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1)neutrale

2)risparmiatore di lavoro

3)risparmiatore di capitale

Analisi economica=costo=costo opportunità=ha un costo implicito cioè la rinuncia della risorsa per

altri impieghi, altri processi di produzione

Remunerazione persa per la risorsa x rinunciando a destinarla al migliore impiego alternativo

Due fattori: prezzo dei due fattori ed il costo totale per l’impresa

Pendenza=rapporto tra i prezzi del fattore (costo unitario del lavoro e costo unitario del capitale)

Se diminuiscono=la retta va verso destra

Se aumentano=la retta va verso sinistra

Se diminuisce il costo del lavoro=la retta ruota verso destra o verso sinistra a seconda delle

variazioni di w

Per individuare le tecniche di minimo costo abbiamo bisogno di 2 elementi: la retta che rappresenta

l’isocosto e la funzione di produzione che rappresenta la parte tecnica del problema cioè la

relazione tra risorse e fattori combinazioni di capitale e lavoro che

La funzione di produzione è rappresentata dall’isoquanto

danno luogo ad un determinato livello di produzione

Dato q1 si cerca la combinazione che consente di produrre al minimo costo

Pendenza dell’isocosto (rapporto tra il prezzo unitario dei fattori)=pendenza dell’isoquanto(saggio

marginale di sostituzione tecnica)

Grafico che evidenzia le differenze in seguito all’aumento del costo unitario del lavoro.

Nel breve periodo è possibile modificare solo il fattore lavoro=capitale fermo e aggiunta di

lavoro=maggiore o minore utilizzazione dell’impianto

Costo del capitale=costo fisso

Costo variabile=variano al variare del livello corrente di produzione

Costi fissi=non variano

Costo totale=costo fisso+costo variabile

Relazione tra il livello di impiego di lavoro e il livello di produzione dato lo stock di

capitale=produzione più che proporzionale....aggiunta di lavoratori crescita meno che

proporzionale...ulteriori lavoratori produzione decrescente

Costo totale=costi fissi+costi variabili

Costo medio=rapporto tra costo totale e quantità prodotta

Costo medio fisso=costo del capitale per unità di prodotto

Costo variabile fisso=costo del lavoro per unità di prodotto

Costo marginale=costo per un’unità aggiuntiva di prodotto

Costo medio di lungo periodo economia di scala

definita da un punto di minimo sotto il quale valgono le economie

Curva di costo di lungo periodo

di scala e sopra il quale valgono le diseconomie di scala

Economie di scala=tutto ciò che fa diminuire il costo medio di produzione al crescere della scala di

produzione

Concorrenza perfetta=tipo ideale=funzionamento di tipi di mercati simili e paragoni con altri

mercati

Mercato delle materie prime=tipico esempio in cui viene utilizzato

Assenza di barriere all’ingresso=nel lungo periodo i profitti delle imprese tendono ad annullarsi ed i

prezzi tendono a stabilirsi nel punto di incontro tra domanda ed offerta

1)struttura atomistica=l’industria è frammentata

2)il prodotto che viene scambiato è omogeneo

3)liberta di entrata

Conseguenze:prezzo unico o prezzo di equilibrio

Chiunque operi in questo mercato vede il prezzo di mercato come un dato, che non può

modificare l’uscita di una ditta dal mercato non ha conseguenze

Elasticità della domanda residuale=se sono l’impresa iesima e vario il prezzo del mio prodotto

quanto è elastica la mia curva di domanda (quantità che arriva alla mia impresa)? Il prodotto è

standardizzato e si acquista al minimo prezzo le imprese piccole non hanno alcun potere di

influenzare il prezzo

Massimizzazione del profitto=fine ultimo q*=livello di produzione in cui si verifica la massima

distanza tra costi e ricavi

Il livello di produzione che rende massimi i profitti è quello in cui il costo marginale è uguale al

ricavo marginale.

Prezzo=costo marginale

Il livello di produzione che rende massimi i profitti è quello in cui il costo marginale è uguale al

ricavo marginale=profitto 0 ci interessano i profitti totali (somma di tutti i profitti marginali che si

hanno producendo n prodotti; quando il profitto marginale inizia ad negativo il profitto inizia a

diminuire)

Costi sommersi=costi già sostenuti e che non possono essere recuperati

La curva di offerta è la quantità di prodotto che le imprese desiderano offrire ad un prezzo di

mercato, a parità di tutte le altre condizioni.

Punto M=break-even price=zero profitti (ricavo marginale=costo marginale)

Se il prezzo continua a diminuire=si è costretti a smettere, nel lungo periodo, in quanto non si è più

in grado di sostenere costi fissi; nel breve periodo è comunque un punto di ottimo finchè si è in

grado di coprire i costi variabili (massimizza i profitti al netto dei costi fissi)

La curva di offerta dell’impresa coincide con la curva di costo marginale che parte dal punto di

minimo della curva di costo medio variabile (M’; la curva del costo medio variabile è AVC)

Perchè si sposta la curva di offerta? Perchè se cambia il prezzo dei fattori o cambia lo stato della

tecnologia si spostano le funzioni di costo (ci sono: prezzi dei fattori, e stato della tecnologia)

Lungo periodo in concorrenza perfetta=curva di offerta perfettamente orizzontale

Entrata ed uscita di nuove imprese=nel lungo periodo=sposta la funzione di offerta

Data la domanda se l’offerta diminuisce od aumenta ci si sposta sulla curva di domanda e si ha un

aggiustamento del prezzo

Ingresso=aumento offerta=prezzo diminuisce

Uscita=prezzo aumenta

Monopolio=altro tipo ideale=sola impresa non soggetta a concorrenza effettiva ed è protetta dalla

concorrenza potenziale

Imprese=price maker=sono in grado di decidere il prezzo dei loro prodotti

Barriere all’entrata=ostacoli di varia natura che proteggono le imprese effettive dalla concorrenza

potenziale (imprese che potrebbero entrare)=riducono l’effetto della concorrenza potenziale=chi sta

fuori e vuole entrare sostiene dei costi che chi sta dentro non ha (es. Licenze) potere di mercato

Sono varie forze:

1 barriere strutturali=relative al funzionamento interno del mercato (es. Grandi economie di scala)

2 barriere legali=diritto acquisito perché si soddisfano determinate caratteristiche

3 barriere strategiche=poste in essere dalle imprese per disincentivare le imprese all’ingresso

Domanda residuale=domanda che giunge all’impresa che stiamo studiando=nel monopolio la

domanda residuale è la domanda di mercato

Ricavo marginale=ricavo medio=prezzo=prezzo di equilibrio

Se si vuole vendere di più bisogna diminuire p

Ricavo marginale=pendenza doppia

Elasticità di domanda al prezzo (quanto cambia la quantità al variare del prezzo moltiplicato per il

rapporto prezzo quantità) su una curva lineare=passa da 0 ad uno fino a diventare infinito

Fino a quando diminuendo il prezzo la quantità domandata aumenta in misura più che proporzionale

la curva di domanda cresce raggiungendo un massimo in corrispondenza in cui il ricavo marginale è

nullo. Successivamente la domanda aumenta in misura meno che proporzionale e il ricavo totale

diminuisce (il ricavo marginale non è più uguale al prezzo)

Non potendo discriminare per aumentare le quantità bisogna diminuire il prezzo (su tutte le unità

vendute), che in tal modo diventa diverso al ricavo marginale.

Massimizzazione dei profitti ricavo marginale=costo marginale punto A

Quantità che massimizza il profitto=q*

Prezzo a cui i consumatori sono disposti a pagare la quantità q*=punto B

Il monopolista non può decidere sia p che q (se decide q deve adeguarsi al prezzo che i consumatori

sono disposti a pagare e viceversa)

Qxp=ricavo totale

Punto c=costo medio*q=costo totale

Ricavo totale-costo totale=profitto

Quantità diverse allo stesso prezzo

Date le condizioni di costo cambiano le condizioni di domande e l’equilibrio dell’impresa ma al

mutare delle condizioni di domanda (il monopolista può vendere la stessa quantità di prima ad un

prezzo diverso o allo stesso prezzo quantità diverse) non si può stabilire una relazione univoca tra

prezzo e quantità=in monopolio abbiamo un punto di offerta dell’industria ma non abbiamo una

completa curva di offerta dell’impresa

Nel lungo periodo in monopolio le barriere all’entrata non fanno agire la concorrenza potenziale

quindi gli extraprofitti non tendono ad annullarsi; la situazione resta cristallizzata al breve periodo

se nel breve ci sono extraprofitti; altrimenti l’impresa uscirà dal mercato.

Monopolio naturale=creato dalle economie di scala a causa della fusione tra aziende

Più è grande la scala di produzione più il costo medio di produzione diminuisce

Rispetto alla dimensione del mercato i costi medi sono sempre decrescenti.

Domande d’esame:

1) 8-9 domande invece di 6 nel fac simile argomenti sicuri: monopolio (come nel fac simile

cambiando i numeri), curve di indifferenza, isocosto fac simile molto simile

Oligopolio=struttura di mercato in cui operano poche grandi imprese (dimensione relativa rispetto

al mercato=quota di mercato)=bene omogeneo o differenziato (più frequente), barriere in entrata

molto elevate.

Quota di mercato della iesima impresa=molto rilevante=se cambia qualcosa nell’impresa ci sono

delle conseguenza a livello di mercato

Oligopolio differenziato=industria manifatturiera (automobili, farmaci, computer) ma anche nel

settore dei servizi (comunicazione)

Barriere all’entrata=barriere giuridiche, strutturali (caratteristiche del settore economie di scala

elevate) o scelte strategiche (prezzi bassi per scoraggiare l’entrata di altre imprese)

Non sono barriere insormontabili ma sono molto elevate=molto costoso entrare

C’è concorrenza sia effettiva che potenziale (se ci sono extraprofitti valutano l’ingresso)

Interdipendenza tra imprese=scelte impresa A=influenza mercato=influenza sulle scelte

dell’impresa B=tutte le imprese sono legate tra loro

Quando si prende una decisione bisogna prevedere le scelte delel altre imprese

1. condizioni di costo

Economie di scala molto grandi=il mercato tende a concentrarsi=incentivo a costruire un impianto

più grande=abbassamento del costo medio

Apprendimento=Produttività del lavoro=diventano sempre più efficienti man mano che aumenta

l’esperienza.

2. condizioni di domanda

3. politiche pubbliche=tendenza a cooperare tra di loro=profitti di monopolio

Più ci sono interventi verso la concorrenza e più ci si avvicina ad una condizione di concorrenza

perfetta

Curva di costo medio di breve periodo=forma U=curve di impianto=fattore fisso+fattore

variabile=produttività marginale prima crescente poi decrescente=relazione tra grandezza media e

grandezza marginale=sempre più fattore per avere un prodotto in più

Curva di costo di lungo periodo=forma dipende dalla presenza di economie di scala

Scende finchè prevalgono economie di scala

Rapporto tra elasticità di mercato ed elasticità della singola impresa

Domanda elastica (curva di domanda inclinata verso il basso ma ELASTICA) Sostituti stretti che

sono i prodotti delle altre imprese che si dividono il mercato

Se ad un cambiamento di prezzo gli altri non reagiscono la domanda residuale diventa molto

elastica=grande vantaggio dalla variazione di prezzo

Se gli altri mi seguono perdo l’effetto prezzo

Costo medio (AC)=costo totale/quantità prodotta=c

Costo marginale (MC)=come varia il costo totale al variare di q=c

Massimizzazione dei profitti dipende anche dalle scelte dell’altra impresa si fa riferimento alla

funzione di reazione ci dice qual è la scelta ottima (quantità) data la scelta dell’altro

e=punto di equilibrio quando le due curve si incontrano=aspettativa sulla produzione dell’altra

impresa che coincide con quello che realmente fa=i profitti dipendono dalla quantità totale che è la

somma di quella prodotta dalle due imprese

le imprese scelgono contemporaneamente la quantità=formulano una congettura (ipotesi)

fondandosi sull’esperienza=obiettivo di massimizzare i profitti=raggiungono un equilibrio e il

processo di aggiustamento termina.

Se non si spostano le funzioni di reazione l’equilibrio non varia.

La quantità di equilibrio si trova tramite il processo di aggiustamento a gradini=per ogni quantità

prodotta si legge un livello di produzione sulla funzione di reazione dell’altra

Due agenti e due beni

Ciascuno degli agenti ha la sua dotazione di beni rappresentata sull’asse cartesiano

L’asse cartesiano del secondo agente viene ruotato creando l’origine nel vertice alto a destra in

modo da costruire una scatola

Se la quantità di beni è data gli agenti possono riallocare i beni scambiandoli

Risorse scarse=non bisogna sprecarle=utilizzo in maniera efficiente

Economia=grandezze eterogenee tra loro

un’allocazione è efficiente se non è possibile con una nuova riallocazione migliorare la

Pareto

posizione di una persona senza peggiorare quella di un’altra.

1) scarsità relativa=utilizzo delle risorse in maniera efficiente

2) molto generale=si applica alle situazione più disparate

Abbiamo a che fare con input ed output non omogenei tra loro

Parte grigia=nucleo

Miglioramento paretiano=si può arrivare fino alla situazione in cui uno dei due agenti sta meglio e

l’altro sta come prima=vale per entrambi gli agenti (es. Punto D e C)=questo avviene tramite la

riallocazione delle risorse scambiando i beni; nel punto B entrambe le situazioni degli agenti

migliorano

Curve tangenti=stessa pendenza=pendenza delle curve di indifferenza=saggio marginale di

sostituzione=rapporto tra la variazione di x e la variazione di y=descrive i gusti degli individui

I due agenti possono scambiarsi i beni fino ad annullare i possibili vantaggi dello scambio

Curva nera=curva dei contratti=definisce tutte le allocazioni Pareto efficienti=per ogni possibile

dotazione iniziale, date le preferenze degli agenti, il punto finale del processo di

contrattazione=oltre al quale gli scambi non sono più vantaggiosi per entrambi gli agenti

Curva BC=vincolo di bilancio

Teorema da imparare a memoria

Agenti economici:autointeressati (disinteressati verso la soddisfazione altrui) e razionali (cercano di

soddisfare al meglio per proprie esigenze)

Gli scambi sono volontari

Allocazione dei mezzi scarsi:

1)efficiente

2)mutualmente benefica

Società di mercato=economia di mercato osservazioni di Smith:

1) non è caotica nonostante non sia governata da nessuno

2) gli individui si muovono ricercando un obiettivo personale coordinamento da parte di una

mano invisibile alla fine si persegue un obiettivo comune

Mercato=sotto certe condizioni utilizza le risorse scarse in maniera efficiente

Laissez faire=sotto certe condizioni (concorrenza perfetta) l’economia di mercato è in grado di

utilizzare in maniera efficiente le risorse

Non intervento nel mercato definendone solo le condizioni di base

Ogni allocazione Pareto efficiente è un equilibrio concorrenziale

Scelta fra e e g: assenza di criterio

Punto di partenza:equilibrio concorrenziale

Consideriamo le funzioni inverse:domanda+offerta

Differenza tra funzioni dirette ed inverse:

funzione diretta: quantità che i consumatori sono disposti ad acquistare ad un determinato prezzo

date le condizioni di mercato

funzione inversa: qual è il prezzo che i consumatori sono disposti a pagare per una determinata

quantità prd:prezzo di riserva della domanda:massima disponibilità marginale a pagare per ogni

unità aggiuntiva domandata

Offerta:

prezzo di riserva dei produttori: minima disponibilità marginale ad incassare per portare sul mercato

quella quantità offerta quantità che rende

q*=punto di incontro della domanda ed offerta=prezzo degli agenti sono uguali

uguali i prezzi di riserva (punti di vista diversi)

Surplus del consumatore=differenza tra il prezzo di riserva (prezzo massimo che il consumatore è

disposto a spendere) ed il prezzo di mercato

Dal punto di vista grafico:ciò che sta sotto la curva di domanda e sopra il prezzo di equilibrio

Differenza tra prezzo di mercato e prezzo di riserva del produttore

Curva di offerta del mercato: somma orizzontale delle curve di offerta individuali: curve di costo

marginali delle singole imprese quanto costa ai produttori produrre e mettere sul mercato quella

quantità di bene a parità di altre condizioni

Surplus del consumatore: differenza tra curva di domanda e prezzo di equilibrio

Surplus del produttore: differenza tra prezzo di equilibrio e curva di offerta

Il prezzo e la quantità di equilibrio danno luogo ad una condizione che è Pareto efficiente? Da luogo

al massimo surplus?

Ogni quantità più piccola determina un surplus minore.

rettangolo A:passa da surplus del consumatore a surplus del produttore

quantità più bassa: il surplus collettivo non è più massimo

parti B e C: surplus che vanno persi

Oligopolio:perdita secca minore a quella del monopolio ma maggiore a quella della concorrenza

perfetta

Non da origine ad una condizione Pareto efficiente

In termini statici il monopolio non è pareto efficiente; in senso dinamico il giudizio è positivo se gli

extra profitti servono per attività di ricerca e sviluppo che consente di produrre beni migliori a costi

più bassi nel corso del tempo. Il giudizio è negativo se il monopolio viene usato per cristallizzare la

posizione di monopolio per catturare il surplus dei consumatori (ricerca della rendita) e lasciare la

perdita secca perennemente per l’intera collettività.

Misure di controllo dei prezzi:

prezzo massimo (tetto): sotto l’equilibrio=politica per agevolare i consumatori

prezzo minimo (pavimento):più alto dell’equilibrio=per aiutare i produttori

Si crea un eccesso di domanda con il prezzo massimo

Eccesso di domanda:

1)rispetto al vecchio equilibrio

2)diminuisce il numero di consumatori che acquistano il bene (da 1000 ad 800 nell’esempio)

- diminuisce il numero di appartamenti

Cuneo tra domanda ed offerta

1)riduzione quantità

2)surplus collettivo non è più massimo

Chi riesce a prendere in affitto l’appartamento sta meglio perché riesce ad ottenerlo ad un prezzo

più basso ed il suo surplus cresce

1)effetto redistributivo=una parte del surplus dei produttori va ai consumatori

2)blocchiamo il mercato in quanto una parte degli scambi non si svolgono: perdita di benessere per

la società=viene impedito uno scambio vantaggioso tra prezzi di riserva diversa

Complessivamente si hanno la perdita secca

Una diminuzione di surplus che può essere minore di quello che guadagnano

Una nascita del mercato nero

La qualità scade

Prezzo minimo=eccesso di offerta

In termini di benessere si ha una perdita di surplus collettivo

1)vengono favoriti i produttori

2)si ha una perdita di surplus per i consumatori

3)si danneggia la società nel suo complesso

4)danno ai paesi produttori che si trovano una concorrenza sleale fatta da un blocco di paesi (UE)

5)qualità eccessivamente alta oltre alla qualità eccessivamente alta

1)nuovo equilibrio=punto di incontro tra la curva di domanda e la nuova curva di offerta=nuovo

prezzo

2)i due prezzi si diseallineano: -prezzo pagato dal consumatore – prezzo incassato dal produttore a

cui toglie l’imposta

3)si verifica una perdita secca per la società

Rettangolo=entrate fiscali ridistribuite (costosa=struttura burocratica)

Perdita di surplus collettivo: diminuzione di scambi vantaggiosi

Domanda rigida=l’onere delle imposte viene sopportato dal consumatore

Incidenza dell’imposta

Domanda elastica=l’onere delle imposte viene sopportato dal produttore

Il gioco della domanda e dell’offerta e delle diverse elasticità scarica la maggior parte della tassa sul

lato del mercato più rigido perché fa più fatica ad adattarsi.

Caratteristica fondamentale del gioco=situazione di interdipendenza

-giocatori:agenti economici

-strategie:piani di azione

-azione:scelta

-payoff:pagamento=risultato che ciascun giocatore ottiene effettuando una particolare scelta che

combinata con quella degli altri da origine ad un equilibrio

Due modi per rappresentare un gioco

1)matrice dei pagamenti

punto di vista di A:

A confessa: 5 minore di 10 se B confessa=conviene che A confessi

B non confessa: 0 minore di 1 se B non confessa=conviene confessare

Qualsiasi cosa faccia l’altro agente conviene confessare=minore pay off

Punto di vista di B

A confessa: meglio che B confessi

A non confessa: meglio che B confessi

Equilibrio:confessa e confessa

Strategia ottimale a prescindere dal comportamento dell’avversario=confessare

Equilibrio di strategie dominanti

Benessere:

Comportamento cooperativo (perché c’è interdipendenza): efficienza paretiana raggiungono il

risultato migliore comune

Ciascuna impresa ha una strategia dominante=produrre alta quantità

Alle imprese converrebbe produrre meno muovendosi verso una posizione di monopolio: accordo

per restringere la produzione

Impresa A: se B la fa meglio farla (A=10 invece di 6); se B non la fa meglio non farla (A=20 contro

15)

LA SCELTA DI A DIPENDE DALLA SCELTA DI B

Equilibrio di Nash:scelta migliore in relazione a quella che sarà la scelta altrui

Scelta successiva a ciò che fa l’altro oppure congettura su quello che farà l’altro

Impresa B: se A la fa meglio farla (5 contro 0); se A non la fa meglio farla (8 contro 2)

B HA A DISPOSIZIONE UNA STRATEGIA DOMINANTE:OTTIMA A PRESCINDERE DA

QUELLO CHE FA A

Accordo tacito

Divisione del mercato massimizzando i profitti

Si hanno entrambe le varietà per il consumatore

Duopolio di Stackelberg: struttura di mercato con due imprese per non avere un modello troppo

complicato e per poter rappresentare su un sistema di assi cartesiani

Ci sono un’impresa leader (impresa dominante per un qualche motivo, ha una qualche vantaggio)

ed una follower che si adegua alle scelte dell’impresa leader

La combinazione delle scelte delle due imprese fa il risultato finale=interdipendenza

Funzione di reazione:la scelta ottima dell’impresa 1 per ogni possibile scelta dell’altra impresa

Se q1=a-c/2b e q2=0 situazione di monopolio

Duopolio di Curnot=scelte simultanee delle due imprese

Le curve di isoprofitto sono un insieme di produzioni per tutte le imprese in un dato mercato che

danno luogo per una impresa ad uno stesso livello di profitto.

Più la curva di isoprofitto è bassa=più ci si avvicina al punto di monopolio=più i profitti sono

elevati

Legame tra curva di iso-profitto e Funzione di reazione=

Per ogni possibile livello di produzione dell’impresa 2 il punto di produzione dell’impresa 1 è il

punto di tangenza tra la la retta di produzione e la curva di iso-profitto più bassa possibile

La curva di iso-profitto è la combinazione di output che danno all’impresa 1 lo stesso livello di

profitto

Più ci si allontana dalla posizione di monopolio e più è basso

Le imprese non scelgono in maniera simultanea: l’impresa leader deve scegliere anche in base a

come reagirà l’impresa follower; l’impresa follower è invece obbligata a comportarsi in una certa

maniera.

Il leader si preoccupa della scelta del follower; però quella del follower dipende da quella del

leader.

L’impresa leader sceglie per prima: deve considerare la funzione di reazione dell’impresa follower

che rappresenta la sua migliore risposta

Equilibrio di Cournot: Punto di incontro tra le funzioni di reazione=le imprese scelgono

simultaneamente

Equilibrio di Stackelberg: l’impresa leader ha a disposizione la prima mossa=va su una curva di iso-

profitto più bassa

Un equilibrio competitivo è pareto efficiente; utilizzo efficiente delle risorse scarse.

La scarsità pone due problemi: 1)efficienza 2)equità c’è sempre un grado di ingiustizia: diversi

approcci per misurarlo.

Massimizzazione del surplus dei consumatori: concorrenza perfetta

Funzionamento ottimo del mercato:

1)produttori che hanno un prezzo di riserva più basso di quello di equilibrio

2)acquisto da parte dei consumatori che hanno un prezzo di riserva più alto di quello di equilibrio

3)allocazione diversa del bene si perde l’efficienza

CE’=funzione del costo esterno marginale: valore del danno ambientale che è associato ad una unità

in più di bene

CS’=costo marginale+costo marginale esterno

Area grigia:utilizzo non efficiente delle risorse=non vengono considerati interamente i costi da

sostenere per quel bene

Costo che la società sostiene che è più grande di quella che la società attribuisce

Pigot:imposte per le esternalità negative che l’impresa produce=la funzione di offerta slitta verso

l’alto=si ottiene una curva di offerta basata sui costi sociali=si arriva all’ottimo sociale

Quantità di inquinamento socialmente ottima:più basso dell’ottimo privato ma positivo

Quella quantità di livello di inquinamento che associata all’attività economica rende uguali al

margine i costi e i benefici attuata per ridurre l’inquinamento

Q2: il costo marginale è maggiore del benessere marginale ottenuto

Calcolo del beneficio privato marginale netto: sono profitti marginali

Equilibrio dell’impresa: incontro tra ricavo marginale e costo marginali

Esiste una certa quantità di emissioni legata ad un certo livello di produzione: esiste una certa

capacità di assimilazione da parte dell’ambiente

Fino ad un certo livello di produzione non ci sono costi legati all’inquinamento: superato tale livello

esistono dei danni all’ambiente che aumentano sempre più in maniera più che proporzionale

L’impresa espande la produzione finchè esistono profitti marginali (fino a Qm); il costo esterno

marginale raggiunge i benefini privati marginali netti nel punto Qs (livello di inquinamento

socialmente ottimo)

1. fissare uno standard: non si può produrre più di questa quantità

2. pagamento di una imposta: se è calcolata correttamente ci si ferma con la produzione al punto Qs

Serve una buona informazione circa la struttura dei costi e la struttura dei ricavi marginali

si verifica una perdita di quantità ed un aumento di prezzo:perdita di efficienza=cuneo (perdita di

surplus sociale)

TRASFORMAZIONE IN UN MERCATO PARETO EFFICIENTE

Più un lato di mercato è rigido e più fa fatica ad adattarsi alla variazione dei prezzi

Imposta ai produttori di benzina: l’imposta si scarica sul consumatore

Imposta ai produttori di detersivi: la domanda è più elastica

Man mano che si riduce l’inquinamento aumentano i costi; finchè i costi di abbattimento sono più

bassi dei costi esterni conviene abbattere.

Si può arrivare ad un livello di inquinamento socialmente utile confrontando i vantaggi e gli

svantaggi dell’attività produttiva.

1)permessi di emissione negoziabili: mercato per commerciare

Mercato dei diritti a produrre: diritti ad inquinare

Costi marginali di abbattimento=quanto costa ridurre di un’unità l’inquinamento delle proprie

emissioni

Dal punto di vita della società:ridurre l’inquinamento al minimo costo possibile conviene far

ridurre all’impresa che ha il costo marginale di abbattimento più basso

O si riduce la produzione per ridurre l’inquinamento o si acquistano i permessi;

Differenza nei costi di abbattimento=possibilità di scambio

Riduzione di un’unità e ho un permesso libero che posso vendere=si forma un mercato con prezzi di

riserva=chi ha il costo marginale di abbattimento più basso abbatte e vende

Chi lo ha più alto acquista i diritti

Si fa abbattere l’inquinamento alle imprese più efficienti

Tutta la gestione viene decentrata alle imprese più efficienti.

Se i diritti di proprietà sono allocati in maniera chiara gli agenti possono scambiare tra loro e

otterranno sia partendo dai diritti allocati chi non vuole rumore sia partendo dai diritti allocati a chi

in maniera involontaria produce rumore il risultano finale sarà contrattando il punto E

Il mercato in questa maniera arriva da solo all’equilibrio=dev’esserci qualcuno che ha i diritti

C’è assenza di costi di transizione=si arriva all’equilibrio facilmente: costi che poi si sostengono per

poter effettuare l’acquisto

Bene pubblico=la sua definizione si basa su due criteri:

1)la non escludibilità:impossibilità di escludere gli altri consumatori dal servizio

2)la non rivalità:usufruire contemporaneamente del servizio senza dar luogo ad una diminuizione

dell’utilità che ciascun consumatore trae

Beni pubblici puri: beni non escludibili e non rivali

Equilibrio:costo marginale e valore che la società attribuisce alla quantità efficiente

A volte le informazioni non sono perfette e simmetriche (distribuite allo stesso modo in entrambi i

lati del mercato), che sarebbero utili soprattutto quando i beni offerti non sono omogenei.

Differenza nei prezzi di riserva: l’equilibrio di mercato sarà il risultato della contrattazione in questo

sottomercato tra venditori e consumatori

La presenza di asimmetria informativa è una causa di fallimento del mercato: il mercato lasciato dal

solo butta fuori dal mercato i beni di buona qualità

Anche in presenza di n agenti che hanno un comportamento atomistico, in assenza di potere di

mercato e di possibilità di influenza sulla regolamentazione il mercato non funziona bene perché

non c’è una informazione perfetta e simmetrica:livello fondamentale

Su un altro livello è da porre il fatto che ci sia presenza di lobby e di influenza della

regolamentazione:livello istituzionale NON è LA CAUSA DEL FALLIMENTO DEL MERCATO

Salario di efficienza=salario più alto di quello di equilibrio=crea un eccesso di offerta ed una

distribuzione tra occupati e disoccupati=le imprese li pagano perché hanno interesse a che il

lavoratore non cambi azienda


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Stefanococchi95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia politica 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Ferretti Fabrizio.

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