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Economia politica

Si tratta della seconda parte di economia politica ovvero Macroeconomia in cui vengono spiegati in modo dettagliato e chiaro tutti i concetti. Per passare l'esame di economia politica tale documento va allegato al precedente di Microeconomia in cui sono presenti anche grafici di spiegazione. esame passato a pieni voti 30 e lode

Esame di Macroeconomia docente Prof. D. Porrini

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Ogni settore viene calcolato secondo il concetto valore aggiunto (ovvero il contributo dei vari

settori all’economia): si somma tutto ciò che viene prodotto dai singoli settori (agricoltura, industria

e servizi) in modo da rappresentare le caratteristiche produttive di un paese. Il metodo del valore

aggiunto si basa sul calcolo del contributo di ciascun settore (agricolo, industriale e dei servizi) al

prodotto finale. Per chiarire il concetto di valore aggiunto può essere utile l’esempio di un sistema

economico molto semplice. Per sapere però quali sono i settori che contribuiscono alla produzione,

occorre guardare al valore aggiunto, per il quale si distingue tra un’industria agricola, che produce

le olive; un’industria che produce i vasi di vetro (oppure vengono importati da un altro paese); e

un’industria conserviera. Queste fasi produttive corrispondono a tre diversi settori produttivi che

caratterizzano questo sistema economico semplificato.

Ciò che viene prodotto viene anche consumato dunque il PIL indica quali e quanti tipi di beni di

consumo si hanno all’interno del paese. Scelte di consumo.

Metodo della domanda aggregata (come si suddivide la domanda, indicano i consumi e gli

investimenti delle famiglie): si sommano i consumi, gli investimenti, la spesa pubblica e la differenza tra

importazioni ed esportazioni in modo da avere una prospettiva dal lato della domanda. Con il terzo metodo

di calcolo del PIL, quello della domanda aggregata, viene messo in evidenza non solo a quanto ammonta la

produzione, ma anche da chi ed in che modo viene impiegata; a tal proposito si ha una suddivisione in

quattro categorie a seconda degli utenti dei beni e servizi finali:

i consumi, che indicano l’insieme delle spese da parte delle famiglie per l'acquisto di beni e servizi;

 gli investimenti, che rappresentano le spese che le imprese destinano all’acquisto di beni capitali

 immobili, gli acquisti pubblici, che rappresentano le spese sostenute dallo Stato e dalle

Amministrazioni locali;

le esportazioni nette, costituite dalla differenza tra esportazioni (beni e servizi finali di produzione

 nazionale che vengono venduti all’estero) e importazioni (beni e servizi finali prodotti all'estero ed

acquistati dai consumatori nazionali).

Tutto ciò che viene prodotto e consumato, viene distribuito ai cittadini sottoforma di remunerazione. Quanto

produce l’impresa corrisponde a quanto l’impresa distribuisce sottoforma di salari ai propri dipenenti

Metodo della distribuzione del reddito (statistiche che indicano salari, stipendi ed altre forme di

remunerazione): si somma tutto ciò che viene distribuito sotto forma di retribuzioni ai fattori della

produzione, lavoro (salari) e capitale (profitti) in modo da evidenziare come vengono distribuiti i

redditi all’interno del paese. Ciò significa che contabilmente viene calcolato quanto prodotto dal

sistema economico, in termini di offerta di prodotti e servizi, che è equivalente alla somma di tutti i

redditi che vengono distribuiti.

Si possono sommare tutte queste 3 funzioni di impresa per vedere come le imprese contribuiscono

al sistema economico.

- Il metodo del valore aggiunto mostra se la specializzazione del paese è nel settore terziario,

commerciale o industriale;

- Il metodo di distribuzione del reddito evidenzia la retribuzione dei diversi fattori produttivi;

- Il metodo della domanda aggregata (riguarda la domanda), indica tra consumi, investimenti

e spesa pubblica.

A questi calcoli bisogna sottrarre le importazioni e sommare le esportazioni.

Questi dati servono per capire l’andamento delle varie parti dell’economia e servono a capire dove

si può agire.

Il PIL può essere anche suddiviso per il numero degli abitanti e ottenerne il PIL pro capite.

PIL pro capite = PIL / numero abitanti del paese

Il PIL viene rapportato alla popolazione media residente nell’anno e fornisce un dato relativo alla

suddivisione in media del PIL tra gli abitanti di un paese che costituisce una misura facilmente

confrontabile. Infatti, nei confronti internazionali viene utilizzato il PIL pro capite misurato in parità

di potere d’acquisto (Ppa), che consente una migliore comparabilità internazionale in quanto viene

depurata l’influenza dei differenti livelli dei prezzi nei vari paesi.

LA CRESCITA ECONOMICA

La definizione più comune di crescita economica è quella che fa riferimento all’aumento della

quantità di beni e servizi disponibili, dunque all’aumento del PIL. Esiste una differenza

fondamentale tra crescita e sviluppo.

- La crescita nella sua accezione economica è l’aumento di ciò che viene prodotto da un

sistema economico in un dato periodo di tempo.

- Il termine sviluppo viene utilizzato dagli economisti in quei paesi nei quali oltre alla crescita

dimensionale, c’è proprio un cambiamento, uno sviluppo (paesi in via di sviluppo collocati

nel continente africano).

Si parla dunque di politiche per la crescita nei paesi sviluppati mentre di politiche di sviluppo per

paesi arretrati. Un paese in crescita utilizza risorse proprie, mente i paesi arretrati si sviluppano

grazie all’aiuto dei paesi sviluppati.

Alcuni economisti vedono il nostro periodo storico come il raggiungimento dell’apice di cresce e

dunque favoriscono la decrescita (interpretazione minoritaria). La crescita è una variabile molto

studiata in modo da cercarne i fattori determinanti. La crescita segnala il risultato positivo delle

politiche economiche. In questo momento bassa crescita.

Le teorie economiche si sviluppano guardando al passato, analizzando i fattori determinanti di

crescita. Il prodotto deriva dall'utilizzo di capitale (immobili, impianti, tecnologia) e lavoro

(persone); l’assetto produttivo dipende dal capitale e dal lavoro.

Secondo alcuni:

- Teoria che inizia dall’era industriale: Per la crescita sarebbe essenziale l’apporto materiale,

ovvero sarebbe necessaria l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e soprattutto gli

investimenti di fattori produttivi (teorie volte a favorire modifiche in campo tecnologico).

Bisogna aumentare gli investimenti (risorse monetarie che vengono investite da soggetti

pubblici o privati), quindi bisogna stimolare le persone ad aprire nuove imprese (abbaimo a

che fare con il risparmio e l’intermediazione delle banche). Queste teorie prendono i dati di

un paese e guardano se gli investimenti sono determinanti oppure no.

- Una parte di questi economisti pensa che la svolta non siano gli investimenti in sé, ma

l'innovazione tecnologica, perciò bisognerebbe favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo

(con conseguenti incentivi), gli investimenti devono essere tecnologicamente avanzati,

denaro investito nel modo corretto, ossia per l'innovazione.

- Secondo altri economisti, la chiave di volta per riprendere l'economia di un paese, la parte

sulla quale lavorare è il lavoro, ossia il capitale umano (coloro che usano il capitale).

Secondo alcuni bisogna aumentare le capacità e il numero dei lavoratori (numerosità e

qualità). In Italia ci sono alti livelli di disoccupazione, quindi i lavoratori ci sono ma non ci

sono abbastanza posti di lavoro. Teorie molto recenti dicono che crescono i paesi nella quale

c'è un'alta qualità dei lavoratori. In Italia bisognerebbe investire in politiche per l'istruzione,

per far sì che le persone acquisiscano le qualità richieste dalle imprese.

L'insieme dei due elementi impianti e lavoro, introducono il concetto di produttività (variabile

economica che misura la relazione tra capitale e lavoro), ossia quanto producono gli impianti.

Alcuni pensano che in Italia c'è scarsa produttività, ossia che a parità di impianti, gli italiani

producono meno rispetto agli altri Paesi (meno rendimento). Può capitare che vengono acquistati

nuovi impianti, ma questi non rendono abbastanza. Bisognerebbe avere delle politiche che

migliorano l’apporto qualitativo e quantitativo del fattore lavoro.

Teoria dei cicli

In generale, l’andamento nel tempo del PIL di un sistema economico, pur ponendosi intorno ad una

linea di tendenza crescente, presenta delle oscillazioni rilevanti. Secondo la rappresentazione

successiva, il PIL è caratterizzato da una serie storica nella quale è individuabile un trend (tendenza

di lungo periodo o valore centrale dell’economia) e un ciclo, definito da movimenti del PIL reale

intorno a questo trend. Si possono così osservare le deviazioni del PIL dal suo livello di trend

caratterizzato da diverse fasi di espansione/ripresa (expansionary/recovery) fino al picco (peak) e di

contrazione/recessione (contractionary/recession) fino al pavimento (trough) e da una componente

stagionale (seasonality). Una vera periodicità, però, nella realtà non esiste. I paesi sperimentano fasi

diverse del ciclo nei diversi periodi di tempo. Attualmente si parla di una crisi economica che

corrisponde a una fase del ciclo recessiva, ma poiché la durata dei cicli è ignota, nella crisi attuale

non può dirsi con sicurezza se si sia già toccato il cosiddetto “pavimento” o se si potrà scivolare

ancora più in basso. Ma conoscere le fasi del ciclo è rilevante per la politica economica al fine di

mettere in atto interventi prociclici o anti-ciclici.

Ci sono momenti diversi di ottimismo e pessimismo, tanto

che la crescita ha sempre alti e bassi.

La crescita ha periodi alti e bassi.

La crescita la vediamo lineare se analizziamo un periodo

grande con un trend di lungo periodo. Ma se analizziamo

anno per anno, decennio per decennio vediamo che

abbiamo avuto degli alti (anni 80) e bassi (anni nostri)

La teoria dei cicli è molto importante perché dalla previsione di cosa avverrà il futuro

dipendono le politiche che mettiamo in atto. Se l’economia sta avendo un buon risvolto si

rafforzano quelle stesse politiche attuando delle politiche pro cicliche (politiche che

supportino il ciclo). Politiche anti-cicliche se siamo in un periodo di crisi (bisogna cercare di

invertire la tendenza e cambiare politiche)

Queste politiche sono diverse a seconda del paese.

La politica economica serve proprio per cercare di uscire dal periodo di recessione, oppure

per cercare di rendere il periodo di recessione il più corto possibile e ovviamente ad

allungare il più possibile il periodo di espansione.

In Italia non si parla di sviluppo, ma si parla di crescita. Sta diventando sempre più importante il

concetto di sviluppo sostenibile. Noi non possiamo pensare di crescere senza fine perché abbiamo il

problema di sostenibilità, in quanto per arrivare fino ad oggi abbiamo sfruttato moltissimo le risorse

del pianeta, ma questa crescita non è sostenibile nel futuro, perché in questi anni stiamo esaurendo

molte delle risorse che il pianeta ci ha fornito.

L'economia studia le risorse scarse, ma noi abbiamo sempre pensato che esistessero risorse infinite.

Col passare degli anni abbiamo scoperto che le risorse prima o poi si esauriranno (caso del petrolio,

ma anche l'aria). lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza

compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri

Limiti e difetti del PIL

Prima Critica: Il PIL ha dei problemi per il suo modo di calcolo

Secondo alcuni critici, il PIL avrebbe problemi nel suo calcolo, in quanto ci sono voci che non sono

contabilizzate nell'economia e quindi non vengono misurate nel PIL. Queste si racchiudono in tre

categorie:

- Economia sommersa: economia legale che sfugge al controllo e alle rilevazioni della

pubblica amministrazione a causa dell’evasione fiscale ovvero attività che non vengono

dichiarate, se c'è un'elevata tassazione le imprese sono spinte ad agire senza dichiararle;

sono più alte quanto funziona male il sistema fiscale (filiali all'estero, secondo lavoro non

dichiarato a scopo di elusione); molto spesso sono attività illegali (da elusione diventa

evasione)

- Attività illegali e illecite

- Attività dell'economia informale: attività legali svolte su piccola scala con rapporti di lavoro

basati su relazioni familiari o personali e scarsa divisione dei fattori produttivi, capitale e

lavoro (svolte con un rapporto particolare tra lavoratore e datore di lavoro, non formale)

Queste tre attività non possono essere contabilizzate perché non rientrano nei conti. Le istituzioni

dei vari Paesi si sono messe d'accordo per correggere il PIL di una certa percentuale, per tener conto

anche di queste attività.

Seconda critica: Il PIL viene considerato come fattore di benessere

La seconda critica è perché noi interpretiamo la crescita del PIL come crescita di benessere. Quindi

molti dicono che la crescita in realtà è solo dimensionale, non è detto che stiamo meglio se aumenta

il PIL. Questo perché il PIL tiene contro di quanti viene prodotto, ma nel PIL sono compresi sia i

beni (goods) che i mali (bads) perché vengono prodotti beni che possono essere positivi o negativi

per la crescita di benessere, tant'è che quando si è in guerra il PIL cresce. Il PIL non distingue se i

beni sono armi o campi da calcio, ma vengono contabilizzati tutti nello stesso modo.

Ultimamente si parla anche di decrescita, ossia che, una volta raggiunto il massimo grado di

benessere, è meglio che il PIL diminuisca. Noi parliamo quindi di crescita economica ma non

sappiamo dire se è un aumento di benessere oppure no. Addirittura ad un aumento del PIL si può

accompagnare una diminuzione di benessere.

Un importante contributo è stato dato da due economisti vincitori del premio Nobel per l’economia,

Nordhaus e Tobin , che hanno proposto la MEW (Measure of Economic Welfare). Essi propongono

di calcolare il PIL, ma successivamente va ricalcolato e bisogna vedere da cosa deriva la crescita

Questa misura calcola il peso dei goods rispetto ai bads.

Esiste anche il calcolo del PIL verde (Green GDP), con il quale si calcolano in modo positivo tutti

gli investimenti che hanno un riguardo per l'ambiente e viceversa.

Ci sono altri economisti che contestano l'idea del prodotto. Essi pensano che non è importante avere

tanti prodotti, ma le determinanti della felicità si calcolano con il FIL (Felicità Interna Lorda). Chi

analizza questo valore, considera la felicità dei cittadini di uno Stato. Una variabile che incide sul

FIL è il tempo libero. Quindi un conto è valutare la produzione e un altro conto è valutare la felicità

e il benessere della popolazione. PIL e FIL sono variabili completamente diverse.

LA MONETA E L’INFLAZIONE

Il PIL riguarda gli scambi reali, mentre la moneta riguarda gli scambi monetari.

La moneta è (piramide della moneta):

L'insieme delle monete e delle banconote (circolante, cash)

• La moneta bancaria (Depositi bancari): le persone non hanno circolante nel portafoglio, ma lo

• hanno in banca (plastic money); ultimamente sta diventando sempre più diffuso perché è un sistema

tracciabile, ossia che offre una prova delle operazioni eseguite, in questo modo lo Stato può

controllare tutti i pagamenti che vengono effettuati, per evitare l'evasione

Altri strumenti finanziari (titoli di Stato): sono di facile liquidazione, in quanto si possono vendere

• in breve tempo per avere il denaro a disposizione

A seconda della liquidità che ciascuno di questi sistemi ha, si pagano degli interessi. Il cash

è immediatamente spendibile (rapporto diretto tra noi e l'esercizio nel quale stiamo

acquistando; massima liquidità).

Per le operazioni con plastic money, c'è un intermediario, che è la banca (un po' meno liquidità, c'è

sempre il rischio che non ci venga accettata)

Se invece abbiamo degli strumenti finanziari c'è ancora meno liquidità perché bisogna fare la

richiesta per renderli liquidi e poi bisogna aspettare che ci vengano dati i soldi.

Queste differenze di liquidità sono compensate dagli interessi. Quando c'è massima liquidità, il

tasso di interesse è pari a 0 (nessun rendimento). Se abbiamo un deposito bancario, ci sarà un tasso

d'interesse positivo molto basso. La moneta finanziaria invece, dato che ha bassissima liquidità, ha

un tasso di interesse positivo.

Un consumatore, per semplificare, ha un mix di queste cose: ha a disposizione del cash, ha un po' di

denaro sul conto corrente e, se è una persona parsimoniosa, ha anche dei risparmi investiti in titoli

di Stato.

Funzioni della moneta

- Mezzo di scambio: Se fosse solo un mezzo di scambio, tutti noi avremmo solo cash.

- Unità di conto: Perciò viene utilizzata anche come unità di conto, ossia che serve per

misurare il valore dei beni e dei servizi.

- Riserva di valore: Ma la cosa che determina le nostre scelte è il fatto che la moneta è anche

riserva di valore, ossia che si può accantonare per averla a disposizione più avanti.

Per questi motivi a noi non interessa avere solo cash, perché a noi non interessa solo spendere, ma

anche accantonare una certa somma per poterla spendere più avanti e nel frattempo far si che

aumenti di valore.

Caratteristiche della moneta

Le funzioni della moneta sono state assolte nel corso dei secoli da diversi beni (per esempio oro)

aventi però le comuni caratteristiche di: divisibilità, trasferibilità e generale accettazione come

mezzo di pagamento. Noi intendiamo la moneta come banconota, depositi bancari e titoli. Ma

all'epoca, le monete erano quelle oro, perciò il valore era intrinseco. Tutte le monete hanno

caratteristiche di divisibilità, trasferibilità e generale accettazione come mezzo di pagamento. Nei

moderni sistemi economici la moneta-merce è stata sostituita dalla moneta-segno, rappresentata


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DETTAGLI
Esame: Macroeconomia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiabbuzzoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Cattaneo - Liuc o del prof Porrini Donatella.

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