Riassunti di Manuel Gulino
Microeconomia
Ferrante D-L – 2016/2017 27/02/17
Prof. Ferrante: manolo@unifi.it
Libro: D.A.Besanko-R.R.Breautigam, Microeconomia, III edizione, McGraw-Hill, Milano 2014.
Per l’anno 2017, sono escluse le parti seguenti del testo:
• cap. 2 sez. 2.5 Qualche calcolo veloce
• cap. 4 sez. 4.4 Preferenze rivelate
• cap. 5 sez. 5.2.4 Approfondimento del concetto di effetto di sostituzione sez. 5.3.2 Comprendere il
surplus del consumatore attraverso il diagramma di scelta ottima sez. 5.7 Indici dei prezzi al consumo
• cap. 11 sez. 11.7 Monopsonio
• cap. 12 sez. 12.6 La pubblicità
• cap. 13 sez. 13.1.6 Strategie miste
• cap. 14 sez. 14.3 Mercati con un’impresa dominante sez. 14.4 Oligopolio con prodotti differenziati
orizzontalmente
• cap. 15 sez. 15.4 Le aste
• cap. 16 sez. 16.5 I benefici del libero scambio
• cap. 18 L’economia comportamentale
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Disponibile Tutoraggio.
Esami: Prova intermedia da 1h che riduce il carico dell’esame finale. Se sostenuta, l’esame finale è
dimezzato a 1 domanda aperta e 2 esercizi da svolgere in un’ora. Generalmente dopo Pasqua.
Scritto 2h, 2 domande aperte più 4 esercizi. Orale obbligatorio per 16-19 e per chi volesse prendere più
di 28. Per gli altri è facoltativo.
Microeconomia, in modo analogo a Statistica, è una materia che può esser difficile da comprendere nelle
meccaniche senza seguire le lezioni del professore. Il libro di testo è uno dei pochi che ho acquistato e
effettivamente utilizzato, anche per integrarne qualche argomento in questi riassunti. È molto chiaro e ricco di
grafici che aiutano a comprendere meglio tutto il programma, ve lo consiglio. Riassunti di Manuel Gulino
Introduzione alla Microeconomia
Di cosa si occupa la teoria economica ? (Teoria astratta)
Esistono oggetti, cose, che chiamiamo beni (distinti dai servizi), di cui persone fanno uso. Esistono due tipi di
uso: consumo e produzione. Gli usi hanno valore:
- Nell’uso di consumo avremo un valore soggettivo: ne sarà arbitro il consumatore, cui è demandato il
giudizio comparativo di «meglio» e «peggio» tra i propri usi «alternativi» di beni.
- Nell’uso di produzione avremo un valore oggettivo: con riferimento a un processo produttivo che
distruggerà dei beni per renderne disponibili altri.
Nel consumo è chi usa del bene a definire il valore; nella produzione, è «nelle cose».
L’economia è una «teoria delle decisioni»
C’è un soggetto definito «decisore» che sceglie una sola tra un insieme di alternative disponibili in base a
dei criteri di valore (oggettivi o soggettivi). Il soggetto è razionale se la sua scelta è coerente ai suoi criteri
di valore.
Nel consumo, il soggetto decisore è il consumatore: oggetto delle sue decisioni (seguendo i suoi criteri
soggettivi) sono i suoi consumi.
Nella produzione, il soggetto decisore è l’impresa e resta esterna al processo di produzione: il criterio di
scelta sarà il valore oggettivo dei beni coinvolti (di cui non fa uso lei ma il lavoratore, che non è un
soggetto).
La microeconomia non «denota»
Le parole denotano le cose: «tavolo» denota il tavolo. La parola «consumatore» non denota una certa cosa
o uno specifico individuo. Nessuno nasce consumatore o impresa: è una categoria astratta.
A volte, una famiglia potrà essere considerata un «consumatore», ma non necessariamente. Allo stesso
modo un’azienda potrà essere considerata una «impresa», ma tale denotazione non è compito della
microeconomia.
La Teoria Economica ragiona per modelli, costruzioni logico-matematiche, deduzioni, ipotesi ne verificabili
ne falsificabili ma coerenti a leggi logiche e matematiche.
D’altro canto la Macroeconomia denota. La contabilità nazionale definisce chi siano i consumatori, le
imprese e i beni e successivamente li descrive in modo variamente aggregato. Riassunti di Manuel Gulino
Per esempio, le famiglie saranno i consumatori (consumo) e le aziende saranno imprese (produzione).
Costo di produzione e «costo opportunità» (opportunity cost)
In una teoria della scelta, il costo opportunità di un’alternativa è il valore (soggettivo o oggettivo)
dell’alternativa migliore cui si rinunzia.
Il costo di produzione di un bene consiste nell’insieme dei valori dei beni che vengono distrutti durante il
suo processo produttivo. Se il processo è scelto, il valore oggettivo di processi alternativi non scelti sarà il
costo opportunità di quello scelto.
«Scarsità» dei beni
È un termine ingannevole. Scarsità non vuol dire che ce ne siano pochi. La scarsità è la conseguenza della
scelta: se gli oggetti di scelta sono alternativi per averne uno devo rinunciare ad un altro.
ES. O vado al cinema, o mangio la pizza, perché il mio tempo è scarso.
Si ha scarsità quando il costo opportunità è > 0, mentre non c’è scarsità se è = 0. Riassunti di Manuel Gulino
Il mercato
Luogo nella quale i consumatori e le imprese si incontrano tramite domanda e offerta.
Si definisce mercato monetario quelli nella quale si scambia un bene in cambio di denaro. Si definisce
baratto lo scambio reciproco di beni.
Generalmente si suppone che ogni unità del bene nel suo mercato sia scambiato a un prezzo uniforme
(assenza di «arbitraggio»).
Domanda: La quantità del bene che, rispetto a un certo prezzo, gli acquirenti desiderano comprare.
Offerta: La quantità del bene che, rispetto a un certo prezzo, i venditori desiderano vendere.
Si ha eccesso di domanda quando il prezzo del prodotto è molto basso, mentre si ha eccesso di offerta
quando il prezzo del prodotto è troppo alto. Si avrà invece equilibrio quando la domanda è uguale
all’offerta.
Definizioni dal libro:
Scienza della scelta vincolata
L’economia è la scienza che si occupa dell’allocazione di risorse scarse al fine di soddisfare bisogni infiniti.
Poiché ciascuno di noi pensa sempre di poter migliorare il proprio benessere, i bisogni sono illimitati. La
scarsità delle risorse implica che noi siamo vincolati nelle scelte possibili circa i beni e servizi da produrre e
le esigenze da soddisfare.
Microeconomia: Studia le scelte economiche degli individui, siano essi consumatori, lavoratori, imprese
ecc.; analizza anche il comportamento delle famiglie, industrie e mercati.
Riassunti di Manuel Gulino
Domanda e Offerta
Come si determinano i prezzi e quali sono i fattori che incidono sulla decisione di
produzione e consumo?
Influenze sull’acquisto (domanda) p
- Il prezzo
A prezzi più elevati si consuma meno (Legge della domanda decrescente).
D(p) = q ovvero la domanda del bene è funzione del prezzo. q = quantità
*Gli economisti mettono la variabile indipendente sull’asse delle ordinate!
- Il reddito
Beni normali: beni il cui consumo aumenta all’aumentare del reddito es. Caviale
Beni inferiori: beni il cui consumo diminuisce all’aumentare del reddito es. Pane Le altre variabili
fanno traslare il
grafico della
- Il prezzo di altri beni funzione, a destra
o a sinistra.
Beni sostituti: se aumenta il loro prezzo aumenta il consumo del bene es. Carne e pesce
Beni complementari: se aumenta il loro prezzo diminuisce il consumo del bene es. Zucchero e Caffè
- I gusti e le loro variazioni
Reddito =\= Ricchezza
Reddito: Entrate mensili
Ricchezza: Denaro in portafoglio Riassunti di Manuel Gulino
Influenze sulla produzione (offerta)
- Il prezzo S = Offerta
A prezzi più elevati si produce di più
- Il prezzo degli input
Maggiori i costi da sopportare per produrre, minore la produzione
a parità di prezzo di vendita del bene.
- La tecnologia
Se è possibile produrre la stessa quantità di beni in modo più efficiente,
ovvero con minori input, allora a prezzo di vendita invariato si produrrà di più. Le altre variabili
fanno traslare il
grafico della
funzione, a destra
o a sinistra.
Riassunti di Manuel Gulino
L’equilibrio di Mercato e le sue dinamiche
La q scambiata è determinata dal lato corto del mercato.
Lato corto: Il lato tra la domanda e l’offerta che è sempre
soddisfabile.
Gli agenti del lato lungo premono per aggiustamenti di prezzo
cercando di “convergere” all’equilibrio.
- Effetti dell’intervento pubblico nei mercati:
Tetti ai prezzi (equo canone)
Prezzi minimi (salario minimo)
- Diminuzioni dell’efficienza allocativa.
L’analisi di equilibrio consiste nella ricerca del prezzo tale che D=S.
Ma non è tutto: è necessario guardare anche al futuro.
Statica comparata: Prevedere le conseguenze di variazioni che incidono sulle posizioni di D o S e
confrontarle con quelle attuali.
• Se diminuisce la S
• P↑, Q↓
• Se aumenta la S
• P↓, Q↑
• Se diminuisce la D
• P↓, Q↓
• Se aumenta la D
• P↑, Q↑
Esistono due tipi di equilibri: quello visto fin ora è l’equilibrio parziale. Oltre a questo c’è l’equilibrio generale
che tiene conto delle variazioni anche negli altri mercati, poiché sono strettamente legati fra loro.
Riassunti di Manuel Gulino
L’elasticità
[Esercizio curva di domanda + inversa]
Q = 600 – 2p È la funzione di domanda D(p) Il coefficiente angolare è m = -2
D
Trovo la retta di funzione
1) Se p = 0 Q = 600
2) Se Q = 0 p = 300
E se volessi invertire la funzione? (Ricavo la P dalla funzione originale, diventando variabile dipendente).
1 −
= 300 − ()
È la funzione inversa
2
[Esercizio curva di offerta]
Q = 300 + 4p È la funzione di offerta S(p)
S 300
+
P= −
()
È la funzione inversa
4 4
[Quantità e prezzo d’equilibrio]
*Unisco i due grafici. Q = Q
La condizione di equilibrio è , quindi:
D S
600 – 2p = 300 + 4p
-6p = -300 P = 50 lo sostituisco in una delle due
funzioni così da poter trovare Q
P = 50 d’equilibrio.
Q = 600 – 100 => 500 Riassunti di Manuel Gulino
Pb = Prezzo del prodotto in questione.
Pn = Prezzo prodotto alternativo
R = Reddito medio dei consumatori
ε
L’elasticità
L’elasticità esprime il grado di sensibilità di una variabile a mutamenti nei valori di un parametro del problema
di scelta, come il prezzo del bene, il prezzo di altri beni e il reddito. Formalmente essa corrisponde al rapporto
tra la variazione relativa della quantità domandata e la variazione relativa del prezzo.
Quindi la misura dell’elasticità può cambiare lungo la curva di domanda perché dipende dal «punto»
considerato.
L’elasticità della domanda al prezzo ∞
L’elasticità della domanda al prezzo va da 0 a +
L’elasticità si dice rigida quando 0 < ε < 1
Oppure: Riassunti di Manuel Gulino
Riassunti di Manuel Gulino
L’elasticità della domanda al prezzo e spesa 06/03/17
Permette di sapere come varia la spesa totale per un bene al variare del
suo prezzo. Quando il prezzo aumenta, la quantità consumata diminuisce
e l’effetto sulla spesa totale è ambiguo se non sappiamo confrontare
queste due variazioni.
Se l’elasticità è minore di 1 la domanda è detta anelastica al prezzo in
quel punto; in tal caso un aumento del prezzo farà aumentare la spesa
poiché la quantità diminuirà poco in relazione all’aumento del prezzo. Se
l’elasticità è maggiore di 1 la domanda è detta elastica al prezzo in quel
punto; in tal caso un aumento del prezzo farà diminuire la spesa poiché la
quantità diminuirà molto in relazione all’aumento del prezzo.
Spesa ST: P*X(p) dove X è la quantità di bene.
Se l’elasticità è maggiore di 1 la spesa diminuirà all’aumentare del prezzo
Se l’elasticità è inferiore a 1 la spesa aumenterà all’aumentare del prezzo.
Se l’elasticità è uguale a 1 la spesa resta immutata all’aumentare del prezzo
Spesa
====>
Per trovare il massimo della spesa posso derivarla e porla = 0
Q
ES. ST = Px = a – bp
D 2 ′
(ap − )
Allora ST = P [a – bp] => => a – 2bp = 0 Riassunti di Manuel Gulino
L’elasticità della domanda rispetto al reddito
È pari al rapporto fra variazione percentuale della domanda e variazione percentuale del
reddito. Permette di valutare se un bene è inferiore o normale.
N.B: L’elasticità della domanda al reddito può avere segno sia negativo che positivo!!
ES. Se si tratta di un bene inferiore all’aumento del reddito (denominatore
positivo) avrò una domanda minore del bene (numeratore negativo).
Se tale elasticità è negativa il bene è considerato inferiore: al crescere del reddito diminuisce il suo consumo.
Se tale elasticità è positiva il bene è considerato normale: il suo consumo cresce al crescere del reddito.
Se tale elasticità è positiva e maggiore di 1, il bene è considerato di lusso.
L’elasticità incrociata
La variazione del prezzo di un bene Y può incidere sulla quantità domandata del bene
X. Questa elasticità permette di capire se un bene è alternativo o complementare
rispetto ad un altro.
Può essere anche in questo caso sia positiva che negativa.
Se l’elasticità è positiva il bene è sostituto: se cresce il prezzo di un bene diminuisce il suo consumo e aumenta
il consumo del bene sostituto.
Se l’elasticità è negativa il bene è complementare: se cresce il prezzo di un bene diminuisce il suo consumo e
ciò diminuirà pure il consumo del bene complementare.
Se l’elasticità è nulla i beni non sono correlati. Riassunti di Manuel Gulino
Le preferenze del consumatore e il concetto di Utilità
Cosa porta il consumatore a scegliere un prodotto invece che un altro?
Gli individui fanno scelte razionali e coerenti puntando ad un qualche obiettivo rispettando i vincoli a cui sono
soggetti ed escludendo scelte incoerenti con i loro valori.
Problema di massimizzazione vincolata: L’obiettivo del consumatore è dato dalle sue preferenze ed è
sottoposto a dei vincoli come il reddito e il prezzo dei beni (vincolo di
bilancio). Per questo motivo si deve cercare di trovare la soluzione
migliore per soddisfare l’interesse del consumatore.
Paniere: Insieme di beni e servizi rappresentativi degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico
anno. Lo si rappresenta come un vettore o un punto sul piano.
Nel carrello posso mettere uno soltanto tra “a” e “b”. La
scelta dipende dalle preferenze e dal vincolo di
bilancio. Riassunti di Manuel Gulino
Le Preferenze
La preferenza è una relazione matematica che permette di ordinare fra loro degli insiemi.
Esempio grafico del principio di “non sazietà”
La curva di indifferenza (CI)
È l’insieme di tutti i possibili panieri dei 2 beni considerati che sono
indifferenti per il consumatore. È sicuramente una linea decrescente
(generalmente “convessa”) a causa dell’assioma di non sazietà. La CI
che passa per qualsiasi paniere di consumo (per esempio per A)
separa tutti i panieri migliori di A da tutti i panieri peggiori di A. Riassunti di Manuel Gulino
Mappa di curve di indifferenza 08/03/2017
- Le CI non possono intersecarsi (se per assurdo si intersecassero si creerebbero problemi con l’assioma
di transitività e di non sazietà). Questo non vuol dire che sono parallele!
⇒
≻
Dimostrazione per assurdo: • S T U1 > U2
⇒
≻
• R Q U2 > U1 • Assurdo!
- Le CI sono necessariamente sottili.
- Allontanandosi dall’origine aumenta il livello di benessere del consumatore (assioma di non sazietà)
È possibile rappresentare le preferenze tramite una funzione di utilità U = f(x,y).
L’utilità può esser di diversi tipi:
Utilità ordinale: Nell'utilità ordinale si attribuisce un numero ad ogni CI per ordinare le preferenze,
abbandonando il tentativo di misurare l'utilità (utilità cardinale). Non è quindi possibile
sommare le utilità delle diverse CI, di conseguenza non si può sapere QUANTO un paniere sia
migliore di un altro. Che la CI sia concava o convessa non ha importanza.
Riassunti di Manuel Gulino
: L'utilità cardinale implica la capacità di ogni individuo di assegnare un valore numerico esatto
Utilità cardinale ad ogni scelta di consumo per ogni bene di consumo e per ogni quantità di consumo. Non è
possibile considerare l'utilità come una grandezza assoluta ed oggettiva ( utilità cardinale )
poiché questa è in realtà una grandezza relativa e soggettiva: per questo non è considerata.
: È l'incremento di utilità conseguita a seguito di una piccola variazione nella quantità
Utilità marginale consumata di un bene. Il consumo di un'ulteriore unità di un bene apporta un incremento
dell'utilità in proporzione inferiore rispetto alla precedente.
La fu
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