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Metodologia della ricerca psicologica

Capitolo 1: Metodo induttivo

Per metodo induttivo si intende il ragionamento che segue la seguente forma: A gode della proprietà B, quindi posso concludere che tutte gli A godono della proprietà B. La conclusione del ragionamento può essere falsa, anche se le premesse sono vere.

Segue 4 tappe: osservazioni specifiche, individuazione di regolarità, formulazione ipotesi e formulazione teoria.

Metodo deduttivo

Nel metodo deduttivo si giunge ad una conclusione che ne consegue logicamente date alcune premesse di carattere generale e un caso particolare che rientra nella categoria; se le premesse sono vere ne consegue una conclusione vera.

Segue 4 tappe: formulazione di una teoria, formulazione ipotesi specifiche, osservazioni e verifica delle ipotesi.

Capitolo 2: Il processo di ricerca

Ricerca di base

La ricerca di base ha l’obiettivo di aumentare le conoscenze teoriche senza uno scopo pratico.

Ricerca applicata

La ricerca applicata utilizza teorie e metodi al fine di elaborare una soluzione pratica per la risoluzione di problemi concreti. Segue varie fasi: identificazione del problema di ricerca, pianificazione del disegno sperimentale, fase delle osservazioni, fase analisi dati, fase interpretazione dati, fase comunicazione dei risultati.

  • Identificazione problema di ricerca: La ricerca scientifica parte dai problemi che possono dipendere da: interessi personali del ricercatore, fatti paradossali o fortuna (serendipità) e da tentativi di risolvere problemi pratici, inoltre i risultati delle ricerche e le teorie costituiscono il punto di partenza per nuove ricerche.
  • Influenza euristica: L’influenza euristica si ha quando una teoria genera un enorme interesse, dal quale prendono avvio numerosi studi.
  • Influenza sistematica: L’influenza sistematica avviene quando le teorie o le ricerche fanno affermazioni esplicite o direttamente verificabili.

Domande di ricerca

Le domande di ricerca focalizzano l’attenzione del ricercatore su alcuni aspetti e la distolgono da altri.

Ipotesi di ricerca

L’ipotesi è una congettura o ipotesi che il ricercatore intende verificare sulle relazioni esistenti tra le variabili (se accade x, allora si osserva y); l’ipotesi di ricerca deve essere operazionalizzata, deve essere verificabile empiricamente e può essere espressa in forma matematica. L’ipotesi di ricerca dà luogo a due ipotesi statistiche: ipotesi nulla (mancanza dell’effetto ipotizzato) e alternativa (presenza di tale effetto), queste due ipotesi si escludono reciprocamente.

  • Pianificazione del disegno di ricerca: riguarda una serie di scelte che comprendono l’oggetto da osservare, le condizioni, gli strumenti di misura e i metodi.
  • Fase osservazioni o raccolta dati: le osservazioni empiriche rappresentano i fatti della ricerca.
  • La teoria della misurazione di Stevens: ammette che la misurazione è l’associazione tra una categoria (o simbolo) e oggetti/eventi/individui. Ad esempio, se il ricercatore vuole misurare il sesso di alcune persone deve utilizzare un sistema di due categorie: maschio e femmina.
  • Misurazione di un sistema empirico: è la costruzione di un sistema numerico in modo tale che ci sia una relazione di stessa forma (omomorfismo) con il sistema empirico, deve mantenere inalterata la struttura dei legami relazionali.
  • Caso o soggetto: Si dice ciò a cui si applica la misurazione e che solitamente viene assegnato a una delle condizioni sperimentali.
  • Variabile: Per variabile si intende una qualsiasi caratteristica fisica o psichica del soggetto che può assumere valori diversi in un dato intervallo e che varia da individuo a individuo; ogni variabile è formata da un insieme di categorie chiamati modalità.

Variabili qualitative

  • Categoriale o nominale: quando i livelli sono costituiti da categorie discrete e non possono essere ordinate in nessun modo (es. sesso, colore degli occhi).
  • Ordinale: quando i livelli diversi sono anche ordinati in modo che uno venga prima dell’altro senza un valore numerico (es. classe sociale).

Variabili quantitative o metriche

  • Intervalli equivalenti: se i livelli della variabile possono essere numerati, ad ogni livello corrisponde un numero, e l’intervallo tra un livello e quello adiacente è costante. Lo zero non è un valore assoluto ma arbitrario e non indica l’assenza di una tale caratteristica, ma semplicemente un continuum nell’intensità con la quale si manifesta.
  • Rapporti equivalenti: nella scala la variabile contiene uno zero che indica l’assenza della caratteristica.

Metodo per individuare correttamente la scala di misura di una variabile: tramite domande si/no interconnesse tra loro, si arriva a definire adeguatamente la variabile rispondendo nell’ordine in cui vengono presentate (i livelli della variabile sono ordinabili? Gli intervalli tra i livelli della variabile sono equivalenti? Lo zero indica veramente l’assenza della quantità misurata?).

La matrice di dati: è uno strumento per organizzare in maniera sistematica i dati raccolti rispetto a ciascun soggetto e ciascun caso; i soggetti vengono posti in in riga e le variabili in colonna.

I criteri necessari per la distinzione delle variabili

  • Livello di precisione nella misurazione: variabili continue (può assumere qualsiasi valore numerico nei numeri reali, sono necessariamente quantitative, es. l’altezza) o discrete (può assumere un numero finito di valori entro il suo ambito di variazione, es. il numero di bambini in una famiglia).
  • Ruolo all’interno dell’esperimento: divise in variabili indipendenti (stimoli o eventi comportamentali che si sospetti causino dei cambiamenti su altri eventi/comportamenti) che possono essere manipolate (controllate e modificate dal ricercatore) e non manipolate (quelle che il ricercatore non può controllare) e variabili dipendenti (le variazioni di determinati comportamenti che si suppone derivino dalle modifiche delle variabili indipendenti).
  • Ruolo che possono avere nel confondere una relazione tra una variabile indipendente e una dipendente: distinzione tra variabili confuse e variabili confondenti. La variabile di disturbo nasce da un errore del ricercatore. Per variabile confusa si intende quella variabile non controllata che varia con la variabile indipendente ma è estranea ad essa (es. orientamento politico ed età); per variabile confondente si intende la variabile non controllata che varia con la variabile indipendente ed è intrinsecamente associata ad essa o alla sua operazionalizzazione. Entrambe costituiscono una minaccia alla validità della ricerca.
  • L’errore che si compie durante la misurazione e che le distingue in variabili che inducono errori casuali e variabili che inducono errori sistematici.
  • Possibilità di osservare direttamente la variabile e distingue le variabili in latenti (che non può essere osservata ma si ipotizza la sua esistenza per spiegare altre variabili osservabili direttamente) e manifeste.

Fase dell'analisi dei dati

Codificazione dei dati in forma numerica secondo ordini stabiliti per permettere l’elaborazione statistica (es. matrice di dati e tabella di continenza).

Fase dell’interpretazione

Il ricercatore deve verificare se a) i risultati danno una risposta all’ipotesi di ricerca b) se tale risposta contribuisce ad approfondire la conoscenza del problema.

Fase della comunicazione

Divulgazione dei dati scientifici tramite:

  • Comunicazione orale nei convegni
  • Articoli e riviste scientifiche
  • Libri

Capitolo 3: Comunicazione e principi di ricerca

La pubblicazione scientifica può essere di diversi tipi: rassegna, ricerca, abstract. È caratterizzata da un filo conduttore che parte da domande irrisolte alla loro soluzione, passando per la descrizione delle modalità.

La struttura di una pubblicazione conta 7 parti: titolo e autori, introduzione teorica con scopi e ipotesi di ricerca, metodo, risultati, discussione e conclusioni, bibliografia, abstract e parole chiave.

Introduzione teorica

L’introduzione solleva delle problematiche rilevanti alle quali si vuole rispondere, possono essere teoriche o sociali. Le questioni di carattere generale vengono poi trasformate in specifiche ipotesi formulate esplicitamente.

Metodo

Il metodo è schematico e riporta le modalità con cui la ricerca è stata condotta; è diviso in sezioni:

  • Soggetti o campione: fornisce informazioni sul numero e le caratteristiche dei soggetti che fanno parte dell’esperimento. Vengono anche indicate il metodo e le procedure di campionamento. Quando si ha una sessione di gruppo si parla invece di partecipanti.
  • Misure: descrivono le variabili indipendenti e la loro operazionalizzazione.
  • Procedure: descrivono lo svolgimento dell’esperimento.
  • Disegno di ricerca: indica il tipo di studio che si sta conducendo, le variabili misurate e il loro ruolo.

Risultati

I risultati forniscono una risposta agli interrogativi iniziali, possono essere organizzati sullo schema delle ipotesi, fornendo una risposta concreta e organizzata. Lo stile non è di tipo argomentativo e possono essere inseriti indici delle analisi statistiche, grafici e tabelle.

Discussione e conclusioni

Nella discussione e nella conclusione, il ricercatore collega tutti i risultati ottenuti e ne trae un quadro composto e articolato, fornendo un’interpretazione con la teoria di riferimento. Lo stile è interpretativo. La teoria deve essere strettamente basata sulle risultanze empiriche e le conclusioni spesso non possono essere generalizzate.

Abstract: è un riassunto molto breve di circa 100-200 parole che aiuta il lettore a capire rapidamente senza leggere l’intero articolo; le parole chiave sono due o tre parole indicative del contributo e associate all’articolo in modo da renderlo reperibile facilmente.

Etica e ricerca

Il lavoro scientifico psicologico comporta che gli studiosi conducano esperimenti su esseri viventi. Venne elaborato dall’APA (American Psychological Association). Inoltre dopo la seconda guerra mondiale fu formulato il codice di Norimberga, che introdusse importanti fondamenti come il consenso informato, il bilancio rischio-beneficio, la preferenza.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher psico_28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Europea di Roma o del prof Continisio Massimo.
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