Controllo dei microrganismi patogeni mediante antibiotici
A partire dal 1930 circa, si ebbero dei grossi sviluppi in ambito chemioterapico
antimicrobico, in particolare nel 1935 si ebbe la scoperta dei sulfamidici da parte di
Domagk. Nel 1940 invece si dimostrò come la penicillina, scoperta nel 1929 da Fleming,
poteva costituire un’efficace sostanza chemioterapica. Nel corso di questi anni le ricerche
in campo chemioterapico vennero indirizzate soprattutto su sostanze antimicrobiche
derivate da microrganismi, tali sostanze sono dette antibiotici.
Un
Antibiotico è una sostanza naturale prodotta da un microrganismo, capace di uccidere un
altro microrganismo.
La parola antibiotico, infatti, deriva dal greco; anti- sta per “contro” e –biotico indica “vita”;
ancora, un antibiotico è un farmaco antibatterico derivato da metabolismo batterico .
Per quanto riguarda l’origine degli antibiotici, questi hanno sempre una base che “deriva”
da un microrganismo ma si possono distinguere in :
NATURALI SEMISINTETICI
Farmaci metaboliti Antibiotici naturali modificati
microbici, capaci di inibire, a chimicamente
basse concentrazioni, la
crescita di altri
microrganismi
In generale, gli
antibiotici, sono incapaci di attività sui VIRUS, data la
mancanza in questi ultimi di siti d’azione, detti target, sui quali gli antibiotici vanno ad
agire. Tossicità selettiva
Il concetto di tossicità selettiva, è il principio fondamentale sul quale si basa la
chemioterapia, e di conseguenza rispetto al quale si valuta l’efficacia di un antibiotico.
Secondo questo, perché una sostanza sia utilizzabile nella terapia generale di una
malattia infettiva, deve essere nociva per i parassiti ma relativamente innocua per le
cellule dell’ospite.
Per poter arrivare a tale risultato, la tossicità selettiva, deve basarsi su certi lineamenti
peculiari di struttura o di funzione del parassita che lo distinguono dalla cellula ospite.
Riassumendo: distruzione selettiva del patogeno e maggiore difesa possibile nei confronti
delle cellule dell’ospite. Meccanismo d’azione
In generale, una sostanza antibiotica, per poter minare la “salute” o la vita stessa del
patogeno, deve interferire in processi come la sintesi, la riunione o la funzione di alcuni
macro-componenti della cellula batterica.
Probabili meccanismi d’azione:
• Inibizione della crescita per mezzo di composti analoghi di metaboliti
essenziali (es. Sulfamidici)
• Inibizione della sintesi della parete cellulare (es. Penicilline)
• Inibizione della sintesi proteica (es. Cloramfenicolo, Aminoglicosidi)
• Inibizione della sintesi dell’acido nucleico
• Inibizione della funzione della membrana citoplasmatica
Classificazione degli antibiotici
Esistono diversi sistemi di classificazione degli antibiotici, i generali sono :
Famiglie
1. Spettro d’azione
2. Tipo d’azione
3. Origine
4. Carica elettrica
5. Meccanismo d’azione
6.
1) Classificazione in famiglie:
Vengono classificati come facenti parte di un’unica famiglia, gli antibiotici che hanno
composizione simile o che magari derivano dallo stesso microrganismo.
2) Classificazione secondo spettro d’azione:
Innanzitutto va definito lo spettro d’azione di un antibiotico: l’insieme delle specie
batteriche nei confronti delle quali l’antibiotico mostra attività.
A seconda del tipo di attività, si ha una sub-classificazione dello spettro d’azione:
AMPIO MEDIO RISTRETTO
La molecola risulta attiva La molecola risulta attiva La molecola risulta attiva
sia verso GRAM+ che pienamente solo su un tipo solo verso un tipo di
GRAM- di GRAM, e parzialmente GRAM
attiva sul tipo opposto
3) Classificazione secondo il tipo d’azione:
Il tipo d’azione, come si intuisce, indica l’effetto che la sostanza ha sul batterio. Si possono
avere essenzialmente 2 tipi d’azione: BATTERICIDA
BATTERIOSTATICA La sostanza è capace di provare
La sostanza risulta in grado di la morte delle cellule batteriche.
bloccare la crescita e la divisione
batterica ma non è in grado di
provocare la morte
Più
precisamente, è definito battericida, un antibiotico che dopo 24 ore di contatto in vitro con
l’agente microbico, riesce a neutralizzarlo con una sopravvivenza dello stesso uguale o
inferiore allo 0,01 %.
In realtà, il tipo di azione esercitato da un certo antibiotico, è dettato dal meccanismo
d’azione dello stesso. Solitamente se l’antibiotico è in grado di agire sulle fondamentali
strutture batteriche, come parete o acidi nucleici, allora quasi sicuramente sarà
battericida.
Per poter valutare se un certo antibiotico possa essere definito batteriostatico o battericida
nei confronti di un batterio, bisogna procedere a valutare MIC ed MBC.
MIC – MINIMA CONCENTRAZIONE INIBIENTE – MINIMUM INHIBITING
CONCENTRATION
E’ la concentrazione minima de composto antibiotico necessaria a determinare l’inibizione
del 50%, nel caso della MIC , o del 90%, nel caso della MIC , del microrganismo.
50 90
MBC – MINIMA CONCENTRAZIONE BATTERICIDA – MININUM BACTERICIDAL
CONCENTRATION
E’ la concentrazione minima del composto antibiotico in grado di causare la morte di oltre il
99% del microrganismo in esame. Se:
MIC = MBC Antibiotico è BATTERICIDA
MBC > MIC Antibiotico è BATTERIOSTATICO
5) Classificazione secondo l’origine:
A seconda dell’origine dell’antibiotico, si possono avere, in generale, 3 tipi di classi :
SINTETICA
ESTRATTIVA SEMISINTETICA La molecola deriva da
La molecola viene estratta La molecola viene ricavata sintesi chimica
da batteri e/o funghi di base da estrazione e poi
modificata con l’aggiunta
di catene di sintesi
6) Classificazione secondo meccanismo d’azione:
Come già detto si può avere una classificazione dell’antibiotico basata sul meccanismo
d’azione in:
• Inibizione della crescita per mezzo di composti analoghi di metaboliti
essenziali (es. Sulfamidici)
• Inibizione della sintesi della parete cellulare (es. Penicilline)
• Inibizione della sintesi proteica (es. Cloramfenicolo, Aminoglicosidi)
• Inibizione della sintesi dell’acido nucleico
• Inibizione della funzione della membrana citoplasmatica
Di seguito una tabella con qualche esempio di classificazione secondo meccanismo<