Lezione del 25/09/20 CLASSIFICAZIONE DEI BATTERI
La più recente classificazione proposta da Carl Woese riconosce tre regni: Bacteria, Archea ed Eukarya (comprendente
→
tutti gli eucarioti sia unicellulari che multicellulari che hanno una compartimentalizzazione cellulare). I procarioti si
distinguono in tre gruppi principali: archeobatteri ed eubatteri.
Gli Archea sono molto meno rappresentati rispetto a quella degli eubatteri sono microrganismi che si sono specializzati
→
per colonizzare nicchie strane (ad esempio i metanogeni, che si sono specializzati nella produzione di metano;
termoacidofili che sono in grado di vivere in condizioni idi pH estremamente basse; alofili estremi che sono in grado di
vivere in ambienti con concentrazioni saline elevate).
La “vita microbica” sulla Terra ha dominato per più di 3-5 miliardi di anni.
Ancora oggi, i microrganismi sono i più numerosi tra tutti i gruppi di viventi, sono ubiquitari, e colonizzano tutti gli ambienti,
compresi quelli più estremi (dalle profondità oceaniche ai ghiacciai artici…), che ricordano la Terra ai primordi della sua
formazione.
Si ritiene contengano il 50% d C ed il 90% di N biologico presente sulla Terra sono intuitivamente alla base della catena
alimentare ed essenziali per il riciclo degli elementi.
I microrganismi fotosintetici competono con le piante per organicare CO e produrre O . I patogeni sono una minoranza. Sono
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per lo più innocui o benefici (Vitamine K e B).
Microbiota insieme dei microorganismi che popolano una determinata nicchia ecologica
→
Microbioma è riferito al genoma, al DNA, della comunità microbica che risiede in un determinato ambiente
→
I batteri si sono adatti a qualsiasi ambiente durante la loro evoluzione sulla terra ed attualmente isolati da:
• Sorgenti termali (Yellowstone Park)
• Ghiacciaio marino (Antartide) ad esempio i psicrofiri riescono a vivere a temperature basse
→
• Saline (Thailandia)
• Area desertica rocciosa dell’Antartide (sono presenti solamente come licheni) 1
LA CELLULA
Le differenze principali sono:
• Nucleo con un nucleolo (nella cellula eucariotica) nei procarioti abbiamo il nucleoide
→
• Gli organuli negli eucarioti separano le funzioni della cellula
• La cellula eucariotica è avvolta da una parete cellulare che ritroviamo in alcuni procarioti, come i funghi, che si perde
nelle cellule procariotiche superiori
Batteri ed archea in media hanno una dimensione di 1 micron −6
→ 10
I microrganismi eucariotici, ad esempio un lievito, hanno una dimensione più grande circa 10-20 micron (μm).
→
La membrana nucleare è assente negli archea e negli eubatteri, mentre è presente negli eucarioti in cui abbiamo la presenza
di un nucleo propriamente detto.
Archea e Batteri sono in grado di fissare l’azoto elementare, mentre invece gli organismi eucarioti non sono in grado di farlo.
La crescita a temperature maggiori di 100° è possibile nel caso solo degli archea che si sono evoluti per colonizzare ambienti
estremi.
Come possono presentarsi i batteri nello spazio?
Solitamente i batteri Gram positivi si distinguono in base alla loro morfologia in:
• Cocchi hanno la caratteristica di essere cellule sferiche che possono disporsi nello spazio con diverse modalità.
→
Generalmente sono immobili, cioè privi di quelle strutture superficiali (come i flagelli) che garantiscono la motilità
La divisione secondo un solo asse porta ad i diplococchi (cellule disposte in coppie che si si separano dopo la
o divisione cellulare) e agli streptococchi (cellule disposte in catene in quanto tendono a rimanere unite dopo la
divisione cellulare)
La divisione secondo due assi perpendicolari può generare le tetradi (4 cellule che rimangono disposte su un
o unico piano) ed i fogli monostratificati (cioè cellule disposte su un piano a formare “fogli” monostratificati)
La divisione secondo tre assi perpendicolari porta alla formazione delle sarcine (dei cubi di 8 cellule) se i
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o piani di divisione sono regolari e orientati, altrimenti se i piani di divisione sono irregolari si originano degli
ammassi che prendono il nome di stafilococchi (grappoli). Le sarcine non sono dannose per l’uomo.
• Bastoncelli o bacilli cellule cilindriche a forma di “bastoncello” che possono essere sia immobili che mobili (quando
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sono mobili hanno dei flagelli). I caratteri morfologici assunti come criteri tassonomici sono: sono caratteristiche
tintoriali, dimensioni, lunghezza, spessore, presenza e disposizione della spora nello sporangio, e la motilità-flagello
mediata.
Le cellule si dispongono nello spazio con una modalità che dipende dai piani della loro divisione la divisione cellulare e la
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disposizione sono criterio fenotipici tassonomici. La divisione dei batteri avviene per scissione binaria da una cellula madre
→
si ottengono due cellule figlie, che sono geneticamente uguali alla madre, quindi si ha una modalità di riproduzione clonale
(sia per i cocchi che per i bastoncelli). I batteri non prostecati sono batteri che non hanno peduncoli.
→
* 2
TASSONOMIA BATTERICCA “CONVENZIONALE”
L’unità tassonomica fondamentale è la specie, una categoria, sistematica naturalmente delimitata in base a:
• Interfecondità parentale
• Fertilità della progenie
La propagazione dei batteri è CLONALE, per cui la definizione di specie batterica è arbitraria, ma ragionevole: “Una
specie batterica è definita come un insieme di CEPPI (i singoli isolati) che condividono un determinato fenotipo
(determinato dal loro genotipo), che si mantiene stabile ed è diverso da quello che caratterizza altri insiemi di
ceppi.”
La validità di questa definizione si basa sul concetto di GENOMA EQUILIBRATO, che favorisce il mantenimento di specie
stabili e ben adattate a determinati ambienti, tramite:
• Selezione stabilizzante (negativa) che elimina deviazioni eccessive dovute a mutazioni
• Selezione divergente (positiva) che può costituire la base di ulteriore speciazione si verifica quando una
→
specie si trova in un ambiente che non gli è più ottimale perché magari c’è carenza di nutrienti la pressione
selettiva fa in modo che la specie si adatti attraverso mutazioni, attraverso l’acquisizione di materiale genetico
dall’esterno può condurre alla morte dell’individuo e quindi alla selezione stabilizzante o alternativamente
→
all’acquisizione di quel carattere
La definizione di specie batterica è, oggi, integrata con criteri genomici e genotipici GENOSPECIE.
SCELTA DEI CRITERI FENOTIPICI
Scelta di quei caratteri fenotipici che sono altamente conservativi e che possono permettere di stabilire SE un DETERMINATO
MICRORGANISMO (un isolato clinico od ambientale) APPARTIENE ad una specie già descritta o ad una NON ancora descritta
(specie di nuova identificazione?).
IDENTIFICAZIONE DI SPECIE: basata su criteri discriminativi STABILI, evidenziabili tramite saggi che siano ALTAMENTE
RIPRODUCIBILI, di FACILE ESECUZIONE ed UNIVOCA INTERPRESTAZIONE
Morfologia cellulare, compresa la presenza di spore
➢ Caratteristiche tintoriali
➢ Motilità
➢ Forma della colonia
➢ Tipo di metabolismo
➢ Suscettibilità ad antibatterici
➢ Habitat
➢ Sequenze geno-specifiche*
➢
IDENTIFICAZIONE DI TIPO: individuazione di cluster nell’ambito della specie (differenze intra-specifiche), tramite:
sierotipizzazione (sierotipo)
➢ biotipizzazione (biotipo)
➢ tipo della colonia (morfotipo)
➢ genotipizzazione sequenze geno-tipiche**
➢
* e **: utilizzate nella diagnostica molecolare e per tracciare linee di discendenza evolutiva
La morfologia normalmente è mantenuta e propagata, ma sono noti casi di differenziamento morfologico in risposta al variare
delle condizioni ambientali.
• vibrione agente eziologico del colera, che è dovuto dalla secrezione di una tossina colerica che comporta una
→
diarrea talmente profusa (10 l al giorno) che può portare il paziente alla morte, non tanto per l’infezione, ma per lo
shock ipovolemico 3
Lo shock ipovolemico è lo stato di shock causato dalla diminuzione acuta della massa sanguigna circolante,
causata da emorragia o da perdita di liquidi (ipovolemia).
• spirochete ha una forma a cavaturacciolo (una spirocheta è il treponema pallidum l’agente eziologico della
→ →
sifilide, una tra le più comuni malattie sessualmente trasmissibili)
spirillo
•
• Clostridium tossina tetanica e botulinica
→
• C. perifringens agente eziologico della gangrena gassosa
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La gangrena gassosa è una sindrome infettiva acuta a rapida diffusione, spesso mortale, in cui dei batteri
producono gas e tossine.
• Neisseria meningitidis sono diplococchi Gram – (ci sono polimorfonucleati)
→
• Staphylococcus aureus cocchi gram + (cristal violetto)
→
• Streptococcus spp. forma a catenella (spp. sta ad indicare che non si sa qual è la specie)
→
• Streptococcus pneumoniae diplococchi Gram +
→
• Escherichia coli coccobacillo gram – (si replica ogni 20 minuti)
→
Perché Mycobacterium tuberculosis (→ agente eziologico della tubercolosi) non può essere colorato con la colorazione
di Gram? Perché questo microrganismo ha una struttura della parete che è quasi del tutto impossibile da penetrare. Questo
microrganismo si replica ogni 24 h. La difficoltà nell’assumere sostanze esogene, nutrienti e quindi antibiotici rende il
trattamento molto complesso, infatti un trattamento antibiotico per un’infezione normale è di 7 giorni (è pericoloso
interrompere un trattamento antibiotico prima del tempo perché la pressione selettiva dell’antibiotico potrebbe agire
selezionando un ceppo resistente), mentre invece il tempo necessario per fare un trattamento antibiotico per la tubercolosi
è di circa 6 mesi con un pool di almeno 4 antibiotici diversi, con una serie di piccoli effetti collaterali (fegato e organi deputati
alla detossificazione del corpo)
Mycobacterium leprae è l’agente eziologico della lebbra.
→
Preparazioni “a fresco” per mettere in evidenza strutture molto rifrangenti: LE SPORE BATTERICHE.
CLASSIFICAZIONE DEI BATTERI 4
I batteri sono microrganismi unicellulari, procarioti, di dimensioni di solito nell’ordine di pochi micrometri, ma possono variare
dai 0.2 μm circa dei micoplasmi (sono microrganismi privi di parete), fino a 30 micron di alcune spirochete . 5
Lezione del 29/09/20
Per procedere all’identificazione di un microrganismo è indispensabile avere una coltura pura
1. Crescita in terreno liquido: partendo da una popolazione batterica mista non possono essere isolare le singole specie
presenti, se non procedendo alla loro semina su terreno solido.
2. Crescita su terreno solido: cellule depositate sulla superficie di un terreno solido nutriente iniziano a dividersi e dopo che
migliaia (fino a bilioni) di cellule si sono formate (24 h), si osservano masse cellulari ad occhio nudo: LE COLONIE. Queste
risulteranno ben separate dove le cellule, depositate sul terreno, erano altrettanto ben separate. Le cellule della colonia
derivano tutte da quella originariamente depositata sul terreno, quindi UNA COLONIA È UNA COLTURA PURA.
La morfologia della colonia può fornire informazioni utili che aiutano nell’identificazione del microrganismo isolato. Quali:
1. Forma e dimensioni: tonda, irregolare, puntiforme...;
2. Margini: netti, ondulati, lobati, frastagliati...
3. Colore: pigmentata, più o meno opaca, traslucida, ...
4. Elevazione: convessa, umbonata, piatta, sopraelevata...
5. Struttura: rugosa, secca, mucosa
Proteus mirabilis è l’agente eziologico di infezioni urinarie che tendono a risalire verso il rene. La colonia dopo essere
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stata inoculata al centro della piastra, essendo un microrganismo mobile (grazie alla presenza dei flagelli), si allontana dal
centro dove è stato depositato l’inoculo per cercare i nutrienti. Quindi, si diche che con la motilità swarming sciama sulla
piastra dando vita a questi fronti.
Klebsiella pneumoniae veicola un’informazione genetica particolare che porta ad esprimere un fenotipo resiste ai
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farmaci. Le colonie hanno un aspetto quasi mucoide, traslucido, lisce (→ queste sono le caratteristiche che
contraddistinguono i batteri dotatati di capsula).
Bacillus subtilis hanno un aspetto umbonato (tendono a rilassarsi nella porzione centrale e ad essere sopraelevate ai
→
margini).
Alcune delle caratteristiche possono essere così particolari da suggerire una “identificazione presuntiva”.
Corynebacterium diphtheriae è l’agente eziologico della difterite. Con la colorazione semplice del Blu di metilene mostra
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i bacilli colarti di blu, ma mostra anche la presenza di granuli all’interno del citoplasma che prendono il nome di granuli
metacromatici, perché assumono il Blu di metilene e restituiscono una colorazione rossastra. Una semplice colorazione che
non consente di distinguere i batteri Gram +/- permette però di mettere in evidenza delle caratteristiche distintive, come i
granuli metacromatici. 6
LA PARETE BATTERICA
Le pareti dei batteri GRAM POSITIVI e dei GRAM NEGATIVI hanno delle affinità tintoriali differenti.
La parete batterica, anche chiamata sacculo, si trova esternamente rispetto alla membrana citoplasmatica. Ci sono dei
batteri che ne sono privi, e sono chiamati Mollicutes micoplasmi.
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La parete ha come compito principale la protezione del batterio da insulti, che possono essere di natura fisica e/o chimica.
La parete protegge dalla lisi osmotica perché se poniamo la cellula batterica all’interno di una soluzione ipotonica, quindi con
uno squilibrio rispetto alla concentrazione che si trova all’interno del citoplasma, ed aggiungiamo del lisozima (enzima che
ha una blanda azione batterica perché è in grado di idrolizzare dei legami importanti della parete), questo inizia a digerire
la struttura della parete. Se la parete viene attaccata la cellula va in contro ad uno squilibrio osmotico talmente elevato che
la porta a morte con lisi cellulare.
Se facciamo lo stesso esperimento utilizzando una soluzione isotonica, cioè che ha la stessa concentrazione del soluto
cellulare, allora nel mezzo isotonico possiamo usare il lisozima ma in questo caso la digestione della parete non porta alla
morte, perché le cellule private della parete sono all’interno di una soluzione che ha la stessa concentrazione esterno-interno
vengono liberati quelli che vengono chiamati proteoplasti.
Si chiamano PROTOPLASTI le cellule che si ottengono dai GRAM-POSITIVI dopo digestione della mureina con lisozima.
Si chiamano SFEROPLASTI le cellule che si ottengono dai GRAM-NEGATIVI dopo idrolisi della mureina con lisozima, che lascia
la cellula rivestita dalla membrana esterna.
La parete, quindi, protegge dalla lisi osmotica quando l’ambiente extracellulare non è in equilibrio con il contenuto cellulare.
Determina la forma del batterio se priviamo il batterio della propria parete assume una forma sferica.
→
Alcuni componenti chimici sono unici ed è importante perché si lega al concetto di tossicità selettiva, quindi numerosi agenti
antibatterici (come il lisozima) sono rivolti contro la biosintesi della parete perché sono caratteristiche peculiari dei batteri e
non trovano corrispondenti nella cellula eucariotica superiore danneggiano la cellula batterica, ma non sono tossiche per
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le cellule eucariotiche superiori.
Peptidoglicano suggerisce la natura chimica di questa parete che è costituita da una componente di natura glucidica e
una componente di natura proteica. La porzione del peptidoglicano è estremamente rappresentata nella parete di GRAM
+, mentre è ridotta nella parte dei batteri GRAM – che al di fuori troveranno una ulteriore membrana, la membrana esterna.
Il peptidoglicano è inserito all’interno di uno spazio che, non è semplicemente un cuscinetto di aria o di acqua, si chiama
spazio periplasmatico è un’ambiente tutto fuorché inerte (ci sono molte strutture coinvolte nel trasporto di soluti all’interno
e all’esterno della cellula, nella sintesi della parete).
Il SACCULO conferisce rigidità e forma, protegge l’integrità cellulare contrastando la pressione osmotica interna. È costituita
prevalentemente da PEPTIDOGLICANO o MUREINA.
L’involucro dei batteri Gram + è costituito da uno spesso strato di peptidoglicano (90%), mentre quella dei Gram- presenta
una struttura pluristratificata e più complessa, che comprende un sottile strato di peptidoglicano 7
PEPTIDOGLICANO
È uno strato rigido presente sia nei batteri Gram-positivi che Gram-negativi
L’unità base, quindi, è costituita da catene glicaniche (→ 2 zuccheri), legati mediante un legame glucosidico, che si
ripetono e formano delle lunghissime catene. Le catene sovrapposte sono invece legate dalla componente peptidica da
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ponti amminoacidici.
I due zuccheri del peptidoglicano che si alternano destrogiro e levogiro sono:
N-acetilglucosamina (NAG)
Acido N-acetilmuramico (NAM) è presente solo nella parete batterica
→
Questi due zuccheri sono tenuti insieme da un legame 1,4 glicosidico (che è il legame che viene scisso dal lisozima).
Attaccata all’acido N-acetilmuramico c’è una catena di 4 amminoacidi (legame carbo-aminico), in realtà gli amminoacidi sono
5 ma nella composizione finale saranno solo 4.
L-alanina
o Acido D-glutammico
o L-lisina (o acido diaminopimelico nei GRAM -)
o D-alanina è un dimero (necessita una conversione dalla L-alanina da parte di un enzima RACEMASI) ed u
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