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Michelangelo (1475-1564)

Michelangelo si forma come scultore ma avrà una carriera anche da pittore e architetto. È il primo artista che eccelle a tutte le arti: scultura, pittura, architettura.

Volta della Cappella Sistina

Data: 1508-1512

Luogo: Roma (Palazzo Vaticano)

Committente: Papa Giulio II

L'affresco sulla volta della Cappella Sistina è l’opera della discordia in quanto lo porta via dal suo lavoro della tomba in San Pietro in Vaticano (Michelangelo si è sempre dichiarato scultore). Michelangelo è il primo artista che dipinge la volta. Le pareti erano già dipinte da altri maestri come Botticelli, Ghirlandaio, e Perugino per Sisto IV nel 1481-82. Il tema delle pareti è dedicato alle storie di Gesù e Mosè.

Disegnare sulla volta porta il pittore a dipingere in una posizione innaturale. Essendo una volta a botte unghiata, le immagini devono essere distorte per apparire corrette alla visione. L'estensione della volta è di 500 mq, dipinta in tempi record e in solitaria. Michelangelo conosce l’anatomia umana e il tema della volta è la storia dell’umanità ‘ante legem’, cioè prima che Dio inviasse le Tavole della Legge a Mosè, con episodi biblici dalla genesi fino alla consegna delle tavole.

Michelangelo dipinge seguendo un’opera di quadratura (scansione geometrica della volta): riquadri architettonici vengono simulati con la pittura. I triangoli corrispondono alle unghie sulle finestre che vengono riquadrati da una cornice. La cornice si inserisce in una serie di fasce che simulano con la pittura un’architettura che serve per riquadrare la superficie per creare degli scomparti su cui inserire le figure. È un progetto di architettura dipinto con protagonisti delle campate le figure maschili e femminili. Al centro ci sono quadrature più ampie per episodi e non semplici figure. La volta dipinta viene completata in 4 anni.

Diluvio universale: ci sono l'arca di Noè, il monte è il rifugio per Noè e gli animali. Ci sono profeti e sibille. Gli ignudi (figure minori) servono da corollario alla narrazione, azzardato per la Cappella Sistina. I Telamoni (nudi) reggono i capelli e gli aggetti della trabeazione.

Creazione di Adamo: al centro c’è la creazione di Adamo. Dio fa scoccare la scintilla della vita in Adamo. Michelangelo mette in evidenza la sua conoscenza anatomica, in gara con Raffaello sull’anatomia del corpo umano.

Adamo ed Eva: al centro della Cappella Sistina, il serpente ha una forma quasi umana, induce Adamo ed Eva al peccato.

Figura di ignudo: forte torsione del movimento del nudo, i nudi non sono statici ma in movimento (capacità e novità di Michelangelo), aiutato dallo studio della statuaria antica.

Il profeta Giona e la sibilla libica: torna il tema del profeta, delle sibille e degli ignudi. I nudi sullo sfondo simulano la scultura, reggono le cornici della trabeazione aggettante.

Manoscritto di Michelangelo

È una poesia sulla difficoltà che aveva nel dipingere la Cappella Sistina.

La poesia: Michelangelo si ritrae con il naso all’insù. Il ventre è al di fuori a causa della posizione inarcata. La memoria è la nuca (ritenuta sede della memoria) la sente sulla gobba. Il petto è inarcato come le arpie e nel dipingere in questa posizione, le gocce che cadono sulla faccia ne fanno un mosaico. Il sedere è all’infuori per fare da contrappeso alla pancia. Si muove alla cieca perché continua a guardare verso l’alto per l’esecuzione del dipinto. La pelle inferiore (della pancia) si allunga mentre la pelle superiore (della schiena) si accorcia. Si piega come un arco. Chiede a San Giovanni di proteggere la sua pittura perché è in una posizione svantaggiosa per dipingere e non è nemmeno un pittore (Michelangelo non si è mai ritenuto un pittore).

Facciata di San Lorenzo

Data: 1517

Luogo: Firenze

Dopo aver ricevuto nel 1505 l’incarico per la tomba di Giulio II, amareggiato per il monopolio romano di Raffaello, nel 1516 Michelangelo torna a Firenze, dove riceve l’incarico per la facciata di San Lorenzo. Michelangelo fa dei progetti per la facciata per la chiesa medicea di San Lorenzo. La facciata è rimasta incompiuta. La chiesa era stata realizzata da Brunelleschi per la famiglia Medici.

Michelangelo progetta due tipi di assetto: membratura architettonica che copre la parte rustica (saliente centrale della navata principale e il saliente centrale della navata laterale) ma offre all’arte di Michelangelo, ovvero la scultura, ampio spazio.

Primo progetto

Facciata a 3 salienti: due ali basse e un’ala più alta per la navata centrale. Sovrapposizione canonica degli ordini nella parte centrale. Gli ampi riquadri sono destinati alla scultura. La facciata diventa per Michelangelo il pretesto per utilizzare la scultura. Sono presenti anche sculture vere e proprie sopra l’attico delle navate laterali. Sono presenti elementi che torneranno nelle opere di Michelangelo: uso libero degli ordini architettonici, riguardo il rinforzo dell’angolo della facciata, c’è una sovrapposizione anomala degli ordini in quanto è presente un frontone curvo al posto di una finestra.

Secondo progetto

Le ali basse sono sormontate da un ulteriore piano per aumentare la superficie destinata alla decorazione scultorea.

Modello della facciata di San Lorenzo (1518): erano previsti elementi in rilievo nei tondi, nelle campiture rettangolari a tutto tondo. Sono previste sculture vere e proprie da porre dentro le nicchie al registro inferiore e al registro superiore. Tutto questo non viene realizzato. È un ordine architettonico trionfale.

Sacrestia Nuova di San Lorenzo

Data: dal 1519

Luogo: Firenze (all’interno della chiesa di San Lorenzo)

Viene realizzata all’interno di San Lorenzo. Si pone simmetricamente rispetto alla Sacrestia Vecchia di Brunelleschi. Impianto simmetrico su impianto quadrato (tributo alla Sacrestia di Filippo Brunelleschi). Michelangelo utilizza gli stessi elementi e gli stessi materiali di Brunelleschi: pietra serena, superfici intonacate bianche, colonne quadrangolari, lesene di grande dimensione trabeate. Nonostante ciò, il risultato è diverso rispetto a Brunelleschi:

  • C'è deformazione della prospettiva
  • L'orditura brunelleschiana è inframmezzata da un inserto scultoreo (Brunelleschi non concepiva le sculture). Tra le campate tra una lesena e l’altra ci sono inserti di architettura (porte, grandi volute ioniche reggono la trabeazione della porta)
  • Uso molto libero di elementi architettonici classici
  • Uso libero dell’ordine architettonico superiore (invece Brunelleschi usava lesene giganti). Brunelleschi rispettava le regole, Michelangelo è libero e fantasioso.

Le campate maggiori contengono le tombe di Giuliano (1516) e Lorenzo de Medici (1519) (non era Lorenzo il Magnifico, bensì fratello e nipote di Papa Leone X). I sepolcri assumono un ruolo di impatto scultoreo.

  • Sopra l’ordine gigante della trabeazione c’è un altro piano di finestre a edicole (che non c’erano in Brunelleschi).
  • La soluzione d’angolo adottata da Michelangelo prevede la lesena piegata a libro, simmetrica e frontoni curvi che vanno a sovrapporsi in parte alla lesena.
  • La presenza del piano finestrato consente di ottenere una verticalizzazione dello spazio (lo spazio è quadrato ma sembra più ampio grazie all’altezza). La luce che proviene dall’alto mette in risalto le opere d’arte che stanno sotto (sepolcri, sculture, membrature - porte e finestre).
  • Ulteriori finestre stanno nell’ultimo livello, ci sono 4 arconi con pennacchi sferici che consentono di passare dall’imposta quadrata, scandita dalla trabeazione in pietra serena, all’imposta circolare.

Cupola: la cassettonata a mezza sfera richiama quella del Pantheon (richiamo classico). Tombe: libera trasfigurazione degli elementi architettonici, tema dell’arco trionfale non riconoscibile. L’ordine architettonico si concentra al centro, inquadra una nicchia con la scultura dell’estinto seduto come un imperatore romano. A destra e a sinistra due falde finestre a edicole ioniche. Sculture a tutto tondo, false finestre, attico cieco. Assomiglia a un arco trionfale (attico cieco, 3 fornici). Il sarcofago sta su delle mensole a squame di pesce. Il coperchio curvo con le volute servono da appoggio alle figure allegoriche (giorno, notte, crepuscolo e aurora).

Nelle sculture del Crepuscolo e dell’Aurora (Tomba di Lorenzo de Medici) e nelle sculture del Giorno e della Notte (tomba di Giuliano de Medici) Michelangelo esibisce il gusto per il non finito (come Giulio Romano aveva fatto nell’atrio in Palazzo Te).

Biblioteca Laurenziana

Data: 1524

Luogo: Firenze

Committente: Papa Clemente VII de Medici

Accanto alla chiesa di San Lorenzo, a sinistra della facciata, c’è il Chiostro di San Lorenzo. In quel chiostro, al primo piano, Michelangelo progetta la biblioteca laurenziana. La biblioteca laurenziana è composta dal vestibolo (spazio quadrato a destra, più alto rispetto alla sala di lettura rettangolare). A sinistra della sala di lettura ci doveva essere una stanza triangolare mai realizzata.

La scala a 3 rami: rampa centrale con gradini convessi verso la discesa con rampe rette da gradini laterali secondari. Sembra una lavata lavica. La scala è un elemento di servizio ma in questo caso la scala diventata il tema centrale della composizione scultorea, è posta all’interno del vestibolo. La scala viene completata da Bartolomeo Ammanati. L’imponenza del vestibolo è data dall’altezza e dagli elementi architettonici, mentre la Sala di lettura è meno imponente.

  • Giulio Romano rompeva la regola con l’uso ipertrofico delle bugne, spezzava le trabeazioni, usava il non finito.
  • Michelangelo rompe la regola con un uso molto libero degli elementi architettonici.
  • La scala è imponente, ha dei gradini convessi con delle volute alle estremità. La Scala viene amplificata per 3 con la presenza delle due rampe laterali.
  • La parete viene enfatizzata grazie all’uso delle membrature architettoniche. Le Mensole binate sono allungate e stirate verso il basso e di solito non reggono le colonne. Le Colonne sono incassate nel muro quindi le mensole sotto in sostanza non reggono nulla. Le colonne di solito non sono in una nicchia ma vengono addossate al muro o sono libere.
  • Tra i gruppi binati di colonne ci sono dei settori di muro che emergono grazie all’aggetto delle trabeazioni.
  • Le finestre sembrano nicchie ma in realtà non lo sono in quanto non contengono nulla, sono puro ornamento. Le colonne delle finestre sono rette da piedritti inventanti.
  • Il frontone delle finestre è alternato (curvo e rettangolare).
  • Le finestre del mezzanino sono cieche, servono a completare la parte alta del settore di muro. La sovrapposizione degli ordini assume caratteri più lineari di lesene.
  • Dettaglio d’angolo: Michelangelo sa controllare e gestire gli elementi architettonici: le lesene sono convesse e reggono un angolo concavo che regge un angolo convesso con due colonne ai lati.
  • Le finestre dell’ultimo registro mettono in risalto tutta la decorazione scultorea.
  • I rivestimenti sono di pietra serena e intonaco.

Sala di lettura

  • Nella sala di lettura, gli ordini e gli elementi architettonici sono più canonici.
  • L’ordine gigante è presente lungo tutta la sala.
  • Sono presenti finestre riquadrate con false aperture a mezzanino.
  • Prevalenze dei vuoti sui pieni per alleggerire il peso del muro. La biblioteca sorge nel primo piano di uno dei lati del chiostro laurenaziano.
  • Pavimento: decorato con bucrani (dall’antichità), oculi, mascheroni.
  • Banchi con leggio antistante, sono progettati da Michelangelo.
  • Bandelle verticali con il titolo del libro conservato nel bianchi.
  • Soffitto ligneo riproduce in rilievo i disegni del pavimento (prassi del mondo antico).

Sala triangolare: doveva essere al capo opposto del vestibolo. Non viene mai realizzata.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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