Lezione 1 MICROBIOLOGIA
La mortalità per malattie infettive è cambiata negli ultimi cento anni.
Le cause principali di mortalità nei Paesi industrializzati sono:
▪ MCV
▪ Tumori
▪ Patologie polmonari
▪ Incidenti
▪ Infezioni dell’apparato respiratorio (influenze – polmoniti)
▪ Infezioni
▪ AIDS
La situazione nei Paesi industrializzati, con una mortalità per infezioni del 10 – 15%, è
molto diversa dai Paesi in via di sviluppo dove le infezioni contano più della metà delle
cause di morte.
La microbiologia si occupa dello studio dei microrganismi:
▪ BATTERI (organismi procarioti)
▪ Funghi/MICETI
(organismi eucarioti unicellulari – lieviti o pluricellulari – muffe)
▪ PROTOZOI (eucarioti unicellulari)
▪ ELMINTI/vermi piatti (eucarioti pluricellulari)
▪ VIRUS (parassiti intracellulari obbligati – non sono cellule) pag. 1
Batteriologia generale
Cosa è un batterio?
▪ Organismo procariota
▪ Privo di nucleo
▪ Privo di organelli citoplasmatici
▪ Il nucleoide – materiale genetico è disperso nel citoplasma e NON è racchiuso
da una membrana cellulare.
Nei procarioti, il nucleoide, anche conosciuto come regione nucleare, corpo nucleare o
corpo della cromatina, è una regione dalla forma irregolare all'interno della cellula
procariote, che contiene materiale genetico costituito da DNA circolare a doppio
filamento, di cui possono esistere copie multiple.
Mentre la cellula eucariota ha un nucleo, una membrana nucleare e tutti gli organelli
citoplasmatici (apparato del Golgi, RE, mitocondri, cloroplasti se è una cellula vegetale…)
I batteri hanno dimensioni diverse, nell’ordine del micron; ossia sono
nell’ambito di risoluzione del microscopio ottico.
Esistono batteri più piccoli come i micoplasmi intorno al mezzo micron.
Certi bacilli intorno a qualche micron.
▪ Micoplasmi genitalium (0.4 μm)
▪ H. influenzae (1 μm)
▪ S. aureus (0.9 μm)
▪ E. coli (1.5 μm)
▪ B. megaterium (4 μm)
Globulo rosso 8 μm
Una cellula eucariota è una decina di volte più grande, intorno alla decina di micron.
▪ I virus NON possono essere osservati al microscopio ottico, poiché sono
nell’ambito di risoluzione del microscopio elettronico. pag. 2
I batteri hanno forme diverse:
▪ forme rotondeggianti: cocchi
▪ forme allungate: bacilli
▪ forme a spirale
▪ forma a virgola: vibrioni
▪ forma ondulata: spirocheta
▪ forme intermedie – rotondeggianti e allungati: coccobacilli pag. 3
Com’è fatta una cellula procariotica?
La membrana citoplasmatica – prima barriera di contenimento:
costituita da un doppio strato di fosfolipidi + proteine di membrana.
Dunque doppio strato di fosfolipidi con:
▪ parte lipidica idrofobica all’interno
▪ parte lipidica idrofilica all’esterno
▪ proteine di membrana
Le funzioni della membrana citoplasmatica sono funzioni di
CONTENIMENTO:
▪ sintesi (lipidi, parete)
▪ trasporto (nutrienti)
▪ trasduzione segnale
▪ chemiotassi
▪ trasporto elettroni (respirazione)
Non avendo i mitocondri, utili alla respirazione, la catena di trasporto degli
elettroni è svolta nella membrana citoplasmatica.
La membrana citoplasmatica è una barriera semipermeabile: consente certi tipi di
movimenti dall’esterno all’interno.
Cosa “racchiude” la membrana plasmatica?
Il citoplasma contiene il:
▪ Cromosoma batterico senza una membrana nucleare che lo contenga
possono essere presenti anche delle forme di materiale genetico
(1-10 Mb);
accessorie detti plasmidi (1-100 kb)
▪ Proteine solubili (“housekeeping”)
▪ Ribosomi – per sintesi proteica
▪ Granuli di riserva (glicogeno, polisaccaridi, polifosfati) pag. 4
Elementi Genetici di una Cellula Batterica
Cromosoma: struttura fondamentale della cellula batterica.
▪ Ha dimensioni variabili (4,000 – 9,000 Kb a seconda del batterio).
▪ È a doppio filamento generalmente circolare.
▪ Ce ne sono da 1 a 4 copie per cellula.
Solitamente la cellula batterica ha un cromosoma; però può succedere che siccome
non vi è una perfetta sincronia tra la replicazione del cromosoma e la replicazione
della cellula della parete degli altri elementi cellulari, può capitare che una cellula
sia sempre in uno stato di divisione e quindi il cromosoma si sia già replicato per le
cellule figlie, ma le cellule figlie non si siano ancora divise.
Elementi extracromosomici“mobili” –
contengono geni non essenziali ma accessori
Elementi accessori mobili – Plasmidi
▪ Elementi accessori mobili.
▪ CAPACI DI REPLICAZIONE AUTONOMA anche fino a centinaia di copie per
cellula.
Elementi accessori mobili - Sequenze di inserzione, Trasposoni, Fagi
▪ Elementi accessori mobili.
▪ INCAPACI DI REPLICAZIONE AUTONOMA. Per replicarsi devono replicarsi
insieme al cromosoma, integrati al cromosoma o insieme ai plasmidi.
Una caratteristica di questi elementi genetici mobili è il fatto di portare dei geni
importanti per la sopravvivenza batterica in certi ambienti/situazioni.
Possono portare dei geni che codificano:
▪ per fattori di resistenza di antibiotici
▪ per fattori di virulenza pag. 5
Cosa c’è all’esterno della membrana plasmatica?
La parete batterica:
▪ Supporto meccanico rigido
▪ Forma alla cellula
▪ Impedisce la lisi osmotica
▪ Permeabile ai soluti
La parete batterica è composta principalmente dal peptidoglicano
una struttura fatta da:
▪ zuccheri acetilati
▪ peptidi
Il monomero base del peptidoglicano è costituito da:
▪ 2 zuccheri acetilati principali detti
NAM – acido N – acetilmuramico
NAG – N – acetilglucosammina
Il NAM e il NAG sono legati da un legame BETA 1 – 4 glicosidico
Attaccato al NAM ci sono degli amminoacidi che costituiscono un tetrapeptide.
4 amminoacidi:
▪ L – Alanina
▪ acido D – glutamico
▪ L – lisina o acido mesodiaminopimelico (non lo possiede l’uomo)
▪ D – alanina
Dunque ci sono degli AA particolari che noi non possediamo.
Questi monomeri nello spazio si sistemano attraverso una successione di zuccheri
disposti su piani paralleli, con legami perpendicolari al fine di rendere la struttura
resistente/rigidità.
▪ In una direzione vi è il legame BETA 1 – 4 glicosidico tra NAM e NAG;
tra i due zuccheri acetilati.
▪ Nella direzione perpendicolare c’è un legame PEPTIDICO tra il terzo AA di
uno strato e il quarto AA dello strato successivo:
LEGAME PEPTIDICO tra L – lisina/acido mesodiaminopimelico e D – alanina
pag. 6
Struttura del peptidoglicano in batteri diversi
Il legame trasversale tra il terzo AA e il quarto AA del successivo può essere un:
▪ legame diretto
▪ legame indiretto e mediato da altri AA; le cosiddette glicine (5 glicine)
Ci sono alcuni microrganismi che hanno un peptidoglicano in cui il legame peptidico è diretto.
Altri microrganismi in cui il legame peptidico è indiretto mediato da 5 glicine.
Colorazione di Gram
Permette di distinguere i batteri in Gram positivi e in Gran negativi a seconda della
struttura della parete.
La colorazione di Gram è una colorazione differenziale. Ha permesso di dividere il
grande mondo dei batteri in 2 gruppi:
▪ Batteri Gram positivi – azzurri
▪ Batteri Gram negativi – rosa
È una colorazione differenziale perché prevede l’uso successivo di 2 coloranti:
▪ crystal violetto – colorante azzurro
▪ safranina – colorante rosa
Per prima cosa occorre fissare una colonia batterica/un preparato/un campione
biologico ad un vetrino.
Il fissaggio si può fare per:
▪ via chimica – metanolo
▪ via fisica – calore
Il fissaggio ha due funzioni importanti:
▪ attaccare i batteri al vetrino
▪ uccidere i batteri e lavorare in biosicurezza
1. Dopodiché il vetrino viene immerso per circa un minuto in crystal violetto.
2. Viene lavato con acqua.
3. Viene usato un mordenzante, ossia una soluzione a base di iodio detto
reattivo di Lugol, che va a far fare una sorte di legami crociati al crystal
violetto nel peptidoglicano. pag. 7
4. Successivamente si ha un altro lavaggio in acqua.
5. Si attua una decolorazione con una soluzione alcool acida.
6. Infine si fa una colorazione di contrasto con safranina.
I batteri Gram positivi, che hanno una parete molto robusta, assumono il crystal
violetto; NON si decolorano al momento della colorazione; assumono poco della
colorazione con la safranina poiché rimane attaccato al peptidoglicano la
colorazione con il crytal violetto.
Il Gram negativo si colora con il crystal violetto. Però al momento della
decolorazione perde completamente il primo colorante e si andrà a colorare con la
safranina.
Qual è il motivo di questa differenza di colorazione, di comportamento
alla colorazione di Gram?
Nel caso di un Gram positivo la parete è costituita da uno strato spesso di
peptidoglicano, che assorbe il primo colorante, il crystal violetto, e NON lo rilascia
con la decolorazione e quindi rimane colorato di blu.
Mentre in Gram negativo ha una parete costituita da vari strati. Lo strato di
peptidoglicano è molto più sottile rispetto al Gram positivo. Dunque il Gram
negativo assume il crystal violetto nel peptidoglicano; tuttavia al momento della
decolorazione il peptidoglicano perde il colorante e viene assunto il colorante rosa
nella colorazione di contrasto – il Gram negativo apparirà colorato di rosa. pag. 8
Struttura parete dei Gram positivi e dei Gram negativi a confronto
I batteri Gram-positivi hanno un peptidoglicano molto più spesso dei Gram-
negativi!
Gram-positivi
▪ La parete/cell wall è costituita per gran parte di peptidoglicano
(30-80% parete – strato spesso di peptidoglicano)
▪ Acidi teicoici/lipoteicoici, a seconda se prendono origine dalla membrana
plasmatica (10% peso secco cellula).
▪ Polimeri di alcoli (ribitolo e glicerolo) esterificati con ac. Fosforico
Gram-negativi
▪ Hanno uno strato sottile di peptidoglicano; senza acidi teicoici
▪ Spazio periplasmatico, al quale sono ancorate lipoproteine di Braun
Queste lipoproteine ancorano il peptidogligano allo strato successivo, ossia alla
Membrana esterna (porine e LPS).
La Membrana esterna è una membrana simile alla membrana citoplasmatica,
costituita da un doppio strato di fosfolipidi e proteine. Possiede strutture a canale,
le cosiddette porine, per il passaggio di soluti dall’interno all’esterno e viceversa.
Dove le porine è localizzata una struttura molto importante, detta
LPS/lipopolisaccaride/endotossina.
Struttura del LPS/lipopolisaccaride/endotossina
È fatta da lipidi + zuccheri. La parte zuccherina è rivolta verso l’esterno.
È costituita dal:
▪ core polisaccaridico
▪ antigene O – dà specificità di specie in certi batteri Gram negativi, fatta da
una ripetizione di zuccheri diversi a seconda del microrganismo.
Immerso nella membrana esterna, ci sono gli acidi grassi/lipide A con azione
tossica. L’endotossina è una tossina presente in tutti i batteri Gram negativi ed è
parte integrante della struttura della membrana esterna, della parete.
▪ Viene LIBERATA SOLO se il batterio LISA/MUORE. pag. 9
Componenti accessori della cellula batterica
Capsula
▪ Composta da polisaccaridi
▪ Conferisce resistenza alla fagocitosi
Flagelli
▪ Organi di movimento
▪ Il flagello è formato da una parte per ancorarsi alla parete batterica, ossia dal
corpo basale e dall’uncino; da un filamento che propende verso l’esterno
▪ La rotazione del flagello è energia – dipendente
▪ Dipende da vari stimoli chemiotattici, aereotattici, fototattici, termotattici
I flagelli possono essere presenti su tutta la superficie batterica: in tal caso si parla di
flagelli peritrichi. Batteri con un solo flagello sono detti flagelli monotrichi.
Inoltre vi sono batteri che hanno un flagello intracellulare/endoflagello, dotati di un
movimento ondulatorio diverso dai batteri che possiedono flagelli esterni.
Pili
Sono organi di adesione, anche se esistono dei pili sessuali utili allo scambio genico.
Composti da una proteina: pilina.
I pili conferiscono il tropismo di tessuto al batterio di organi di tessuto.
Sulla punta del pilo vi è una sorta di anti – recettore, che andrà a legarsi a recettori
specifici presenti su una cellula ospite.
Funzioni:
▪ Adesione/colonizzazione
▪ Coniugazione (pili sessuali)
I pili sono importanti nella adesione alle superfici mucose pag. 10
Le spore
Prodotte da Bacillus, Clostridium, actinomiceti e sarcine; hanno la
capacità, in certe condizioni avverse, di trasformare la cellula batterica in
una spora.
▪ Le spore sono metabolicamente inattive e possono rimanere tali
per moltissimo tempo.
Forme batteriche criptobiotiche adattate a condizioni ambientali sfavorevoli
(essiccamento, variazioni di pH, CO2, O2, radiazioni, mancanza di nutrienti).
▪ Sporulazione: la cellula batterica vegetativa si trasforma via via e va
a costituire la spora.
▪ Germinazione: la spora riassume acqua dall’esterno; andrà a
germinare per ridar vita alla cellula vegetativa.
Struttura della spora
Sono delle forme particolarmente resistenti. Sono costituite da una serie di strati
concentrici, uno sopra all’altro, che li rendono resistenti all’ambiente esterno.
Spora essiccata/priva d’acqua è resistente agli agenti esterni. pag. 11
Tindalizzazione: si induce la spora a germinare.
Siccome la forma vegetativa del batterio è molto meno resistente della
spora, al momento in cui tutte le spore hanno germinato, a questo punto
si può procedere con l’inattivazione di tutte le forme vegetative, tramite
anche bollitura o altri sistemi. pag. 12
Patogenicità batterica
INFEZIONE: quel processo che porta alla colonizzazione/invasione e
moltiplicazione con o senza sviluppo di malattia/infezioni asintomatiche
▪ Patogenicità batterica: capacità di un batterio di dare DANNO ad un
ospite
▪ Virulenza: misura del grado di patogenicità; confronta due casi
clinici della stessa specie, entrambi patogeni, definendo quali dei
due casi è più virulento/dannoso dell’altro.
▪ Relazione ospite – parassita
▪ Triade della malattia; ai cui vertici di questo triangolo troviamo da
una parte il patogeno, l’ospite e l’ambiente.
Dunque chi contribuisce alla malattia non è soltanto il patogeno, ma è
anche l’ospite nella cosiddetta relazione ospite – parassita, e l’ambiente
per condizioni socio sanitarie/igieniche diverse, condizioni di affollamento,
la qualità dell’aria, la stagionalità, la qualità dell’acqua, la sanificazione…
La relazione ospite – parassita comprende:
▪ Mutualismo: relazione di beneficio reciproco; sia il batterio che
l’ospite traggono vantaggio da questa relazione di mutualismo
▪ Commensalismo: simile al mutualismo; è una relazione di
indifferenza reciproca; tipica del microbiota.
▪ Parassitismo: è una condizione di DANNO del patogeno rispetto
all’ospite; è quello che generalmente attuano i virus nei confronti
dell’ospite.
Dunque si distinguono BATTERI:
▪ non – patogeni: avranno una relazione di mutualismo con l’ospite
▪ patogeni opportunisti: commensali che possono
▪ patogeni obbligati: avranno sempre una relazione di DANNO pag. 13
Microbiota in vari distretti
Microbiota: costituisce tutta la popolazione microbica che fa parte di un
individuo umano.
Microbioma: sono i genomi; TUTTO il POOL genico del microbiota umano.
Un articolo scientifico ha messo in evidenza come il nostro organismo sia
popolato sì da cellule eucariotiche, ma da un numero almeno
equivalente se non superiore (10 volte tanto) di cellule microbiche.
Questo va a costituire il nostro organismo, fatto di:
▪ cellule eucariotiche
▪ cellule procariotiche – in maniera molto maggiore
Abbiamo più o meno 10 volte tante cellule microbiche/microbi, rispetto
alle cellule eucariotiche.
Abbiamo molti più geni microbici (9 milioni di geni) rispetto a 23 mila geni
eucariotici.
▪ Due individui sono al 99,9% identici tra loro in termini di GENOMA
EUCARIOTA.
▪ Mentre l’80% - 90% di individui sono differenti l’uno dall’altro in
termini di MICROBIOMA.
Tutto ciò ha fatto nascere la domanda: il nostro organismo è
Homo sapiens o Homo bacteriensis? Cioè, noi essendo composti da
più cellule batteriche rispetto alle cellule eucariotiche.
Dunque il MICROBIOTA è una COSTITUENTE fondamentale del nostro
organismo. Vi è una grande crescita della ricerca in questo ambito, con
dati/informazioni che caratterizzano il MICROBIOTA nei vari distretti.
È fatto in gran parte di cellule batteriche, ma in realtà in certi distretti vi è
anche una componente fungina/funghi/MICOBIOTA;
dei virus/VIROBIOTA residenti – sia rappresentati dai virus batterici che
infettano i batteri, che dai virus animali e vegetali assunti con la dieta.
pag. 14
Microbiota in vari distretti –
quasi tutto il nostro organismo è occupato dal Microbiota
▪ Cute
▪ Cavità orale
▪ Apparato gastro – intestinale
▪ Apparato respiratorio
▪ Apparato genito – urinario
Campioni e distretti corporei microbiologicamente «sterili»
Vi sono dei distretti che generalmente sono microbiologicamente sterili,
ossia che in condizioni normali NON hanno una POPOLAZIONE
MICROBICA:
▪ SNC
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