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RISERVA DA SOVRAPPREZZO AZIONI :

II. accoglie l’importo riveniente dall’eccedenza

del prezzo di emissione delle zioni rispetto al loro valore nominale. Oltre al

sovrapprezzo in ipotesi di aumento del capitale, o di costituzione della società, trova in

essa iscrizione l’eventuale sovrapprezzo derivante dalla convesione di un prestito

obbligazionario .

RISERVA DA RIVALUTAZIONE :

III. si configurano quali riserve di capitale. Esse

traggono origine nel maggior valore rispetto a quello contabile di alcune componenti

patrimoniali attive, cui fa da pendant l’iscrizione di una riserva, definita appunto da

rivalutazione, che esprime il simmetrico aumento del patrimonio.

IV. RISERVA STATUTARIA

V. RISERVA LEGALE

RISERVA PER AZIONI PROPRIE IN PORTAFOGLIO :

VI. essa accoglie l’importo delle

riserva indisponibile destinata a pareggiare il valore delle azioni proprie iscritte all’attivo

del bilancio. La riserva in parola deve essere mantenuta finchè le azioni proprie non

siano trasferite o annullate. Nell’art 2423 – ter in base al quale “devono essere

aggiunte altre voci qualora il loro contenuto non sia compreso in alcuna di quelle

previste dagli art 2424 e 2425 “. In ipotesi di acquisto di azioni della controllante ,

inserire una voce ad hoc nel patrimonio netto, nella quale allocare l’importo della

riserva destinato a pareggiare l’importo iscritto all’attivo dello stato patrimoniale.

ALTRE RISERVE :

VII. è ampiamente utilizata per l’iscrizione dei versamenti in conto

capitale effettuati dai soci; delle eventuali riserve da fusione; dalle numerose tipologie

di riserve formatesi in anni passati nei bilanci delle imprese in dipendenza di diversi

provvedimenti fiscali.

VIII. UTILE E PERDITE PORTATI A NUOVO

UTILE O PERDITA DI ESERCIZIO

IX. B. FONDI PER RISCHI E ONERI / C. TFR FINE RAPPORTO LAVORO SUBORDINATO

: 1. Per trattamento quiescenza ed obblighi simili: accolgono i valori relativi a

fondi di previdenza integrativa normalmente negoziati su basi interne aziendali e il

cui importo alla fine dell’es risulta indeterminato ma ragionevolmente stimabile nel

quantum.

2. Per imposte, anche differite: accoglie il fondo per imposte differite e il

fondo per imposte in contenzioso. Il primo è relativo al caso in cui i meccanismi di

determinazioni della base imponibile ai fini dell’imposizione diretta consentano di

differire l’assoggettamento a tassazione di talune componenti reddituali rispetto al

momento in cui quelle componenti devono correttamente concorrere. il fondo per

imposte in contenzioso deve coprire i rischi connessi ad eventuali pretese

dell’Amministrazione finanziaria. È chiaro che il fondo per imposte non accolga le

imposte liquidate in base alla dichiarazione dei redditi le quali devono essere iscritte

nella voce “debiti finanziari”.

3. Altri fondi : nell’ambito delle voce di chiusura trovano in realtà iscrizione

l’assoluta preponderanza dei fondi oneri e rischi che vengono costituiti dalle

imprese : fondi per controversie in corso, per responsabilità civili, per garanzie

prodotti, etc. al fine di razionalizzare i comportamenti si è suggerito di suddividere la

voce “ altri fondi” rispettivamente in “fondi oneri” e “fondi rischi”.

4. Trattamento di fine rapporto : accoglie il debito, certo nel suo ammontare

alla data di riferimentodel bilancio, che l’imprsa ha nei confornti dei propri

dipendenti, per quella particolare forma di retribuzione differita che deve essere

corrisposta all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro, pertanto risulta pro quota

imputata nei singoli es in cui il rapporto di lavoro stesso ha svolgimento.

Il dato da cui muovere è l’art 2424 – bis, comma 3 “gli accantonamenti per rischi ed oneri

sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata (a), di esistenza certa

o probabile (b), dei quali tuttora alla chiusura dell’es sono indeterminati o l’ammontare(c) o

la data di sopravvenienza(d) “.

La circostanza descritta al primo punto dell’art permette di escludere l’ammissibilità della

costituzione di fondi rischi generici, a presidio indistinto del rischio di impresa: la

costituzione dei fondi è legittimata se, e solo se, essi risultino specificatamente indirizzati a

pareggiare rischi identificabili nella loro individualità e circoscrittibili nell’ambito del sistema

dei valori d’impresa.

La circostanza richiamata al punto B ha carattere dirimente per distinguere i fondi oneri

fondo rischi

futuri dai fondi rischi. Si parla di un nel caso in cui sia INCERTA LA

VERIFICAZIONE DELL’EVENTO da cui deriveranno una perdita o un debito destinati ad

un

essere pareggiati dalla costituzione del fondo perdita o debito incerti.Si parla invece di

fondo oneri nel caso in cui L’EVENTO idoneo a generare la perdita o il debito è di sicura

verificazione, pur essendo incerto il quantum e/o la data di sopravvenienza dell’evento

stesso.

L’aspetto C si riferisce all’indeterminatezza del quantum, costituisce un elemento costitutivo

affinchè possa aversi un fondo oneri, ma è altresì circostanza caratteristica dei fondi rischi

l’indeterminatezza della data di sopravvenienza dell’evento “generatore”

dell’accantonamento ad un fondo costituisce l’aspetto più problematico attinente

all’interpretazione dell’art 2424 – bis c.c.

L’espressione “data di sopravvenienza” che ricorre nell’art 2424 deve esere intesa nel

senso di data nella quale il debito o la perdita risultano definitivamente accertati, in quanto

venuti in compiuta esistenza.

D. DEBITI :

1. Obbligazioni: deve essere iscritto il valore nominale del debito assunto

i prestiti il cui capitale risulti

dall’impresa. In questa voce rientrano

indicizzato;nella situazione in esame la soluzione contabile preferibile per riflettere

nel bilancio d’es gli effetti della clausola di indicizzazione varia al variare del

contenuto di quest’ultima. Se i meccanismi di indicizzazione previsti nel

regolmaneto del prestito consento di determinare con certezza l’importo del debito

revisionato con riferimento alla clausola di indicizzazione , nella voce in parola dovrà

essere iscritto l’importo risultante dall’adeguamento. Viceversa la voce seguente

continuerà ad esporre il valore nominale del debito. Anche nel caso di prestito

obbligazionario si ritiene utili utilizzare questa voce.

2. Obbligazioni convertibili: deve essere iscritto il valore nominale del debito assunto

dall’impresa.

3. Debiti verso soci per finanziamenti: è destinata ad accogliere tutti i finanziamenti

con obbligo di retribuzione da parte della società ai propri soci. Appare coerente

ricondurre alla voce in esame anche eventuali finanziamenti postergati dai soci.

4. Debiti verso banche

5. Debiti verso altri finanziatori

6. Acconti

7. Debiti v/fornitori

8. Debiti rappresentati da titoli di credito: in questa voce rientra il pagherò

cambiario

9. Debiti verso imprese controllate

10. Debiti verso imprese collegate

11. Debiti verso controllanti

12. Debiti tributari: in essa affluiscono le posizioni debitorie a titolo di imposte sui

redditi, di imposta sul valore aggiunto, nonché quelle relative ad altri tributi.

13. Debiti v/istituti previdenziali

14. Altri debiti

4. LO STATO PATRIMONIALE : I CONTI D’ORDINE

Non trovano iscrizione nel corpo di bilancio:

a) I contratti a prestazioni corrispettive

b) Gli effetti economici dei negozi che comportano un esborso futuro solo eventuale

I valori a) e b) concorrono a formare le due classi denominate “impieghi” e “rischi” esse

assieme ai valori relativi ai beni di terzi trovano presso l’azienda rappresentazione nella sintesi

di es, nei conti d’ordine annotati in calce allo stato patrimoniale. Questi valori traggono origine

da operazioni idonee ad incidere sulla misura dell’utile di es e del patrimonio di funzionamento.

L’art 2427 c.c. n.9 prevede l’obbligo di indicare nella nota integrativa gli impegni che non

risultano dallo stato patrimoniale, oltre alle notizie sulla natura e composizione di tali impegni e

dei conti d’ordine. Per quanto riguarda i “rischi” la formula dell’art 2424 c.c. induce a ritenere

che l’articolazione dei valori nei conti d’ordine debba presentare il livello di analiticità idoneo a

dare conto di tutte le siddivisioni rischieste dalla norma di legge, che nei conti d’ordine vanno

annotate le garanzie relative a debiti altrui, con esclusione di quelle relative ai propri debiti. Per

gli impegni lagenericità delle disposizioni normative impone all’interprete di appurare quale sia

l’estensione della classe da iscrivere nei conti d’ordine e poi quali devono essere le modalità

nelle quali articolare l’eventuale informativa da fornire in calce allo stato patrimoniale. Non

rientrano in questi ultimi gli impegni connessi ai normali ordini ricevuti e da eseguire nello

svolgimento dell’ottica aziendale, nonché i contratti : di locazione non finanziaria, lavoro

subordinato, di consulenza di durata pluriennale e simili. Fanno eccezione i contratti di leasing

finanziario. è preferibile privilegiare la sintesi informativa nei prospetti tabellari demandando le

più ampie informazioni nella nota integrativa. Nei conti d’ordine devono inoltre essere iscritti i

beni di terzi presso l’azienda ( deposito, pegno, cauzione, conto lavorazione).

5. IL CONTO ECONOMICO :

l’art 2425 c.c. risulta articolato in classi di valori :

A. IL VALORE DELLA PRODUZIONE :

misura il totale della produzione realizzata nel periodo amministrativo anche se questa non

è stata ancora negoziata sul mercato: per non aver raggiunto uno stadio produttivo

sufficiente per la commercializzazione, per motivi di volume di scorte, per non essere

indirizzate alle vendite ma all’accrescimento o miglioramento della produttività aziendale.

Le voci sono :

1. Ricavi delle vendite e delle prestazioni: secondo l’art 2425 – bis devono

essere iscritti al netto dei resi, sconti, abbuoni e premi; gli conti in parola

devono essere iscritti negli oneri finanziari.

2. Variazioni delle rimanenze dei lavori in corso di lavorazione, semilavorati,

finiti: la differenza tra il valore delle rimanenze iniziali e finali va sommato al

valore della produzione( se negativo sottratto)

3. Variazioni dei prodotti in corso su ordinazioni

4. Incremento immobilizzazioni per lavori interni: misura l’incremento delle

immobilizzazioni materiali ed immateriali per costruzioni in economia. A

transitare per il conto economico ed ad essere patrimonializzati in questa voce

sono solo i costi di servizi non specifici ( energia ).

5. Altri ricavi e proventi con separata indicazione dei contributi in conto es:

si tratta di una voce di chiusura di natura residuale come rimborsi spese,

interssi attivi verso la clientela (se non fanno parte dei proventi finanziari)

nonché gli affitti attivi. I contrbuti in conto esercizio, devono essere secondo

l’art 2425, autonomamente evidenziati nella voce stessa.

A formare il valore della produzione concorrono valori negoziati come la prima e l’ultima voce sia

valori stimati, come le variazioni delle rimenenze e gli incrementi per lavori interni che risentono di

apprezzamenti di natura soggettiva.

B. I COSTI DELLA PRODUZIONE

6. Costi per materie prime, sussidiarie di consumo e merci

7. Costi per servizi: vengono rispettivamente ricondotti gli oneri sostenuti per

l’acquisizione dei fattori della produzione “non beni” ( utenza,

prestazioni,compensi) e gli oneri per l’utilizzo di beni altrui. Riguardo a questi

costi aggrega una serie nuemerosa di componenti elementari ed è opportuno

fornirne un dettaglio in nota integrativa.

8. Costi per godimento beni di terzi

9. Costi per il personale

10. Ammortamento e svalutazioni: articolata in :

a) Amm immobilizzazioni imm

b) Amm immobilizzazioni mat

c) Altre svalutazioni delle immobilizzazioni

d) Svalutazione crediti dell’attivo circolante e delle disponibilità

liquide.

11. Variazioni delle rimanenze delle materie prime, sussidiarie di consumo e

merci: la voce in esame accoglie la differenza tra rimanenze iniziali e finali.

Tale voce ha carattere residuale e ad essa devono essere ricondotti i costi della

produzione non altrimenti classificabili.

12. Accantonamenti per rischi

13. Altri accantonamenti

14. Oneri diversi di gestione: vanno iscritti in questa voce devono essere

ricondotti i costi di rpoduzione non altrimenti classificabili. Nella prassi sono

iscritti i costi per imposte indirette ( iva ) le tasse di varia natura e devono inoltre

essere iscritte le perdite su crediti non coperte da fondi esistenti.

in primo luogo viene lamentata l’eccessiva analiticità della classe riguardo l’inserimento di

numerose sottovoci, in secondo luogo la collocazione dei costi per materieprime sussidiarie di

consumo e di merci in posizione separata nuoce alla chirezza dello schema di bilancio. Per i costi

sostenuti per l’acquisto di materie prime sussidiarie di consumo e merci seguono l’art 2425 bis al

netto di resi, sconti abbuoni e premi.

C. PROVENTI ED ONERI FINANZIARI :

15. Proventi da partecipazione: è suddivisa in

a) Proventi da imprese controllate

b) Proventi da imprese collegate

c) Altri proventi.

In essa devono trovare iscrizione i dividendi conseguiti da società partecipate,

nonché proventi per cessione di diritti d’opzione o di warrant

16. Altri proventi finanziari: articolata in

a) Crediti iscritti nelle immobilizzazioni

b) Titoli iscritti nelle immobilizzazioni

c) Titoli iscritti nell’attivo circolante

d) Proventi diversi dai precedenti.

In tale voce trovano iscrizione oltre agli interessi su crediti finanziari e quelli

immobilizzati e non anche gli interessi attivi maturati su contocorrenti finanziari

solitamente contenuti nella sottovoce proventi diversi dai precedenti.

17. Interessi e altri oneri finanziari: articolata in

a) Da imprese controllate

b) Da imprese collegate

c) Da imprese controllanti

d) Altre


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PIACENZA - CREMONA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e Determinazioni Quantitative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Russo Paolo.

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