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Corso per difendersi dalla retorica, discorso stilistico della metrica.
Cos'è che ci porta a dire “questa cosa è retorica”? La retorica è sdoganata dal mondo della comunicazione. La retorica è
negativa nella percezione comune. Ecco le ragioni: viene vista come una possibilità comunicativa falsa, esagerata,
ampollosa, non necessaria. Suona eccessiva, come qualcosa che ha a che vedere con l'affettazione, la falsità. Chi è
retorico non dice mai il suo vero pensiero. La retorica si porta dietro questi luoghi comuni. D'altra parte, però, la
retorica è il parlare bene, bello, proprio dei grandi oratori e comunicatori.
Proprio il fatto che la retorica è tutto questo, ci consente di dire che la retorica è tutto questo, stiamo usando il luogo di
dissociazione tra realtà e apparenza, ponendo falsamente che esisterebbe una comunicazione sincera, vera.
Qualsiasi cosa abbia a che fare col popolare è retorica.
ça retorica si identifica col parlare bene o bello, per il retaggio della sua terza parte, l'elocutio.
La retorica è diventata orpello della grammatica, il parlar bene. Eppure la retorica è propria di chiunque usi un parlato
spontaneo, popolare. La retorica si trova per questo anche nei giornali sportivi. La retorica è intesa come il parlare
colorito, e questa coloritura è propria del linguaggio comune. Anche il linguaggio osceno è retorico.
La retorica si distribuisce in tre grandi generi di discorso. I generi di discorso sono differenti dai generi letterari,che
sono applicazioni specifiche all'interno dei generi di discorso. Il genere di discorso riguarda proprio la vita, è ciò che ha
a che fare con la nostra pratica linguistica.
Il primo genere è quello giudiziario, che riguarda la prassi giuridica. Guarda al passato e deve attribuire una
responsabilità nel presente per chi ha commesso un certo fatto. Nasce da una necessità: stabilire se un evento
penalmente perseguibile comporta delle responsabilità individuali o collettive. Si parla per convincere, per parlare la
vita. Nel discorso non bastano le prove tecniche, non sono sufficienti, per due ragione: alla nascita della retorica non
erano così rilevanti, poiché non così scientifiche; poi, perché gli uomini non sono molto inclini a seguire le
dimostrazioni tecniche, ma quelle logiche o pseudologiche, quelle che nascono dall'argomentare, dal discorso: deduttive
(sillogismi, esempi) o induttive (venire dalla realtà, illustrazioni).
Nell'ambito giudiziario è fondamentale per l'oratore risultare credibile. La credibilità all'interno di un processo deriva
dalla propria storia precedente: è quel qualcosa che parla di noi prima di noi, e non riguarda le azioni commesse dalla
persona, ma ciò che è a persona: la famiglia, la discendenza. Una sorta di immateriale curriculum vitae che è prima di
noi e non coincide solo ed esattamente con le nostre azioni ma con quello che è la parte degli altri che ci portiamo
dietro. es.: gli autori a un certo punto della loro vita vengono a glorificare la loro esistenza, a costruirsi un loro albero
genealogico che sia un'idea di sé a partire da ciò che gli precede. C'è sempre qualcuno che parla di noi prima che noi
possiamo parlare di noi stessi: dobbiamo inserirci in una tradizione prima di poter essere noi a fondarla una tradizione.
Il genere giudiziario è importante e attualissimo, a tal punto da diventare spettacolarizzato. I maggiori intrecci dei
romanzi europei sono costruiti sul genere giudiziario (il rosso e il nero, i promessi sposi, il romanzo sperimentale). Il
genere giudiziario non è soltanto un genere giudiziario che riguarda solo
il genere deliberativo è un genere che guarda al futuro e riguarda il presente in rapporto al futuro e prevede fasi oratorie
di diverso tipo (i discorsi al caminetto di roosvelt). È il genere della politica. La televisione ha poi portato ai dibattiti che
permette di emergere anche in altri aspetti che la retorica studia, come l'actio. Esiste in esso il concetto di opinione
pubblica, di consenso popolare. Il genere deliberativo nasceva in greca per la necessità di acquisire la maggioranza di
consensi. La retorica è un'alternativa alla violenza per arrivare al potere. Anche la retorica è violenta, perché cerca di
plasmare e omologare l'interlocutore. La persuasione è stata quindi sostiuita alla violenza. Uno è il mondo dell'opinion,
la vox populi, o discorsi di pancia, termine per descrivere una reazione emotiva pre-razionale e viscerale. Il pubblico
non deve essere necessariamente colto, capace di dfare operazioni di giudizio e comparazione o di rilevare elementi di
contraddizione. Poi esiste il mondo del public spirit: opinione pubblica così elevata da poter scegliere sempre più
allontanandosi dalle pulsioni, fino a scegliere logiche di sacrificio, compromesso di rinuncia alla vendetta. La retorica
oscilla tra due elementi: il terrore e la simpatia. La captatio benevolentiae è un modo per far sì che gli altri facciano
quello che normalmente non vorrebbero fare. Una forma di captatio è mantenere uno stile anche a seconda di seconda o
avversa fortuna.
Il genere epidittico è il maggior responsabile di tutte quelle deformazioni che si attribuiscono alla retorica perché è il
genere dell'elogio, che ci appare tale perché si applica l'iperbole, la genuflessione mentale, l'esagerazione. È interno alla
nostra tradizione letteraria (poesia religiosa, stilnovismo). L'intellettuale italiano ha bisogno di protettori, a scrivere
cose che non sempre penserebbe, che non sempre scriverebbe ma che farebbe piacere a chi protegge. L'elogio è anche
questo, o quel che serve a far emergere i modelli o quelli che sono stati portati a soccombere. Il genere epidittico non
serve a trasforamre l'intellettuale in un cortigiano o a celebrare la gloria del signore, ma a stabilire i modelli che ogni
società vuole che prevalgano, e quindi ciò che la società pensa dei propri esempi, di ciò in cui ha economicamente
investito. Questi modelli vengono amplificati, diffusi. es.: l'imperatore è l'effige, cancellata dopo la sua morte dalle
monete (tabula rasa).
Ci muoviamo nel genere epidittico per lodare effigi o per costruirne nuove.
I tre generi della retorica sono estremamente più importanti dei generi letterari perché non solo ascrivibili alla comunità
di chi scrive ma all'intera società. Il problema è rendersi conto o meno che queste organizzazioni del discorso sono in
atto.
Chi usa bene la retorica la nasconde, chi la usa male la esibisce. C'è il polo dell'affettazione (ostentazione dell'artificio):
esibizione non di ciò che si sa, ma di ciò che si sa fare, virtuosismo, continua ricerca di artificio per l'artificio; c'è il polo
della sprezzatura: il nascondere, il dissimulare, il non dire tutto, il non esibire tutto, far finta che quello che si sa fare sia
un dono spontaneo e naturale, seguire un ritmo che ci è dato dal talento, attraverso meccanismi inconsci.
Le parti della retorica
più esempi in uno stesso argomento servono a costruire una strategia emotiva. Noi monache, le storie ci piacciono per
minuto. Tanti esempi che hanno forza persuasiva, che illustrano una realtà per forzare una determinata tesi o meno.
Siamo nell'inventio
Inventio
trovare i luoghi argomentativi, binari e strade su cui corrono i discorsi. Sono possibilità di discorso, potenzialità
mostrateci che usiamo a nostra insaputa. Le usiamo, non le inventiamo, le ritroviamo attualizzandole.
1. -Quantità: è vero perché lo dicono i più, il maggior consenso. Se lo hanno detto i più, si deve fare, è giusto.
Secondo la quantità conta chi vende di più, conta lo share.
2. -Qualità: è così perché lo dice la parte buona, quella che può dirlo. Sul luog odi qualità si fondano le
aristocrazie, le oligarchie. Anche le tecnocrazie si fondano su questo. Il clero, in passato, era luogo di qualità
per eccellenza: veniva visto come vero assolutamente. Spesso qualità e quantità vengono utilizzate
polemicamente contro vicendevolmente.Qualità e quantità vuol dire scegliersi nella società, scegliere se
appartenere a una minoranze o appartenere ai più.
3. -A persona: ciò che determina le persone, ciò che viene detto delle persone nella loro presentazione. Un
curriculum. Quel che parla di noi senza che si parli. Se appartengono alla moralità o all'umanità si parla di
etopea; se alle doti fisiche di prosopografia, da cui spesso emerge un modello giusto, idealizzato, o
caricaturalizzato.
4. -Ad personam: strategie per attaccare l'avversario, che possono essere di vario genere. Retoricamente
un'argomentazione che usa un luogo ad personam non è molto efficace perché non prova niente, non provando
affatto la bontà delle mie tesi. Un eccessivo attacco all'avversario può causare un attaccamento all'avversario.
Non si attaccano le idee dell'avversario, ma la persona. E questo viene considerato un errore perché non hanno
vantaggio a lunga durata e possono portare a un rovesciamento.
Il luogo è dove troviamo gli argomenti che possono essere sviluppati in modo deduttivo o induttivo: il luogo di quantità
permette un'entimema: io dico questo, i più dicono questo, questa cosa è vera. Un argomento, per essere vincente, deve
essere così condiviso da avere un riconoscimento da parte del pubblico, che ne accetta le premesse. Si può essere
d'accordo con le conclusioni ma le premesse devono essere condivisi.
La dissociazione è ciò che prende una nozione che appare univoca e la separa in due angoli, elementi fondamentali.
Amore> innamoramento e amore.
Gli entimemi sono ragionamenti deduttivi. Il più famoso: amor ch'a nullo amato, amar perdona: si fonda sull'opinione
condivisa dalla cerchia dei fedeli d'amore.
Mentre il sillogismo si fonda su una verità logica,inoppugnabile (gli uomini sono mortali, i greci sono uomini, i greci
sono mortali); l'entimema si fonda sull'opinione, opinione che non viene denunciata subito: la premessa viene taciuta,
taciuta perché discutibile o patrimonio di una comunicazione che tutti ammettono o accettano.
es.: Vinceremo perché siamo i più forti. Si fonda sulla premessa che i più forti vincono.
L'entimema è soggetto a premesse che sono soggette a credibilità larga o ristretta. Tanto più è ristretta la sua credibilità,
tanto più è sofistico: si fonda su una opinione molto vicina al paradosso, a una condivisione ristretta. L'entimema è un
rischio perché facilmente rovesciabile.
L'entimema viene usato perché le persone hanno poco tempo da dedicare all'ascolto, sono consapevoli di sapere più di
quel che non sanno e non seguirebbero mai un ragionamento troppo tecnico. Il mondo degli entimemi è quello della
logica e delle pseudologica, definiti fallaci.
Altre possibilità per persuadere sono almeno due: la credibilità di chi parla, la sua storia, la sua vicenda; l'altro è il
pathos: commuovere, che deriva dall'atteggiamento di chi parla, al fine di suscitare determinate emozioni. Il pathos è
anche nella pronuncia del discorso, nel modo in cui l'oratore pronuncia le parole.
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encyclopedye: la retorica non è l'arte del bel parlare, ma l'arte di parlare. Si fonda la retorica come forma di
comunicazione. Dissociazione: separazione di un'unità in un ragionamento cornuto con due lati, tra verità e apparenza.
La persuasione altro non è che un altro modo per ottenere gli stessi risultati della violenza facendo sì che un'opinione
possa mutare rispetto a uno stato precedente.
Credibilità dell'oratore: chi espone il proprio discorso espone anche se stesso. Le prove emotive, il pathos, è la capacità
di suscitare emozione negli altri, emozione che a volte si sostituisce al ragionamento. es. Antonio che usa il cadavere di
Cesare per smentire Bruto.
La dispositio
la dispositio è l'ordine degli argomenti. Banalmente, l'ordine può essere crescente, con un inizio piano che evolve verso
una maggiore complessità dei nostri enunciati, in questo modo attraverso la gradatio prepariamo l'interlocutore ad
accogliere le nostre tesi. es. lettera medievale, che prevedeva una salutatio, captatio benevolentiae, narratio e petitio
(richiesta sostanziale della lettera). Già nell'ars dictandi c'era questa tendenza.
Anche la lezione si presenza come dispositio. La dispositio la si legge anche in una qualsiasi assemblea o riunione.
Discutere alla fine un argomento spinoso, ormai verso le varie ed eventuali, può essere un modo per fare accettare
qualcosa di complesso o che sta a cuore.
La dispositio può avere anche argomenti decrescenti: l'esposizione di una dissertazione davanti a una commissione
prevede che si entri subito nel