Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda: introduzione agli IAS/IFRS
Prof: Alberto Giussani
Anno Accademico: 2017-2018
Premessa
I principi contabili internazionali (IFRS) hanno l’obiettivo di diventare la regola unica in tutto il mondo per redigere i bilanci consolidati e d’esercizio. Già oggi tutte le imprese quotate europee, e quindi anche quelle italiane, devono utilizzare gli IFRS per i loro bilanci consolidati. A questa rapida diffusione dei nuovi bilanci non ha corrisposto una altrettanto rapida conoscenza degli IFRS. La motivazione principale di ciò è oggettiva: i principi contabili sono raccolti in un volume di circa 2.500 pagine e questo non agevola la propensione all’apprendimento.
Excursus storico: la struttura dello ISAC
Con il termine “principi contabili internazionali” si intende un insieme di regole per la redazione dei bilanci valide per ogni impresa, emesse da un organismo indipendente, a carattere sopranazionale, riconosciuto quale unico autorevole ente preposto alla loro formulazione. Tale ente è l’International Accounting Standard Board (IASB) ed i principi da esso emanati sono:
- International Accounting Standard (IAS);
- International Financial Reporting Standard (IFRS).
Analisti finanziari, investitori e, in genere, tutti gli stakeholder, non possono conoscere le diverse norme che regolano la predisposizione dei bilanci in ogni singolo paese del mondo. Questa difficoltà comporta un’imperfetta conoscenza che si traduce in maggiori costi, cosa non tollerata in un mercato ormai globale. Sono queste le premesse che hanno portato, nel 1973, alla fondazione dell’International Accounting Standard Committee (ISAC) da parte delle professioni contabili di 10 paesi, con il dichiarato intento di stabilire standard contabili a valenza mondiale. Negli anni 2000 lo IASC comunicò il proprio intendimento di rinnovarsi completamente nella struttura e negli organi di governo; la nuova struttura è operativa dal gennaio 2001.
Lo IASC è una fondazione di diritto privato e il principale organo direttivo è costituito dai Trustees. I loro principali compiti sono quelli di assicurare il finanziamento dell’intera organizzazione, indicare le strategie generali, approvare il rendiconto annuale e nominare i membri di tutti gli altri organi di governo. Il Board è il principale organo operativo ed emana i principi contabili, cioè gli IFRS, e procede alla revisione degli stessi e dei precedenti IAS, qualora ne ravvisi una necessità. Attualmente compongono il Board 16 membri, che durano in carica per un periodo di 5 anni, rinnovabile per una volta.
Altro organo tecnico è l’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), composto da 14 membri, che ha il compito di interpretare IAS e IFRS per particolari problemi applicativi o qualora uno standard non risulti chiaro in qualche aspetto. A tal fine esso emette appositi documenti, chiamati IFRS Interpretations (non si tratta d’autorevoli opinioni ma di veri e proprio principi contabili, o meglio, integrazione di principi contabili).
L’ultimo organo previsto dalla Costituzione è lo IFRS Advisory Council, cioè un organo consultivo, i cui membri hanno il compito di consigliare il Board circa le priorità dei progetti e rendere noti i punti di vista personali e dei loro paesi o organizzazioni di provenienza. Esiste poi una struttura di staff, coordinata da un direttore tecnico, che assiste il Board e l’IFRIC, per tutta la parte di ricerca, approfondimento e stesura preliminare delle bozze dei principi.
Il processo di formazione dei principi contabili internazionali
Il processo di formazione degli IFRS e delle IFRIC interpretations è regolamentato dalla Constitution nei suoi aspetti obbligatori e fondamentali: si tratta di una procedura che assicura la massima trasparenza e il maggior coinvolgimento possibile da parte di chiunque sia interessato alla formulazione dei principi contabili internazionali. Sulla base di proprie ricerche o dietro sollecitazioni esterne, lo staff identifica argomenti che potrebbero necessitare l’emissione di uno standard o la modifica di standard esistenti e li porta all’attenzione del Board, che li discute in riunioni aperte al pubblico.
Se il Board ritiene opportuno aggiungere un argomento alla propria agenda dei lavori, deve consultare in proposito l’IFRS Advisory Council. Se si decide di procedere, si costituisce un gruppo di lavoro e, per argomenti particolarmente complessi o delicati, si può anche procedere all’emissione di un Discussion Paper (contenente le possibili alternative contabili in merito al particolare argomento, ma non la posizione del Board), sollecitando i punti di vista degli interessati.
In seguito il Board procede obbligatoriamente all’emissione di un Exposure Draft (ED), il quale deve essere approvato da almeno 9 membri del Board ed è il mezzo con cui si chiedono le opinioni di ogni interessato. I commenti ricevuti sono obbligatoriamente oggetto di analisi e, nel caso emergano forti opinioni contrarie all’ED, il Board può decidere di organizzare dibattiti politici prima di formulare lo standard definitivo, per il quale è necessaria l’approvazione di nove membri del Board.
Ogni IFRS è anche accompagnato da uno documento “Basis for Conclusions”, nel quale si spiegano i motivi che hanno condotto il Board alle proprie decisioni finali; alcuni principi, ritenuti di particolare complessità, sono anche accompagnati da un documento “Implementation Guidance” che ne facilita l’applicazione pratica.
Anche l’emissione di un IFRS Interpretations segue un analogo processo: si ricevono richieste di chiarimento da ogni interessato e si decide se effettivamente è necessaria l’interpretazione. In caso positivo lo staff prepara un documento che descrive il problema e si procede con l’emissione di un ED. Analogamente agli IFRS, anche in questo caso si esaminano le risposte ricevute, per le quali il termine minimo di risposta è 6 giorni, e si procede con il documento finale che è trasmesso al Board che lo approva definitivamente.
I principi contabili internazionali da best practice a legge, nella UE e Italia
Essendo emessi da un organismo privato, i principi contabili internazionali non costituiscono un obbligo per le imprese. Nei primi anni, furono adottati dalle imprese in via volontaria. La prassi poi andò sempre più diffondendosi e qualche paese cominciò ad adottare gli IFRS (allora IAS) come normativa legale nel proprio paese. La globalizzazione dei mercati e la necessità di regole comuni in materia d’informativa finanziaria hanno indotto i legislatori di molti paesi, ad imporre per legge l’uso dei principi contabili internazionali, abbandonando la legislazione locale.
L’uso degli IFRS da parte di tutte le imprese quotate negli stati membri aderenti all’UE fu imposto con il Regolamento n.1606 del 2002 del Parlamento europeo del consiglio. Tale regolamento ha imposto l’obbligo di redigere i bilanci consolidati in osservanza degli IFRS a partire dall’esercizio avente inizio dal 1 gennaio 2005. Con tale atto normativo gli IFRS divennero legge societaria, in materia di bilancio, per tutte le imprese europee, almeno per quelle quotate relativamente ai loro bilanci consolidati. L’UE non ha tuttavia inteso spogliarsi completamente delle proprie prerogative legislative: ha consentito al Board di legiferare per suo conto ed ha riservato alla Commissione europea il potere di decidere in merito alla loro applicazione all’interno dell’Unione.
Per fare ciò è stato istituito un apposito comitato, Accounting Regulatory Committee (ARC) che si esprime sulla compatibilità degli IFRS con l’interesse pubblico europeo. L’ARC è assistito da un altro comitato, European Financial Reporting Accounting Group (EFRAG) che valuta i documenti dal punto di vista tecnico-contabile ed anche se essi siano nell’interesse pubblico dell’UE. La Commissione europea procede poi formalmente all’omologazione e alla pubblicazione, nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee in versione integrale degli IFRS in tutte le lingue ufficiali della comunità.
Con il D.Lgs 38/2005, il governo italiano ha esercitato le opzioni previste dal Regolamento CE n. 1606/2002. L’obbligo di redigere i bilanci consolidati in conformità agli IFRS è stato esteso alle società aventi strumenti finanziari diffusi fra il pubblico e a tutte le banche e gli enti finanziari vigilati. I medesimi soggetti e le società con strumenti finanziari quotati, sono obbligati anche alla redazione del bilancio d’esercizio in conformità agli IFRS.
La redazione sia del bilancio consolidato sia del bilancio d’esercizio in osservanza dei principi contabili internazionali è poi consentita, ma non obbligata, alle società controllate e collegate, incluse nei bilanci consolidati di un’impresa tenuta alla redazione del bilancio consolidato IFRS. Relativamente ai bilanci individuali d’impresa (bilanci d’esercizio), sono state obbligate all’utilizzo dei principi contabili internazionali, ma a decorrere dall’esercizio 2006, tutte le società già tenute alla redazione dei bilanci consolidati IFRS. Tutte le altre imprese potranno utilizzare gli IFRS per il loro bilancio d’esercizio a decorrere da una data che sarà indicata dal Ministero dell’Economia e dal Ministero della Giustizia con apposito decreto (oggi non ancora emanato).
Le società di minori dimensioni, intendendosi per tali quelle che ricadono nei parametri dell’art 2435 bis cc, non sono invece legittimate a redigere il loro bilancio, d’esercizio o consolidato, secondo i principi contabili internazionali, né sono comprese fra quelle oggetto del futuro decreto ministeriale. Il D.Lgs 38/2005, sancisce che la scelta di passaggio agli IFRS è irrevocabile, volendosi evitare che, a seconda di esigenze di comodo, un’impresa possa cambiare le regole di bilancio da un esercizio all’altro, salvo casi eccezionali da motivarsi come conseguenza di eventi a loro volta eccezionali e a decorrere dall’esercizio successivo al verificarsi degli stessi.
Le caratteristiche generali dei principi contabili internazionali
Gli IFRS sono enunciazioni di principio: essi formulano indicazioni di carattere generale su come registrare in contabilità le operazioni e su come iscrivere in bilancio gli elementi dell’attivo e del passivo, originati da tali operazioni. Pur essendo piuttosto particolareggiati, non sempre entrano in eccessivi dettagli, lasciando al redattore un margine di discrezionalità applicativa nel rispetto dei criteri fondamentali che ispirano i principi stessi.
Questa impostazione si contrappone a quella, in vigore in altri paesi, quali fra tutti gli USA, che invece intende regolamentare ogni dettaglio con regole particolarmente puntuali (sistema rule based). Sebbene un sistema rule based possa apparire più idoneo ad evitare abusi da parte dei redattori di bilancio, si è constatato in pratica che esso si presta più facilmente a manipolazioni. L’obbligo di rispettare un principio impone invece al redattore di bilancio di assumersi piena responsabilità delle scelte effettuate ed il suo comportamento sarà valutato in funzione della correttezza dell’applicazione pratica del principio piuttosto che in funzione del rispetto di una regoletta.
Ogni standard è organizzato secondo una logica esplicativa ricorrente. Dapprima vi è un breve paragrafo che spiega quali sono gli obiettivi del principio, cioè l’argomento oggetto di trattazione (nel caso di revisioni di precedenti standard, vengono anche spiegate le motivazioni che hanno portato alle modifiche). Vi è poi un paragrafo che determina la portata del principio e cioè a quali specifiche operazioni o voci di bilancio esso si applica, ovvero quali sono escluse. Un’apposita appendice contiene le definizioni dei principali termini, in modo che sia chiaro al lettore che quando nel corpo del principio contabile si usa quel termine, esso ha sempre il significato inteso nelle definizioni.
Segue poi la trattazione dell’argomento, articolata in più paragrafi. Un’importante parte è dedicata alle note illustrative obbligatorie, cioè alle informazioni sia quantitative sia di carattere discorsivo che il redattore del bilancio deve obbligatoriamente fornire a corredo ed integrazione dei dai numerici. Lo standard termina con la data di entrata in vigore dello standard stesso che, in genere, è previsto per i due esercizi successivi. È comunque sempre consentita l’adozione anticipata a facoltà delle imprese.
Per argomenti di particolare complessità lo standard include anche delle Appendici con esempi pratici e di conseguenza sono parte integrante del principio. Non formano invece parte integrante del principio, altri documenti di accompagnamento quali le Application Guidance (utili perché affrontano aspetti più dettagliati che si presume i redattori si troveranno ad affrontare nella pratica) e le Basis of Conclusions. Gli IFRS Interpretations sono invece documenti più snelli che descrivono succintamente l’argomento e le motivazioni che richiedono un intervento interpretativo e il consenso sulla corretta interpretazione.
Un’importante caratteristica dei principi contabili è il loro continuo aggiornamento. Per restare al passo con i continui mutamenti del mondo degli affari e con l’evoluzione della dottrina, il Board fa opera di continua manutenzione.
Il quadro sistematico (Framework)
Il Framework è un documento di assoluta importanza nel sistema dei principi contabili internazionali perché fornisce i concetti essenziali che costituiscono le fondamenta del bilancio. Esso formula le assunzioni sottostanti alla redazione del bilancio, cioè i postulati di base e le definizioni degli elementi costitutivi dello stesso, vale a dire cosa s’intende per attività, passività, costi, ricavi ecc.
Il Framework è il punto di riferimento del Board al fine dell’elaborazione di tutti i principi contabili perché nel definire i criteri di riconoscimento di attività e passività, non ci si può discostare dalla loro definizione, né si possono contravvenire i postulati di base. Secondo il Framework l’obiettivo del bilancio è fornire “informazioni finanziarie di un’entità, utili per gli investitori attuali e potenziali, finanziatori ed altri creditori nel prendere decisioni sul fornire risorse all’entità”.
L’accento sull’utilità del bilancio a fornire elementi utili per decisioni economiche, implica che il Board tende a privilegiare quegli aspetti informativi che soddisfano quella particolare categoria di utenti costituita da investitori e finanziatori. Ne consegue che, fra i possibili criteri di misurazione delle poste di bilancio, si sceglieranno quelli che meglio possono essere indicativi della capacità dell’impresa a generare flussi di cassa e la relativa tempistica e grado di certezza degli stessi.
Il Framework attuale, prevede un assunto sottostante e quindi una gerarchia di criteri fondamentali per la redazione del bilancio. Esso definisce due caratteristiche considerate fondamentali e successivamente quattro caratteristiche qualitative. L’assunzione di base è che l’entità sia in continuità aziendale (going concern), vale a dire che si presume che essa continuerà la propria attività imprenditoriale nel prevedibile futuro (di conseguenza gli IFRS non possono essere adottati per imprese in liquidazione).
La prima caratteristica fondamentale è la pertinenza, definita come informazione in grado di fare la differenza nel prendere decisioni. In questo ambito viene anche definito il concetto di significatività di un’informazione pertinente che è tale se la sua omissione può influenzare la decisione di un utente del bilancio.
La seconda caratteristica fondamentale è la rappresentazione fedele, definita come capacità di un’informazione finanziaria a rappresentare fedelmente i fenomeni economici che s’intende rappresentare. Affinché la rappresentazione sia fedele essa deve essere completa, neutrale e priva di errori. Per “completezza” s’intende che essa deve comprendere ogni necessaria descrizione utile per la comprensione dei fenomeni che s’intende rappresentare. Per “neutralità” s’intende l’assenza di ogni pregiudizio. “L’assenza di errori” non significa né perfezione né accuratezza in ogni aspetto, ma vuol dire che non vi sono errori o omissioni nei processi utilizzati per giungere alle informazioni da presentare in bilancio.
Le caratteristiche qualitative sono quattro:
- Comparabilità, consente agli utenti del bilancio d’identificare e comprendere similarità e differenze fra le voci del bilancio nel tempo; da ciò ne deriva che i principi contabili devono essere gli stessi ogni anno (criterio della coerenza contabile) e che il bilancio di un esercizio deve anche presentare tutti i dati dell’esercizio precedente (comprese le note di dettaglio)
- Tempestività, significa mettere le informazioni a disposizione in un tempo che consenta agli utenti del bilancio di prendere le loro decisioni
- Comprensibilità, s’intende che il bilancio deve comunicare le informazioni in modo intellegibile per un utilizzatore che abbia una sufficiente, ancorché non sofisticata, conoscenza degli aspetti contabili e economici
- Verificabilità
Gli elementi del bilancio sono le macro classi in cui si raggruppano gli effetti delle operazioni economiche ed alle quali si applicano i criteri di presentazione.
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Prof. Alberto Giussani - Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda (Introduzione agli IFRS)
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Materiale di studio Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda (Introduzione agli IFRS)
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Simulazione prova d'esame Metodologie e Determinazioni quantitative d'azienda (Introduzione agli IFRS)
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Metodologie