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International accounting: esame scritto

Principi contabili internazionali

I principi contabili internazionali sono in continuo aggiornamento. Qual è il motivo che ha spinto alcune professioni prima e il legislatore europeo poi a premere per avere dei principi contabili uniformi a livello mondiale? La prima ragione è ovviamente legata all’idea di uniformità a livello mondiale. La spinta è venuta dai mercati finanziari, da investitori e analisti, i quali, quando analizzano un bilancio, devono conoscere le regole di redazione. Data la globalizzazione dei mercati, è ovvio che verranno confrontate imprese di paesi diversi. A fronte di questo confronto, se avessero bilanci redatti secondo principi nazionali, nascerebbe un ovvio problema.

La facilità dell’analisi è legata inoltre alla riduzione dei costi di finanziamento: se un’impresa ha bisogno di un finanziamento, presenta un bilancio e su questo si valutano i meriti creditizi (quanto interesse deve pagare) e utilizzare i principi contabili internazionali riduce il rischio di cattiva informazione. A fronte di problemi di interpretazione e poco efficace comprensione, si incrementa il premio per il rischio.

Un altro vantaggio: se i bilanci sono redatti con le stesse regole, è facilitata anche la quotazione in una qualsiasi borsa. Un ulteriore aspetto è legato alla riduzione di costi per le imprese, in particolare per i gruppi che devono redigere il bilancio consolidato. Il bilancio consolidato è in prima battuta: somma dei diversi bilanci e non si possono sommare bilanci redatti secondo principi contabili diversi. In assenza di principi contabili internazionali, ogni impresa in paese specifico dovrebbe apportare rettifiche continue per consegnarlo alla capogruppo.

Domanda: non si poteva fare qualcosa di diverso?

Il tentativo dell’EU di armonizzare si è concretizzato nelle Direttive IV e VII (bilancio consolidato) che però non sono bastate; il primo problema delle direttive è che sono un compromesso a fronte di troppe opzioni tra i diversi paesi. Le direttive negli ultimi anni si stanno avvicinando ai principi contabili internazionali, ma questi ultimi riguardano le imprese quotate mentre le direttive riguardano tutte le altre.

Anche in assenza di opzioni comunque, ogni paese interpreta la direttiva alla luce della propria regolamentazione contabile. Ad esempio, nella direttiva si parla di prudenza: in Germania significa massima prudenza (possibilità di registrare passività in maniera esagerata, dando vita a riserve occulte), nella mentalità anglosassone significa invece avere cautela nell’effettuare delle stime. La prudenza confligge con il principio di competenza economica, la prudenza è spesso interpretata in maniera asimmetrica (costi subito anche se imprevedibili, profitti invece solo quando sono stati realizzati alla data di chiusura dell’esercizio), questo scontra con la competenza (il profitto deve essere registrato indipendentemente dalla manifestazione finanziaria, incasso).

Ne risulta come le Direttive abbiano portato a un'armonizzazione contabile, ma non a un'uniformità in tal senso, ed è per questo che si è dunque sentita l'esigenza, per lo meno per le imprese più importanti, di avere regole veramente uguali per tutti a livello sovra-nazionale; obiettivo perseguito e raggiunto tramite i PCI, immodificabili da parte dei Paesi che li adottano.

Utilizzatori IAS/IFRS

Primary users (utilizzatori principali): investitori, analisti e creditori. Sono principi contabili orientati a fornire a questi stakeholder informazioni che necessitano per decidere se investire o meno. Sono quindi orientati a: imprese quotate, che essendo perlopiù gruppi, redigono bilanci consolidati.

I paesi emergenti derivanti dall’impero sovietico, hanno subito adottato i principi contabili internazionali perché non avevano altre soluzioni. Perché questi principi non possono essere utilizzati da imprese più piccole? Perché sono complessi, per venire incontro a questa esigenza, si è pensato di fare un volume semplificato e dedicato alle PMI. Questo riprende i principi contabili internazionali, ne trae i concetti principali e in alcuni casi fornisce qualche regola specifica. In Italia, ad esempio, abbiamo le direttive che sostituiscono questo tipo di principi.

È vero che più di 100 paesi obbligano o consentono utilizzo dei principi contabili internazionali (sicuramente paesi EU, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica), ma ci sono paesi molto importanti che non hanno aderito a questi principi internazionali: USA (principale mercato azionario) ha cercato di avvicinarsi, abbandonando alla fine questa idea. Altri paesi importanti sono in corso di avvicinamento: Giappone (imprese quotate possono seguire principi: internazionali, nazionali o quelli internazionali modificati), India, Cina (stanno riscrivendo principi per avvicinarsi a quelli internazionali).

Excursus storico

1973: 10 professioni contabili hanno idea di avere regole uguali e sono considerati pionieri formando International Accounting Standard Committee. Iniziano a scrivere questi principi e si rendono conto della qualità degli stessi e quindi 10 anni dopo aderiscono allo IASC tutte le professioni contabili aderenti alla IFAC (International Federation of Accountants). Nel frattempo alcune imprese cominciano ad utilizzare questi principi internazionali in aggiunta alla redazione del bilancio secondo i principi contabili nazionali.

Nel 1995 il comitato stringe un accordo con IOSCO (comitato dei regolatori di Borsa): a determinate condizioni questi regolatori di borsa avrebbero fatto pressione sui legislatori dei propri paesi perché venissero adottati i principi contabili internazionali. L’anno dopo (1996) UE dichiara che i principi contabili internazionali sono compatibili con direttive europee.

2000: IOSCO approva i 30 core standards, anche i principi contabili internazionali comprendevano diverse opzioni frutto di compromessi tra le diverse professioni contabili. IOSCO quindi aveva richiesto una riduzione di queste opzioni. Il giorno dopo IOSCO raccomanda utilizzo dei principi contabili internazionali per la quotazione in più borse valori (multiquotazione). Dopo 7 giorni, lo IASC si dà una nuova struttura divenendo IASCF (Foundation) e diviene una struttura permanente.

Nello stesso anno (2000) EU comincia a imporre i principi contabili internazionali per i bilanci delle quotate. Nel 2002 emana un regolamento (legge immediata in tutti gli stati membri – regolamento 1606 del 2002). A partire dal 2005 tutti i bilanci consolidati delle imprese quotate in EU devono utilizzare i principi contabili internazionali.

Il regolamento Europeo dice che chi ha titoli quotati all’interno dell’EU deve obbligatoriamente utilizzare per il solo bilancio consolidato i principi contabili internazionali. Solo quello consolidato, perché toccare il bilancio d’esercizio significa influenzare il gettito del paese perché è sulla base di questo che viene calcolata l’imposizione fiscale. Modificare questo significa sottrarre la politica fiscale ai paesi.

Problema: UE riconosce esistenza di una fondazione che farà dei principi contabili che saranno immediatamente applicabili (in virtù del regolamento) come legge per tutte le imprese europee quotate. EU si è spodestata dalla possibilità di regolamentare in materia di bilancio. Così è stato introdotto un meccanismo di endorsement (validazione) ovvero, UE si è riservata la possibilità di dire se il principio contabile internazionale vada bene o meno.

Il meccanismo funziona così: è stato dato compito ad un organismo: EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) di fare un primo esame della bontà del principio. Il meccanismo è articolato in 2 livelli: TEG (Technical Expert Group) (gruppo di 12 persone esperte che fa disamina del principio dal punto di vista tecnico) poi lo passa all’ARC (può chiedere precisazioni, fa anche una disamina in merito alla contrarietà rispetto al benessere pubblico europeo (eccessiva complessità, svantaggio competitivo ecc…).

Una volta svolto il lavoro dell’EFRAG (lavoro di natura tecnica), passa all’ARC (Accounting Regulatory Committee) che votando stabilisce la contrarietà o meno. Poi abbiamo la COMMISSIONE che attraverso uno strumento legislativo approva. In realtà il Parlamento Europeo ha 60 giorni per obiettare. L’ultimo step è la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’EU in tutte le lingue ufficiali. La traduzione dall’inglese però non rappresenta mai quello che realmente è scritto.

Italia (Decreto Legislativo 38 del 28/2/2005)

L’Italia, con il decreto legislativo del 2008, ha fatto una scelta d’avanguardia: ampliare notevolmente obbligo e facoltà. Le società quotate non solo devono redigere consolidato con IAS, ma devono usarli anche per il bilancio individuale d’esercizio (nascita del problema fiscale). Lo stesso obbligo per consolidato ed individuale è stato esteso alle società a capitale diffuso che avendo un elevato numero di soci sono soggette al controllo della CONSOB che ne detiene un elenco. Siccome i soci sono tanti, è possibile ci sia pubblico risparmio.

Stesso obbligo anche per banche anche non quotate, e per soggetti finanziari che sono supervisionati dalla Banca d’Italia (società di leasing, factoring, …). Obbligo esteso anche ad imprese assicuratrici, ma solo per il bilancio consolidato riservandosi la possibilità di obbligare anche quello d’esercizio in data futura (sono già passati 12 anni).

All’obbligo si aggiunge la facoltà per le controllate e quotate dei soggetti obbligati per facilitare i gruppi nella redazione del consolidato. Facoltà valida anche per le imprese che redigono il consolidato anche se non sono quotate (in pochissimi hanno utilizzati) la ratio sarebbe quella di facilitare i gruppi italiani non quotati a confrontarsi con i loro omologhi stranieri che già predispongono bilanci IFRS e a reperire finanziamenti a minor costo sui grandi mercati internazionali.

A data da stabilirsi:- Tutte le altre (praticamente quelle che non redigono consolidato)- Sicuramente le imprese che redigono bilancio abbreviato non possono utilizzare IAS. Se un’impresa si avvale della facoltà di applicare IAS? La scelta è irrevocabile per evitare arbitraggi, se si passa agli IAS, non si può tornare indietro. Questo, salvo casi eccezionali e motivati: società controllata da gruppo quotato, che ha applicato IAS per facilitare capogruppo e che viene ceduta a società non quotata. Quando si abbandonano gli IAS occorre dettagliare in bilancio gli effetti del cambiamento in nota integrativa; non esiste un principio contabile o dottrina su come effettuare il ritorno.

Struttura della IASC Foundation

I principi contabili internazionali sono definiti da una fondazione di diritto privato che ha sede nel Delaware nonostante tutte le attività siano gestite da Londra. La fondazione è strutturata in questo modo:

  • La gestione di carattere generale è affidata a dei fiduciari (trustees) che sono 22, vengono da tutto il mondo.
  • BOARD: consiglio di amministrazione, dovrebbero essere 16, in realtà sono 14 o meglio 12. 12 + 2 – 13 + 3 (devono essere tutte persone che si dedicano a tempo pieno alla redazione dei principi contabili internazionali), se ne ammette una quota di 2 o 3 che possono svolgere attività a tempo parziale.
  • IFRIC: deputato a emettere documenti di interpretazione dei principi contabili (14 membri)
  • SAC, ora si chiama IFRS Advisory Council: è organo consultivo che si riunisce 4 volte all’anno

TRUSTEES: organo non tecnico, formato da persone di livello che hanno fatto carriera in ambito aziendale e pubblico. I principali compiti sono: raccolta fondi da tutti coloro che hanno interesse in questi principi contabili internazionali (organismi principali che emanano principi contabili nazionali, società di revisione contabile, imprese che però hanno un limite massimo di 100000$ per limitare influenza privata), imposta strategie, approva budget e bilancio, stabilisce regole operative, nomina BOARD e SAC. I fiduciari non rispondono a nessuno, non vengono nominati da nessuno, si autonominano. È un organismo autoreferenziale, è stato quindi pensato un organo che a cadenze periodiche supervisiona ed osserva ciò che viene fatto: monitoring Board (formato dai presidenti delle borse di controllo delle principali borse mondiali, che riceve dunque periodicamente report dai trustees sul funzionamento della fondazione, e dà al riguardo indicazioni, anche se l'istituzione rimane sostanzialmente molto indipendente e gelosa della sua indipendenza).

BOARD: organismo principale che emette principi contabili. È formato da tecnici con esperienza di bilanci con diverso background, vari ambienti e non dovrebbero essere nominati su base geografica. I membri sono a tempo pieno tranne 2 o 3, alcuni sono in collegamento con i regolatori contabili del proprio paese. I membri del board hanno una carica che dura 5 anni rinnovabile una sola volta.

IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee): emette interpretazioni ufficiali, in realtà potrebbe predisporre principi di minore importanza, formalmente i documenti sono emessi dal Board.

IFRS AC (ex SAC): è organo consultivo, consiglia il Board su progetti e priorità e occasionalmente è consultato dai trustees. Ha vasta rappresentanza geografica ed include membri e osservatori istituzionali. Recentemente il Board, riconoscendo di aver bisogno di un confronto più diretto con chi sta effettivamente sul campo ha costituito l'ASAF (Accounting Standards Advisory Forum), per dialogare con i principali standard setters dei vari Paesi. Tale organo (ASAF) è dunque costituito da 12 importanti standard setters mondiali (3 europei, 3 americani, 3 provenienti dall'area “Asia Pacific”, e 3 dal resto del mondo), che variano ogni 2 anni su base rotativa (al momento, l'Organismo Italiano di Contabilità è presente), e si raduna ogni due mesi circa, discute di principi ancora in corso di preparazione e permette ai setters di portare le proprie vedute, di dialogare con il Board, ecc.

Organi di supporto al Board

  • Direttore tecnico
  • Direttore commerciale, per la vendita dei volumi
  • Direttore della comunicazione
  • Project managers
  • Staff permanente
  • Staff in secondment
  • Comitati consultivi per tematiche particolari: gruppo di analisti finanziari, esperti in materie assicurative

Un bilancio redatto secondo gli IAS è obbligatorio che rispetti tutti gli standard IAS/IFRS e tutte le interpretazioni SIC e IFRIC. È fatto obbligo per chi redige il bilancio secondo IAS di fare nota in apertura per dichiarare l’applicazione dei principi stessi. Poi ci sono i documenti di riferimento, il principale è il framework e rappresenta una bussola che orienta il lavoro del Board (definisce i postulati di bilancio). Il framework non è documento ufficiale, e non è pubblicato su gazzetta dell’UE.

Altri documenti di riferimento sono: implementation guides (guide all’implementazione dei principi), basis for conclusion (motivazioni per cui il board è arrivato a definire un determinato principio contabile scartando altre opzioni, può contenere anche le dissenting opinion), impact statement (analisi per valutare impatto di un principio sui bilanci), è richiesto all’ARC di fare analisi di impatto in caso di introduzione di IAS nuovo all’interno dell’UE.

Altre pubblicazioni: bollettini in cui si informano le persone interessate in merito al procedimento dei lavori, practice statement ovvero documenti che dovrebbero dare informazioni di massima ai redattori di bilancio (ne sono stati emessi 2: Relazione degli Amministratori in cui si commenta il bilancio e un practice statement in merito al principio della materiality (importanza, rilevanza), principio che è entrato anche nel nostro ordinamento giuridico. Principio di rilevanza: se qualcosa è poco significativo nel contesto di bilancio, allora si può ignorare), training material (materiale di insegnamento dei principi contabili in particolare apprezzato da paesi piccoli).

Gli unici documenti vincolanti sono gli IAS (quelli prima del 2000, quando board si è dato nuova struttura e considerava che Accounting fosse limitato, si è preferito Financial reporting e di conseguenza ora si chiamano IFRS). L’autorevolezza della fonte (framework) è talmente tale che è difficile non considerarlo obbligatorio, seguendo la prassi è come se fosse diventato obbligatorio.

I redattori, revisori ecc…non si limitano ai documenti obbligatori, in caso di dubbio si legge Implementation guidance e Basis for conclusion.

Due process di un IFRS

È regolamentato dalla Constitution:

  • Lo staff identifica un argomento che deve essere trattato o per rinnovare o per introdurre qualcosa di nuovo. In base alle sollecitazioni anche dell’Interpretation Committee, lo staff effettua una ricerca.
  • Consultazione con il SAC: inserire un nuovo progetto richiede di essere portato all’attenzione del SAC (IFRS AC)
  • Se materia è tecnica e specifica, si sentono degli esperti
  • Discussion Paper: documento ai fini della discussione. Esso non contiene l’opinione del Board, è un documento messo in consultazione, dove si enunciano quelli che sono le prassi in giro per il mondo relativamente il nuovo aspetto e principio che si intende emanare (per raccogliere info in maniera preliminare).
  • Primo passo obbligatorio è l’emissione di una bozza del principio contabile al pubblico, prima di emettere quello che potrebbe essere il principio finale, è necessario che rimanga in consultazione 120 giorni sia in cartaceo sia sul sito Web. A questo punto chiunque è legittimato a commentare questa bozza (Efrag, società di revisione ecc…).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Daniele_Revelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Giussani Alberto.
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