Lezione del 27/10/2005 Prof.ssa Vitiello
Microbiologia
Parte di batteriologia speciale: ceppi delle Enterobacteriaceae
Tra i vari batteri patogeni, l’infezione può cambiare a seconda dei generi e dello stato immunitario del paziente; se è vero che ci sono alcuni generi appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae, responsabili di gastroenteriti e di setticemie come nel caso della Salmonella (anche di dissenterie, come nel caso di Shigella ed Escherichia), è però anche vero che esistono altri generi, come Klebisiella e Proteus, che in realtà si comportano da patogeni opportunisti: sono normalmente presenti in determinati habitat, dove si comportano da normali commensali, ma in determinate situazioni (es. depressione della risposta immunitaria) sono in grado di lasciare la loro sede abituale e comportarsi da patogeni. Queste sedi supplementari sono per lo più rappresentate dalle vie urinarie, come vedremo poi per E. Coli.
Salmonella
Cominciamo dal genere Salmonella. Questo genere, tra tutti quelli appartenenti alle Enterobacteriaceae, è sicuramente quello caratterizzato da un’enorme varietà di specie (vengono raggruppate 2000 varianti antigeniche). Quelle maggiormente conosciute e che infettano prevalentemente l’uomo sono: Salmonella typhi, S. paratyphi (di tipo A, B o C), S. enteritidis, S. Cholerae – suis, S. typhimurium.
Il nome attribuito alle Salmonelle è relativo non soltanto alla malattia che causano (es. la S. typhi, agente eziologico del tifo), ma spesso dipende anche dal luogo o dall’animale (es. la S. Cholerae – suis, responsabile dell’infezione nei suini, o la S. typhimurium, patogena nei topi). La classificazione delle Salmonelle nelle loro singole specie è effettuata in base alle caratteristiche antigeniche; nel caso delle Enterobacteriaceae ripercorrono quelle del batterio Gram negativo, ovvero presenza di parete e membrana esterna, della parte più esterna del Lipopolisaccaride – Antigene O e degli antigeni capsulari e flagellari, questi ultimi facoltativi in alcuni ceppi.
La classificazione più conosciuta è quella di Kauffman e White, che va ad individuare le varie reazioni di agglutinazione con l’aiuto di antisterici, contenenti anticorpi specifici:
- 65 antigeni O;
- 83 antigeni H di fase 1;
- 11 antigeni H di fase 2;
- Antigene Vi (antigene di virulenza, presente solo in certi ceppi di Salmonella, come la S. typhi).
Kauffman e White classificano le Salmonella in base all’antigene O e all’antigene H (l’antigene flagellare). Per questa classificazione, si esamina una colonia di Salmonella cresciuta su di un terreno di coltura, stemperandola in un siero contenente anticorpi anti-O e anti-H dei vari gruppi. A seconda dell’avvenuta o meno reazione di agglutinazione, se sia quindi positiva o negativa, riusciamo a classificare la Salmonella in quel dato gruppo.
Quadri clinici della Salmonella
Sicuramente il primo è quello della gastroenterite (indistinguibile da quella causata da altri tipi di batteri enteropatogeni), caratterizzata da febbre, vomito e diarrea, setticemia e febbre enterica. Quella della S. Enteritidis è l’infezione più comune; l’uomo in questo caso non è serbatoio dell’infezione, questa è contratta da polli o uova contaminate da feci contenenti la Salmonella. La gastroenterite è quella classica, ha durata dai 2 ai 5 giorni.
L’infezione da S. Cholerae – suis è in realtà poco comune, provoca essenzialmente setticemia (è necessaria, rispetto alla S. Enteritidis, una terapia antibiotica). La S. typhi è, come sappiamo, l’agente eziologico del tifo, infezione chiaramente associata a condizioni precarie in ambito sanitario, derivante da cibi o acqua contaminate dalle feci di soggetti già affetti dall’infezione.