Estratto del documento

Capitolo I: Alcune nozioni di base

Il contenuto di un’area geografica presenta aspetti sia fisici sia culturali e la geografia mira sempre a indagare entrambi.

Geografia umana

Nel geografia umana confluiscono tutti gli ambiti della geografia che non sono direttamente connessi con l’ambiente fisico. Il contenuto della geografia umana offre la possibilità di integrare tutte le scienze sociali, in quanto conferisce a tali scienze il necessario punto di vista spaziale e sistematico di cui altrimenti sarebbero deficitarie.

Concetti geografici essenziali

  • I luoghi hanno un’ubicazione, una direzione e una distanza in relazione ad altri luoghi.
  • Un luogo ha una dimensione.
  • Un luogo possiede sia una struttura fisica sia un contenuto culturale.
  • Le caratteristiche dei luoghi variano nel corso del tempo.
  • Gli elementi di un luogo sono in correlazione con altri luoghi.
  • Il contenuto dei luoghi è strutturato e spiegabile.
  • I luoghi possono essere raggruppati in unità definibili regioni, in base alle loro somiglianze e differenze.

Ubicazione, direzione e distanza

Rappresentano i modi in cui comunemente rappresentiamo lo spazio che ci circonda. L’ubicazione assoluta consiste nell’identificazione di un luogo sulla base di coordinate riconosciute (uno di essi è il reticolato geografico di meridiani e paralleli). Tale ubicazione è unica e indipendente da qualsiasi altro luogo descritto. L’ubicazione relativa rappresenta la posizione di un luogo in relazione ad altri.

Alla luce di questa diversità i geografi operano una distinzione tra sito e situazione. Il sito è un concetto di ubicazione assoluta e fa riferimento a caratteristiche fisiche e culturali del luogo stesso (il sito di Damasco è sempre stato favorito da favorevoli condizioni ecologiche); la situazione invece fa riferimento alle relazioni esterno di un luogo e quindi alla sua relazione con altri luoghi (la situazione di Aleppo è favorevole in relazione alla sua posizione strategica lungo la via della seta, mentre il suo sito è sostanzialmente insignificante).

La direzione si divide anch’essa in assoluta (se si basa su punti cardinali ad esempio) o relativa. La distanza può essere intesa in senso assoluto (separazione di due punti misurata tramite unità di misura convenzionali) e relativa (ad esempio una destinazione urbana potrebbe essere distante circa dieci euro di taxi).

Dimensioni e scala

La scala rappresenta la raffigurazione di un oggetto e determina il livello di generalizzazione rappresentato.

Caratteristiche fisiche e culturali

Tutti i luoghi hanno caratteristiche fisiche e culturali che li contraddistinguono, le caratteristiche fisiche connotano aspetti naturali del luogo, come il clima e il suolo, ossia il contesto all’interno del quale si svolge l’azione umana, il paesaggio naturale; di fatto ogni attività umana lascia l’impronta sulle risorse di un’area geografica e la sua manifestazione è detta paesaggio culturale.

Caratteristiche mutevoli dei luoghi

Le caratteristiche attuali dei luoghi sono il risultato di un cambiamento continuo rispetto alle condizioni di partenza.

Interrelazione tra luoghi

Per descrivere i modelli che assume l’interazione spaziale i geografi introducono i concetti di accessibilità e connettività. La considerazione della distanza comporta la valutazione dell’accessibilità: tutte le zone delle città antiche erano accessibili a piedi, uno status perduto quando con l’industrializzazione le città aumentarono in estensione e in abitanti. L’accessibilità perciò evoca l’idea di connettività, un concetto più ampio che implica tutti i modi tangibili e non tangibili, in cui i luoghi sono collegati, dalle linee telefoniche alle reti stradali. Tra i luoghi esiste inevitabilmente un interscambio, la globalizzazione ha comportato l’aumento dell’interconnessione fra le società in tutte le parti del mondo.

Contenuto strutturato dei luoghi

La disposizione degli elementi sulla superficie terrestre, prende il nome di distribuzione spaziale, e può essere analizzata sulla base di diversi concetti, densità, dispersione e modello di distribuzione. La densità misura il numero di elementi all’interno di una determinata unità areale. La dispersione rappresenta il livello di diffusione di un fenomeno su un’area. Sia nell’area A che nell’area B vi è la stessa densità di elementi, ma la dispersione è differente: in A gli elementi sono accentrati, mentre in B sono dispersi. Il modello di distribuzione infine indica la dispersione geometrica degli elementi in un’area: la distribuzione di case lungo un fiume ad esempio potrebbe essere considerata lineare.

Somiglianza tra luoghi e concetto di regione

Spesso aree geografiche diverse hanno un contenuto fisico e culturale simile, consentendo così di riconoscere e definire le regioni. Le regioni possono essere formali, quando sono caratterizzate da un’essenziale uniformità di una o più caratteristiche fisiche, culturali o politiche. Le regioni sono dette funzionali, se possiedono una caratteristiche uniforme non in termini di contenuto ma di connettività. Infine le regioni possono definirsi percettive se riflettono uniformità di sensazioni o immagini anziché dati oggettivi.

Carte geografiche

Le carte geografiche sono strumenti per identificare le regioni e analizzare il loro contenuto. Nel reticolato geografico, utilizzato per determinare l’ubicazione di un elemento, la latitudine misura la distanza a nord e a sud dell’equatore, mentre la longitudine è la distanza angolare a est e ovest dal primo meridiano che per convenzione è rappresentato da Greenwich. Nelle carte geografiche l’organizzazione dei dati può essere rappresentato secondo carte tematiche, ossia che presenti dati in forma grafica; su una mappa isometrica vengono invece tracciate linee che collegano punti aventi stesse caratteristiche (ad esempio altezza); in terzo luogo la mappa coropletica presenta un valore medio dei dati studiati per preesistenti unità areali. Infine è possibile anche parlare di mappe mentali, ossia quelle mappe che riflettono la propria visione della realtà spaziale e si basano su informazioni ricevute, interpretate e immagazzinate.

Capitolo II: Le radici e il significato della cultura

Componenti della cultura

All’interno della società, la cultura si trasmette alla generazione successiva tramite imitazione, istruzione ed esempio. Gli individui acquisiscono modelli comportamentali e di conoscenze che sono influenzati dall’età, il sesso, lo status sociale ecc. specifici del soggetto: ciascun individuo apprende le regole e le convenzioni non soltanto della cultura generalmente intesa, ma anche della sottocultura specifica alla quale appartiene e ci si aspetta che il soggetto si conformi ad entrambe. Nell’ambito della complessità della vita umana cercheremo di isolare quelle variabili culturali basilari che conferiscono struttura alla società.

In primo luogo vi sono i tratti culturali, sono unità di comportamento acquisito, l’espressione più elementare della cultura, i mattoni che formano i complessi modelli comportamentali dei diversi gruppi di individui. Singoli tratti culturali formano una struttura culturale che si riferisce ai diversi ambiti della società quali la sfera religiosa, economica politica ecc. Quando esistono diverse comunanze tra gruppi di individui per quel che riguarda tratti e strutture culturali si fa riferimento a sistemi culturali, ad esempio i cittadini del “melting pot” statunitense si identificano come americani, costituendo tutti insieme un unico sistema culturale, in quanto nonostante le diversità etniche o linguistiche condividono un numero di caratteristiche comuni.

Di solito i geografi umani fanno riferimento alla regione culturale come ad una porzione della superficie terrestre occupata da popolazioni che condividono caratteristiche culturali riconoscibili e distintive. Infine un sistema di tali regioni culturali che presentano strutture correlate possono essere raggruppate in un complesso culturale regionale il quale presenta una uniformità di base delle sue caratteristiche culturali.

Interrelazione tra uomo e ambiente

Le interrelazioni tra individui e ambiente di una determinata area geografica, sono i temi dell’ecologia culturale, disciplina che indaga la relazione fra un gruppo culturale e l’ambiente naturale da esso occupato. Gli ecologi culturali dichiarano che i pastori di sussistenza, i cacciatori-raccoglitori e gli agricoltori, hanno adattato le loro attività produttive (e tutto ciò che ne deriva) ai particolari limiti imposti dal loro habitat, ma questa influenza iniziale non determina la peculiarità della cultura che si svilupperà.

Il controllo esercitato dall’ambiente. I soli fattori ambientali non possono giustificare le varianti culturali che si sviluppano nel mondo. L’ambiente pone determinati limiti all’utilizzo del territorio da parte dell’uomo, ma tali limiti non devono essere considerati come assoluti, bensì legati alle tecnologie disponibili. Il possibilismo, teoria opposta al determinismo, è l’idea che siano gli individui e non gli ambienti in sé a determinare lo sviluppo culturale, in parole povere l’impatto dell’ambiente sulla società risulta inversamente correlato al livello di sviluppo di quest’ultima.

L’impatto dell’uomo. Gli individui sono in grado di modificare l’ambiente e questo rappresenta l’altra metà della relazione tra uomo e ambiente di interesse geografico. Il paesaggio culturale, cioè la superficie terrestre modificata dall’azione dell’uomo, rappresenta l’impronta fisica tangibile di una data cultura; naturalmente più la cultura è tecnologicamente complessa e avanzata, tanto più palese e incisiva è la sua influenza sul paesaggio naturale. Nelle caotiche società urbane industriali, il paesaggio culturale ha finito per avere maggior peso sulla vita quotidiana degli individui rispetto all’ambiente fisico naturale, infatti gli abitanti di tali città per esempio possono vivere mantenendo uno scarso contatto con l’ambiente fisico.

È quindi evidente una relazione biunivoca tra uomo e ambiente in cui vive, ma è altrettanto evidente come quest’ultimo influenzi sempre più marginalmente l’evoluzione del primo tanto più la cultura dell’uomo si sviluppi e progredisca.

Le radici della cultura

Alla fine del periodo Paleolitico gli esseri umani si erano diffusi in tutti i continenti tranne l’Antartide, portando con sé le loro culture di cacciatori raccoglitori e le loro organizzazioni sociali di tipo adattativo. In questa prima fase dell’esistenza umana, la loro cultura (utensili, risorse, abbigliamento, abitazioni) rifletteva i diversi climi e l’ambiente che occupavano.

I germi del cambiamento

Il ritiro degli ultimi ghiacciai decretò la fine dell’era paleolitica, avviando successivi processi di evoluzione culturale. Non tutte le culture hanno attraversato contemporaneamente le diverse fasi dello sviluppo, da qui il concetto di divergenza culturale tra gruppi umani.

Le origini e la diffusione dell’agricoltura

Alla fine del periodo glaciale, la popolazione di cacciatori-raccoglitori crebbe lentamente. Man mano che il rapido cambiamento climatico incideva negativamente sulle loro risorse, gli individui sperimentarono la domesticazione delle piante e degli animali, il che favoriva una maggiore affidabilità per quanto riguarda le risorse necessarie al sostentamento della popolazione. Poiché in tali società alle donne spettava la mansione di raccogliere cibo, furono esse a sperimentare una maggiore familiarità con le piante alimentari e sembra certo che furono proprio le donne a rivestire un ruolo chiave nell’avviare forme di agricoltura concepite per sostituire la raccolta pura meno affidabile.

Le diversità ambientali e climatiche furono importanti per la diffusione dell’agricoltura. Sebbene l’agricoltura si fosse sviluppata in modo autonomo in molte aree del mondo, gli abitanti del Medio Oriente ebbero la fortuna di avere grande presenza di piante adatte ad essere domesticate; l’Eurasia aveva invece abbondanza di animali di grossa taglia che potevano essere domesticati. Le grandi dimensioni dell’Eurasia significarono anche un gran numero di popoli, ciascuno in grado di sviluppare diverse tecnologie. La crescita della popolazione, la produttività agricola e lo scambio di menti creative permisero di adottare governi centrali, città, commercio ecc. così gli abitanti di altri continenti furono rapidamente soggiogati non per la loro innata inferiorità, ma a causa degli svantaggi di carattere geografico che limitarono o ritardarono le loro prospettive di sviluppo.

I focolai culturali

Le rivoluzioni sociali e tecnologiche che cominciarono nel periodo neolitico e lo caratterizzarono si diffusero dalle culle di origine e furono adottate anche da individui che non avevano preso parte alla loro creazione. Il termine focolaio culturale viene utilizzato per descrivere tali centri di innovazione e di invenzione, dai quali importanti tratti culturali si spostarono per esercitare la loro influenza sulle regioni circostanti.

Ciascun focolaio culturale mostrava una rigorosa organizzazione agricola, che comportava un livello di produttività locale tale da consentire a numerosi individui di impegnarsi in attività non strettamente legate all’agricoltura, così ogni regione-focolaio vide la creazione di una società stratificata.

Il diffusionismo è la convinzione che le somiglianze culturali si verificano principalmente tramite la propagazione nello spazio (diffusione) da un sito di origine. L’avanzamento culturale e le civiltà si trasmettono tramite vie di commercio e contatti fra gruppi e non sono quindi il frutto di creazioni separate e indipendenti. In ogni caso le caratteristiche comuni che derivano dalla diffusione di specifici tratti culturali, contengono le radici della convergenza culturale. Questo termine descrive la condivisione di tecnologie che si manifesta in modo assai evidente nel mondo contemporaneo anche tra società molto distanti.

La struttura della cultura

A scopi analitici i tratti culturali possono essere raggruppati ed esaminati come sottoinsiemi di un tutto, questi sono ideologico, tecnologico e sociologico. In una classificazione simile ma distinta vengono identificate tre componenti della cultura: i prodotti mentali, materiali o sociali. Il sottosistema ideologico è composto da idee credenze e conoscenze di una cultura; tali sistemi astratti di credenze o prodotti mentali passati di generazione in generazione, ci indicano in che cosa credere, a cosa attribuire valore e come agire.

Il sottosistema tecnologico è composto dagli oggetti materiali (e dalle tecniche di utilizzo degli stessi) grazie ai quali gli individui sono in grado di vivere. Infine il sottosistema sociologico di una cultura è la somma dei modelli di relazioni interpersonali; tali prodotti sociali definiscono l’organizzazione sociale di una cultura, regolano il modo in cui il singolo si relaziona rispetto al gruppo.

La natura interdipendente di tutti gli aspetti di una cultura prende il nome di integrazione culturale: per esempio l’improvvisa alterazione della struttura ideologica della Russia dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, comportò l’improvvisa alterazione di tutti gli aspetti del sistema culturale di quel paese.

Il mutamento culturale

Le culture per quanto sostanzialmente conservative si trovano in uno stato di flusso perpetuo. Naturalmente non tutti i mutamenti sono così ampi come quelli indotti dall’introduzione dell’agricoltura o dalla rivoluzione industriale. Molti sono irrilevanti, ma in combinazione con altri possono alterare sensibilmente la cultura. Il cambiamento su piccola scala avrà ampie ripercussioni man mano che i tratti collegati entrano in sintonia con il mutamento. I cambiamenti culturali sono indotti da innovazione, diffusione e acculturazione.

Innovazione

Per una cultura l’innovazione implica dei mutamenti che derivano dalle idee create all’interno del gruppo sociale stesso. La novità potrebbe essere rappresentata da un miglioramento della tecnologia, quanto più l’innovazione è fondamentale tanto più dilaganti sono le sue conseguenze.

Diffusione

La diffusione è il processo tramite il quale un’idea o un’innovazione viene trasmessa da un individuo o un gruppo ad un altro. Nella diffusione per spostamento l’innovazione viene fisicamente trasferita in nuove aree da popolazioni migranti che la possiedono; prodotti mentali o manufatti sono dunque introdotti in nuovi luoghi da colonizzatori. La diffusione delle religioni da parte dei colonizzatori costituisce un chiaro esempio di diffusione per spostamento. La diffusione per espansione comporta la propagazione di un elemento innovativo da un luogo ad altri, ed è l’esempio tipico dell’Islam che si diffuse dal suo luogo originario nella penisola araba, lungo gran parte dell’Asia e dell’Africa settentrionale; quando la diffusione per espansione interessa quasi in maniera uniforme tutti gli individui esterni alla regione di origine si parla di diffusione per contagio.

Acculturazione

Un gruppo culturale può subire sostanziali modifiche nei tratti che lo identificano, adottando alcune caratteristiche di un altro gruppo culturale dominante. È il caso dell’acculturazione, in cui popoli migranti acquisiscono valori, costumi e atteggiamenti della società che li ospita, la quale a sua volta subisce un cambiamento indotto dall’assorbimento delle nuove influenze.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 49
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 1 Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Metodologia della Ricerca Geografica, prof. Trischitta, libro consigliato Geografia Umana, Fellman, Getis, Getis Pag. 46
1 su 49
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca geografica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Trischitta Domenico.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community