Micologia, protozoologia, virologia e immunologia
Micologia
Micologia è il settore della microbiologia che studia i funghi (o miceti). I miceti microscopici sono microrganismi eucarioti, non fotosintetici, generalmente saprofiti, che hanno un’ampia varietà di dimensioni, forme e colori. Alcuni funghi sono pluricellulari filamentosi e sono comunemente denominati muffe, mentre altri – i lieviti – sono unicellulari. La riproduzione fungina può essere asessuale, sessuale, o di ambedue i tipi, e tutti i funghi producono spore. Sono utilizzati nella produzione industriale per la fabbricazione di molti alimenti (per esempio il pane) e farmaci (gli antibiotici). Sono poi responsabili di malattie infettive dell’uomo (dette micosi), degli animali e delle piante.
Protozoologia
Protozoologia è la scienza che studia i protozoi, microrganismi eucarioti unicellulari, non fotosintetici, che si presentano in varie forme e dimensioni; molti protozoi ambientali sono a vita libera, altri sono parassiti dell’uomo e degli animali. Sono presenti nel terreno umido, nelle acque e nei rifiuti organici. La maggior parte dei protozoi dell’ambiente vive su materia organica in decomposizione; quelli che sono in grado di attuare il parassitismo nell’uomo possono determinare malattie infettive ancora molto diffuse, come malaria, dissenteria amebica e toxoplasmosi. I membri di questo gruppo possono infettare tutti i tessuti e gli organi principali del corpo; infatti, possono essere parassiti intracellulari, oppure parassiti extracellulari presenti nel sangue, nel distretto urogenitale o nell’intestino. La trasmissione avviene in genere per ingestione di uno stadio infestante del parassita o attraverso la puntura o il morso di un insetto.
Virologia
Virologia è la scienza che studia i virus (dal latino virus, veleno), particelle infettanti parassite intracellulari obbligate che non possiedono una struttura cellulare. Di fatto un virus consiste di una molecola(e) di DNA (virus a DNA) o di RNA (virus a RNA), ma non di entrambe, circondata da un involucro proteico (capside). Un virus può presentare anche un ulteriore rivestimento esterno (o involuppo, envelope) derivato dalla membrana citoplasmatica della cellula ospite da cui il virus è liberato. I virus contengono le informazioni genetiche necessarie per organizzare la propria replicazione, ma richiedono le strutture cellulari e il macchinario enzimatico della cellula ospite per completare il proprio processo di riproduzione.
Il destino della cellula ospite in seguito all’infezione virale può variare da una rapida lisi, che libera molti virioni progenie, al graduale e prolungato rilascio delle particelle virali. La denominazione di questi microrganismi risulta molto appropriata, vista la pericolosità di alcuni di loro. I virus possono, infatti, determinare diffuse e gravi malattie infettive sia nei vegetali (con gravi danni alle colture agricole) sia negli animali (epidemie negli allevamenti zootecnici, negli animali d’affezione e selvatici). Anche l’uomo subisce infezioni virali, spesso benigne, come il raffreddore e l’herpes labiale, a volte epidemiche e/o gravi, come l’AIDS, la rabbia, le epatiti virali, il morbillo, l’influenza e la rosolia.
In passato è risultato pressoché impossibile vedere al microscopio ottico i virus per via delle loro ridottissime dimensioni (dell’ordine dei nanometri, ovvero comprese fra 10−8 e 10−9 metri). Solo con l’avvento della microscopia elettronica è stato possibile individuare la loro morfologia, consentendo alla virologia di assurgere a disciplina autonoma. L’alone di mistero che nel passato ha circondato i virus si deve per lo più alla loro apparente invisibilità e alla capacità di indurre gravi malattie. Il controllo delle malattie causate da questi invisibili agenti infettivi è stato per molti anni, e lo è ancora oggi per gran parte, basato sulla prevenzione (evitare il contagio, isolamento, vaccini, sieri, disinfezione, lotta ai fattori di rischio ecc.).