Microeconomia
Capitolo I – L’economia di mercato
Gli individui e tutti i soggetti economici sono studiati, all’interno di un contesto istituzionale, dall’economia politica. Le azioni di questi individui si esplicano in particolar modo all’interno del mercato, istituzione principale e primo oggetto di studio. Concetto fondamentale in questo contesto, è quello della scarsità, la quale si riferisce al fatto che le risorse (materiali, umane e di capitale) sono scarse, in quanto non sono disponibili in quantità sufficienti a soddisfare tutti i bisogni di tutti gli individui. Da questo punto di vista l’economia si preoccupa di risolvere questo problema di scarsità. La microeconomia invece si occupa del comportamento dei singoli operatori, dai quali costruisce un quadro d’insieme generico.
Il problema della scarsità obbliga gli individui a scegliere cosa si debba produrre, riducendo quindi la produzione di un bene per ottenerne un altro in quantità maggiore. In questo caso si parla di costo-opportunità del bene X, ovvero il valore della migliore alternativa a cui si rinuncia per avere X. La problematica successiva è quella che riguarda il come produrre; sempre a causa della scarsità, la società deve scegliere quali tra le risorse scarse destinare alla produzione dei diversi beni. Ovviamente nessuno può ottenere tutto ciò che vorrebbe, per questo motivo la società si deve preoccupare di distribuire in maniera omogenea le diverse risorse sul mercato; in questo caso si parla di allocazione delle risorse intendendo l’impiego delle risorse di cui la società dispone nei diversi beni e servizi e la distribuzione presso gli individui che formano la società.
I sistemi economici poi (come Italia e USA) si fondano su un sistema di mercato, dove l’allocazione delle risorse dipende dalle decisioni autonome dei consumatori e dei produttori, senza che vi sia alcun coordinamento da parte dell’autorità centrale.
Alla base della microeconomia vi è l’analisi marginale, la quale si basa su due importanti definizioni: costo marginale (MC), ovvero il costo dell’ultima quantità considerata, e beneficio marginale (MB), ovvero il beneficio dell’ultima quantità acquistata. In sintesi, quest’ultimo tende a diminuire con l’abbondanza della disponibilità, avvicinandosi il soggetto alla condizione di sazietà. Al contrario, il costo marginale tende ad aumentare. Nel caso in cui:
- MC > MB, si ha un eccesso di azione X, ovvero è stato comprato troppo X, che avanza e si spreca;
- MC < MB, si ha un difetto di azione X, ovvero vorrei comprare ancora X, che infatti manca;
- MC = MB, si ha una situazione ideale, in cui non si crea né un difetto né un eccesso di azione X.
Fondamentale per lo studio dei sistemi economici, sono i modelli, ovvero descrizioni semplificate di fenomeni economici, basati su equazioni e grafici. Essi hanno tre finalità: spiegare perché è accaduto un fenomeno economico, prevedere che cosa accadrà, aiutare i soggetti economici come strumento di guida alle decisioni. Un modello economico, per essere tale, deve essere: semplice, deve quindi eliminare fattori ed elementi che hanno scarsa influenza ed attinenza con il problema studiato; generale, deve essere sperimentato in diverse situazioni di spazio e tempo; robusto, per ottenere questo requisito si deve evitare che modifiche nell’impianto teorico possano causare la distruzione delle conclusioni del modello stesso.
L’analisi positiva evidenzia le relazioni di causa-effetto, dunque, le affermazioni si basano sull’osservazione del mondo reale, descrivendo essa stessa la realtà. Al contrario, l’analisi normativa produce affermazioni che contengono giudizi di valore; l’asserzione normativa non si può confermare su dati reali, ma bensì la si deve giudicare in base ai principi etici individuali.
Concetto di mercato
Concetto fondamentale già introdotto, è quello di mercato, il quale è l’insieme di tutti gli acquirenti e tutti i venditori che sono in grado di interagire fra loro per stabilire il prezzo di un determinato prodotto e che a quel prezzo si scambiano una quantità di quel prodotto. All’interno di questo “luogo” vi sono due importanti settori che si comportano sia come acquirenti sia come venditori: le famiglie, che possiedono diversi tipi di risorse produttive, e le imprese, che usano queste risorse come input per la produzione di beni e servizi, acquistati a loro volta dalle famiglie, capaci di far ciò in quanto ricevono un reddito in cambio alle risorse che forniscono alle imprese.
Questo concetto è sintetizzato nel modello del flusso circolare, il quale non può riassumere tutto ciò che avviene in un’economia di mercato, in quanto: riunisce tutte le imprese in un unico settore, non tenendo conto delle transizioni che avvengono tra imprese; non considera le attività produttive che si svolgono tra le famiglie; non prende in considerazione il settore pubblico. Esso evidenzia comunque due importanti mercati: i mercati dei prodotti, dove si incontrano famiglie e imprese e si stabilisce cosa produrre; i mercati dei fattori, dove si incontrano famiglie e imprese per stabilire come produrre.
Il modello della domanda e dell’offerta illustra come i prezzi guidino il comportamento sia dei produttori che dei consumatori. La domanda è influenzata da importanti fattori, quali:
- Prezzo, esso dipende direttamente dalla domanda, infatti a prezzi più elevati corrisponde una minima quantità domandata, a prezzi più bassi viceversa. Il concetto che prezzo e quantità domandata sono legati da una relazione inversa è noto come legge della domanda;
- Reddito, le sue variazioni influiscono sui consumi delle famiglie; se in seguito ad un suo incremento la domanda aumenta, allora si è di fronte ad un bene normale; se invece la domanda diminuisce, siamo di fronte ad un bene inferiore;
- Prezzo dei beni collegati, supponiamo aumenti il prezzo del bene X, il quale è un bene sostituto del bene Y, allora, di conseguenza, si manifesterà un aumento dell’acquisto del bene Y; se invece l’aumento del prezzo di X fa diminuire l’acquisto del bene Y (es. zucchero-caffè), allora i due beni sono beni complementari;
- Gusti, anche le preferenze dei consumatori per un certo bene influiscono sulla quantità che ne viene domandata.
Graficamente, è possibile concentrarsi sulla relazione fra la quantità domandata di un bene e il suo prezzo, attraverso la rappresentazione della curva di domanda. La pendenza negativa della curva indica il fatto che quando il prezzo è maggiore la quantità domandata è minore e viceversa. La variazione di qualsivoglia fattore che influisce sulla domanda di un bene (ad eccezione del prezzo) determina uno spostamento della curva di domanda; invece, una variazione del prezzo del bene, determina uno spostamento lungo la curva di domanda, determinando la variazione della quantità di domanda.
Consideriamo adesso il secondo settore del flusso circolare, ovvero, le imprese, e quindi tutti quei fattori che influenzano la loro offerta, che sono:
- Prezzo, più esso è alto rispetto al bene, maggiore sarà la quantità che le aziende sono disposte a offrirne, se i prezzi aumentano è conveniente per le imprese accrescerne la produzione;
- Prezzo degli input, se il loro prezzo aumenta, in corrispondenza di ciascun prezzo sarà conveniente produrre una quantità minore del bene X;
- Sistema di produzione, con questo termine si fa riferimento soprattutto alla tecnologia usata.
Graficamente, la curva di offerta indica la relazione tra il prezzo di mercato e la quantità di un bene che i produttori sono disposti a offrire durante un certo periodo di tempo. La pendenza positiva della curva conferma l’ipotesi che più alto è il prezzo di mercato, maggiore è la quantità offerta. Quando un qualunque fattore (ad eccezione del prezzo) che influisce sull’offerta varia, la curva di offerta si sposta; mentre una variazione del prezzo determina uno spostamento sulla curva di offerta.
Sovrapponendo questo grafico a quello della domanda, si determina il prezzo e il volume di produzione in corrispondenza dei quali c’è equilibrio, ovvero una situazione che rimarrà invariata perché nessuno avrà motivo di modificare il suo comportamento. Per ottenere questa situazione, quantità domandata e quantità offerta devono essere uguali. I prezzi svolgono diverse importanti funzioni, quali:
- Trasmettere informazioni, essi sono segnali che contengono tutte le informazioni necessarie per coordinare le decisioni di famiglie e imprese;
- Razionare le risorse scarse, poiché le risorse per produrre il bene X sono scarse, la quantità di X effettivamente prodotta deve essere razionata tra i potenziali consumatori;
- Determinare i redditi, il reddito monetario delle famiglie dipende dai prezzi delle risorse che queste offrono su mercato.
Possiamo infine definire il concetto di efficienza allocativa, che significa che tutti i soggetti economici che intervengono nel mercato realizzano il massimo vantaggio possibile dallo scambio; essa non è presente se, dato un equilibrio di mercato, è ipotizzabile che un consumatore o un produttore possa effettuare ulteriori transizioni per ottenere un maggiore vantaggio.
Capitolo II – Le scelte del consumatore
La situazione di scarsità del consumatore si traduce come una situazione in cui egli non ha né un reddito sufficiente né abbastanza tempo per consumare tutti i beni e servizi che vorrebbe (risorse limitate, desideri illimitati). In questo senso, la teoria delle scelte del consumatore si propone di spiegare come un individuo assuma decisioni razionali in questa specifica situazione. Sono perciò necessari tre passaggi:
- Dobbiamo sapere che cosa il consumatore desideri, ovvero rappresentare i suoi gusti;
- Dobbiamo sapere che cosa l’individuo può fare, dati il suo reddito e i prezzi di mercato, ovvero rappresentare i vincoli a cui deve sottostare;
- Dobbiamo infine mettere insieme le preferenze del consumatore e i limiti entro cui si deve muovere, per poter prendere la miglior decisione.
La teoria economica delle scelte presuppone che le preferenze dei consumatori rispondano a tre condizioni, che sono:
- Assioma di completezza, quando gli vengono proposte due combinazioni qualunque, il consumatore è sempre in grado di dire quale delle due preferisce, o se le considera uguali;
- Assioma di transitività, se il consumatore preferisce il paniere X al paniere Y, e il paniere Y al paniere Z, allora preferisce il paniere X al paniere Z, questo assioma garantisce la coerenza;
- Assioma di non sazietà, una combinazione contenente una quantità maggiore di uno qualsiasi dei due beni verrà sempre preferita a una combinazione che ne contiene una quantità minore.
L’insieme di tutte le combinazioni considerate equivalenti dal consumatore rappresentano, graficamente, la curva d’indifferenza. Essa divide tutti i possibili panieri in tre categorie: quelli equivalenti tra loro in quanto tutti appartenenti alla curva; quelli preferibili rispetto alla curva, in quanto al di sopra di essa; quelli peggiori della curva in quanto al di sotto di essa. Aspetto importante della curva è la sua pendenza, la quale è data dal rapporto tra la variazione della grandezza misurata sull’asse Y e la corrispondente variazione della grandezza misurata sull’asse X. Inoltre essa è sempre negativa, dunque le curve d’indifferenza sono tutte decrescenti.
Il valore assoluto della pendenza della curva d’indifferenza è chiamato saggio marginale di sostituzione, il quale indica in base a quale rapporto il consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro. Introdotto questo termine, si può allora introdurre anche un altro assioma, ovvero l’assioma del saggio marginale di sostituzione decrescente. Il saggio marginale di sostituzione decrescente rappresenta la progressiva diminuzione del saggio marginale di sostituzione man mano che ci si sposta dall’alto verso il basso sulla curva d’indifferenza. Si chiama invece mappa d’indifferenza l’insieme di tutte le curve d’indifferenza; essa contiene tutte le informazioni che servono sulle preferenze del consumatore. Le curve d’indifferenza non possono mai intersecarsi, ma ciò non vuol dire che debbano essere necessariamente parallele. Una “curva d’indifferenza” con una pendenza costante è una linea retta, di conseguenza la mappa d’indifferenza sarà formata da un fascio di rette parallele. I beni intercambiabili tra loro in un rapporto fisso vengono chiamati perfetti sostituti. I beni che invece devono essere consumati insieme e in proporzioni fisse, vengono definiti perfettamente complementari; la loro mappa d’indifferenza è composta da una serie di curve ad angolo retto e la retta passante per ogni vertice e che parte dall’origine, ha una pendenza pari alla proporzione in cui i due beni vengono consumati.
Oggetto di considerazione, fin ora, sono stati i beni, ovvero prodotti che accrescono il livello di soddisfazione dell’individuo. Quest’ultimo però può trovarsi a decidere anche a seconda del consumo di “prodotti” che non gli piacciono, i cosiddetti mali (es. inquinamento dell’aria). Nel caso delle preferenze relative ai mali, non valgono ovviamente gli assiomi di non sazietà e del saggio marginale di sostituzione decrescente. Quindi, le curve d’indifferenza tra un bene ed un male, sono crescenti.
Può risultare utile al consumatore, riuscire a definire un “grado di preferibilità” tra due panieri, in modo tale da scegliere quello più conveniente e vantaggioso. Per far ciò agli stessi panieri possono essere associati dei valori numerici, indicanti la loro utilità totale, ovvero la soddisfazione totale che si ricava dal consumo di un particolare paniere. La funzione d’utilità invece, è una formula che indica l’utilità totale derivante da ciascuna combinazione, quindi consente di calcolare l’utilità, al variare della quantità dei diversi beni. I valori relativi all’utilità totale permettono di stabilire l’ordine di preferenza dei diversi panieri, ma non di misurare esattamente la soddisfazione che essi procurano.
Il consumatore non fa prezzo quando la quantità di beni che egli acquista non influisce sul prezzo dei beni stessi. Sottolineato questo aspetto, chiamiamo vincolo di bilancio la curva che rappresenta le combinazioni di beni tra cui il consumatore può scegliere, dati il suo reddito e i prezzi dei beni. Dunque, sono acquistabili dal consumatore, tutti i panieri o sulla retta o al di sotto di essa; quest’insieme di possibili combinazioni che il consumatore può acquistare prende il nome di insieme di panieri ammissibili. L’intercetta verticale e l’intercetta orizzontale del vincolo di bilancio rappresentano panieri in cui è presente uno solo dei due beni; inoltre, la pendenza della retta ha un significato economico, in quanto il suo valore assoluto indica il tasso al quale il mercato consente al consumatore di sostituire un bene con l’altro. Nello specifico, la pendenza del vincolo di bilancio indica il costo-opportunità di un bene nei termini dell’altro bene, cioè la quantità di un bene a cui il consumatore deve rinunciare per consumare un’ulteriore unità dell’altro. Il vincolo di bilancio, indicando con Px il prezzo di X, con Py quello di Y e con I il reddito, è: I = XPx + YPy. Abbiamo poi che l’intercetta verticale è I/Py, quella orizzontale I/Px e che la pendenza del vincolo di bilancio sia - Px/Py.
Quando il reddito varia, il vincolo di bilancio si sposta parallelamente a se stesso: verso l’origine se il reddito diminuisce, verso l’esterno se aumenta. Quando è invece il prezzo di uno dei due beni a variare, l’intercetta del vincolo di bilancio sull’asse corrispondente al prodotto il cui prezzo è variato si sposta: se il prezzo aumenta, l’intercetta si avvicina all’origine, se invece diminuisce se ne allontana.
A questo punto, dobbiamo combinare la mappa delle curve d’indifferenza e il vincolo di bilancio, per capire ciò che il consumatore effettivamente sceglie. Per questo motivo, il paniere con il quale il consumatore ottiene la massima soddisfazione possibile, è quello corrispondente al punto di tangenza tra il vincolo di bilancio e una curva della mappa delle curve d’indifferenza. Il paniere si dice che è una soluzione interna se corrisponde ad una situazione di equilibrio (ovvero una situazione che perdurerà in quanto il consumatore non ha alcun motivo di modificare il suo comportamento) e se contiene una certa quantità di tutti i beni. Un determinato paniere di beni assicura al consumatore la massima utilità possibile, se soddisfa l’equazione: MRSyx = Px/Py. Riassumendo: il saggio marginale di sostituzione indica in che rapporto il consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro, mentre la pendenza del vincolo di bilancio indica in che rapporto il consumatore può scambiare un bene con l’altro; affinché vi sia bilancio essi devono coincidere.
Analizzata sia la funzione di utilità che il vincolo di bilancio, possiamo dire che obiettivo del consumatore è quello di massimizzare il valore della prima, dato il proprio vincolo di bilancio. Dunque possiamo definire l’utilità marginale (MU) come la variazione dell’utilità totale conseguente al consumo di un’unità aggiuntiva di un bene. Dividendo l’utilità marginale di un bene per il suo prezzo, si ottiene l’utilità marginale di ogni euro speso per l’acquisto di quel bene. Quindi l’equazione MUx/Px = MUy/Py indica che un paniere di beni assicura al consumatore la massima utilità.
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