MICROBIOLOGIA PER I BENI CULTURALI
Prof.ssa Cappitelli
A.A. 2017/2018 1
INDICE
3.......... Realzioni filogenetiche tra cellule procariote (Bacteria e Archea) e cellule eucariotiche
5.......... Biodeterioramento. Meccanismi: processi chimici, processi fisici e danni estetici
8.......... Biorecettività
10........ Biodeteriogeni
10.....Batteri (inclusi attinobatteri e cianobatteri)
17..... Alghe eucariote
18..... Funghi
20..... Licheni
22.........Fattori limitanti - Influenza dei fattori ambientali sulla crescita microbica (nutrienti, pH,
temperatura, ossigeno ecc.)
26.........Metabolismo - Esigenze nutrizionali dei microrganismi e tipi nutrizionali. Metabolismi energetici
(Respirazione aerobica. Respirazione anaerobica)
31.........Ecologia microbica
31..... Coltivazione
35.....Osservazioni al microscopio - Introduzione alla microscopia. Campo chiaro, contrasto di fase,
fluorescenza, tecniche di colorazione con fluorocromi (DAPI, FISH, immunofluorescenza) e 2
saggi immunoenzimatici (ELISA). Citometria. Microscopia elettronica.
42.....Indagini molecolari
46..........Aerobiologia
49..........Biofilm
56.....Deterioramento microbiologico dei beni culturali costituti da materiali organici (carta, papiro,
tessuti, legno, film fotografici, ambra, polimeri sintetici).
71.....Deterioramento microbiologico dei beni culturali costituti da materiali inorganici (piastrelle,
vetro, metalli)
78......... Metodi indiretti di prevenzione. Temperatura, umidità relativa. Sostanze anti-biofilm
84......... Metodi diretti di controllo
89.....Metodi chimici (biocida)
93..... Metodi non chimici (rimozione meccanica, radiazioni, plasma)
95..... Metodi biologici (proteine, enzimi)
102........Biopulitura con microrganismi ed enzimi
109........Biocalcificazione. Formazione di biopatine.
RELAZIONI FILOGENETICHE
La cellula è l’unità base di tutti gli organismi viventi. Esistono due tipi
di cellule:
• Cellula procariotica
• Cellula eucariotica
La cellula eucariotica è una decina di volte più grande della cellula
procariotica.
Nella cellula procariotica non ci sono né mitocondri né cloroplasti;
nella cellula eucariotica ci sono i mitocondri mentre per i cloroplasti
dipende dal tipo di organismo (chi fa fotosintesi si, chi non la fa no).
Nella cellula procariotica si trova la parete, nella la cellula eucariotica
dipende (cellula vegetale si, cellula animale no).
Nella cellula procariotica c’è un solo cromosoma (singola molecola di
DNA circolare), in quella eucariotica ce ne sono molti. Il cromosoma è
l’elemento genico che porta i geni essenziali per le funzioni cellulari.
Il singolo cromosoma dei procarioti si trova immerso nel citoplasma,
l’area in cui si trova si chiama nucleoide (area non circondata dalla
membrana nucleare); negli eucarioti si trova nel nucleo, il quale è
delimitato dalla membrana nucleare (differenza più importante).
Il genoma è l’insieme di tutti i geni di una cellula.
Struttura del DNA 3
DNA e RNA sono formati da subunità chiamate nucleotidi. I
nucleotidi sono uno zucchero a 5C, più una base azotata, più un
gruppo fosfato.
La lunghezza del DNA è espressa in kilobasi (basi perché c’è la base
azotata); una kilobase è un frammento di 1000 paia di basi in una
molecola a doppio filamento.
Un organismo procariote usato come modello è l’escherichia coli, il
quale ha 4600 kilobasi e misura circa 1 mm.
Se totalmente disteso il DNA è circa 1000
volte la lunghezza di una cellula, deve
quindi essere strettamente attorcigliato in
superavvolgimenti.
Il superavvolgimento serve per
impacchettare (10% dell’intero volume delle cellule) la forma
circolare, rilassata, serve per la replicazione.
La replicazione si ha quando si ottengono
più copie del DNA.
Trascrizione da DNA a RNA: sintesi di RNA complementare ad un singolo filamento
di DNA a doppio
Traduzione da RNA a proteine: sintesi di una proteina con l’ausilio di un ribosoma
che utilizza l’informazione trasmessa dall’mRNA.
La sintesi delle proteine avviene a livello dei ribosomi. I ribosomi sono fatti da RNA
ribosomiale e da proteine. Formati da due subunità (sia per cellule eucariote che
procariote). I ribosomi dei
procarioti sono di tipo 70
unità svedberg (70s). Le
unità svedberg sono unità di
sedimentazione quando si
centrifuga l’RNA. Ciascuna
delle due subunità (50s e
30s) è fatta da proteine e
RNA ribosomiale. Nella
subunità più
piccola di trova
il 16s RNA, questo serve per la classificazione degli organismi
viventi.
Filogenesi
La classificazione oggi non si occupa più dei regni, ma differenzia
secondo 3 domini:
• Bacteria
• Archea
• Eukarya
La classificazione è cambiata perché all’inizio si faceva un
riconoscimento morfologico, ora invece è basata su metodi
molecolari (studiano il DNA). Con i nuovi metodi si è arrivati alla
classificazione di tutti gli organismi viventi in uno di questi 3 domini.
Il dominio bacteria e il dominio archea sono fatti da cellule procariote. 4
Un gene codifica per l’mRNA, che codifica per una proteina, ma ci sono geni
che codificano anche per Rrna e tRNA. Un gene è un segmento di DNA che
codifica per un prodotto funzionale, generalmente una proteina ma anche
tRNA e rRNA.
L’analisi filogenetica si basa sullo studio dei geni che codificano per 16S rRNA, per i procarioti, e 18S rRNA,
per gli eucarioti. Per classificare gli organismi viventi serve qualcosa che hanno in comune ed è sempre
presente: i ribosomi, che hanno la caratteristica di essere presenti in tutte le cellule. L’RNA che questi
conservano ha delle parti molto conservate e delle parti molto differenti in termini di nucleotidi. Gli
organismi si differenziano in base alla sequenza di nucleotidi, che corrisponde al gene, che codifica per il
16s RNA nel caso per procarioti e per il 18s RNA nel caso degli eucarioti.
All’interno di ogni dominio ci sono organismi diversi e tanto più distanti sono tra loro, quanto più sono
diversi tra di loro. Quelli a sinistra sono identificati per il gene che codifica per il 16s RNA, quelli a destra
(viola) sono indentificati tramite il gene che codifica per il 18s RNA.
BIODETERIORAMENTO
Biodeterioramento: qualsiasi modificazione indesiderata nell’aspetto e nelle proprietà di un materiale che
costituisce il bene culturale dovuto all’attività di organismi viventi.
Si tratta quindi di un concetto negativo, mentre la biodegradazione ha valenza positiva (es. batteri che
mangiano il petrolio nei mari).
Come fanno gli organismi viventi a causare un danno ad un bene culturale?
1. Processi fisici: si sviluppano in superficie ed in profondità con effetti sulle
caratteristiche meccaniche e strutturali del materiale. Es. muffa sul libro
bagnato, che penetra all’interno.
Alterazioni microstrutturali e macrostrutturali:
• fessurazioni
• decoesione
• fratturazioni
• disgregazione
• rigonfiamento
• caduta
2. Processi chimici: Si sviluppano in superficie e nei primi strati del materiale con variazioni della
composizione per azione diretta di prodotti metabolici intermedi e di scarto dei biodeteriogeni.
Trasformazione di qualcosa: uso del substrato a fini nutrizionali ed emissione di metaboliti.
• Processi di assimilazione → fonte di C ed energia
• Processi di escrezione → materiale danneggiato per rilascio metaboliti
Impoverimento del substrato
• polverizzazione
• dissoluzione
• corrosione 5
3. Alterazione estetica: il microorganismo cambia il colore del substrato su cui cresce (es. macchie).
I danni possono essere:
• diretti: degradazione del materiale
• indiretti: la presenza di organismi facilita l’attacco biologico da parte di altri organismi
colonizzatori.
2. Danni dovuti all’uso del materiale del bene culturale come nutriente, o dovuti ai prodotti di scarto
dell’organismo.
Acidolisi
Gli organismi rilasciano acidi e basi (alcuni anche complessanti, es. ac. lattico) che possono reagire con le
molecole del substrato: formazione sostanze solubili.
• acidi organici: formico, acetico, butirrico, lattico;
• acidi inorganici: carbonico, nitrico, solforico.
Alcalinolisi
• 4+
composti basici: NH NaCO -
3
La loro azione indiretta è dovuta alla formazione di un ambiente acido/basico che permette lo
sviluppo di organismi acidofili/basofili.
Complessolisi
Chelazione = fenomeno in cui un atomo metallico è condiviso da 2 atomi di una molecola organica per
formare un composto stabile ad anello. Molti composti organici (in particolare acidi es. acido ossalico)
possono agire da agenti complessanti del substrato.
Scambio di ioni
Si verifica quando gli organismi assorbono cationi metallici necessari alla loro nutrizione o per l’equilibrio
osmotico cedendo contemporaneamente altri cationi = flusso bidirezionale di cariche.
Degradazione enzimatica
Gli enzimi sono proteine, alcuni di questi enzimi vengono rilasciati
all’esterno della cellula. Tramite idrolasi questi tagliano una molecola
complessa, dando luogo a molecole più semplici, quindi attaccando i
costituenti del bene culturale.
L’attività enzimatica è influenzata dalle condizioni chimico-fisiche (pH, T,
UR)
Enzimi con differenti attività:
• scissione o idrolisi = idrolasi
• formazione di legame accoppiata con rottura di un trifosfato =
ligasi
• eliminazione di gruppi (formazione di doppi legami) = liasi
• trasferimento 1 gruppo = transferasi
• reazioni redox = ossidoreduttasi
• modificazione della struttura = somerasi
- ENDOENZIMI: attivi all’interno della cellula
- ESOENZIMI: escreti all’esterno, attivi nell’ambiente, più dannosi perché degradano i
substrati per renderli assimilabili.
Es: complesso Cellulasi → insieme di enzimi degradativi della cellulosa,
es. fibre tessili vegetali. Solo pochi organismi possiedono tutta la serie
completa, tanti sono privi del primo enzima → degradano cellulosa
parzialmente attaccata da altri organismi.
Es: Proteasi → degradazione di pergamene, pellami ecc. 6
Es: Tannasi → degradazione dei tannini nella carta e legno prodotte soprattutto da muffe (Aspergillus niger,
Penicillum glaucum).
Danni estetici
Alterazione della visione superficiale del manufatto e del modellato, si sviluppano solo in superficie.
• Patine
• Macchie
• Croste
• Velature
Colorazioni evidenti ad una semplice osservazione macroscopica, non è sempre separabile da altri tipi di
danni.
Pigmenti
Composti organici contenenti un elevato numero di doppi legami che li rende capaci di assorbire le
radiazioni luminose nello spettro del visibile e dell’infrarosso vicino → luce riflessa conferisce la colorazione
corrispondente. La colorazione assunta varia in funzione della:
• composizione chimica del substrato
• presenza elementi metallici
• pH mezzo
• presenza di altre specie
ENDOPIGMENTI: all’interno dell’organismo sono rilasciati solo per lisi cellulare es. fotosintesi (clorofille,
carotenoidi, ficobiline).
ESOPIGMENTI: escreti all’esterno diffusi nell’ambiente circostante, azione inibitoria o di antibiotico prodotti
soprattutto dai funghi.
Fenomenologia delle alterazioni
Aspetto o apparenza con cui si presenta l’alterazione, molto importante per riconoscere il tipo di attacco,
per risalire alle cause e distinguerlo da altri non biologici.
Possono sussistere dei dubbi sulla natura biologica del degrado quando non c’è presenza significativa di
agenti biologici. Questi infatti possono essere scomparsi da tempo, ma i prodotti della loro attività
metabolica sono rimasti.
• Macchie = natura chimica o natura biologica Es. foxing della carta
• Esfoliazione = per azione dei solfoossidanti o nitrificanti e riconducibili all’azione di SO , NO
2 x
• Efflorescenze = tipiche attinobatteri o aggregati di sali minerali
• Patine nere = dovute ai cianobatteri o a depositi di inquinanti atmosferici
• Corrosione dei metalli = difficile distinguere quella di origine chimica da quella biologica.
Gli ambienti in cui si possono trovare possono essere suddivisi in CONFINATI (musei, gallerie, archivi,
biblioteche, chiese ecc.) ed ESTERNI.
Articoli da leggere
• Miller, A.Z., Sanmartín, P., Pereira-Pardo, L., (...), Macedo, M.F., Prieto, B. Bioreceptivity of building
stones: A review. 2012. Science of the Total Environment 426, pp. 1-12.
• Guillitte, O. Bioreceptivity: a new concept for building ecology studies. 1995. Science of the Total
Environment 167 (1-3), pp. 215-220. 7
BIORECETTIVITA’
La biorecettività è l’attitudine di un materiale ad essere colonizzato da organismi viventi senza
necessariamente subire alcun biodeterioramento (Guillitte, 1995).
Si esclude in questo modo il passaggio transitorio e fortuito degli organismi (es. spore che si depositano
senza germinare).
Tutti i materiali possono essere colonizzati e perciò sono tutti biorecettivi.
La colonizzazione dipende da:
• caratteristiche intrinseche del materiale
• ambiente in cui è esposto.
Grado di biorecettività è funzione:
• natura chimica e fisica
• due materiali ≠ possono avere biorecettività ≠ anche nelle stesse condizioni ambientali
• presenza di sostanza organica (inquinanti organici, trattamenti conservativi precedenti)
• stato di degrado
• stadio di colonizzazione già in atto (colonizzatori primari)
Biorecettivitaà del materiale lapideo
Tutte le proprietà del materiale che contribuiscono allo stanziarsi e
svilupparsi di organismi.
• Primaria: per tutto il tempo che il materiale rimane in condizioni
simili o identiche allo stato iniziale.
• Secondaria: dovuta al fatto che le caratteristiche del materiale
cambiano con il tempo.
• Terziaria: tutte le attività umane che causano cambiamenti nella
proprietà del materiale. Es. consolidamento. 8
Estrinseca: particelle o sostanze che si depositano sul materiale e ne
modificano la biorecettività. Es. sporco.
La biorecettività aiuta a capire il biodeterioramento e fornisce informazioni per come selezionare i materiali
per la conservazione degli edifici (durabilità).
Test di biorecettività:
• la maggior parte degli studi condotti in condizioni di laboratorio con inoculi artificiali
• Litotipi italiani marmo di Carrara e Pietra di Lecce i più studiati
• Test generalmente con 1 specie. Nella realtà atipico (interazione tra m.i. diversi determinante).
Pietre studiate:
• calcário ançã (CA), pietra calcarea
• calcário lioz (CL), pietra calcarea
• piedra San Cristobal (SC), calcarenite
• piedra Escúzar (PF), biocalcarenite
• pietra di Lecce (PL), pietra calcarea
Es. biofilm verde da calcário ançã del monastero Santa Clara-a-Velha in Coimbra (Portogallo).
Identificazione tramite tecniche molecolari (alghe verdi: Chlorella, Stichococcus, Trebouxia e
Myrmecia; cianobatteri: Leptolyngbya e Pleurocapsa), coltivazione in terreno BG11 per 3 mesi.
Come si comportano: Inoculo: CL assorbimento quasi inesistente; rapido assorbimento CA e
PL, per elevata porosità; rapidissimo per SC e PF per pori larghi.
• 1 mese: colorazione verde per tutti tranne CL
• Mesi successivi: colorazione tende al marrone con l’eccezione in senso verticale di SC e PF
Un metodo per stimare la quantità di m.i. presenti sulla superficie, se questi fanno fotosintesi, è quello di
studiare la quantità di clorofilla a prodotta. Si può fare in due modi:
• Tramite spettrofluorimetro;
• Tramite estrazione con solvente (DMSO).
Questi due metodi servono per vedere quanta biomassa c’è in
superficie rispetto a quanta biomassa in totale. 9
AGENTI BIOLOGICI
Molti organismi possono avere un ruolo nei confronti di un materiale che costituisce un bene culturale:
• batteri (inclusi attinobatteri e cianobatteri)
• alghe
• funghi
• licheni
• muschi e piante
• animali (uccelli, uomo, insetti)
BATTERI
Quando si parla di batteri si parla di cellule procariote
unicellulari.
Alcune specie sono in grado di formare endospore.
Si riproducono per divisone binaria molto rapida.
Hanno varie forme:
• cocchi → forma sferica, formano catenelle
• bastoncini → forma bastoncellare
• vibrioni → ricurvi (a boomerang) 10
I batteri micelliari sono batteri che per forma assomigliano ai
funghi, ma in realtà non lo sono perché i batteri sono procarioti mentre i funghi sono eucarioti. Hanno
forme irregolari fino ad arrivare a delle pseudo ife.
Sono molto presenti negli ambienti ipogei o esposti all’aperto perché sono tipici m.i. che si trovano nel
suolo. Sono di piccole dimensioni:
mediamente 2 μm. Le dimensioni
dei procarioti sono importanti
perché mano a mano che si riduce
il raggio in una sfera, il rapporto
superficie/volume aumenta;
quindi per i procarioti c’è più
superficie a disposizione rispetto a
gli eucarioti e la velocità di scambi è maggiore (Procarioti molto
più piccoli degli eucarioti. La velocità a cui i nutrienti e i prodotti di
scarto passano dentro e fuori la cellula inversamente proporzionale alle
dimensioni. Cellule più piccole hanno maggiore superficie di scambio).
Riproduzione
La modalità principale con cui i batteri si duplicano è la divisione, o scissione,
binaria: una singola cellula madre si divid
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.