Microeconomia
“L’economia è lo studio del modo in cui gli uomini e la società scelgono, con o senza l’uso del denaro, di impiegare le risorse produttive scarse, che potrebbero avere usi alternativi, per produrre vari beni nel tempo e distribuirli per il consumo, nel presente e nel futuro, tra le varie persone e gruppi della società”.
Microeconomia e macroeconomia
La microeconomia si occupa del comportamento dei singoli consumatori e delle singole imprese, che agiscono e interagiscono in mercati e in gruppi di settore. La macroeconomia, invece, studia il funzionamento dei sistemi economici nazionali e internazionali.
Scarsità e microeconomia
Le risorse economiche sono scarse. I vincoli di scarsità impongono di compiere tre scelte fondamentali:
- Quanto produrre di ciascun bene e servizio
- Come produrre i beni e i servizi scelti
- Come distribuire il prodotto tra i consumatori
La microeconomia è la branca dell'economia che studia problemi di allocazione di risorse scarse.
Le istituzioni per l’allocazione delle risorse
Le istituzioni (leggi e norme sociali) definiscono le procedure attraverso cui la società alloca le proprie risorse. In un'economia capitalista i mezzi di produzione sono controllati dai privati e le risorse sono allocate in base a scambi volontari. In un'economia comunista (di tipo sovietico) lo Stato (o altra entità collettiva) controlla i mezzi di produzione e i benefici da essi prodotti e le scelte economiche sono fortemente centralizzate, compresa la distribuzione del prodotto. Nessuna economia è unicamente capitalista o unicamente comunista: elementi di comunismo ed elementi di capitalismo convivono in ogni economia oggi esistente.
I mercati
I mercati rappresentano la più comune forma di decentralizzazione dell’attività economica. I mercati sono istituzioni economiche che consentono di vendere ed acquistare beni e servizi, precisando le modalità per lo scambio. I mercati possono essere gestiti dallo Stato attraverso la fissazione di regole esplicite o possono essere gestiti dagli agenti economici (partecipanti al mercato o meno).
Un mercato è l'insieme delle attività e delle regole di scambio relative ad un gruppo di prodotti entro certi confini spaziali. I prodotti appartengono ad uno stesso mercato quando risultano altamente intercambiabili.
Caratteristiche dei mercati:
- Presenza di venditori ed acquirenti
- Spesso (ma non sempre) i venditori sono le imprese e gli acquirenti sono gli individui
- L’attività di scambio è guidata dai prezzi che specificano la quantità di moneta necessaria per ottenere una unità del bene
- I mercati possono funzionare solo se esiste un sistema dei diritti di proprietà che ne preveda la trasferibilità
Analisi economica di tipo positivo e normativo
L’analisi positiva è volta a rispondere a domande fattuali che di norma riguardano le scelte o gli esiti del mercato, senza alcun giudizio di merito. L’analisi positiva fa riferimento esclusivamente ai fatti. L’analisi normativa si focalizza su domande che implicano anche dei giudizi di valore. Un approccio che consente in alcuni casi di convertire le questioni normative in questioni positive è l'adozione del principio della supremazia dell’individuo (ciascuno è in grado di stabilire cosa sia meglio per sé stesso).
Strumenti della microeconomia
Gli economisti adottano il metodo scientifico:
- Osservazione iniziale dei fatti
- Teorizzazione
- Identificazione delle implicazioni aggiuntive
- Ulteriori osservazioni e verifiche
- Raffinamento della teoria (si torna al punto 3) o sostituzione della teoria (si torna al punto 2)
Una teoria utile deve essere applicabile su larga scala e, allo stesso tempo, specifica nelle sue implicazioni.
Che cos’è la microeconomia?
Consideriamo una definizione diversa, che pone maggior enfasi sui mezzi rispetto al contesto.
- L’economia si occupa della creazione di modelli del comportamento degli individui e delle organizzazioni (imprese, organizzazioni non profit ecc.) in contesti di mercato e non di mercato.
- Tali modelli ipotizzano quasi sempre che il comportamento sia diretto verso un chiaro obiettivo e il modo in cui comportamenti diversi con obiettivi contrastanti vengono portati a una situazione di equilibrio da istituzioni di mercato e non di mercato.
- L’economia è sia descrittiva (descrive ciò che accade) sia valutativa (misura ciò che accade in riferimento a un dato risultato ideale).
Modelli e analisi
Nei dizionari il modello è definito come “una rappresentazione ipotetica o stilizzata di qualcosa”. In economia, i modelli possono rappresentare il comportamento delle persone o delle istituzioni:
- Le imprese massimizzano i profitti partendo da un dato insieme di possibili piani di produzione.
- I consumatori massimizzano la loro utilità soggetti a un vincolo di bilancio.
- I modelli inoltre rappresentano i mercati e i loro meccanismi di funzionamento.
- I modelli in economia sono rappresentazioni analitiche e semplificate della realtà.
Il modello di domanda e offerta
“L’offerta è pari alla domanda” è l’espressione più famosa in economia, e lo è anche il grafico che la rappresenta. Sia l’espressione sia il grafico racchiudono concetti importanti ed empiricamente rilevanti. Consideriamo un compratore tipico:
- Il prezzo di riserva è x euro; cioè sei disposto a pagare qualsiasi cifra fino a non più di x euro per comprare una unità del bene.
Consideriamo un tipico venditore:
- Il prezzo di riserva è y euro; cioè sei disposto a vendere la tua unità del bene a qualsiasi prezzo maggiore o eguale a y euro.
Come varia il funzionamento dello scambio con diversi meccanismi?
- Contrattazione decentralizzata
- Centralizzazione
- Prezzo dato
Modello di meccanismo di allocazione tramite prezzi
Modello dei compratori
Consideriamo un compratore tipico. Desidera comprare un’unità del bene: il prezzo di riserva è 40 euro; cioè è disposto a pagare qualsiasi prezzo fino a non più di 40 euro per comprare una unità del bene. Quale curva di domanda implica questa descrizione? La domanda è 1 se il prezzo è minore o uguale a 40, altrimenti la domanda è zero. Che profitto ottiene questo compratore quando acquista il bene? Dipende dal prezzo pagato. Supponiamo che sia 30 euro, allora il 'profitto' dallo scambio è 40 - 30 = 10 euro.
Ora consideriamo un secondo compratore con un prezzo di riserva di 60 euro. Per questo compratore la domanda è 1 se il prezzo è minore di 60 euro, altrimenti la domanda è zero. Aggregiamo la domanda di questi due compratori. E ora il “profitto” realizzato da entrambi insieme.
Modello dei venditori
Consideriamo un venditore tipico. Desidera vendere una unità del bene: il prezzo di riserva è 70 euro; cioè è disposto a vendere la tua unità del bene ad un qualsiasi prezzo maggiore o uguale a 70. Quale curva di offerta implica questa descrizione? L’offerta è 1 se il prezzo è maggiore o uguale a 70, altrimenti l’offerta è zero. Quale profitto realizza questo compratore quando vende? Dipende dal prezzo pagato. Supponiamo che sia 80 euro. Allora il 'profitto' dallo scambio è 80 - 70 =10 euro.
Consideriamo ora un secondo venditore con un prezzo di riserva pari a 50 euro. Per questo secondo venditore l'offerta è 1 se il prezzo è maggiore di 50 euro, altrimenti l'offerta è 0. Il 'profitto' realizzato da questo venditore ad un prezzo di 80 euro è 80 - 50 = 30 euro. Aggregiamo l’offerta di questi due venditori. E ora consideriamo il 'profitto' realizzato da entrambi insieme.
Compratori e venditori insieme
Ora possiamo identificare l'equilibrio concorrenziale, cioè dove la domanda e l'offerta sono uguali. E il surplus totale nell'equilibrio concorrenziale. Possiamo pure calcolare i guadagni dallo scambio a prezzi diversi da quello di equilibrio concorrenziale. Ad esempio p=30.
Le istituzioni di mercato e il modello di domanda e offerta
I mercati raggiungono veramente un prezzo tale che l’offerta sia pari alla domanda? Come variano le risposte a tale domanda in base alle caratteristiche istituzionali del mercato? Gli economisti ritengono che nella maggior parte dei casi:
- Un numero elevato di persone vuole acquistare un bene
- Un numero elevato di persone vuole venderlo
- Se il bene è una commodity (non è differenziato)
- Se gli acquirenti e i venditori hanno accesso a informazioni relativamente attendibili su ciò che accade agli altri acquirenti e venditori
Allora la maggior parte delle transazioni avranno luogo al prezzo per cui l’offerta è pari alla domanda. Tale fiducia è supportata anche da importanti risultati empirici.
Il modello dell’uguaglianza tra domanda e offerta
Ogniqualvolta utilizziamo il modello di domanda e offerta dobbiamo domandarci:
- Le istituzioni di mercato
- La disponibilità delle informazioni
- L’uniformità del bene in vendita
- La quantità di acquirenti e venditori
Consentono di affidarci a un’applicazione semplicistica del grafico?
L’equilibrio di mercato
L’equilibrio del mercato si ottiene per D=O. Il prezzo di equilibrio è il prezzo in corrispondenza del quale D=O. Graficamente, il prezzo di equilibrio è il prezzo al quale le curve di domanda e di offerta si intersecano.
Il modello di domanda e offerta in generale
Immaginate un prodotto di massa (commodity), come il grano, acquistato e venduto da molte persone. Questo bene presenta caratteristiche sufficientemente uniformi. Inoltre, tutti gli acquirenti e i venditori conoscono il prezzo migliore del bene, in quanto gli scambi avvengono in un unico mercato centralizzato oppure sono disponibili molte informazioni sul prezzo nei mercati locali o regionali che costituiscono l’insieme degli scambi. I limiti temporali e spaziali sono fissati in modo che non impediscano di trattare il bene come un prodotto di massa e che vi sia un unico prezzo del bene. Ovviamente, i presupposti che il bene in questione abbia caratteristiche e prezzo uniformi sono astrazioni del modello che raramente (o mai) corrispondono perfettamente alla realtà.
L’equilibrio
Supponiamo che, in qualche modo, venga determinato il prezzo del bene. A quale livello dovrebbe essere fissato in modo da soddisfare tutti?
- Se il prezzo p’ si trovasse in un punto dove l’offerta supera la domanda, ossia O(p’) > D(p’), parte del bene rimarrebbe sugli scaffali dei negozi non desiderato e non acquistato.
- D’altra parte, se il prezzo p’’ si trovasse in un punto dove la domanda supera l’offerta, ossia D(p’’) > O(p’’), allora gli scaffali sarebbero vuoti e nei negozi continuerebbero a entrare persone in cerca del bene.
- Solo se il prezzo p* si trovasse in un punto dove l’offerta è pari alla domanda, ossia O(p*) = D(p*), i mercati si equilibrerebbero senza merci invendute o consumatori razionati. Questo prezzo p è definito prezzo di equilibrio e la quantità corrispondente è definita quantità di equilibrio.
La funzione di domanda
La funzione di domanda è la rappresentazione matematica della domanda di un prodotto e descrive la quantità richiesta dal mercato per ogni possibile combinazione dei prezzi e degli altri fattori. Per esempio, la domanda di mais può dipendere dal prezzo del mais, dai prezzi delle patate e del burro e dal reddito dei consumatori:
- Incrementi nel prezzo di mais e burro riducono la quantità di mais domandata dai consumatori
- Incrementi nel prezzo delle patate aumentano la quantità di mais domandata dai consumatori
La curva di domanda mostra come varia la quantità di un bene che i consumatori vogliono comprare al variare del prezzo, fermi restando altri fattori. Tale relazione può essere descritta dall’equazione: QD = QD(P). La curva di domanda è inclinata negativamente: a fronte di prezzi più bassi i consumatori sono disposti a comprare di più perché il bene diventa relativamente meno caro e il reddito reale dei consumatori aumenta. Alcune importanti variabili diverse dal prezzo che influiscono sulla domanda:
- Reddito
- Gusti dei consumatori
- Prezzi di beni connessi: sostituti; complementi
La variazione del prezzo del prodotto determina un movimento lungo la curva di domanda (varia la quantità). La variazione di un altro fattore determina uno spostamento di tutta la curva (si modifica la domanda del bene per ogni livello di prezzo).
Aumenta il reddito:
- In P2 si domanda Q1
- In P1 si domanda Q2
- La curva di domanda si sposta a destra in D’
- Con D’ si acquista di più che con D ad ogni prezzo
La funzione di offerta
La funzione di offerta è la rappresentazione matematica dell’offerta di un prodotto, che descrive la quantità offerta dai venditori per ogni possibile combinazione dei prezzi e degli altri fattori. Per esempio, l’offerta di mais può dipendere dal prezzo del mais, dal prezzo del carburante diesel e dal prezzo della soia:
- Incrementi nel prezzo del carburante diesel o della soia riducono la quantità di mais offerta dai venditori
- Incrementi nel prezzo del mais aumentano la quantità di mais offerta dai venditori
La curva di offerta mostra come varia la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere al variare del prezzo, tenendo costanti gli altri fattori. Questa relazione può essere descritta dall’equazione: QO = QO(P). La curva di offerta è inclinata positivamente: a fronte di prezzi più alti le imprese aumenteranno la produzione. Alcune importanti variabili diverse dal prezzo che influiscono sull’offerta:
- Costi di produzione: lavoro; capitale; materie prime
La variazione del prezzo del prodotto determina un movimento lungo la curva di offerta (varia la quantità offerta). La variazione di un altro fattore determina uno spostamento di tutta la curva di offerta (si modifica l’offerta del bene).
Il costo delle materie prime scende:
- In P2 si produce Q1
- In P1 si produce Q2
- La curva di offerta si sposta a destra in O’
- Con la O’ si produce di più che con la O a ciascun prezzo
L’equilibrio come interazione tra domanda e offerta
Il meccanismo del mercato in sintesi:
- Il prezzo di equilibrio è determinato dalla interazione tra offerta e domanda
- Fuori dall’equilibrio, il mercato tende ad aggiustare i prezzi e a riportarsi in equilibrio
- È necessario che il mercato sia competitivo perché questo meccanismo funzioni
Cambiamenti dell’equilibrio
I prezzi delle materie prime si riducono:
- L'offerta si sposta da O a O’
- Si forma un eccesso di O
- I prezzi si abbassano a P3
- Il punto di equilibrio si sposta in P3, Q3
Il reddito aumenta:
- La domanda si sposta in D’
- Si forma un eccesso di D
- I prezzi si alzano a P3
- L’equilibrio si sposta in P3, Q3
Il reddito cresce e il prezzo delle materie prime si riduce:
- Lo spostamento di D è superiore di quello di O
- Il prezzo e la quantità di equilibrio aumentano fino a P2, Q2
Quando domanda e offerta si spostano entrambe, l’impatto sul prezzo e la quantità di equilibrio dipendono da:
- La dimensione relativa e la direzione dei cambiamenti
- La forma delle curve di domanda e offerta
Dimensione dei cambiamenti dell’equilibrio di mercato
Cosa determina la dimensione dei cambiamenti dell’equilibrio di mercato quando una curva si sposta?
- Ampiezza del cambiamento della curva che si sposta
- Inclinazione della curva che non si sposta
Che significato diamo all'inclinazione della curva? L’inclinazione delle curve riflette la sensibilità di domanda e offerta ai cambiamenti di prezzo.
- In seguito ad uno spostamento della D:
- Una curva O maggiormente inclinata implica un cambiamento del prezzo e un minor cambiamento della quantità. - In seguito ad uno spostamento della O:
- Una curva D maggiormente inclinata implica un cambiamento del prezzo e un minor cambiamento della quantità.
Elasticità di domanda e offerta
L’elasticità è una misura di quanto le quantità rispondano a variazioni di prezzo. È un concetto diverso dall’inclinazione della curva: l’inclinazione dipende dall’unità di misura delle quantità e dei prezzi, l’elasticità no. Supponiamo che una variazione di X produca una variazione di Y. L’elasticità è definita come:
Elasticità della domanda al prezzo
Definiamo elasticità della domanda l’elasticità della domanda di un prodotto rispetto al prezzo del prodotto stesso: D
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