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Debiti v/fornitori

Debiti rappresentati da titoli di credito: in questa voce rientra il pagherò

cambiario

Debiti verso imprese controllate

Debiti verso imprese collegate

Debiti verso controllanti

Debiti tributari: in essa affluiscono le posizioni debitorie a titolo di imposte sui

redditi, di imposta sul valore aggiunto, nonché quelle relative ad altri tributi.

Debiti v/istituti previdenziali

Altri debiti

LO STATO PATRIMONIALE : I CONTI D’ORDINE

Non trovano iscrizione nel corpo di bilancio:

I contratti a prestazioni corrispettive

Gli effetti economici dei negozi che comportano un esborso futuro solo eventuale

I valori a) e b) concorrono a formare le due classi denominate “impieghi” e “rischi” esse

assieme ai valori relativi ai beni di terzi trovano presso l’azienda rappresentazione nella

sintesi di es, nei conti d’ordine annotati in calce allo stato patrimoniale. Questi valori

traggono origine da operazioni idonee ad incidere sulla misura dell’utile di es e del

patrimonio di funzionamento.

L’art 2427 c.c. n.9 prevede l’obbligo di indicare nella nota integrativa gli impegni che

non risultano dallo stato patrimoniale, oltre alle notizie sulla natura e composizione di

tali impegni e dei conti d’ordine. Per quanto riguarda i “rischi” la formula dell’art 2424

c.c. induce a ritenere che l’articolazione dei valori nei conti d’ordine debba presentare il

livello di analiticità idoneo a dare conto di tutte le siddivisioni rischieste dalla norma di

legge, che nei conti d’ordine vanno annotate le garanzie relative a debiti altrui, con

esclusione di quelle relative ai propri debiti. Per gli impegni lagenericità delle

disposizioni normative impone all’interprete di appurare quale sia l’estensione della

classe da iscrivere nei conti d’ordine e poi quali devono essere le modalità nelle quali

articolare l’eventuale informativa da fornire in calce allo stato patrimoniale. Non

rientrano in questi ultimi gli impegni connessi ai normali ordini ricevuti e da eseguire

nello svolgimento dell’ottica aziendale, nonché i contratti : di locazione non finanziaria,

lavoro subordinato, di consulenza di durata pluriennale e simili. Fanno eccezione i

contratti di leasing finanziario. è preferibile privilegiare la sintesi informativa nei

prospetti tabellari demandando le più ampie informazioni nella nota integrativa. Nei

conti d’ordine devono inoltre essere iscritti i beni di terzi presso l’azienda ( deposito,

pegno, cauzione, conto lavorazione).

IL CONTO ECONOMICO :

l’art 2425 c.c. risulta articolato in classi di valori :

IL VALORE DELLA PRODUZIONE :

misura il totale della produzione realizzata nel periodo amministrativo anche se

questa non è stata ancora negoziata sul mercato: per non aver raggiunto uno stadio

produttivo sufficiente per la commercializzazione, per motivi di volume di scorte,

per non essere indirizzate alle vendite ma all’accrescimento o miglioramento della

produttività aziendale.

Le voci sono :

Ricavi delle vendite e delle prestazioni: secondo l’art 2425 – bis devono essere iscritti al

netto dei resi, sconti, abbuoni e premi; gli conti in parola devono essere iscritti negli oneri

finanziari.

Variazioni delle rimanenze dei lavori in corso di lavorazione, semilavorati, finiti: la

differenza tra il valore delle rimanenze iniziali e finali va sommato al valore della

produzione( se negativo sottratto)

Variazioni dei prodotti in corso su ordinazioni

Incremento immobilizzazioni per lavori interni: misura l’incremento delle

immobilizzazioni materiali ed immateriali per costruzioni in economia. A transitare per il

conto economico ed ad essere patrimonializzati in questa voce sono solo i costi di servizi

non specifici ( energia ).

Altri ricavi e proventi con separata indicazione dei contributi in conto es: si tratta di

una voce di chiusura di natura residuale come rimborsi spese, interssi attivi verso la

clientela (se non fanno parte dei proventi finanziari) nonché gli affitti attivi. I contrbuti in

conto esercizio, devono essere secondo l’art 2425, autonomamente evidenziati nella voce

stessa.

A formare il valore della produzione concorrono valori negoziati come la prima e l’ultima

voce sia valori stimati, come le variazioni delle rimenenze e gli incrementi per lavori interni

che risentono di apprezzamenti di natura soggettiva.

I COSTI DELLA PRODUZIONE

Costi per materie prime, sussidiarie di consumo e merci

Costi per servizi: vengono rispettivamente ricondotti gli oneri sostenuti per l’acquisizione

dei fattori della produzione “non beni” ( utenza, prestazioni,compensi) e gli oneri per

l’utilizzo di beni altrui. Riguardo a questi costi aggrega una serie nuemerosa di componenti

elementari ed è opportuno fornirne un dettaglio in nota integrativa.

Costi per godimento beni di terzi

Costi per il personale

Ammortamento e svalutazioni: articolata in :

Amm immobilizzazioni imm

Amm immobilizzazioni mat

Altre svalutazioni delle immobilizzazioni

Svalutazione crediti dell’attivo circolante e delle disponibilità liquide.

Variazioni delle rimanenze delle materie prime, sussidiarie di consumo e merci: la

voce in esame accoglie la differenza tra rimanenze iniziali e finali. Tale voce ha carattere

residuale e ad essa devono essere ricondotti i costi della produzione non altrimenti

classificabili.

Accantonamenti per rischi

Altri accantonamenti

Oneri diversi di gestione: vanno iscritti in questa voce devono essere ricondotti i costi di

rpoduzione non altrimenti classificabili. Nella prassi sono iscritti i costi per imposte indirette

( iva ) le tasse di varia natura e devono inoltre essere iscritte le perdite su crediti non coperte

da fondi esistenti.

in primo luogo viene lamentata l’eccessiva analiticità della classe riguardo l’inserimento di

numerose sottovoci, in secondo luogo la collocazione dei costi per materieprime sussidiarie

di consumo e di merci in posizione separata nuoce alla chirezza dello schema di bilancio.

Per i costi sostenuti per l’acquisto di materie prime sussidiarie di consumo e merci seguono

l’art 2425 bis al netto di resi, sconti abbuoni e premi.

PROVENTI ED ONERI FINANZIARI :

Proventi da partecipazione: è suddivisa in

Proventi da imprese controllate

Proventi da imprese collegate

Altri proventi. In essa devono trovare iscrizione i dividendi conseguiti da società

partecipate, nonché proventi per cessione di diritti d’opzione o di

warrant

Altri proventi finanziari: articolata in

Crediti iscritti nelle immobilizzazioni

Titoli iscritti nelle immobilizzazioni

Titoli iscritti nell’attivo circolante

Proventi diversi dai precedenti.

In tale voce trovano iscrizione oltre agli interessi su crediti finanziari e

quelli immobilizzati e non anche gli interessi attivi maturati su

contocorrenti finanziari solitamente contenuti nella sottovoce proventi

diversi dai precedenti.

Interessi e altri oneri finanziari: articolata in

Da imprese controllate

Da imprese collegate

Da imprese controllanti

Altre Accoglie tutti i costi a titoli di oneri finanziari sostenuti durante l’esercizio

incluse spese bancarie e csti di emissioni prestiti

Bis utili e perdite su cambi: accoglie tutte le componenti reddituali realizzate, cioè di

natura valutativa, legate ai differenziali sui cambi.

Le voci indicate sono articolate in diverse sottovoci, prevalentemente indirizzate ad

evidenziare proventi ed oneri finanziari derivanti da rapporti infragruppo

LE RETTIFICHE DÌ VALORE DELL’ATTIVITA’ FINANZIARIA:

Rivalutazioni: accoglie in linea di massima due tipi di rivalutazioni:

Ripristini di valore derivanti dal venir meno dei motivi che avevano portato ad iscrizione in

es precedenti di attività finanziaria a valori inferiori ripetto al valore di iscrizione iniziale.

Le plusvalenze derivanti dall’applicazione del metodo del patrimonio netto alle attività

finanziarie per cui l’art 2426 n.4 concede tale opzione.

Svalutazioni: viene utilizzate per accogliere le componenti negative di reddito rigurado le

operazioni di valutazione delle immobilizzazioni finanziarie. Posto che la partecipazione non

può assumere in bilancio valori negativi, la perdita dovrà interessare due voci dello S.P. le

partecipazioni fino all’azzeramento e un fondo copertura perdite.

Entrambe vengono divise in base alla natura delle attività finanziarie oggetto di

rettifica.

LE IMPOSTE :

La rappresentazione di queste ultime interessa sia il C.E che accoglie le imposte

di competenza dell’es sia lo S.P che recepisce in voci contabili i valori relativi a

debiti tributari, il fondo per le imposte, imposte anticipate e crediti tributari. Il

principio contabile 25 stabilisce che in base al principio di competenza devono

essere rilevate nel bilancio di es :

le imposte che pur di es successivi sono esigibili nell’es in corso (imposte anticipate) .

le imposte che pur di competenza dell’es corente sono esigibili solo in es futuri (imposte

differite). Le imposte anticipate sorgono quando vi sono componenti negativi di reddito

deducibili ai fini fiscali in es successivi, in questo modo il reddito imponibile è

temporaneamente maggiore del reddito civilistico prima delle imposte

( l’impresa paga maggiori imposte destinate a recuperare in es successivi).

Le imposte differite sorgono quando le differenze tra normativa civilistica e

fiscale operano in senso opposto .

- CAPITOLO XII –

LA RELAZIONE SULLA GESTIONE .

LE FINALITA’ .

Nella disciplina legislativa la relazione sulla gestione non rappresenta una componente del

bilancio di esercizio, ma un documento che lo correda. ( art 2428 )

Da un punto di vista aziendale non vi è dubbio che detto documento costituisca anch’esso

parte integrante del sistema informativo di bilancio, in quanto completa quel processo

esplicativo-integrativo dei conti di bilancio, che, come si è visto, trova il suo primo

momento di espressione nella nota integrativa.

Il finalismo della relazione sulla gestione appare dunque orientato ad illustrare

l’andamento della gestione, in termini quantitativi e qualitativi, per la parte non

desumibile dai dati numerici dello stato patrimoniale e del conto economico ancorché

spiegati e commentati nella nota integrativa.

Inoltre l’art 2435 prevede il deposito presso il Registro delle imprese anche della relazione

sulla gestione. Il quadro di riferimento per la relazione sulla gestione è l’art 2428 così come

modificato dall’ultimo d.lgs.

IL CONTENUTO.

L’art 2428, 1° comma, enuncia un principio generale, costituito dalla richiesta che la

relazione sulla gestione contenga “ un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della

situazione della società e dell’andamento e del risultato di gestione” .

Nell’ultima parte dell’art 2428, comma 1°, con il richiamo alla “ descrizione dei principali

rischi e incertezze cui la società è esposta “ si richiama il problema riguardo la destinazione

tra “rischi” e “incertezze”; è stata prospetta l’ipotesi che i rischi riguardino il mercato e le

condizioni interne di gestione, mentre le incertezze i valori di bilancio. Gli amministratori

solo con riferimento ai singoli casi possono stabilire quali informazioni possono assumere

tale carattere di rilevanza, ma sicuramente ci sono due indicazioni di ordine metodologico

che devono essere comprese :

La prima indicazione stabilisce che dovranno senz’altro essere oggetto di

informazioni tutti quei rischi che possono pregiudicare la continuità aziendale;

La seconda indicazione attiene a tutti quei rischi che possono influire in modo

significativo in chiave prospettica sulla situazione patrimoniale, finanziaria e sul

risultato economico della società.

Rischi oggetto di menzione potrebbero essere relativi a : quadro politico, competitività del

mercato, rating, nuove tecnologie e gestione dell’innovazione, etc.

Il secondo comma dell’art 2428 all’inizio qualifica l’analisi, disponendo che essa deve

essere “coerente con l’entità e la complessità degli affari della società”. La dimensione quali

- quantitativa di questa analisi può essere stabilita solo dagli amministratori avuto riguardo

ai caratteri della dimensione, della struttura e della operatività.

Il contenuto di tale analisi prevede :

Indicatori di risultato finanziarie, se del caso, non finanziari pertinenti all’attività

specifica svolta;

Informazioni attinenti all’ambiente e al personale;

Riferimenti agli importi riportati nel bilancio o chiarimenti aggiunti si essi.

L’inserimento del rendiconto finanziario nei documenti di bilancio e il commento delle

grandezze maggiormente segnaletiche in esso contenute costituisce già una parte

significativa, ancorché non esaustiva, dell’analisi in parola.

Il generale richiamo della norma agli indicatori finanziari di risultato e a quelli non

finanziari, comporta che nessuno di essi sia escluso a priori quale strumento per tale

l’analisi, infatti al loro selezione è affidata al redattore del bilancio.

Alcuni indicatori sono :

EBITDA

EBIT

QUOTE DI MERCATO

Debit ratio = indebitamento finanziario netto / capitale investito netto

Nel caso in cui è utilizzato l’indebitamento finanziario netto è necessario, ai fini della

chiarezza, dettagliare la composizione dell’indicatore.

La presentazione degli indicatori richiede anche la rappresentazione della loro evoluzione.

L’ultima parte dell’informativa prevista dal comma 2 dell’art 2428 riguarda “ le

informazioni attinenti all’ambiente e al personale “. Sempre riferendosi alla parte finale della

disposizione, il legislatore chiede all’organo amministrativo di non limitarsi ad una semplice

esposizione degli accadimenti di gestione, ma di effettuare una vera e propria analisi della

gestione nei suoi diversi profili.

I PUNTI DÌ INFORMAZIONE SPECIFICI .

Il 3° comma dell’art 2428 prevede un complesso di informazioni specifiche. Questa

informativa costituisce condizione necessaria ma non sufficiente per pervenire al contenuto

minimale della relazione sulla gestione.

Di seguito vengono esaminate le informazioni previste dal citato art 2428 comma 3 :

Attività di ricerca e sviluppo : nella nota integrativa trovano già indicazione la

composizione di detta voce, qualora sia stata iscritta nello S.P, le ragioni della

capitalizzazione dei relativi costi e i criteri di ammortamento. Le informazioni

aggiuntive da inserire nella relazione sulla gestione riguardano pertanto l’illustrazione

di tale attività e l’indicazione dell’ammontare complessivo dei corrispondenti costi, allo

scopo di fornire la dimensione quantitativa dei medesimi. A completare il quadro

informativo si ritiene che debba concorrere anche l’indicazione dei risultati di tale

attività, i cui esiti hanno evidenti ed immediati riflessi sulla gestione.

Rapporti con le imprese di gruppo : dall’introduzione dell’obbligo di redazione del

bilancio consolidato, l’informativa può essere articolata in due aspetti :

Nel primo si tratta di chiarire la natura di tali rapporti. Ciò implica anche

l’indicazione della dimensione quantitativa e qualitativa delle più importanti

categorie di operazioni compiute con imprese di gruppo. Poi va precisato se tali

rapporti si sono svolto a condizioni di mercato, oppure, in caso contrario, le

motivazioni che ne giustificano l’effettuazione a condizioni non di mercato.

Nel secondo aspetto si entra nel merito del significato gestionale di tali rapporti,

elemento che serve anche a chiarire il ruolo che l’impresa considerata è chiamata a

svolgere nell’ambito del gruppo e le conseguenti opportunità e vincoli, esistenti o

programmati, che ne derivano, secondo una casistica che operativamente si presenta

ampia e variabile da caso a caso.

L’informativa su operazioni con società del gruppo trova anche riferimento nell’art 2497-

bis, che prevede che nella relazione sulla gestione devono essere indicati i rapporti con chi

esercita l’attività di direzione e coordinamento e con le altre società che vi sono soggette,

nonché l’effetto che tale attività ha avuto sull’esercizio dell’impresa sociale e sui suoi

risultati.

Qualora tutte le operazione in parola siano state realizzate a condizioni di mercato si ritiene

che non vi sia alcuna informativa ulteriore da fornire; nel caso in cui tali operazioni siano

state poste in essere a condizioni non di mercato, allora dovrà essere indicato anche il loro

effetto sul risultato economico e sul patrimonio netto della società sottoposta all’attività di

direzione e coordinamento.

Si evidenzia come l’informativa in parola possa essere estesa anche alle operazioni con c.d.

“parti correlate” . Per l’individuazione di tali parti è necessario fare riferimento al principio

contabile IAS 24, il quale prevede che per operazioni con parte correlata deve intendersi è

tale “ un trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni tra parti correlate,

indipendentemente dal fatto che sia stato pattuito un corrispettivo”.

L’art 2391-bis c.c. riconosce poi alla CONSOB il potere di emanare i principi generali cui

gli organi di amministrazione delle società che fanno ricorso al mercato del capitale di

rischio sono tenuti ad uniformarsi per adottare regole che assicurino trasparenza e

correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate.

Sempre per quanto riguarda le società quotate in mercati regolamentati, restano fermi gli

ulteriori obblighi relativamente all’indicazione nella relazione sulla gestione delle

partecipazioni detenute nell’emittente e nelle società da questi controllate da parte dei

componenti degli organi di amministrazione e controllo, dei dirigenti con responsabilità

strategiche e da parte degli altri soggetti indicati.

Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni o quote di società

controllanti, nonché la loro dinamica.

Al n°3 dell’art 2428 si chiede di fornire la consistenza, in termini di numero e di valore

nominale delle azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti possedute alla

chiusura dell’esercizio con l’indicazione della corrispondente parte di capitale.

Il n° 4 chiede invece l’indicazione degli acquisti e delle alienazioni di dette azioni, della

corrispondente parte di capitale e dei relativi corrispettivi, nonché delle motivazioni di tali

movimenti. Di particolare rilievo è poi la prescrizioni di motivare gli acquisti e le vendite. In

ogni caso tali motivazioni devono essere indicate nella relazione sulla gestione in modo

chiaro anche se succinto.

Per quanto concerne l’acquisto di azioni o di quote di società controllanti, l’art 2428

prevede per il caso in esame le stesse informazioni previste per le azioni proprie.

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio.

Al n° 5 dell’art 2428 si richiede di fornire illustrazione di questi accadimenti, facendo sì che

l’informazione di bilancio assuma contenuto prospettico, pur se al momento della redazione

del bilancio di esercizio essi presentino ormai carattere storico, in quanto trattasi di

fenomeni che si sono manifestati nell’intervallo di tempo compreso tra la chiusura

dell’esercizio e la redazione di bilancio. Si possono dunque presentare due possibilità :

Tali fatti possono proiettare i loro effetti sull’es appena concluso: in questo

caso i fatti devono essere tenuti presente in sede di formazione del bilancio stesso,

in ossequio al principio di competenza. L’art 2423-bis al punto 4 prescrive che si

deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’es, anche se conosciuti

dopo la sua chiusura. La natura di tale informazione fa ritenere che la sua sede più

appropriata sarebbe la nota integrativa.

Tali fatti posso riguardare solo gli es successivi : nel caso in cui i fenomeni di

rilievo proiettino i loro effetti solo sugli es futuri, l’esigenza del loro inserimento

nella relazione sulla gestione può derivare dalla loro attitudine a :

Modificare il giudizio, altrimenti ritraibile dal bilancio sul risultato economico

conseguito, sulla posizione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, nonché sulle

prospettive future

Influenzare cmq in modo significativo la gestione futura,

Fornire un orientamento sulla corrispondenza o meno dell’andamento sulla gestione

alle linee programmate relativamente alla porzione di es già trascorso dopo la

chiusura di quello cui il bilancio si riferisce.

Evoluzione prevedibile della gestione .

Con la disposizione in esame si entra pienamente nel contenuto prospettico

dell’informazione di bilancio. Tale contenuto è diretta conseguenza del principio di

continuità della vita dell’impresa che soprassiede alla redazione del bilancio. Il profilo

prospettico dell’informativa del profilo di bilancio contenuto nella relazione sulla gestione

viene così ad articolarsi in : indicazione dei fatti di rilievo, che sono prospettici rispetto al

momento di chiusura dell’es ma storici rispetto al momento di redazione del bilancio e

informazioni sui piani e programmi di medio lungo periodo e di breve periodo, nei quali, si

sintetizza l’informazione sull’evoluzione prevedibile della gestione.

Utilizzo da parte dell’impresa di strumenti finanziari . La trattazione di questo

punto si riferisce al punto 6-bis dell’art 2428.

UNO SCHEMA LOGICO DÌ RIFERIMENTO .

lo schema logico non ha necessariamente carattere operativo, ma intende costruire un punto

di riferimento metodologico in relazione alle esigenze di standardizzazione e di

strutturazione organica. L’art 2428, commi 1° e 2° presenta comunque i seguenti connotati :

Ampio grado di discrezionalità tecnica.

Il bilancio di es rappresenta pur sempre un documento di rappresentativo di sintesi

della gestione aziendale che non è in grado di esaurire la gamma delle conoscenze

attese.

L’eccesso di informazione contrasta con il principio della chiarezza.

Conseguentemente :

Non tutte le indicazioni metodologiche potrebbero risultare applicabili al singolo

caso

Il contenuto della relazione sulla gestione potrebbe sembrare più o meno esteso in

relazione alla dimensione, alla complessità e alla peculiarità di ciascuna gestione

d’impresa.

Adottando come primo criterio ordinatore il profilo temporale, la relazione sulla

gestione inizia con l’illustrazione dell’andamento della gestione del passato es. Tale

illustrazione può essere così articolata :

Informazioni sulle condizioni di ambiente e di mercato in cui l’impresa ha operato :

giova ricordare che ciò che è rilevante è un’adeguata informazione sull’andamento delle

economie che hanno influito significativamente sulla gestione di quella particolare impresa

che in concreto è considerata.

Per quanto concerne le condizioni ambientali :

Accenno, quali - quantitativamente configurato, alla congiuntura internazionale e

nazionale;

Descrizione in termini qualitativi e/o quantitativi del loro andamento,

Indicazione della posizione occupata dall’impresa

Per quanto concerne ai mercati di approvvigionamento :

Descrizione del loro andamento

Vincoli ed opportunità significativi che hanno caratterizzato l’acquisizione dei fattori

della produzione e conseguenze economiche ne sono scaturite.

Informazioni sulle più significative condizioni interne che hanno influito sulla

gestione .

Esse posso riguardare :

Processi di ristrutturazione aziendale

Modificazioni nelle tecnologie produttive

Particolari politiche del personale, etc.

L’illustrazione di aspetti peculiari e innovativi delle politiche del personale nella relazione

sulla gestione è quindi utile per comprendere il significato gestionale di tale dato e, più in

generale della dinamica del costo del lavoro.

Profilo reddituale della gestione .

L’illustrazione di tale profilo può iniziare con l’analisi ed il commento dei risultati parziali

evidenziati dal conto economico ed estendersi poi all’analisi e al commento delle principali

voci di ricavo e di costo integrando anche i valori di bilancio con ulteriori dati di tipo

quantitativo, nonché con l’esplicitazione di quegli indicatori di risultato finanziari e non

accennati in precedenza.

In una seconda fase si passa all’illustrazione dei risultati settoriali mediante l’illustrazione

della dinamica delle principali categorie di ricavi e di costi di ciascun settore. In tale

contesto trova pure una collocazione sistematica l’illustrazione degli effetti reddituali dei

fenomeni oggetto di informazione specifica ai sensi del terzo comma dell’art 2428.

L’articolazione dell’informazione in due fasi e l’ordine con cui è stata prospettata la loro

successione assumono il significato logico precisato all’inizio del paragrafo, ma non

costituiscono necessariamente un’indicazione operativa.

Per quanto concerne l’informativa sui <<settori>> nel caso in cui la società considerata

non vi abbia operato direttamente ma tramite imprese controllate, si pongono ulteriori

problemi.

L’art 2429, comma 3°, prevede il deposito presso la sede sociale, nei 15 giorni che

precedono l’assemblea, delle copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate.

Inoltre nella situazione prospettata vi è l’obbligo di redigere il bilancio consolidato di

gruppo, che è soggetto alle stesse formalità di deposito previste per il bilancio d’es; anche

se il principio di chiarezza impone che l’informativa fornita non debba essere eccessiva e

superflua.

In un’ottica economico aziendale e alla luce del principio di chiarezza, si può prospettare

che l’informativa sui settori possa assumere i connotati dell’informazione per << eccezione

>>, nel senso di soffermarsi sulle controllate la cui gestione presenta spetti di

complementarietà o cmq di significatività con quella della controllante, fornendo un

numero limitato di elementi informativi di sintesi, ma particolarmente segnaletici, previsti

dal tenore letterale che servono per permettere l’apprezzamento critico dei risultati della

controllante.

Profilo patrimoniale – finanziario della gestione .

È opportuno ricordare che già nella nota integrativa sono indicate le variazioni di ciascuna

posta patrimoniale. La conoscenza per settore dei principali aspetto della dinamica

finanziaria e delle sue determinanti consente al lettore di cogliere le risorse generate e

assorbite da ciascun settore. L’informativa sopra delineata appare idonea a ad assolvere

all’obbligo di illustrare gli “investimenti”, la gestione del periodo amministrativo trascorso e

la conseguente posizione dell’impresa a fine periodo.

Il contenuto della relazione sulla gestione risulta coerente con il principio aziendale

dell’unitarietà nel tempo di qst ultima e idoneo a dar conto secondo un’opportuna sequenza

temporale, articolata in informazione storica, posizione a fine es, fatti di rilievo minifestatasi

dopo la chiusura dell’es, prospettive future, dell’evoluzione della gestione nel suo divenire.

Seguendo l’impostazione delineata, l’informazione prospettica prende quindi l’avvio con la

descrizione della prevista evoluzione delle condizioni d’ambiente e di mercato, che , insieme

alle condizioni interne definiscono i presupposti su cui poggiano i piani e i programmi

aziendali, per informare poi su qsti ultimi, in particolare in termini di obiettivi da perseguire

e di risorse acquisibili e utilizzabili..

L’art 2428 c.c. conclude prescrivendo che la relazione sulla gestione debba elencare le sedi

secondarie della società. - CAPITOLO XIII –

IL RENDICONTO FINANZIARIO .

Per quanto riguarda la situazione finanziaria, la normativa non si pronuncia in modo <<

diretto >> e non prevede alcuno strumento specifico per la sua rappresentazione.

Il rendiconto finanziario, generalmente redatto su base volontaristica dalle società di

maggiori dimensioni ed inserito quale prospetto della Nota integrativa o della Relazione

sulla gestione, prevede l’indicazione dei movimento di ciascuna voce attinente alle

immobilizzazioni, nonché l’indicazione delle variazioni nella consistenza delle altre voci

dell’ attivo e del passivo dello S.P. Tali variazioni consentono di interpretare i caratteri

essenziali della dinamica finanziaria dell’impresa nel periodo considerato, mettendo in grado

il lettore sufficientemente esperto di redigere una sorta di rendiconto finanziario di prima

approssimazione.

Il principio contabile OIC 12 prevede che il rendiconto finanziario sia incluso nella Nota

integrativa e che la sua mancata presentazione non costituisca violazione della

clausola generale del bilancio unicamente per quelle aziende “ amministrativamente

meno dotate, a causa delle minori dimensioni “.

L’UTILITÀ’ DEL RENDICONTO FINANZIARIO .

L’informativa sui flussi finanziari offre all’utilizzatore del bilancio una base di riferimento

per valutare la capacità dell’impresa di generare flussi di cassa e l’utilizzo di tali flussi nel

periodo oggetto di osservazione. La sua FUNZIONE si estrinseca nella

rappresentazione delle variazioni intervenute nella situazione patrimoniale e

finanziaria dell’impresa durante l’esercizio, nella esplicitazione delle correlazioni

esistenti fra investimenti e fonti di finanziamento, nella evidenziazione delle risorse

finanziarie che si sono rese disponibili nel periodo amministrativo di riferimento e

nella illustrazione delle relative modalità di impegno al fine di offrire ai destinatari

del bilancio tutti gli elementi per valutare le condizioni di equilibrio monetario e

finanziario riconducibili all’impresa alla chiusura dell’esercizio.

Emerge pertanto l’utilità del rendiconto finanziario, definito come prospetto nel quale

vengono posti in evidenza, in modo ordinato << i movimenti di entrata e di uscita che

spiegano perché determinate risorse finanziarie hanno subito una variazione in un dato

periodo di tempo >>. Tale documento soddisfa quindi l’esigenza di una più agevole

interpretazione di come i movimenti in entrata e in uscita che hanno interessato le risorse

finanziarie e disposizione del soggetto economico si sono contrapposti in un dato periodo di

tempo.

È opportuno osservare come gli elementi che compongono il rendiconto finanziario

derivino dallo stato patrimoniale e dal conto economico, in quanto esso fornisce importanti

informazioni sulla natura dei flussi finanziari e sulle interrelazioni tra questi con i flussi

economici, desumibili dal conto economico, e on le consistenze patrimoniali che trovano

rappresentazione nello stato patrimoniale. Dal rendiconto finanziario emergono notizie sulla

variazione della posizione finanziaria e su come tale variazione ha contribuito, assieme alla

gestione reddituale al raggiungimento dell’equilibrio comprensivo dell’impresa.

IL CONCETTO DÌ RISORSA FINANZIARIA DÌ RIFERIMENTO .

La risorsa finanziaria di riferimento costituisce l’elemento del quale si intende

analizzare la movimentazione da un esercizio all’altro. L’individuazione di tale elemento

costituisce una scelta fondamentale nella redazione del rendiconto finanziario; a differenti

risorse finanziarie corrisponderanno diversi tipi di rendiconti finanziari.

L’elemento discriminante è l’arco temporale, o più precisamente , l’ampiezza dell’arco

temporale nel quale si generano i flussi finanziari. Si possono infatti avere :

Flussi finanziari che vengono ad esistenza nel brevissimo termine, le risorse

finanziarie di riferimento saranno in questo caso le disponibilità monetarie, si

preverrà in questo caso ad un rendiconto finanziario in termini di variazioni di

liquidità ( c.d cash flow statement ).

Flussi finanziari che vengono ad esistenza nel breve termine, la risorsa finanziaria

sarà il capitale circolante netto, si preverrà quindi ad un rendiconto finanziario in

termini di variazione del capitale circolante ( c.d working capital statement )

Flussi finanziari che vengono ad esistenza nel medio / lungo termine, le risorse

finanziarie di riferimento saranno le risorse finanziarie totali, si preverrà quindi ad

un rendiconto finanziario in termini di variazioni di delle risorse finanziarie totali

( c.d. founds flow statement )

Dopo la scelta della risorsa finanziaria occorrerà poi distinguere le variazioni subite

dall’attivo e dal passivo nell’arco dell’esercizio, ossia individuare le movimentazioni

intervenute nelle fonti di finanziamento e negli impieghi. Occorre precisare che per la

determinazione degli impieghi e delle fonti di finanziamento è importante il contributo

derivante dalla gestione reddituale, in quanto la stessa può generare fonti di finanziamento.

La gestione reddituale si concretizza nel sostenimento di costi e nel conseguimento di

ricavi , ma non tutti i costi e non tutti i ricavi che costituiscono il reddito di esercizio

concorrono alla formazione del risultato della gestione reddituale rilevante ai fini del

rendiconto finanziario.

Atteso quindi che il rendiconto finanziario intende fornire una rappresentazione più agevole

della variazione della posizione finanziaria dell’impresa, il contributo della gestione

reddituale a tale variazione sarà costituito unicamente dalla differenza ( positiva o negativa )

tra ricavi monetarie costi monetari. Il rendiconto finanziario comprende in primo luogo il

flusso di una risorsa finanziaria originato o consumato dalla gestione reddituale. Il flusso

prodotto dalla gestione viene poi accostato ai flussi originati da :

Investimento o disinvestimenti di immobilizzazioni ;

Accensioni o rimborsi di debiti a medio / lungo termine;

Variazioni di capitale “estranee alla gestione “

La somma di tutti i flussi sopra indicati evidenzierà l’incremento o il decremento subito

dalla risorsa finanziaria iniziale nel corso dell’es.

LA SCELTA DELLA RISORSA FINANZIARIA DÌ RIFERIMENTO .

Anche se il principio contabile nazionale OIC 12 presenta due possibili rendiconti

finanziari : il rendiconto in termini di variazioni del capitale circolante netto o in termini di

liquidità; il principio contabile IAS n°7 prevede che al rendiconto finanziario in termini di

liquidità venga attribuita una maggiore “ capacità segnaletica della situazione finanziaria “.

Occorre anzitutto affermare che il capitale circolante netto costituisce un aggregato

particolarmente significativo, esso costituisce di fatto un “saldo”, o più correttamente

un indicatore, della situazione patrimoniale-finanaziaria dell’impresa di breve

periodo, essendo costituito dalla differenza tra le attività correnti e le passività

correnti.

È chiaro che alla base della determinazione della grandezza del capitale circolante netto vi è

la riclassificazione dello S.P secondo un criterio idoneo a scindere i valori attivi e passivi a

breve termine dai corrispondenti valori a medio / lungo termine. Se le attività sono superiori

alle passività correnti si avrà un capitale circolante netto positivo, viceversa si avrà un

capitale circolante netto negativo. Un rendiconto finanziario intermini di variazioni di

capitale circolante netto in senso lato privilegerà un arco di tempo più ampio e flussi di

specie prevalentemente ampia.

La liquidità aziendale, è alla base della costruzione di un rendiconto finanziario in termini

di liquidità. Tale risorsa può essere interpretata sia in termini di grandezza “lorda” sia in

termini di grandezza “netta”. Si può affermare che i rendiconti finanziari redatti in termini di

liquidità hanno come obiettivo un più corretto controllo della gestione della tesoreria e

quello di ottenere le informazioni rilevanti per la redazione del budget di cassa.

IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DÌ CAPITALE

CIRCOLANTE NETTO.

Una volta prescelta la risorsa finanziaria di riferimento è importante definire la struttura del

rendiconto finanziario. Il nostro legislatore non ha imposto una o più strutture di

riferimento, conseguentemente per quanto riguarda quest’ultimo aspetto assumono

rilevanza gli schemi di rendiconto finanziario proposti dai principi contabili . un possibile

criterio con il quale si perviene alla costruzione del rendiconto è quello di aggregare i diversi

flussi che concorrono alla formazione della risorsa finanziaria di riferimento avuto riguardo

alle aree gestionali cui appartengono. È possibile suddividere l’unitaria gestione aziendale

nel seguente modo :

Gestione caratteristica, suddivisibile in una parte corrente e in una parte non

corrente

Gestione accessoria

Gestione finanziaria

Gestione tributaria

Gestione straordinaria.

lo schema di rendiconto finanziario è suddivisibile in 2 sezioni :

Nella prima sezione viene data evidenza delle variazioni subite durante l’esercizio

dalla situazione patrimoniale – finanziaria connesse a variazioni di capitale circolante

netto. La differenza rappresenta il capitale circolante netto.

La seconda mostra le variazioni intervenute nelle singole componenti del capitale

circolante netto.

IL RENDICONTO FINANZIARIO E I FLUSSI DÌ LIQUIDITA’ .

Mediante la redazione del rendiconto finanziario dei flussi di liquidità ciò che si modifica è

la tipologia dei flussi che da finanziari diventano monetari, avendo riguardo alla liquidità

netta. Ai fine della costruzione di tale rendiconto devono essere anzitutto correttamente

individuate le variazioni di liquidità intervenute nell’esercizio.

Per quanto riguarda le modalità tecniche di redazione del bilancio, esistono due

metodologie :

Una primo pone l’enfasi sull’esposizione delle variazioni nella situazione

patrimoniale e finanziaria propriamente in termini di liquidità, come precedentemente

definita.

La seconda pone enfasi sui flussi di liquidità derivanti dalle variazioni nella

situazione patrimoniale e finanziaria.

- il rendiconto finanziario che espone le variazioni nella situazione patrimoniale e finanziaria

in termini di liquidità.

Tale rendiconto da un lato evidenzia le variazioni da un esercizio a un altro delle liquidità,

mentre dall’altro rappresenta le variazioni nella situazione patrimoniale-finanaziaria non

connesse a movimenti finanziari. Il flusso di liquidità generato dalla gestione reddituale

viene determinato aggiungendo algebricamente all’utile o alla perdita netta di esercizio tutte

le poste che nell’esercizio non hanno richiesto esborso, ovvero non hanno generato

liquidità.

- il rendiconto finanziario in termini di disponibilità liquide.

Tale rendiconto rappresenta l’evoluzione tecnica del rendiconto finanziario redatto in termini

di variazioni di liquidità, “ pur utilizzando le variazioni nella situazione patrimoniale e

finanziaria come strumento di redazione, pone l’enfasi sui flussi di liquidità derivanti da tali

variazioni.”

L’obiettivo principe di tale rendiconto è quello di rappresentare in modo organico e analitico

i flussi di liquidità, occorre classificare questi ultimi avuto riguardo alla tipologia o alla

natura dell’operazione che li ha generati. Possono essere utilmente individuati flussi di

liquidità originati da operazioni d’investimento, di finanziamento, e da operazioni connesse

alla gestione reddituale.

Per determinare la risorsa finanziaria di riferimento, si fa riferimento appunto al cash flow,

tale grandezza, oltre ad essere un utile elemento per l’interpretazione della situazione

finanziaria dell’impresa, ricorre molto spesso alle applicazioni atte ala determinazione del

capitale d’impresa basate su criteri cosiddetti finanziari.

Lo schema di riferimento di rendiconto in termini di disponibilità liquide, così come

proposta dall’OIC 12, consente di riconciliare la disponibilità finale e quella iniziale,

spiegando la natura dei fatti che hanno determinato le variazioni, etc. La determinazione dei

flussi di cassa risulta un utile strumento per effettuare un’analisi sulle strategie finanziarie

perseguite dall’aziendale sul loro livello di rischiosità, contribuendo nel contempo ad

ottenere una maggiore trasparenza dell’informazione.

IL RENDICONTO FINANZIARIO PROPOSTO DAI PRINCIPI

CONTABILI INTERNAZIONALI.

I principi contabili internazionali riconoscono un solo tipo di rendiconto, ossia quello

elaborato in termini di liquidità. In particolare il principio IAS 7, cash flow statement,

richiede che il rendiconto finanziario presenti flussi finanziari suddivisi tra gestione

operativa , di investimento e finanziaria. Tale classificazione permette infatti di fornire

informazioni che mettono in evidenza l’effetto di quelle gestioni sulla posizione economica

dell’impresa e l’ammontare delle sue disponibilità liquide.

In particolare :

Gestione operativa : l’ammontare dei flussi finanziari derivanti dalla gestione

operativa è un indicatore della misura in cui la gestione dell’impresa ha generato

flussi finanziari sufficienti a ripagare i prestiti e i dividendi.

Gestione di investimento: l’informazione relativa ai flussi finanziari è importante

perché tali flussi finanziari rappresentano la misura in cui i costi sono stati sostenuti

per acquisire risorse destinate a produrre futuri proventi e flussi finanziari.

Gestione finanziaria : è importante perché essa è utile nella previsione di richieste

a valore sui futuri flussi finanziari da parte di chi fornisce i capitali all’impresa.

Lo IAS 7 individua quindi una nozione di liquidità fondata sul concetto di cash and cash

equivalent ricoprendo cioè non solo la cassa e i depositi a vista ma anche gli investimenti a

breve termine facilmente convertibili in denaro e soggetti a rischi molto modesti di riduzione

del valore.

Sempre nello Ias 7 possono essere individuati 3 differenti concetti di attività operativa :

Attività operativa intesa quale somma algebrica degli accantonamenti legati alla

gestione caratteristica, accessoria, tributaria,

Attività operativa intesa quale somma algebrica degli accantonamenti legati alla

gestione caratteristica, al netto delle correlate imposte pagate,

Attività operativa intesa quale somma algebrica delle operazioni che formano il

risultato economico dell’esercizio, al netto delle plusvalenze e delle minusvalenze.

Nello IAS 7 non si trovano altre indicazioni specifiche in ordine alle modalità tecniche di

redazione del rendiconto finanziario, si può però adottare : un metodo << diretto >> o un

metodo << indiretto >>; ma il rendiconto finanziario redatto secondo il

METODO DIRETTO è quello preferito dallo IAS 7.

N.B. I flussi finanziari collegati alle imposte sul reddito sono normalmente classificati

come flussi finanziari dell’attività operativa;

I flussi finanziari derivanti da operazioni di valuta estera dovranno essere iscritti alla

valuta funzionale dell’impresa applicando all’ammontare in valuta il tasso di cambio

della data dell’operazione,

I flussi finanziari generati dall’acquisto o dalla cessione di controllate o rami

d’azienda, devono essere presentati separatamente nel rendiconto finanziario e

classificati tra le attività di investimento,

I flussi associati a strumenti finanziari derivati sono generalmente classificati

nell’attività operativa,

Gli oneri finanziari sono classificati nell’attività operativa.

POSTULATI NAZIONALI

- Chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta

La chiarezza riguarda principalmente la note integrativa, in quanto gli schemi S/P e C/E

sono presenti nel codice civile. Impone l’univocità e la comprensibilità delle denominazione

dei conti, dove non siano vincolate dal codice.

Il bilancio deve essere comprensibile

Veritiera perché non è vera data dalla presenza di valori stimati e congetturati( come

ammortanti e rimanenze)

Correttezza ha come obiettivo la limitazione della discrezionalità degli Amministratori in

modo tale che l’informazione prodotta sia attendibile e soprattutto neutrale

- Utilità del bilancio d'esercizio per i destinatari e completezza dell'informazione (il bilancio

deve essere preposto in maniera da essere di concreta utilità p eril maggior numero di

destinatari

- Continuazione dell’attività aziendale

- Prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali (la sostanza rappresenta l’essenza

necessaria dell’evento, cioè la sua vera natura

- Neutralità (imparzialità verso i destinatari del bilancio)

- Incompatibilità delle finalità del bilancio d'esercizio con l'inclusione delle valutazioni

prospettiche dell’investitore

- Prudenza non imputare all’esercizio gli utili sperati, ma imputare le perdite e rischi

presunti (in modo da conservare l’integrità del capitale) si possono indicare esclusivamente

utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio

- Periodicità della misurazione del risultato economico e del patrimonio aziendale (ogni

esercizio)

- Comparabilità (sia di esercizio di una azienda sia per confrontarla con altre)

- Omogeneità

- Continuità (costanza) di applicazione dei principi contabili ed in particolare dei criteri di

valutazione utilizzare gli stessi criteri di valutazione in esercizi successivi (possibilità di

deroga, ma

solo in casi eccezionali e con motivazione nella Nota integrativa)

- Competenza imputare costi e ricavi di competenza,indipendentemente dalla data

dell’incasso o del pagamento

- Significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in bilancio

(esporre le informazioni che hanno un effetto significativo e rilevante sui dati di bilancio o

sul processo decisionale dei destinatari)

- Il costo come criterio base delle valutazioni di bilancio dell’impresa in funzionamento

- Conformità del complessivo procedimento di formazione del bilancio ai principi contabili

- Funzione informativa e completezza della nota integrativa al bilancio e delle altre

informazioni necessarie

- Verificabilità dell'informazione (possibile ricostruzione del procedimento contabile)

PRINCIPI INTERNAZIONALE IAS-IFRS

Frame work fissa le linee generali a cui è informata la predisposizione del documento, e

sulle statuizioni contenute nei documenti successivi

Non dà un obbligo di schema per lo S/P né per il C/E, ma vi sono obbligatori il prospetto

delle variazioni del patrimonio netto, il rendiconto finanziario e le note di bilancio.

I principi generali o postulati secondo il frame work sono:

competenza economica (accural basis) dei costi e dei ricavi

continuità della gestione aziendale (l’impresa perduri nel tempo)

comprensibilità

significatività

rilevanza

comparabilità

attendibilità (che contiene rappresentazione fedele, prevalenza della sostanza sulla forma,

completezza, neutralità, prudenza)

tempestività

prudenza consente di rilevare anche valori potenziali o probabili nell’ottica della

produzione di benefici economici futuri, ovvero iscrivere nel bilancio componenti

positivi non realizzati (utilizzare un grado di cautela dei giudizi)


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DETTAGLI
Esame: Metodologie
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

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