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FUNZIONI DELL’ANALISI MONOVARIATA

- Controllare la plausibilità dei valori:

La distribuzione può riservare delle sorprese, spesso compaiono valori “selvaggi”, che non sono

stati assegnati ad alcuna modalità della variabile categoriale. D esempio, se la proprietà in

questione è il sesso, per le cui modalità sono stati previsti i valori 1 (femmina), 2 (maschio), 0

(informazione mancante), ogni altro valore che compaia nella distribuzione, è un errore (es. 3, o

4). Errori del genere possono realizzarsi in qualsiasi anello della catena di operazioni; un errore

di stampa nella pubblicazione, cifre scritte poco chiare, cifre battute male, ecc.

Anche il più accurato controllo, non garantisce l’individuazione di tutti gli errori materiali, ad

esempio, se viene battuto un 5, quel 5 sarà ritenuto un errore materiale solo se non è stato

assegnato come valore numerico ad una modalità della variabile in questione, altrimenti il dato

distorto non sarà individuabile. Nelle analisi bivariata, che mira a individuare delle

combinazioni (femmina – casalinga), se ci si ritrova di fronte a combinazioni del tipo: maschio

– casalinga, femmina – militare, sarebbe opportuno investire tempo per escogitare tutti i

controlli di congruenza resi possibili dalla natura delle proprietà e delle categorie, ma non tutti i

ricercatori si pongono questo problema perché ritengono che il numero da rettificare con questo

procedimento è troppo piccolo, per giustificare l’impegno richiesto.

- Segnalare squilibri nella distribuzione e opportunità di aggregazione:

Questi squilibri, che possono emergere nella distribuzione dei dati, si presentano in forma

diversa a seconda dei criteri seguiti per assegnare i valori numerici alle modalità.

Segnalare la presenza di squilibri, nella distribuzione di una variabile, non è un’operazione priva

di conseguenze pratiche, si possono quasi sempre introdurre dei rimedi che varieranno a

seconda della natura che attribuiamo alla proprietà e dei criteri con cui sono stati attribuiti valori

numerici. Se la variabile è cardinale, si possono operare trasformazioni matematiche dei suoi

valori, oppure escludere dall’analisi alcuni valori estremi, se la variabile è categoriale si possono

aggregare due o più modalità, e a volte queste modalità sono opportune anche se non emergono

gravi squilibri.

- Consentire una valutazione critica del proprio lavoro:

Il lettore ha diritto a prender visione del lavoro del ricercatore, in modo da disporre di maggiori

elementi per recepire criticamente le considerazioni e le conclusioni di chi ha analizzato i dati.

Il primo compito del ricercatore quindi, è presentare i dati in modo che i suoi procedimenti

siano aperti all’esame critico degli altri.

CATEGORIE NON ORDINATE

Pensando ad una proprietà come la regione di residenza, quando in momento di trasformarla in

variabile si assegnano dei valori numerici, potrà capitare che alla modalità Piemonte sarà assegnato

valore 1, e alla modalità Sicilia, sarà assegnato valore 20. Ma quei valori sono numerici solo

all’apparenza, ovvero non vuol dire che chi risiede in Sicilia ha 20 volte più regione di chi risiede in

Piemonte. Sarebbe quindi auspicabile che si usassero lettere o altri segni per contraddistinguere

modalità, evitando così che quelle etichette numeriche vengano trattate come dei veri numeri

(cardinali). L’impossibilità di ordinare le modalità è dovuta all’alto grado di autonomia semantica

che ciascuno stato ha nei confronti degli stati e dell’intera proprietà.

Con l’espressione autonomia semantica si intende il grado in cui il termine che etichetta una

modalità assume significato senza dover ricorrere alle etichette delle altre modalità o dell’intera

variabile; insomma una proprietà campano, si interpreta agevolmente anche senza sapere che è in

alternativa a “laziale”, “piemontese”, ecc.

È opportuno quindi che il numero delle modalità non sia eccessivo; in questo caso si potrebbero

avere celle vuote o quasi vuote, con gravi conseguenze sull’affidabilità delle informazioni che

ricaviamo dalle celle. E la scarsa affidabilità è data quando soprattutto la frequenza attesa è bassa.

Es:


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Analisi Monovariata, Marradi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: funzioni dell'analisi monovariata, categorie non ordinate (autonomia semantica), percentuali, categorie ordinate.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e tecnica della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Truglia Francesco.

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