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Metrica italiana

La metrica si occupa del verso, cioè della versificazione, ossia tutti i discorsi espressi in versi. Ciò non significa che riguardi solo la poesia. Aristotele, nella Poetica, dice come due autori usano lo stesso verso ma messo in metrica in modo diverso tanto che uno (Omero) è un poeta, l’altro uno scienziato. Qualsiasi discorso in versi ha di per sé una doppia articolazione: unità in parte divisa in frasi significative e in parte in segmenti senza significato, sono le unità metriche. Il verso libero esula da queste strutture ma entra in un dialogo con esse.

Tipi di verso

Per quel che riguarda i poemi di Dante o Boiardo, è semplice identificare il tipo di verso perché si tratta sempre di endecasillabo. Sono tutte opere isometriche = stesso verso in tutti i poemi. Ci sono opere invece dove i versi si alternano, nella Vita Nova abbiamo parti in prosa e parti in versi.

(manuale vedi parte sulla scuola siciliana)

Isosillabismo

Il primo concetto di base è l’isosillabismo = stesso numero di sillabe, la metrica italiana è basata su questo. L'eccezione è l’anisosillabismo. L’isosillabismo si tratta di sillabe metriche e non linguistiche, dire l’endecasillabo è un verso di 11 sillabe è sbagliato, in realtà è il verso che ha l’accento metrico sulla decima sillaba, dove l’ultima parola è piana.

(vedi p.13) Esistono endecasillabi di non 11 sillabe, questo nel caso in cui l’ultima parola sia:

  • Tronca si hanno 10 sillabe
  • Se è sdrucciola se ne hanno 12

Ma vengono comunque considerati endecasillabi per il tipo di metrica, sono isosillabismi. Dal punto di vista linguistico invece contano le sillabe di cui sono composti. Ci sono addirittura casi più estremi di 13 sillabe che è comunque un endecasillabo. Il fatto che tutti questi versi siano endecasillabi non vuol dire che questi siano sempre usati.

Nella lirica alta di Petrarca i versi saranno sempre solo endecasillabi piani. Boiardo ne utilizza molti piani, Ariosto già meno (ne usa anche tronchi e sdruccioli) e Tasso nessuno, andando verso Petrarca si perdono. Ariosto nella terza edizione diminuisce gli endecasillabi piani, nel teatro usa solo quelli sdruccioli. Quindi nei vari periodi storici e generi cambia l’utilizzo dei versi.

Nella Divina Commedia ci sono casi in cui i versi sono atoni = non hanno l’accento.

Scansione ed esecuzione

Il secondo concetto di base è la distinzione tra scansione ed esecuzione. La scansione è un concetto metrico, significa riconoscere il singolo verso e come viene realizzato all’interno della struttura metrica. Ogni singolo verso è la conseguenza di una serie di scelte che il poeta fa, sono o a libera scelta o obbligate.

L’esecuzione è la singola lettura che facciamo del testo (può essere a voce o silenziosa o altro), la scansione metrica entra in gioco nell’esecuzione, ma contano anche altri aspetti come componenti emotive. Ci sono esigenze emotive accanto a quelle metriche che vengono tenute conto dall’esecuzione. Un verso che ha la stessa scansione può essere letto in modo diverso a seconda del periodo, della storia.

Sillaba linguistica e metrica

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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