MIRCOBIOLOGIA 26/09/17
I batteri appartengono alla categoria di cellule procariote, sono strutture
estremamente piccole poiché non hanno gli organelli e i mitocondri che invece sono
presenti nella cellula eucariote. Ed è per questo che al microscopio ottico per poter
vedere un batterio uso un ingrandimento di 100X, mentre invece per i lieviti che
sono strutture decisamente più grandi mi basta un 50X.
I virus invece sono ancora più piccoli e li osservo solo con microscopio elettronico o
attraverso le placche di lisi, il virus può essere così piccolo perché è un patogeno
all’interno di un fago (intracellulare obbligato, per riprodursi ha bisogno di una
cellula ospite); poiché il virus porta con sé solo il genoma, e cioè il gene per
duplicare se stesso e i precursori per riformare le proteine di rivestimento della
testa e della coda, sfrutta tutto il resto dalla cellula ospite.
Le dimensioni di un batteri sono variabili, più o meno intorno ai: 0,5-1 x 0,5-14 µm,
ma li troviamo anche di dimensioni maggiori a seconda del loro habitat e della
funzione che devono svolgere.
Es. Il Thiomargarita namibiensis, è un batterio sferico che vive nelle profondità
oceaniche, possiede un grande vacuolo e si organizza in “colonie” a formare delle
collane, si nutre di acido solfidrico di cui è ricco il fondale, ma lo utilizza ossidandolo
tramite il nitrato che trova in superficie. Ecco che questo microrganismo passa dallo
stato superficiale a quello profondo e fa scorta di quello che gli serve, questo è
grosso proprio perché deve fare scorta, ha un’autonomia di 3 mesi prima che le
correnti lo riportino a prendere il costituente.
MORFOLOGIA
Li troviamo nella forma dei cocchi o di bastoncini. La struttura dei cocchi è garante di
una forma sferica ma in realtà non lo è però si assume come conformazione
standard.
A seconda che queste sfere si dispongono a catenelle parliamo di streptococchi, a
due a due sono i diplococchi, le tetradi a 4, le sarcine quando formano un cubo e
parliamo di strafilococchi quando più o meno hanno la struttura di un grappolo.
Queste sfere quando formano queste strutture non sono comunicanti tra loro ma
sono esseri a se stanti tenuti solo vicini.
Es. La placca batterica la troviamo nella cavità orale nei denti ed è una pellicola di
batteri che vi si attaccano grazie all’azione della saliva (contiene lisozima che
degrada la parete batterica dei gram + , glicoproteine che permettono l’ancoraggio
della placca al dente). Le placche quindi devono essere combattute perché possono
sfociare in carie, cioè i batteri fermentano producono acido lattico che è in grado di
scomporre la natura dello smalto dentale che consente al microrganismo di entrare
arrivando alla polpa e provocare l’ascesso. 1
Esempi di batteri: Lo streptococco preumoniae è in forma di catenella può portare
patologie a livello polmonare ed è uno streptococco, così come lo streptococco
termophilus che è benefico e lo troviamo nello yogurt (troviamo una “cicatrice” nel
disegno ed è il punto in cui ho la separazione della parte di parete vecchia da quella
nuova dovuta a duplicazione). 28/09/2017
I bacilli generalmente si trovano in formazione singola, ma raramente possono
rimanere appaiati formando diplobacilli o formare catene di streptobacilli. Quando i
bacilli vivono in condizioni non ottimali passano dalla forma allungata a quella
ristretta formando coccobacilli. La conformazione a coccobacilli è un intermedio tra
il cocco e il bacillo.
Es. escherichia coli, è ricoperto di estroflessioni che sono più sviluppate nei ceppi
patogeni perché favoriscono l’ancoraggio alla cellula.
Un'altra morfologia è quella dei batteri incurvati, i quali presentano un’incurvatura
e sono i vibrioni (a virgola, i vibrioni sono ad esempio i vibriocolera che possiamo
trovare nell’acqua contaminata oppure mangiando cozze, vongole non certificate
perché sono organismi filtranti). Possono essere spirilli (2 incurvature) o spirocheta
(più incurvature).
Il problema dei vibrioni è che nel momento in cui le condizioni non sono ottimali
questi passano alla forma quiescente, queste forme non si duplicano ma
mantengono il metabolismo basale; quando queste forme vengono ingerite
dall’organismo, questi possono trovare la loro condizione e quindi attivarsi e dare
origine a copie di sé stesso.
Il vibriocolera nel nostro intestino induce uno squilibrio ionico che richiama acqua
per ristabilire l’equilibrio, fino ad arrivare alla completa disidratazione, data dalla
sua esotossina.
Il Treponema Pallidum è uno spirocheta e creava nel medioevo una malattia che è la
sifilide ed è un batterio molto esigente perché chiede tempi maggiori per la
duplicazione e richiede un terreno particolare.
Abbiamo forme dei batteri molto strane legate all’habitat, come i batteri
peduncolati, dei quali fa parte il Caulobacter crescentus. È un microrganismo
acquatico con dei peduncoli e nel momento in cui si duplica lo fa secondo una
divisione asimmetrica; due cellule figlie distinte: una sessile ed una motile. Quella
sessile ha una struttura a stelo che serve per aumentare la sua superficie cosi da
più̀
poter assorbile nutrienti dall'ambiente. Quella motile è dotata di un flagello e
colonizza nuovi orizzonti evitando la competizione. Dopo un determinato periodo di
tempo, rilascia il flagello, gli cresce lo stelo e torna ad essere una cellula capace di
dividersi. Questo avviene anche nei funghi, cioè la dispersione del “seme”.
Infine ci sono gli attinomiceti, batteri gram + che si sviluppano sotto forma di
filamenti ramificati, possono frammentarsi o differenziare. Sono fondamentali per la
2
degradazione della sostanza organica insieme ai funghi, e sono importanti nel ciclo
dell’azoto.
CELLULA PROCARIOTE
Una cellula batterica è costituita da un nucleoide dove il cromosoma è superavvolto
per motivi di spazio, i mitocondri sono assenti, quindi non potrebbe avvenire la
respirazione, invece possiedono
enzimi che sono posizionati nella
membrana citoplasmatica.
Ci sono i ribosomi quindi
consentono la sintesi delle
proteine, e sono inoltre in grado
di scindere sostanze complesse in
semplici.
Esternamente al citoplasma
abbiamo la membrana
citoplasmatica con costituenti
uguali alla cellula eucariote ma
differiscono per il colesterolo.
La parete è diversa a seconda che siamo nei gram + o nei gram -. In connessione con
la parete abbiamo le appendici esterne: pili, fimbrie (estroflessioni corte che
servono come strutture di adesione e alle estremità hanno una componente
adesiva), curli, flagello, tutte con la funzione di motilità.
Oltre alle appendici esterne vi è una capsula che funge da cappotto e avvolge la
cellula senza però entrarne in contatto. Il ruolo è quello di proteggere la cellula dai
farmaci antibiotici, ostacola la penetrazione dell’antibiotico.
Il glicocalice invece è una struttura che ha messo in atto il batterio per superare
indenne l’azione dei succhi gastrici nello stomaco. (L’elicobacter pilori prende il
nome perché si avvita nelle pareti dello stomaco, nel muco in particolare, si circonda
di glicocalice per superare questa condizione estrema.)
PARETE CELLULARE
- Nei gram + (ho una parete semplice): la parete ha uno spesso strato di
peptidoglicano poroso e permeabile che riveste la membrana plasmatica ed è
privo di membrana esterna.
- Nei gram – la struttura è più complessa: ovvero si osserva un blayer lipidico
detto membrana esterna, e la membrana plasmatica detta membrana
interna. Nello spazio delimitato dalle due membrane, detto periplasma, si
trova un sottile strato di peptidoglicano.
La componente fondamentale della parete batterica è il peptidoglicano o
mucopeptide o mureina (nei miceti sono chitina, cellulosa o glucano), comune sia ai
gram + che ai gram -. L’unità di base di questo polimero è costituita da un 3
disaccaride legato ad un tripeptide (glicano tetrapeptide). Il glicano tetrapeptide è
costituito da due amminoderivati del glucosio: il NAM (acido N-acetilmuramico) e
NAG (acido N-acetilglucosammina), legati da legami 1,4 glicosidici a formare la
β-
porzione polisaccaridica (glicano), a cui si lega a sua volta una catena di 4 aa (coda
tetrapeptidica), formando catene lineari. Queste catene sono unite tra di loro dai
legami tra i tetrapeptidi: nei gram – intervengono i legami crociati diretti tra le
catene poiché l’acido mesodiaminopimelico (DAP) si lega convalentemente alla D-
alanina formando una parete compatta:
Nei gram + intervengono legami crociati indiretti tra le catene poiché il legame è
mediato da un ponte interpeptidico costituito da 5 molecole di glicina che
permettono il legame tra la D-alanina e la L-lisina formando una parete poco
compatta: 4
PARETE DEI GRAM +
È costituita da uno spesso strato superiore di peptidoglicano separato dalla
membrana citoplasmatica tramite lo spazio periplasmatico. Presenta acidi teicoici e
lipoteicoici, che sono i principali antigeni dei gram + e conferiscono elevata densità
di cariche all’involucro cellulare, orientate in modo da influenzare/facilitare il
passaggio di ioni attraverso gli strati più esterni della parete.
Gli acidi teicoici sono polimeri anionici di alcol polivalenti (glicerolo o ribitolo)
esterificati con acido fosforico, che non prendono contatto con a membrana
citoplasmatica ma sono legati covalentemente allo scheletro polisaccaridico del
peptidoglicano. Gli acidi lipoteicoici sono acidi teicoici legati alla porzione lipidica
della membrana citoplasmatica.
PARETE DEI GRAM –
È costituita da un sottile strato di peptidoglicano, circondato dalla membrana
esterna, una vera e propria membrana a doppio strato fosfolipidico, asimmetrica,
costituita da fosfolipidi, nel foglietto interno, e lipopolisaccaride in quello esterno, il
quale è una complessa molecola anfipatica contenente sia lipidi che residui
saccaridici, in particolare: lipidea, dimero di N-acetil-glucosammina esterificato con
2 fosfati e molecole di acidi grassi, che funge da endotossina, il core polisaccaridico,
e l’antigene O, lunga catena polisaccaridica legata al core e in grado di indurre la
produzione di anticorpi specifici nell’ospite. Nella membrana esterna sono, inoltre,
immerse proteine transmembrana, che fungono da barriere selettive di sostanze
nutrizionali. La membrana esterna presenta cariche negative che contrastano la
fagocitosi e ostacola la penetrazione di agenti come lisozima e numerosi antibiotici.
Lo spazio compreso tra membrana esterna e membrana interna (citoplasmatica) è il
periplasma, ampio compartimento acquoso che contiene enzimi ad attività
degradativa.
Sarà più facile da rompere la parete dei gram + perché mentre il peptidoglicano è
una struttura porosa che facilita il passaggio, nei gram – ho un’altra membrana che
funge da muro e non permette il passaggio.
COLORAZIONE DEI GRAM
Si chiamano gram + e – perché il fatto di avere queste pareti diverse fa si che i
batteri rispondano in maniera diversa alla colorazione di gram (si basa sull’utilizzo di
2 coloranti, uno colora di blu scuro: cristal violetto e uno di rosa: fuxina).
Prendo la mia colonia microbica, voglio sapere se queste colonie sono + o -, prendo
con un ansa sterile un pezzo di colonia, lo diluisco, lo faccio asciugare e lo fisso al
calore, metto il primo colorante e il vetrino si colora di blu, aspetto, sciacquo e
passo l’alcol, il quale danneggia i lipidi e in particolare lo strato lipopolisaccaridco nei
gram -. Sciacquo e aggiungo fuxina, lascio agire, sciaquo di nuovo e porto a
microscopio. Se ottengo blu ho i gram + perché non è andato via lo strato
lipopolisaccaridico perché non ce l’ha. Se ho i gram – il colore è rosa perché va via lo
strato lipidico e penetra la fuxina che dà colorazione rosa. 5
CAPSULA
È uno strato di materiale viscoso di scarto non sempre, non viene allontanato
nell’ambiente ma resta aderente alla parete ma non è in contatto, la struttura è
varia, sono omopolimeri o eteropolimeri di monosaccaridi, come esosi, acido
uronico ed aminozuccheri.
Se il microrganismo è avvolto da questa componente non permette il
riconoscimento da parte dei macrofagi e quindi la capsula ostacola anche la
fagocitosi, è qualcosa che rende virulento il microrganismo.
Le funzioni delle capsule sono di:
- aderenza: aiuta ad aderire alle superfici solide acquatiche o a quelle dei
tessuti delle piante o degli animali;
- protezione: difende da improvvisi cambiamenti di temperatura
all’essiccamento essendo ricca di acqua, evita l’attacco di virus batterici e di
numerose sostanze tossiche idrofobe;
- virulenza: nelle specie patogene è un fattore di virulenza in quanto protegge
la cellula dalla fagocitosi.
La capsula può essere evidenziata mediante inchiostro di china (colorazione
negativa), o con colorazioni specifiche.
Abbiamo anche un altro rivestimento esterno che non conosciamo ancora bene ed è
lo Strato S, cioè la parte più interna della capsula, è costituito essenzialmente da
proteine e glicoproteine che si assemblano a formare una rete che trattiene in gran
parte acqua, non è una struttura compatta. Si pensa che abbia una funzione di
protezione e di ostacolare la disidratazione. Quando questi batteri capsulati con lo
strato S in laboratorio vengono duplicati tendono a perdere questa struttura, questo
vuol dire che viene sviluppata solo quando l’organismo ne ha bisogno.
Abbiamo poi un altro strato esterno che è lo strato mucoso che quando è presente
non ha un confine molto definito, questo è dovuto ai componenti che sono diversi
dai componenti della capsula, non hanno una struttura organizzata. La funzione
dello strato mucoso è di ridurre l’attrito tra cellula-cellula e cellula-superficie e
favorire lo spostamento del batterio su una superficie solida. 03/10/2017
APPENDICI
Sono estroflessioni al di fuori della parete ma sono connesse alla cellula (al contrario
della capsula e dello strato S). Per prime troviamo le fimbrie (più corte), si pensa
siano organi di ancoraggio per aderire a determinate molecole sulla superficie della
cellula ospite tramite dei siti di ancoraggio.
Escherichia coli è ricco di fimbrie e vanno dalle 100 alle 300, altri batteri
raggiungono il migliaio.
Consentire l’adesione alla cellula target è un fattore di virulenza. 6
Il bersaglio delle fimbrie sono diverse sostanze come il mannosio, N-acetil-
galattosamina, galattosio, ecc..).
Batteri privi di fimbrie non sono in grado di colonizzare le cellule di un altro
organismo e, pertanto, non sono dotati di potere infettante.
Possono essere localizzate ai poli o distribuite su tutto il perimetro della cellula, e
sono caratteristiche sia dei gram + che gram -, con minime differenze strutturali.
All’interno delle fimbrie abbiamo i curli che sono sempre delle fimbrie ma espresse
in escherichia coli e salmonella, anche loro si attaccano a strutture particolari e
hanno la capacità di legarsi al complesso maggiore di istocompatibilità di classe I e
quindi stimolano la risposta del sistema immunitario.
Intervengono nelle prime fasi di formazione del biofilm, quindi può essere
considerato un fattore di virulenza.
La formazione di biofilm nel nostro organismo è un problema perché si forma su
superfici biotiche e abiotiche. Una superficie abiotica è ad esempio una protesi, un
catetere… Se nel momento dell’inserzione queste strutture vengono infettate dai
batteri creano un biofilm ed impediscono l’ingresso di antibiotici.
Cosa possiamo fare nei casi di infezione che non può essere debellata? Bisogna
rimuovere la protesi!
Una superficie biotica sulla quale si può sviluppare un biofilm può essere la placca
dentale, dovuta allo sviluppo di batteri nella cavità orale. I batteri aderiscono allo
smalto tramite la saliva che contiene enzimi (ruolo +) e contiene glicoproteine
(ruolo-) perché attraverso questo i batteri aderiscono allo smalto.
La proteina di struttura dei curli, è la curlina, che può essere liberata nell’organismo
ospite e dare luogo a danni di una certa entità per la sua moderata azione tossica.
I pili sono più lunghi delle fimbrie e li posso trovare in una o più copie e anche
queste possono trovarsi o ai poli o lungo tutta la cellula. Sono coinvolti nei processi
di adesione ma abbiamo anche un pilo particolare: il pilo sessuale che è espresso
dalla cellula F+ (fattore di fertilità), il pilo prende contatto con un'altra cellula
batterica che non ha questo fattore e quindi viene chiamato F-, il pilo ora si accorcia,
fino a consentire alle due cellule di entrare in contatto e permette lo scambio genico
tra le due cellule F ed è per questo che è coinvolto nella coniugazione.
Le spine sono presenti in molte specie di batteri acquatici perché permettono il
galleggiamento e consentono loro di poter usufruire di ossigeno e sostanze
nutrizionali. Sono più voluminose dei pili e delle fimbrie, aumentano l’area della
superficie cellulare consentendo ai batteri di rimanere sospesi per lunghi periodi di
tempo.
FLAGELLO
Il flagello è un organo di locomozione in un mezzo liquido. È un lungo filamento che
si proietta all’esterno della cellula ma è in intimo contatto sia con la parete che con
la membrana citoplasmatica (importante il contatto perché ha bisogno di energia
che dissipa sotto forma di rotazione). 7
Il flagello è ancorata anche alla parete dove vi è lo
spazio periplasmatico in cui non a
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