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a comparire gli anticorpi diretti contro il virus naturalmente compaiono prima le IgM e dopo le IgG, abbiamo

detto che una malattia (diciamo) a decorso benigno. Le IgM scompaiono dopo alcune settimane, le IgG sono

invece durature, per tutta la vita come indice di immunità acquisita. L’ area geografica di infezione da epatite

A: il rosso è alto, giallo intermedio, verde è basso. L’ Italia è gialla. Per quanto riguarda le conseguenze da

infezione di questo virus nell’ uomo, abbiamo che nei bambini al di sotto dei 5 anni l’ infezione è senza

sintomatologia nell’ 80-95% dei casi mentre negli adulti è asintomatica nel 10-25% dei casi. Invece la

malattia presenta sintomatologia con ittero o senza ittero nei bambini nel 5-20% dei casi e 75-90% dei casi

negli adulti.ò si ha una regressione completa nel 99% dei casi nei bambini e nel 98% dei casi negli adulti. E’

rara la mortalità. Le persone a rischio di contrarre il virus e che dovrebbero essere sottoposte alla profilassi

sono i viaggiatori o le persone che lavorano in paesi stranieri, soprattutto quelli a rischio di acquisire l’

epatite A sia per scarse condizioni di vita sia per la prevalenza di questa infezione nel paese, soprattutto i

paesi in via di sviluppo, gli uomini che hanno relazioni con altri uomini, le persone che fanno uso di droga

per via inettiva, persone che lavorano con i virus, le persone che hanno difetti di coagulazione del sangue, le

persone che vivono in comunità dove si sono verificate epidemie oppure persone che si trovano in campi

temporanei dopo catastrofi. VIRUS DELL’ EPATITE B

Questo virus merita molta attenzione. Al microscopio elettronico vediamo i virioni ed associate delle

strutture tubulari e sferoidali. Rispetto agli altri virus è un virus a DNA parzialmente bicatenario perché

presenta due catene nucleotidiche di cui una è a filamento corto, incompleto, e l’ altro che ha la carica

nucleotidica completa. Abbiamo il core, il capside ma abbiamo anche l’ inviluppo, quindi la parte

lipoproteica più esterna. Anticamente il virus veniva detta particella di DNA, comunque associato al virione

vi sono sempre queste strutture tubulari e sferoidali che non sono altro che un eccesso di materiale dell’

inviluppo lipoproteico cioè della parte esterna del virus che va a formare queste strutture che sono, quindi,

costituite come l’ inviluppo, il materiale lipoproteico esterno. Il virione ha un diametro di 42 mm e queste

strutture di 20 mm. La complessità si basa sulla maggiore complessità della diagnosi dovuta al fatto che,

avendo questo virus una molecola, un menoma a DNA va a codificare più proteine. In realtà questo menoma

ha dei geni che possiamo dire X, C, S, P che codificano per diverse proteine. Diciamo che il gene P codifica

per proteine per l’ attività polimerasica e trascrittasica; il gene X va a codificare proteine che vanno a

transattivare la trascrizione di altri geni eterologhi quindi cellulari o di virus coinfettivi; poniamo la nostra

attenzione sul gene S e il gene C (ORFS sta per over reeding frame). Il gene C va a codificare per le proteine

del core e anche di un altro antigene, un’ altra proteina HBeAg che sarebbe una proteina del nucleocapside

che da la specificità antigenica. Mentre il gene S va a codificare per una proteina dell’ inviluppo lipoproteico

quindi la superficie esterna, va a codificare quindi la proteina HBsAg, l’ antigene HBsAg, in realtà anche

qui, come abbiamo detto per l’ epatite A, vediamo che l’ epatite B appartiene alla famiglia degli

hepadnavirus, quindi hepadnaviridae, vi è il virus dell’ epatite B nell’ uomo, il virus dell’ epatite nelle

marmotte, scoiattoli. Importante è imparare queste abbreviazioni: HBV sta per virus dell’ epatite B, particella

di 42 mm, è detto particella di Dane, a DNA parzialmente bicatenario. HBsAg codificato dal gene S, è l’

antigene di superficie dell’ epatite B, quello che dà la specificità genica di superficie del virione ma anche

delle particelle incomplete che vedevamo prima, quelle tubulari o sferoidali. Questo antigene inizialmente

era chiamato antigene Australia. HBcAg l’ antigene del core dell’ epatite B, dà la specificità antigenica del

core. HBeAg l’ antigene E dell’ epatite B dà la specificità antigenica del nucleocapside codificata dal gene C.

poi ci sono gli anticorpi. Anti-HBS è l’ anticorpo diretto contro l’ HBsAg. Anti-HBC diretto contro l’

HBcAg. Anti-HBE contro l’ HBeAg. Eventi clinici dell’ epatite B: il periodo di incubazione è di circa 2

mesi, nel siero del paziente si troverà molto precocemente l’ HBsAg compare prima dell’ aumento delle

transaminasi e della sintomatologia. Queste HBsAg si possono trovare nel sangue del paziente fino a 4-5

mesi dal momento dell’ inizio della penetrazione del virus. In realtà al più può essere fino a 6 mesi, oltre i 6

mesi vuol dire che si ha un’ infezione cronica. Quando scompaiono le HBsAg c’è una HBsAg FINESTRA,

cioè un momento in cui scompaiono le HBsAg ma non sono ancora comparsi gli anticorpi contro questo

antigene che compaiono un po’ dopo. Quindi questo periodo è detto HBsAg finestra. Precocemente compare

nel siero anche HBeAg quindi l’ antigene specifico per il nucleocapside. L’ HBeAg scompare prima dell’

HBsAg, compaiono infatti prima gli anticorpi diretti contro questo antigene quindi gli anti-HBE. Per quanto

riguarda gli anticorpi diretti contro il core gli anti HBC compaiono abbastanza precocemente, i primi a

comparire sono sempre le IgM successive le IgG. Quindi in questo quadro abbiamo una persona che ha

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contratto il virus con infezione acuta e poi una guarigione cioè si è avuta una sieroconversione. Per quanto

riguarda l’ HBsAg l’ organismo ha risposto con la risposta immunitaria cellulo- mediata e si è avuta la

formazione di anticorpi anti HBS così come si è avuta la sieroconversione. Per quanto riguarda l’ HBeAg

cioè si è avuta la formazione di anticorpi anti HBE, quindi la persona è guarita, ed ha una memoria

immunologia perché presenta questi anticorpi. Quando l’ antigene HBsAg è presente nel paziente per più di

6 mesi si parla di infezione cronicaperchè non si è avuta e non si avrà la sieroconversione cioè non si avrà la

formazione di anticorpi diretti contro HBsAg, nel siero non troveremo gli anti HBS bensì l’ antigene HBsAg

quindi in questo individuo che presenta l’ infezione cronica gli anticorpi anti HBC ci sono sempre .E’ chiaro

che nella fase iniziale saranno IgM che si trasformeranno in IgG. Quindi nella fase cronica noi troveremo gli

anticorpi diretti contro il core, IgG chiaramente e non IgM, nell’ infezione cronicaq troveremo queste IgG

anti HBC. Per quanto riguarda l’ antigene HBeAg, in un’ infezione cronica, si può avere una

sieroconversione ritardata cioè anche dopo 5 anni (queste infezioni sono decennali). Si può avere una

sieroconversione tardiva, con la produzione di anticorpi diretti contro l’ antigene E, e in questo caso

comunque è un’ infezione cronica però è a più vasta infettività rispetto ad un’ infezione cronica che non

presenta questi anticorpi ma l’ antigene HBeAg. Quindi quando abbiamo nel siero del paziente l’ HBsAg l’

infezione è cronica e comunque infettiva, può essere più altamente infettiva con la presenza di HBeAg meno

infettiva, meno contagiosa se sono presenti gli anticorpi anti HBE. Ripetizione infezione acuta e guarigione:

in un primo momento dell’ infezione da epatite B un periodo di incubazione quando ancora non sono

comparse le transaminasi e neanche i sintomi e si ha la presenza dell’ antigene HBsAg, anche precocemente

compare nel siero HBeAg quindi l’ antigene del nucleocapside, compaiono gli anticorpi diretti contro il core

è chiaro che vi sono prima le IgM diretti contro l’ antigene del core. Questo periodo è quello dell’ infezione

acuta poi abbiamo il periodo della finestra, quando scompare l’ antigene HBsAg e prima della comparsa

degli anticorpi diretti contro HBsAg quindi l’ HBsAg window o finestra. Poi abbiamo la risoluzione, IgG

anticorpi diretti contro il core, abbiamo la produzione di anticorpi diretti contro l’ antigene S ed anticorpi

diretti contro l’ antigene E.

INTERPRETAZIONE DEI MARCATORI SIEROLOGICI DI HBV IN PAZIENTI CON EPATITE

Quando HBsAg+, AntiHBs-, AntiHBc- si parla di infezione acuta, è l’ infezione iniziale, so parla di persone

con sintomatologia da epatite, presenta transaminasi elevate e riscontriamo la presenza di HBsAg. Quando

sono presenti anche gli anticorpi antiHBc (HBsAg+, antiHBs-, antiHBc+) l’ infezione può essere o acuta o

cronica, quindi la differenziamo con il tipo di anticorpi, se sono IgM o IgG. Se sono IgM l’ infezione è acuta,

IgG è cronica. Nel caso in cui HBsAg è negativo, non è presente l’ antigene S e C (HBsAg-, antiHBs+,

antiHBc+) vuol dire che c’ è stata una precedente infezione però l’ individuo è immunizzato, è immune

perché ha avuto questa risposta immunitaria pronta ed efficace e si ha avuto la produzione di anticorpi.

Quando invece HBsAg-, antiHBs-, antiHBc+ ci possiamo trovere nella famosa finestra quando si ha la

scomparsa dell’ antigene S ancora non si ha la scomparsa dell’ anticorpo contro l’ antigene S. Conviene

procedere con la ricerca degli anticorpi antiHBe diretti contro l’ antigene E: se sono presenti allora ci

troviamo di fronte all’ infezione. Quando sono tutti negativi (HBsAg-, antiHBs-, antiHBc-) in realtà il

paziente che presenta questa sintomatologia da epatite non è infetto da epatite B può essere un altro tipo di

infezione. Quando HBsAg-, antiHBs+, antiHBc-, significa che si ha immunità da vaccinazione perché, in

realtà, la vaccinazione si basa proprio sullo stimolo dell’ individuo, si basa sull’ introduzione di questo

antigene, inizialmente era questo HBsAg isolato dai virioni che veniva inserito nell’ individuo per stimolare

l’ immunità, adesso è un DNA ricombinante che viene utilizzato, non è più questo antigene. La distribuzione

geografica dell’ epatite B è, in genere al sud del mondo anche se vedete che in Europa c’ è la Romania,

anche il Nord america, in Alaska. Ripeto: gli anticorpi diretti contro il core sono presenti in un’ infezione

cronica, quelli diretti contro l’ antigene e nella malattia acuta o quando l’ individuo è guarito, gli anticorpi

diretti contro l’ antigene S sono presenti in un individuo guarito dall’ infezione o vaccinato, l’ antigene E è

presente nella malattia precoce e acuta, nello stato cronico; l’ antigene S è presente nella malattia precoce,

presintomatica, nella fase acuta, cronica e tardiva. La trasmissione dell’ epatite B avviene tramite saliva,

liquido seminale, feci, sangue, secrezioni vaginali, latte materno quindi trasmissione da madre a neonato. In

realtà quando si ha un’ epatite si può avere una pronta risposta immunitaria e quindi la malattia evolve in

guarigione oppure si può avere un’ infezione cronica. La risposta immunitaria pronta ed efficace va non solo

a bloccare i virus dell’ ambiente extracellulare ma se vengono espresse vengono eliminate. Se la risposta

immunitaria non è efficace si può avere un’ infezione cronica e si possono avere fenomeni autoimmuni o

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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Galdiero Massimiliano.

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