settore privato.

La lettera I → sta per Interno e indica che la misurazione riguarda il territorio compreso nei confini nazionali (diverso dal calcolo che riguarda i fattori italiani anche ubicati all’estero, che viene indicato dal PNL, Prodotto Nazionale Lordo).

La lettera L → sta per Lordo e indica che si tratta di una misura al lordo degli ammortamenti, secondo una definizione di tipo contabile per la quale con ammortamenti si intendono i procedimenti mediante i quali si distribuiscono su più esercizi i costi di beni a utilità pluriennale.

In Italia il PIL viene stimato dall’Istat che, attraverso indagini statistiche, raccoglie tutti i dati relativi alla produzione nazionale per l’elaborazione degli aggregati che costituiscono le voci del bilancio economico nazionale. La suddetta elaborazione deve essere effettuata con criteri standardizzati al fine di rendere il sistema dei conti interno comparabile a livello internazionale.

Il PIL è molto utile per il confronto internazionale e viene calcolato secondo standard internazionali. Il PIL è l’insieme di tutti i fatturati e viene dunque espresso in numeri: il PIL italiano del 2012 è stato pari a 1.565.916 milioni di euro. Gli ultimi anni sono anni di crescita minima con variazioni molto piccole. Tra il '70 e l'89 il PIL è cresciuto del 40% ma in tempi moderni la crescita del PIL è rallentata. L’Italia nel 2018 è cresciuta del 1% (segnale positivo come materia degli ottimisti).

La crescita di un paese dipende dal momento storico e si possono rilevare periodi di grande crescita elevata e non. Capire cosa innesca la crescita di un paese è proprio oggetto di studio per gli economisti tanto che si parla di cicli economici (studiano nel corso degli anni le motivazioni che stanno dietro a crescita economia elevata e non). Le variazioni percentuali del PIL sono piccole intorno allo 0. Crescita né positiva, né negativa trovando un certo equilibrio.

Con approfondite statistiche si può analizzare l’andamento dei settori. 3 grandi settori dell’economia:

  • Industria (Italia caratterizzata da piccola / media industria)
  • Agricoltura
  • Servizi

Fino ad anni fa l’industria dava un contributo rilevante all’economia del nostro paese (considerato industriale), negli ultimi anni l’industria ha avuto un calo (grave crisi) e l’economia sta diventando di più un’economia di servizi. L’agricoltura ha sempre avuto un calo ma negli ultimi anni si intravede una lenta ripresa.

Ogni settore viene calcolato secondo il concetto di valore aggiunto (ovvero il contributo dei vari settori all’economia): si somma tutto ciò che viene prodotto dai singoli settori (agricoltura, industria e servizi) in modo da rappresentare le caratteristiche produttive di un paese. Il metodo del valore aggiunto si basa sul calcolo del contributo di ciascun settore (agricolo, industriale e dei servizi) al prodotto finale.

Per chiarire il concetto di valore aggiunto può essere utile l’esempio di un sistema economico molto semplice. Per sapere però quali sono i settori che contribuiscono alla produzione, occorre guardare al valore aggiunto, per il quale si distingue tra un’industria agricola, che produce le olive; un’industria che produce i vasi di vetro (oppure vengono importati da un altro paese); e un’industria conserviera. Queste fasi produttive corrispondono a tre diversi settori produttivi che caratterizzano questo sistema economico semplificato.

Ciò che viene prodotto viene anche consumato dunque il PIL indica quali e quanti tipi di beni di consumo si hanno all’interno del paese. Scelte di consumo.

Metodo della domanda aggregata (come si suddivide la domanda, indicano i consumi e gli investimenti delle famiglie): si sommano i consumi, gli investimenti, la spesa pubblica e la differenza tra importazioni ed esportazioni in modo da avere una prospettiva dal lato della domanda. Con il terzo metodo di calcolo del PIL, quello della domanda aggregata, viene messo in evidenza non solo a quanto ammonta la produzione, ma anche da chi ed in che modo viene impiegata; a tal proposito si ha una suddivisione in quattro categorie a seconda degli utenti dei beni e servizi finali:

  • I consumi, che indicano l’insieme delle spese da parte delle famiglie per l'acquisto di beni e servizi.
  • Gli investimenti, che rappresentano le spese che le imprese destinano all’acquisto di beni capitali.
  • Immobili, gli acquisti pubblici, che rappresentano le spese sostenute dallo Stato e dalle Amministrazioni locali.
  • Le esportazioni nette, costituite dalla differenza tra esportazioni (beni e servizi finali di produzione nazionale che vengono venduti all’estero) e importazioni (beni e servizi finali prodotti all'estero ed acquistati dai consumatori nazionali).

Tutto ciò che viene prodotto e consumato, viene distribuito ai cittadini sotto forma di remunerazione. Quanto produce l’impresa corrisponde a quanto l’impresa distribuisce sotto forma di salari ai propri dipendenti.

Metodo della distribuzione del reddito (statistiche che indicano salari, stipendi ed altre forme di remunerazione): si somma tutto ciò che viene distribuito sotto forma di retribuzioni ai fattori della produzione, lavoro (salari) e capitale (profitti) in modo da evidenziare come vengono distribuiti i redditi all’interno del paese. Ciò significa che contabilmente viene calcolato quanto prodotto dal sistema economico, in termini di offerta di prodotti e servizi, che è equivalente alla somma di tutti i redditi che vengono distribuiti.

Si possono sommare tutte queste 3 funzioni di impresa per vedere come le imprese contribuiscono al sistema economico.

  • Il metodo del valore aggiunto mostra se la specializzazione del paese è nel settore terziario, commerciale o industriale.
  • Il metodo di distribuzione del reddito evidenzia la retribuzione dei diversi fattori produttivi.
  • Il metodo della domanda aggregata (riguarda la domanda), indica tra consumi, investimenti e spesa pubblica.

A questi calcoli bisogna sottrarre le importazioni e sommare le esportazioni.

Questi dati servono per capire l’andamento delle varie parti dell’economia e servono a capire dove si può agire.

Il PIL può essere anche suddiviso per il numero degli abitanti e ottenerne il PIL pro capite.

PIL pro capite = PIL / numero abitanti del paese

Il PIL viene rapportato alla popolazione media residente nell’anno e fornisce un dato relativo alla suddivisione in media del PIL tra gli abitanti di un paese che costituisce una misura facilmente confrontabile. Infatti, nei confronti internazionali viene utilizzato il PIL pro capite misurato in parità di potere d’acquisto (Ppa), che consente una migliore comparabilità internazionale in quanto viene depurata l’influenza dei differenti livelli dei prezzi nei vari paesi.

La crescita economica

La definizione più comune di crescita economica è quella che fa riferimento all’aumento della quantità di beni e servizi disponibili, dunque all’aumento del PIL. Esiste una differenza fondamentale tra crescita e sviluppo.

  • La crescita nella sua accezione economica è l’aumento di ciò che viene prodotto da un sistema economico in un dato periodo di tempo.
  • Il termine sviluppo viene utilizzato dagli economisti in quei paesi nei quali oltre alla crescita dimensionale, c’è proprio un cambiamento, uno sviluppo (paesi in via di sviluppo collocati nel continente africano).

Si parla dunque di politiche per la crescita nei paesi sviluppati mentre di politiche di sviluppo per paesi arretrati. Un paese in crescita utilizza risorse proprie, mentre i paesi arretrati si sviluppano grazie all’aiuto dei paesi sviluppati.

Alcuni economisti vedono il nostro periodo storico come il raggiungimento dell’apice di crescita e dunque favoriscono la decrescita (interpretazione minoritaria). La crescita è una variabile molto studiata in modo da cercarne i fattori determinanti. La crescita segnala il risultato positivo delle politiche economiche. In questo momento bassa crescita.

Le teorie economiche si sviluppano guardando al passato, analizzando i fattori determinanti di crescita. Il prodotto deriva dall'utilizzo di capitale (immobili, impianti, tecnologia) e lavoro (persone); l’assetto produttivo dipende dal capitale e dal lavoro.

Secondo alcuni:

  • Teoria che inizia dall’era industriale: Per la crescita sarebbe essenziale l’apporto materiale, ovvero sarebbe necessaria l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e soprattutto gli investimenti di fattori produttivi (teorie volte a favorire modifiche in campo tecnologico). Bisogna aumentare gli investimenti (risorse monetarie che vengono investite da soggetti pubblici o privati).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiabbuzzoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università "Carlo Cattaneo" (LIUC) o del prof Porrini Donatella.
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