Microeconomia
Capitolo 1. Principi fondamentali
I dodici principi fondamentali dell’economia si dividono in principi fondamentali delle scelte individuali (4) e principi secondo cui le scelte individuali interagiscono tra di loro (5).
Principi delle scelte individuali
Il primo principio è che gli individui sono costretti a scegliere perché le risorse sono scarse. Infatti, non si può avere tutto nella vita ed è per questo che gli individui sono obbligati a scegliere cosa produrre con le risorse che hanno a disposizione. È risorsa tutto ciò che può essere usato per produrre qualcos’altro, le principali sono la terra, il lavoro, il capitale e il capitale umano. La scelta complessiva è quindi semplicemente la somma delle scelte individuali, tuttavia ci sono decisioni che non possono essere lasciate alla comunità.
Secondo principio: il vero costo di qualcosa è il suo costo-opportunità, cioè ciò a cui si rinuncia per ottenere qualcosa che si desidera o ciò a cui si rinuncia quando non si sceglie la migliore alternativa. A volte il costo monetario di un bene rappresenta una buona approssimazione del suo costo-opportunità ma altre volte non lo è, come nel caso del costo di un corso di laurea, in quanto gli studenti rinunciano a un ipotetico reddito.
Terzo principio: una decisione quantitativa è una decisione al margine. Queste decisioni si basano sulla quantità: studiare di più o di meno per un esame ad esempio e comportano un trade-off, ovvero una comparazione tra costi e benefici. Lo studio di queste decisioni è detta analisi marginalista.
Quarto principio: in genere gli individui rispondono agli incentivi, sfruttando le opportunità per migliorare il proprio benessere.
Interazione delle scelte individuali
In un sistema economico come il nostro non esistono coordinatori, ogni individuo decide per sé ed è per questo che è molto importante analizzare come le scelte degli individui interagiscano tra di loro.
Quinto principio: lo scambio apporta benefici. I benefici dello scambio scaturiscono dalla divisione dei compiti, cioè quella che gli economisti chiamano specializzazione. Come spiegò Adam Smith ne La ricchezza delle nazioni, 10 lavoratori specializzati sono in grado di produrre 48 mila spilli al giorno mentre da soli non sarebbero in grado di produrne nemmeno 20 a testa, ecco perché è molto meglio specializzarsi invece che cercare l’autosufficienza.
Sesto principio: i mercati tendono all’equilibrio. Come quando viene aperta una nuova cassa in un supermercato e la gente si ridispone fino a quando non ci sarà più differenza nello scegliere l’una o l’altra cassa, così ogni volta che c’è un cambiamento in un sistema economico questo sicuramente tenderà nuovamente all’equilibrio.
Settimo principio: per realizzare gli obiettivi della società, le risorse devono essere usate nel modo più efficiente possibile. Gli economisti affermano che in un sistema economico le risorse sono usate in maniera efficiente quando vengono sfruttate appieno per migliorare il benessere delle persone, senza danneggiarne altre. L’unico modo per migliorare il benessere delle persone è ridistribuire le risorse in modo da danneggiarne un’altra. Tuttavia, i responsabili delle politiche economiche non devono tenere conto solo del principio dell’efficienza, poiché ce ne sono altri che sono allo stesso modo importanti come la giustizia e l’equità. Tra equità e efficienza esiste quindi generalmente un trade-off.
Ottavo principio: i mercati, di solito, sono efficienti. Dato che gli individui in genere sfruttano i benefici degli scambi, di solito i mercati sono efficienti. Tuttavia, a volte il perseguimento di interessi personali porta a fallimenti di mercato.
Nono principio: se i mercati non sono efficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società. Infatti, usando l’esempio del traffico, un automobilista non ha nessun incentivo nel tener conto del danno che arreca agli altri automobilisti in termini di traffico. Il governo può trovare una soluzione aumentando il costo della benzina o incentivando le persone a prendere i mezzi pubblici per esempio.
- Le azioni individuali hanno effetti collaterali di cui il mercato non tiene adeguatamente conto.
- Uno scambio reciprocamente vantaggioso può essere ostacolato nel caso che una delle due parti voglia appropriarsi di una quantità maggiore di risorse.
- Alcuni beni non sono adatti ad essere gestiti efficientemente dai mercati, come ad esempio il traffico aereo.
Le interazioni a livello di sistema economico possono essere riassunte in tre punti principali.
Decimo principio: la spesa di un individuo è il reddito di un altro. In un’economia di mercato le persone vendono qualcosa, spesso il proprio lavoro, per guadagnarsi da vivere. Se un gruppo economico decidesse di spendere di più, le ripercussioni si sentirebbero sull’intero sistema economico e il reddito degli altri gruppi aumenterebbe, se invece decidessero di spendere di meno, il reddito degli altri gruppi economici diminuirebbe.
Undicesimo principio: la spesa complessiva a volte non è in linea con la capacità produttiva dell’economia. La spesa complessiva, cioè la quantità di beni e servizi che i consumatori e le imprese desiderano acquistare, a volte non corrisponde con la quantità di beni e servizi che l’economia è in grado di produrre. Se abbiamo una spesa insufficiente ci troviamo di fronte a una recessione, come la grande depressione degli anni '30. Se invece la spesa è superiore alla quantità offerta, possiamo avere casi di inflazione, cioè un aumento dei prezzi in tutto il sistema economico.
Dodicesimo principio: le politiche pubbliche possono modificare il livello della spesa. I governi infatti hanno molti strumenti di politica macroeconomica con cui possono controllare la spesa totale, come la spesa pubblica, la tassazione e il controllo della moneta. Nonostante ciò l’economia continua ad attraversare periodi di recessione e di inflazione.
Capitolo 2: I modelli economici, trade-off e scambio
I modelli in economia
Un modello in economia è una visione semplificata della realtà, usata per comprendere meglio un fenomeno del mondo reale. I modelli sono importanti per gli economisti perché gli permettono di concentrarsi sugli effetti di un solo cambiamento alla volta, vale a dire l’ipotesi “a parità delle altre condizioni”.
Il primo modello è la frontiera delle possibilità di produzione. Lo scopo di questo modello è aiutarci a capire meglio il funzionamento dei trade-off usando un sistema semplificato in cui si producono solo due beni. Un esempio è che gli Stati Uniti abbiano una sola azienda: la Boeing, la quale produce solo due tipi di aerei: i dreamliner e piccoli velivoli. La quantità massima di dreamliners che è possibile produrre in un anno è 30, quella di piccoli velivoli è 40, ma solo se si sceglie di non produrre l’altro velivolo. Tutti i punti che stanno sulla frontiera delle possibilità sono realizzabili, anche quelli che stanno sotto la linea lo sono ma non sarebbe un utilizzo efficiente delle risorse, mentre i punti al di sopra della linea non sono realizzabili.
Grazie a questo modello semplificato si possono comprendere degli aspetti dell’economia reale:
- L’efficienza. Un sistema economico sarebbe considerato inefficiente se decidesse di produrre stando al di sotto della propria frontiera delle possibilità di produzione, al contrario se la produzione è un punto sulla linea, questa economia è detta efficiente nella produzione. Un altro aspetto da considerare nell’efficienza è l’efficienza nell’allocazione, infatti non basta non sprecare risorse per essere efficienti ma bisogna anche produrre ciò che i consumatori e la società vogliono. Un sistema economico può quindi dirsi efficiente solo se rispetta entrambi i criteri di efficienza.
- Il costo-opportunità. La frontiera ci dimostra come il vero costo di qualcosa non è solo l’ammontare del suo valore ma anche ciò a cui dobbiamo rinunciare per ottenerlo, cioè il suo costo-opportunità. Per esempio, se la Boeing decidesse di spostare la sua produzione, rinunciando a 6 dreamliner per produrre 8 velivoli piccoli in più potremmo notare come il costo-opportunità di un velivolo piccolo è pari a 6/8 (cioè 3/4) di dreamliner. Questo valore è costante perché la frontiera analizzata fino ad adesso è rettilinea. Gli economisti preferiscono quindi utilizzare una retta crescente dalla quale si evince che all’aumentare di piccoli aerei prodotti, il costo in termini di dreamliners è progressivamente maggiore, e lo stesso vale per l’inverso. Questo perché quanto più è maggiore la produzione di un bene addizionale, tanto più il suo costo-opportunità tende ad aumentare perché le risorse più idonee alla sua produzione vengono utilizzate tutte e quindi dovrò impiegare fattori meno idonei.
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La crescita economica. La crescita economica può essere definita anche come la sempre maggiore capacità dell’economia di produrre beni e servizi. In un grafico la crescita economica è rappresentata con uno spostamento verso l’esterno dell’intera frontiera delle possibilità di produzione, cioè la possibilità di produrre una maggiore quantità di un bene senza rinunciare all’altro. Le fonti della crescita economica sono fondamentalmente due:
- L’aumento dei fattori di produzione, cioè quelle risorse che non si esauriscono nel corso del processo produttivo, come il capitale fisico, il capitale umano, la terra e il lavoro.
- La tecnologia, cioè l’insieme dei mezzi tecnici utilizzati per la produzione di beni e servizi.
Il vantaggio comparato e i benefici dello scambio: grazie allo scambio fondato sul vantaggio comparato tutti possono migliorare le proprie condizioni. Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene o servizio quando il costo-opportunità di tale bene o servizio è inferiore rispetto a quello degli altri paesi. È importante ricordare che ogni paese ha un vantaggio comparato in qualcosa e uno svantaggio comparato in qualcos’altro e alla base dello scambio vi è il vantaggio comparato, non quello assoluto. Nella realtà capita spesso di sentire politici e l’opinione pubblica mettere in discussione i benefici dello scambio internazionale ma gli economisti non sono d’accordo perché vedono lo scambio nell’ottica del vantaggio comparato.
Le transazioni: il diagramma di flusso circolare
Fino ad adesso abbiamo analizzato degli scambi internazionali fondati sul baratto, questo però è molto raro nell’economia e generalmente viene utilizzata la moneta per scambiare beni. Il diagramma a flusso circolare, sebbene sia una rappresentazione molto semplificata della realtà, descrive un’economia i cui coesistono solo due gruppi di attori economici: i nuclei familiari (gruppo di persone che condivide lo stesso reddito) e le imprese che forniscono beni e servizi. In questo grafico vi sono solo due mercati: quello dei beni e servizi sulla sinistra, dove le aziende offrono beni e servizi alle famiglie in cambio di un corrispondente flusso monetario che le famiglie danno alle imprese. Nella parte destra del grafico invece sono le imprese che pagano i nuclei familiari in cambio di fattori. Questo diagramma ignora però una serie di complicazioni del mondo reale, come il caso di un’impresa a gestione familiare, imprese che vendono i propri prodotti ad altre aziende e non a nuclei familiari o l’amministrazione pubblica, che preleva denaro ma allo stesso tempo alimenta la spesa pubblica.
Usare i modelli
Analisi positiva e analisi normativa
L’analisi positiva è un tipo di analisi che cerca di spiegare il funzionamento di un sistema economico e porta quindi a risultati che possono essere classificati come giusti o sbagliati mentre l’analisi normativa esprime opinioni su come dovrebbe funzionare un sistema economico.
Gli economisti hanno la reputazione di litigare spesso tra loro, questo è dovuto ai seguenti motivi:
- Innanzitutto i giornalisti tendono ad ingigantire le controversie economiche e tendono a parlare di due economisti in disaccordo piuttosto che di due perfettamente d’accordo.
- Il secondo motivo è che spesso gli economisti hanno opinioni diverse, come tutti gli altri cittadini, in base alle questioni e ai valori che gli stanno più a cuore.
- Inoltre, il disaccordo può derivare da modelli economici diversi, dal momento che gli economisti basano le proprie decisioni sulla realtà ci saranno economisti che ritengono più importanti dei valori da mettere nel grafico rispetto ad altri, e viceversa.
Molte di queste discussioni vengono risolte attraverso la raccolta di dati empirici che dimostrano quale modello sia quello che si attiene di più alla realtà, inoltre è compito dei politici decidere a quale economista credere.
Capitolo 3: domanda e offerta
Un mercato concorrenziale è un mercato caratterizzato dalla molteplicità di compratori e venditori dello stesso bene e servizio, come ad esempio il mercato del cotone. Il funzionamento di un mercato concorrenziale può essere descritto dal modello di domanda e offerta. Gli elementi che caratterizzano il modello di domanda e offerta sono: la curva di domanda, la curva di offerta, i fattori che causano lo spostamento della curva di domanda e della curva di offerta, il prezzo di equilibrio e il modo in cui cambia il prezzo di equilibrio in base agli spostamenti della curva di offerta e di domanda.
La curva di domanda
La domanda determina il prezzo. Per determinare la quantità di un bene o servizio che i consumatori desiderano acquistare in base al prezzo si usa una scheda di domanda e all’aumentare del prezzo, la quantità desiderata diminuisce.
Se delle condizioni cambiano, come ad esempio la domanda di cotone nel 2007 e nel 2010, non avremo uno spostamento lungo la curva di domanda (causata da una variazione del prezzo) ma uno spostamento della curva di domanda, verso sinistra se la domanda è diminuita o verso destra se è aumentata. Gli economisti ritengono che le ragioni principali degli spostamenti della curva di domanda siano 5: le variazioni nei prezzi di beni e servizi correlati, le variazioni nel reddito, i cambiamenti delle preferenze, i cambiamenti delle aspettative e le variazioni del numero dei consumatori.
- Variazioni nei prezzi di beni e servizi correlati: al diminuire del prezzo di uno, le persone saranno meno invogliate ad acquistare l’altro, sono detti anche beni sostituti e alcuni esempi sono tè e caffè o viaggi in aereo e viaggi in treno. Altre volte invece è l’aumentare del prezzo di un bene che rende i consumatori meno predisposti ad acquistare l’altro, questi beni sono detti complementi e sono ad esempio cappuccino e brioche o automobile e benzina.
- Variazioni nel reddito: l’aumento del reddito di un nucleo familiare provoca uno spostamento verso destra della curva di domanda per la maggior parte dei beni. Funziona così per i beni normali ma è il contrario per i cosiddetti beni inferiori, la cui curva di domanda diminuisce quando i redditi aumentano, degli esempi di beni inferiori sono le corse in autobus o i pasti da McDonald’s.
- Cambiamenti nelle preferenze: rientrano in questa categoria le mode passeggere, i cambiamenti culturali e così via, un esempio è il cappello per gli uomini prima della Seconda guerra mondiale che ora non si porta più.
- I cambiamenti delle aspettative: la domanda può essere influenzata dalle aspettative sul prezzo o sul reddito futuro.
- Le variazioni nel numero di consumatori: aumenta se la popolazione aumenta.
La curva di domanda individuale descrive la relazione tra quantità domandata e prezzo per un singolo consumatore, la curva di domanda di mercato invece si ottiene dalla somma orizzontale di tutte le curve individuali.
La curva di offerta
Come per la domanda, anche per l’offerta si può creare una scheda e una curva di offerta. La situazione normale per una curva di offerta può essere definita così: a un prezzo più elevato corrisponde una maggiore quantità di offerta, la curva ha quindi generalmente una pendenza positiva. Anche nella curva di offerta è importante distinguere gli spostamenti della curva di offerta (che si possono verificare con l’utilizzo delle nuove tecnologie) e gli spostamenti sulla curva di offerta.
Quando la curva si sposta verso destra avremo un aumento dell’offerta, mentre se si sposta verso sinistra avremo una diminuzione dell’offerta. Secondo gli economisti, le principali ragioni dello spostamento della curva di offerta sono: le variazioni dei prezzi dei fattori di produzione, le variazioni dei prezzi di beni e servizi correlati, i cambiamenti della tecnologia, i cambiamenti delle aspettative e le variazioni del numero dei produttori.
- Le variazioni dei prezzi dei fattori di produzione. È un fattore di produzione qualsiasi bene o servizio impiegato per produrre un altro bene o servizio. Se il costo di un bene di servizio, come ad esempio la benzina per gli aerei, aumenta, i produttori saranno disposti a produrre una minore quantità del bene finale, cioè gli aerei, e la curva di offerta si sposterà verso sinistra. Viceversa, invece se il costo di un bene di servizio dovesse diminuire.
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