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Microbiologia - nozioni generali - Appunti

Appunti di Microbiologia riguardanti argomenti generali: virus di Epstein Barr, forme maligne, ricettori cellulari e virali, fasi della trasformazione virale, herpes virus meccanismi di latenza, herpes simplex, neurotropismo, reinfezione, insensibilità al sistema di infezione.

Esame di Microbiologia docente Prof. P. Biologia

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VIRUS DI EPSTEIN BARR (EBV)

L'EBV Ë un grosso herpes virus di 180 kb panendemico che Ë associato con una variet‡ di

patologie benigne o maligne. L'infezione primaria puÚ essere dimostrata in pi˘ del 90%

della popolazione mondiale.

Forme benigne: forme subcliniche o modeste di mononucleosi infettiva. Pi˘ raramente

provoca

forme severe, questi pazienti hanno un rischio di sviluppare leucemie o linfomi

moltiplicato per

FORME MALIGNE: l'EBV

1) Ë direttamente implicato nello sviluppo del carcinoma nasofaringeo (CIna)

2) Ë un cofattore nello sviluppo del linfoma di Burkitt (centroafrica)

3) Ë implicato nel 50 dei linfomi di Hodgikin.

4) Ë responsabile dei linfomi oligo o policlonali che si sviluppano ,in soggetti

immunodepressi.

In vitro e in vivo l'EBV puÚ immortalizzare linfociti B umani in cui persiste allo stato

latente co

me episoma endonucleare.

RECETTORI CELLULARI E VIRALI

Il virus si lega attraverso la glicoproteina virale GP/220 alla molecola CD21 che Ë il

recettore

per il fattore C3d del complemento.

Per la penetrazione del virus Ë necessaria una proteina fusogena la GP 85 il cui

controrecetto

re Ë ancora sconosciuto.

IL CD21 Ë espresso dai linfociti B da certi linfociti t e da cellule epiteliali

(nasofaringe, e vie

genitali) che sono i bersagli principali del virus. Le cellule epiteliali esprimono IL

CD21 in fun

zione della fase di differenziazione e potrebbero essere il serbatoio naturale del virus

che si

replica soltanto in un piccolo numero di cellule.

Nonostante tutte le cellule B o pre-B posseggano il recettore solo una minoranza di esse Ë

com

petente per l'azione trasformante del virus. Esistono quindi fattori cellulari che

determinano stret

tamente la sensibilit‡ al virus.

Cellule B o pre-B fetali del midollo osseo sono sensibili al 60%

Cellule adulte B normali meno del 10% (0,1-10%) sono sensibili.

Cellule B o pre-B adulte del midollo osseo sono resistenti. Queste cellule rispondono alla

infe

zione virale con un numero limitato di repliche cellulari (5) e con produzione di

immunoglobu

line.

FASI DELLA TRASFORMAZIONE VIRALE

La quantit‡ di CD21 alla superficie non Ë correlata colla efficenza di trasformazione.

Dopo la

penetrazione del virus si osserva 1) un lento aumento del CA++ in un unica onda, 2)

trasloca

zione e attivazione della PKC, con 3) rapida alcalinizzazione del citosol, 4)

fosforilazione spe

cifica e rapida di due proteine di 130-140 e 55-60 kd. Queste tappe metaboliche precoci so

no bloccate trattando le cellule infettate con EGTA (blocco del flusso del Ca++) o con

amilori

de (inibitore della pompa Na+/K+). Questo blocco della trasformazione non interferisce

colla

entrata del virus o con la lettura di geni virali precoci a 18 ore dall'inizio della

infezione (EB

NA-1 ,BKRF-1) . Solo la reintroduzione di Ca++ o di Na+ puÚ rilanciare il processo di

trasfor

mazione.

Nel 10% delle cellule si assiste quindi a trascrizione di geni virali precoci (EBNA, LMP,

BKRF1

a partire dalla decima ora), sintesi di DNA cellulare (40h) e produzione e secrezione di

immunoglobuline.

Nello 1% delle cellule puÚ verificarsi immortalizzazione. Nelle cellule trasformate il

virus entra in una fase di infezione latente con replica episomiale che Ë sotto il

controllo di un programma virale specifico. Raramente in meno dell'1% delle cellule si ha

ciclo litico con espressione di geni virali tardivi tra cui l'IL-10 virale che ha un

azione immunodepressiva.

HERPES VIRUS MECCANISMI DI LATENZA E IMMUNOSOPPRESSIONE

CITOMEGALOVIRUS

I virus isolati da urine di pazienti non sono riconosciuti da sieri iperimmuni o da Moabs

prodotti contro ceppi di citomegalovirus propagati serialmente in vitro.

CiÚ Ë dovuto al fatto che i CMV integrano nel loro tegumento la fl2 microglobulina a

partire

dai fluidi organici.

1) La fl2 permette al CMV di infettare le cellule che esprimono gli HLA classe I con

conseguente internalizzazione

2) LA fl2 protegge il virus dal riconoscimento degli anticorpi circolanti.

3) non essendo antigenica (fa parte degli HLA classe I come struttura stabile) nel

passaggio da

uníindividuo a uníaltro (trapianti) non Ë riconosciuta come antigene estraneo, e perciÚ

protegge il virus.

4) Nella fase di maturazione virale la proteina UL19 (il recettore per la fl2) complessa in

sede

intracitoplasmatica gli HLA classe I e ne impedisce il trasporto alla superficie

cellulare.

5) il virus si lega alla fl2 perchÈ codifica una proteina virale tipo HLA classe I che

emprime un

epitopo (un'ansa di 6 A.A.) che conserva la capacit‡ di legarsi alla fl2.

HERPES SIMPLEX

1) neurotropismo

2) neurolatenza

3) Durante le reinfezioni nono danneggia la cellula nervosa

4) non Ë riconosciuto da sistema immunitario in modo efficacie.

NEUROTROPISMO

L'HSV1 integra nel proprio tegumento una citochina, il FGFb (fattore di crescita per

fibroblasti

cellule endoteliali e cellule nervose). Lo acquisisce al momento dell'infezione litica di

cellule muco epiteliali che lo esprimono in forma submembranaria. HSV1 induce un segnale

di attivazione biologica specifico dello FGFb nel momento in cui entra in contatto col

recettore della cito-

china e attraverso questo meccanismo il parassitaggio delle attivit‡ biosintetiche della

cellula infettata inizia gi‡ nella fase di adesione.

NEUROLATENZA

Questo fenomeno Ë condizionato da fattori virali e da fattori cellulari. Dato che le

cellule nervose sono cellule postmitotiche esse sono sprovviste del fattore trascrizionale

OCT-1 che si lega alla proteina virale VP16 e forma un complesso di attivazione che si

lega a sequenze octa

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meriche che sono a monte dei promotori dei geni precocissimi (a). In assenza della

trascrizio

ne dei geni a, il genoma virale entra in fase di latenza sotto forma di molecole circolari

episo

miali, di struttura cromatinica endonucleari. Vi Ë assenza totale di sintesi di proteine

virali, e la

sola espressione stabile del genoma virale Ë costituita dalla presenza di due RNA non

polia

denilati e non protetti (LAT), che non sono trascritti e restano allo stato primario.

Le sequenze LAT e le sequenze IPCO situate sui siti opposti delle catene di DNA, sono

parzial

mente complementari: le sequenze LAT potrebbero perciÚ complessare ed inattivare le sequen

ze IPCO e favorire la latenza. Infine il promotore della unit‡ di trascrizione LAT Ë pi˘

attivo nei

neuroni.

Un fattore cellulare che potrebbe condizionare la fase di latenza Ë il NGF. In vitro

infatti Ë pos

sibile ottenere la cultura di neuroni dei gangli simpatici. L'infezione in vitro di queste

cellule con

HSV1 provoca il ciclo litico. Se perÚ l'infezione avviene in presenza di NGF non si avr‡

infe

zione litica e assenza totale, stabile nel tempo, di produzione virale. si toglie dal

terreno di cul

tura il NGF o se lo si blocca con MoAb specifici si osserva di nuovo produzione virale e

ciclo

litico.

REINFEZIONE

in vivo in caso di recidiva il virus che dalle cellule nervose arriva alla mucosa labiale

e da ori

gina un nuovo episodio infettivo, non provoca la lisi dei neuroni che lo ospitano

contrariamen

te a quanto avviene in vitro. In vivo sembra che il virus migri lungo le vie nervose fino

alla plac

ca neuromucosa sotto forma di acido nucleinico infettante sprovvisto di proteine del

tegumento.

INSENSIBILIT¿ AL SISTEMA IMMUNITARIO

Cellule citolitiche (NK e lak) che siano messe in contatto con cellule infettate con HSV1


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AUTORE

luca d.

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina "A" (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Biologia Prof.

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