HIV e AIDS
Virus dell'immunodeficienza umana
Il virus dell'immunodeficienza umana, appartenente al genere dei lenti virus, è classificato nella classificazione Baltimore VI come virus ds RNA trascrittasi inversa, e fa parte della famiglia Retroviridae. Questo virus ha una bassa contagiosità, richiedendo un alto tasso viremico. Ha un effetto citopatico e una struttura complessa costituita da 9 geni diversi. Il gruppo M, sottotipo B, è il più diffuso.
È scarsamente resistente all'ambiente esterno e può essere inattivato da calore elevato, perossido di idrogeno, alcol etilico, formaldeide o esposizione a raggi UV. HIV-1 è presente in America, Europa e Africa centrale ed è molto più variabile e quindi pericoloso; HIV-2 è presente in Africa occidentale e Asia ed è una specie più lieve.
Caratteristiche del virus
Il virione ha una dimensione di 100-120 nm e presenta un envelope che contiene gp-120, il quale consente di reperire cellule ospite che fungano da recettori HIV, mentre gp-41 interviene ad adesione ultimata, fondendo le membrane e consentendo l'ingresso del virus.
Il materiale genetico è costituito da RNA ds a polarità positiva (tradotto in mRNA) associato a proteine basiche simil-istoniche (p7 e p9), custodito nel CORE insieme agli enzimi di retrotrascrizione e alla proteine p21. Gli enzimi retrotrascriventi consentono di ottenere RNA da una copia di DNA e sono associati a integrasi e proteasi, che svolgono rispettivamente il compito di consentire l’ingresso del virus nella cellula ospite e di rimodellare i prodotti genici. Tra core e envelope è presente la proteina p17 che, miristilata, cioè modificata lipidicamente, è funzionale alla fusione delle membrane.
Genetica del virus
Nel materiale RNAsico sono presenti tre gruppi genici principali: GAG che codifica per gli antigeni virionici (p7, p9, p17), ENV per le proteine esterne (gp120, gp 41) e POL per il complesso della trascrittasi inversa. In aggiunta a questi gruppi genici principali, il virus può contenere LTR (Long Terminal Repeats) che regolano l’espressione genica e gene TAT che può intensificarne l’espressione.
Fasi ciclo di replicazione
- Legame gp120-cellule CD4 (linfociti helper)
- Attivazione di un complesso di sette proteine G (tra cui CCR5)
- Interazione catena N-terminale gp41-cellule CD4: fusione delle membrane nucleari
- I linfociti CD4+ (helper) sono "paralizzati", essi presiedono all'intero processo immunitario e, essendo soggetti a deplezione, non sono in grado di innescare nessuna risposta
- Distruzione di altre cellule CD4 come cellule della microglia
- Intrusione del virus e azione del complesso enzimatico di trascrizione inversa: il materiale genetico virale può essere immediatamente replicato ed espulso per gemmazione oppure essere integrato come pro-virus, attivabile in seguito a stimolazione immunitaria da parte di citochine e linfochine come TNFalfa o NFkbeta
- Formazione delle porzioni regolatorie dei geni (come il succitato gene TAT): Trascrizione precoce
- Formazione delle porzioni strutturali dei geni e traduzione proteica delle proteine virali: Trascrizione tardiva
- Assemblaggio delle proteine virali e del virione e costituzione dell’envelope
Alta perniciosità del virus
Il fattore che determina l'alta perniciosità di tali virus è l'alta frequenza di ricombinazione (virus CFR) e l'alto tasso di mutazione, che inducono il virus ad acquisire grande capacità di resistenza a farmaci anti-retro virali. Lo stato di latenza non induce immunorisposta, ma la viremia si alza solo quando i virioni vengono espulsi per gemmazione in parte neutralizzati umoralmente e distruggono cellule CD4 in ripetizione; quando i virioni giungono anche nei liquidi biologici germinali, si acquisisce la potenzialità di trasmissione orizzontale e verticale.
Modalità di trasmissione
Il virus si trasmette tramite:
- Rapporto sessuale non protetto
- Via ematica
- Trasmissione verticale madre-figlio (diaplacentare, perinatale e post-natale)
La via di trasmissione più frequente è quella sessuale con prevalenza maggiore nelle donne, poiché nonostante l'epitelio pluristratificato della vagina sia abbastanza resistente e ben lubrificato, il liquido seminale infetto permane per maggior tempo. Un alto tasso di rischio si contrae per rapporti anali non protetti sia omo che etero, in quanto l'epitelio anale è sottile e molto più passibile di microlacerazioni. La trasmissione può inoltre avvenire per via ematica attraverso scambio di siringhe infette, trasfusioni, utilizzo di strumenti medici non opportunamente sterilizzati e per via perinatale durante la fase di secondamento, in cui il bambino entra in contatto con il materiale ematico del canale vaginale (in questi casi di rischio è infatti consigliato il parto cesareo).
Come metodi di prevenzione si raccomandano preservativi e soprattutto attenzione all'utilizzo di siringhe o metodi di autotrasfusione. Per le terapie si scelgono farmaci che inibiscono la retrotrascrizione (NRTI) o farmaci che agiscono sulle modifiche post-traduzionali come specifiche proteasi oppure anti-integrasi (destabilizzano il complesso enzimatico di trascrizione inversa) e anti-fusione cellulare (contrastano l’azione di gp41).
AIDS
Sindrome dell'immunodeficienza acquisita
La sindrome dell'immunodeficienza acquisita, nota come AIDS, rende l'organismo totalmente impreparato, azzerando le vie di risposta del sistema immunitario a qualsivoglia tipo di infezione, specie quelle opportunistiche (HBV, HCV, HTLV-1, polmoniti batteriche, candidosi ecc.). Si stima che ci siano 33 milioni di infetti nel mondo, con l'Africa subsahariana come zona più colpita (5% di incidenza) e India. Negli Stati Uniti ci sono circa 1 milione di infetti, in particolare tra i giovani afro-americani.
L'AIDS deriva dal virus di immunodeficienza delle scimmie (SIV) - trasmissione all'uomo (teoria del cacciatore o del rapporto promiscuo). È stato scoperto nel 1981, inizialmente osservato in cinque uomini omosessuali a Los Angeles e noto come GRID (Gay-Related Immuno Deficiency) perché osservato in concomitanti distretti delle Haiti, Africa centrale e Stati Uniti occidentali, esclusivamente in seguito a rapporti omosessuali. In realtà, il virus venne identificato in Congo nel 1959, dove si è stimato che avrebbe potuto propagarsi a partire dagli anni '90 del XIX secolo dagli scimpanzé, di qui trasferito alle isole di Haiti e, nel 1969, negli Stati Uniti tramite 1. Semplici movimenti coloniali; 2. Vaccinazioni contro il vaiolo con aghi infetti; 3. Prostituzione dilagante dovuta a meretrici già predisposte a infezioni affette da sifilide.
Stadi di infezione
- Stadio di infezione acuta: Elevata replicazione virale (milioni di copie di RNA/mL), conseguente distruzione massiva di cellule CD4+, grosso deposito di cellule infette. Generalmente fase asintomatica, confusa con influenza protratta, quadro meningeo poco chiaro, febbre, esantemi simil-morbillosi.
- Stadio di latenza clinica: Attivazione della risposta immunitaria dopo circa 2-8 settimane, produzione di anticorpi anti-HIV e linfociti CD8+. Iniziale inattivazione di gran parte della carica virale, successiva ulteriore proliferazione. Generalmente asintomatico (anche per 15-20 anni), continua replicazione virale e deterioramento progressivo del tessuto linfatico.
- Stadio sintomatico: Test HIV (rilevano anticorpi anti-HIV (IgG e IgM) e antigene p24) e test ELISA per conferma diagnostica (anche Western Blot). Drastico calo di linfociti, leucopenia, comparsa dei sintomi: encefaliti, meningiti, retiniti, sudorazione, tremore, esofagiti, diarrea, tumori e infezioni opportunistiche (Sarcoma di Kaposi).
Mycobacterium tuberculosis e tubercolosi (Tisi)
Caratteristiche generali
Appartenente alla famiglia Mycobacteriaceae, il Bacillo di Koch è costituito da batteri immobili, non sporigeni, aerobi obbligati, con una dimensione di 1-10 micrometri, caratterizzati da crescita lenta e resistenza ai detergenti. Membrana esterna funzionalmente simile ai Gram-negativi, ma nelle Mycobacteriaceae si sfrutta la peculiarità dell’acido-alcol resistenza con colorazione di Ziehl-Neelsen.
Micobatteri non tubercolotici includono:
- Mycobacterium avium: Infezione da micobatteri più frequente nell'AIDS, ingestione di bacilli tramite acqua infetta, linfoadenopatie e nessun organo risparmiato.
- Mycobacterium leprae: Causa la lebbra tubercoloide o lepromatosa (Malattia di Hansen), con bacilli Gram+ molto alcol e acido resistenti, leproma, estese papule, lesioni al volto tipiche da "facies leonina".
Struttura e patogenesi
La parete cellulare complessa è composta per il 60% da acidi micolici e cere, per il 15% da proteine con funzione antigenica. Negli strati più interni è presente peptidoglicano, su quelli più esterni glicolipidi specifici di membrana (detti micosidi) tra cui spicca il mannano-arabinosio che giustifica la resistenza agli alcol. Gli acidi micolici e le proteine permettono la reazione antigenica nell'organismo ospite, la Cera D induce ipersensibilità mentre il fattore cordale è responsabile dell'accrescimento, inibendo fenomeni di opsonizzazione.
La patogenesi si sviluppa attraverso:
- I micobatteri sono inalati per aerosol e catturati dalle cellule della linea monocito-macrofagica degli alveoli
- Il fattore cordale impedisce la costituzione di fago-lisosomi e l’effettiva distruzione dei batteri
- La risposta immunitaria cellulo-mediata sostenuta da cellule CD4+ e CD8+ promuove per chemiotassi il richiamo di varie citochine e linfochine come TNFkBeta che, a questo punto, consentono ai macrofagi di digerire enzimaticamente l’agente patogeno
- A causa dell’elevata permanenza degli attori dell’immunità cellulo-mediata, i complessi “macrofago-lisosoma” vengono lisati con conseguente riversamento dei micobatteri nel torrente ematico
- Infiammazione cronica con formazione di granulomi (rivestiti da strato fibroso connettivale) e macrofagi e neutrofili che assumono conformazione epitelioide, necrosi caseosa e calcificazione
Conseguenze e trasmissione
Le prime conseguenze patologiche si hanno a livello polmonare, con lesioni primarie a livello dei lobi medi e superiori e, quindi, lesioni secondarie estese alle basi polmonari, all’apice e ai bronchi per ingestione dell’espettorato o, alle ossa e alle vene, per infiltrazione ematica e nervosa. La trasmissione avviene per aerosolizzazione dell'agente infettivo o assunzione di latte infetto (tubercolosi bovina), categorie più sensibili sono i tossicodipendenti e le classi sociali più indigenti.
La tubercolosi segue varie fasi di sviluppo patologico, che correla con specifiche manifestazioni cliniche:
- Tubercolosi primaria: In genere con pochi sintomi, febbre, dolori polmonari, tosse non convulsa, emottisi e espettorati non frequenti, formazione dei Complessi di Ghon, con caratteristiche strisce linfadenitiche e noduli primari.
- Tubercolosi secondaria: Febbre alta, crisi di tosse, dolore toracico radiale e pungente, espettorato purulento, dispnea. In seguito o in concomitanza all'affezione conclamata di tubercolosi secondaria, i micobatteri possono trasporsi in sedi extra-polmonari (tratti genitali, linfonodi, reni), aggregandosi e depositandosi a forma di seme di miglio (tubercolosi miliare).
Diagnosi e terapia
Per l’esame microbiologico si utilizzano tecniche di diagnostica diretta come colorazione di Ziehl-Neelsen e conseguente osservazione al microscopio ottico, esame colturale (su espettorato, esame più sensibile e specifico), sistema “Bactec” che prevede un terreno di coltura con acido palmitico radioattivo che reagisce con la CO2 prodotta dai micobatteri sortendo la formazione di un gas radioattivo, misurato con un apposito indice di crescita radioattivo, e tecniche di diagnostica indiretta come l’identificazione molecolare con antigeni specifici (indicati quelli precursori delle subunità ribosomiali), il test di Mantoux (inoculazione intradermica di PPD-Derivato Proteico Purificato e si valuta l’eritema indotto attraverso l'estensione) e il Quantiferon (sangue cimentato con antigeni specifici, poi ELISA con interferone gamma).
Terapia con rifampicina, profilassi con vaccini BGC (germi vivi e attenuati) in zone endemiche. 8 milioni di persone ammalate di tubercolosi nel mondo.
Streptococchi
Caratteristiche generali
I streptococchi sono batteri Gram-positivi, immobili, asporigeni, di forma sferica (cocchi), disposti in coppie o a catenelle (streptos= catena), aerobi e anaerobi facoltativi, esotossinici. Non riescono a convertire perossido di idrogeno in acqua per cui sono catalasi negativi, a differenza degli stafilococchi, posseggono una capsula e si riproducono molto velocemente in terreni agar sangue-cioccolato dove danno caratteristiche reazioni di emolisi.
Classificazione
Sono classificabili secondo:
- Caratteristiche emolitiche: Effettuata per prime identificazioni, piuttosto presuntive. S. emolitici alfa, in cui si ottiene emolisi parziale (alone verdastro); S. emolitici beta, in cui si ottiene emolisi completa (alone trasparente); S. emolitici gamma, emolisi assente.
- Caratteristiche sierologiche (Sistema antigenico di Lancefield): Venti gruppi da A a H e da K a V.
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