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Riassunto esame Metodologia, prof. Cuzzocrea, libro consigliato Metodologia della ricerca psicologica, Gnisci Appunti scolastici Premium

Sunto per l'esame di Metodologia e psicometria, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del testo consigliato dalla docente Cuzzocrea, Metodologia della ricerca psicologica, Gnisci. Si trattano gli aspetti epistemologici, teorici e metodologici del processo di ricerca; l'evoluzione del concetto di scienza; principi ed esempi di ricerca; la raccolta dei dati; veri esperimenti; la validità... Vedi di più

Esame di Metodologia e psicometria docente Prof. F. Cuzzocrea

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mezzo dell'intuizione si ricavano le leggi, che costituiscono il punto di partenza per

formulare le teorie che a loro volta permettono di proporre nuove ipotesi.

Quest'ultime vanno verificate mediante la sperimentazione o l'osservazione, e quindi

generalizzate e coordinate in teorie più generali e più perfette, da cui si deducono

nuove ipotesi. Se queste vengono confermati o rafforzano ed arricchiscono la teoria

di cui sono delle conseguenze o spingono a correggere la teoria e a migliorarla. E'

questo il procedimento attraverso cui si strutturano, si arricchiscono le conoscenze

scientifiche: si tratta di un via e vai tra teorie ed esperimento. Questo punto di vista è

stato largamente condiviso per molto tempo, ma alla fine degli anni '50 fu duramente

contestato il concetto che l'esperienza sia all'origine di ogni conoscenza, ponendo il

problema della relazione diretta tra teoria ed esperienza e del ruolo relativo ad

ognuna di esse. L'empirismo logico trovò dei cultori anche all'interno della psicologia

attraverso la mediazione dei filosofi Rudolf Carnap e Herbert Feigl. Quest'ultimo curò

insieme alla psicologo M. Scriven il volume in cui realizzò l'incontro tra l'empirismo

logico e la psicologia scientifica. Anche i behavioristi si pronunciarono, affermando

che una teoria scientifica è la descrizione dei dati sensoriali raccolta nei cosiddetti

protocolli di osservazione; questi protocolli sono modellati secondo uno schema in

cui sono determinate la misurazione e le formulazioni matematiche in uso nelle

scienze naturali esatte. Alla base di tutto si collocano i principi della scientificità per

eccellenza proposti dal positivismo logico: l'oggettività e la possibilità del confronto

intersoggettivo delle osservazioni. Clark L. Hull fu uno degli esponenti del

comportamentismo che, più degli altri, applicò le tesi del positivismo logico in

psicologia.

L'EPISTEMOLOGIA GENETICA Piaget ha sviluppato il suo progetto di

epistemologia genetica, la disciplina che intende spiegare i processi cognitivi

ricostruendo le fasi dello sviluppo dall'infanzia al mondo adulto: in questo modo è

possibile studiare lo sviluppo dei modi di conoscenza. Secondo il pensiero di Piaget

l'epistemologia deve riconoscere che almeno alcune delle soluzioni ai suoi problemi

provengono dalla sperimentazione e non dalla riflessione pura, e la conoscenza

scientifica si evolve attraverso cambiamenti qualitativi, nel modo di pensare,

piuttosto che con incrementi quantitativi. Piaget ha sempre criticato l'empirismo,

insistendo sull'importanza dell'attività del soggetto nella conoscenza e ha sempre

sostenuto che numerosi problemi, rilevanti per la riflessione pura, possono essere

risolti mediante la ricerca empirica; in questo modo i problemi si trasformano e non si

possono studiare indipendentemente dai processi concreti che li hanno prodotti e

dalle condizioni in cui questi processi si sono sviluppati.

LA CONCEZIONE AUTOCORREGGIBILE DI SCIENZA La terza concezione di

scienza riconosce come una garanzia della validità della scienza la sua

autocorreggibilità. In questo ambito vi sono tre approcci diversi: il razionalismo critico

di Popper, la teoria dei paradigmi di Kuhn e l'epistemologia irrazionale e anarchica di

Feyerabend.

IL RAZIONALISMO CRITICO DI POPPER Karl Popper è un filosofo la cui

concezione parte da una semplice idea di logica elementare: una proposizione

generale non può essere confermata empiricamente, ma solamente falsificata o

confutata. Infatti una teoria per quanto possa trovare ripetute conferme, non è mai

assolutamente provata o definitivamente dimostrata, poichè non si può escludere

che un caso non smentisca la legge. Lo scopo della ricerca scientifica è proprio

quello di trovare sempre una teoria migliore della teoria precedente, nel senso che

spieghi di più e più esattamente. Allora compito dello scienziato è quello di falsificare

le teorie. Popper propone un criterio di demarcazione tra le vere scienze che sono

quelle che possono essere falsificate, cioè smentite da dati sperimentali, e quelle

che si presentano come tali per esempio le scienze umane in quanto hanno il difetto

di spiegare tutto ma di non poter essere mai falsificate. Secondo Popper la ricerca

scientifica non inizia dall'osservazione bensì dai problemi, cioè dalle contraddizioni o

tra due teorie o tra una teoria e un fatto, che per essere risolti necessitano di fantasia

e creatività: l'osservazione da sola sarebbe insignificante se non ci fosse l'intuizione

dello scienziato di collegare fatti e teorie e formulare ipotesi. L'osservazione serve

per verificare l'ipotesi. (problemi- teorie- critiche). In conclusione, per Popper

l'elemento centrale dell'attività di ricerca non è quello di confermare le ipotesi ma di

falsificarle. (L'impossibilità di falsificare una teoria spinge al ricorso di spiegazioni ad

hoc, cioè quelle spiegazioni che non aumentano il contenuto informativo della teoria,

ma proteggono quest'ultima dalla falsificazione).

KUHN E I PARADIGMI Kuhn condivide con Popper molte idee, ma hanno due

concezioni di scienza ben diverse: Kuhn sostiene che l'attività scientifica non

consiste nel verificare le teorie, ma nell'arricchirle e perciò nel risolvere degli enigmi

e i problemi specifici che essi pongono. La scienza si costruisce a partire da

paradigmi, cioè conquiste scientifiche universalmente riconosciute che, per un certo

periodo di tempo, forniscono un modello di problemi e soluzioni accettabili. Secondo

Kuhn una scienza presenta nel corso della sua storia vari cicli paradigmatici: ogni

ciclo comprende una fase preparatoria, durante la quale si confrontano diverse

scuola di pensiero; un contributo importante può conciliare la maggioranza e far

accedere la disciplina da una fase di scienza straordinaria a una normale. Quando ci

si trova nella fase di scienza normale i ricercatori lavorano all'interno di un

paradigma senza metterlo in discussione. Una caratteristica dei paradigmi è la loro

incommensurabilità, cioè che non sono comparabili, che ciascuno comporta i propri

criteri di validità e che ognuno è chiuso in se stesso. Se i paradigmi sono

incommensurabili, non ci può essere un passaggio da uno all'atro per una

trasformazione graduale; il nuovo può soppiantare il primo solo mediante una

rivoluzione. Difatti, durante lo svolgimento di un'attività scientifica si accumulano fatti

anormali, cioè inconciliabili con i paradigmi esistenti. Da queste anomalie si sviluppa

uno stato di crisi che spinge i ricercatori ad abbandonare un paradigma e a cercarne

un altro.

EPISTEMOLOGIA IRRAZIONALE E ANARCHICA Il pensiero di Kuhn fu in qualche

modo contestualizzato da Feyerabend, secondo cui è necessario riconoscere che la

scienza ha bisogno e fa uso di una pluralità di standard e che gli scienziati lavorano

meglio se non sono vincolati da paradigmi, da autorità: egli sostiene che nella

scienza non sono mai esistite regole di metodo che non siano state violate e senza

tale violazione non sarebbe stata possibile la crescita della conoscenza scientifica.

Addirittura secondo Feyerabend le violazioni alle norme sono necessarie per il

progresso scientifico. Al modello monistico della crescita scientifica, egli contrappone

quello del pluralismo teorico: la metodologia deve essere una teoria alla critica e

all'errore, di conseguenza si tratta di progettare un numero il più possibile elevato di

teorie tra loro contradditorie.

CAPITOLO 2 IL PROCESSO DI RICERCA

Fare ricerca significa seguire regole ben precise; Le ricerche psicologiche tendono a

risolvere sia problemi teorici (scopo aumentare le conoscenze teoriche su un dato

argomento) che danno luogo alla ricerca di base chiamata anche fondamentale o

pura, sia problemi pratici che danno luogo alla ricerca applicata e nasce da problemi

concreti che richiedono soluzioni pratiche.

Il processo di ricerca è identico per entrambe, le fasi sono:

Identificazione del problema di ricerca un “problema” è una contraddizione tra

affermazioni o tra una teoria ed un fatto che genera nel ricercatore un’”idea” volta a

spiegare il contrasto osservato. Le fonti più comuni dei problemi:

Interessi personali del ricercatore

Fatti paradossali e fortuna (Serendipità: fare scoperte utili alle quali non si mirava)

Tentativi di risolvere problemi pratici

Teorie e risultati delle ricerche in due modi: Influenza euristica (una teoria genera un

enorme interesse), influenza sistematica (quando teorie o ricerche fanno

affermazioni direttamente verificabili). L’identificazione di un problema rilevante

solleva una serie di quesiti (DOMANDE DI RICERCA) che focalizzano l’attenzione

del ricercatore su alcuni aspetti;

l’IPOTESI DI RICERCA che ne consegue viene poi definita in maniera ancora più

specifica (“Se accade X, allora si osserva Y”), viene verificata empiricamente e da

luogo a due IPOTESI STATISTICHE (ipotesi nulla H0 > mancanza dell’effetto a

ipotesi alternativa H1 > presenza dell’effetto)

Pianificazione del disegno sperimentale comporta una serie di scelte su: oggetto

da osservare, condizioni in cui condurre le osservazioni, strumenti di misura più

affidabili, metodi più appropriati per codificare i dati, test statistici per le analisi,

problemi etici.

Osservazioni secondo la “teoria della misurazione di Stevens” la misurazione di un

sistema empirico è la costruzione di un sistema numerico in modo tale che ci sia una

relazione di omomorfismo con il sistema empirico.

Si dice caso o soggetto ciò a cui si applica la misurazione; quando si esegue una

misurazione su un soggetto si utilizza un sistema di categorie detto variabile

“qualsiasi caratteristica del soggetto che può assumere valori diversi in un dato

intervallo e che varia da individuo a individuo”. Esistono 4 categorie di variabili

distinte in base alla scala di misurazione utilizzata : nominali, ordinali, a intervalli

equivalenti, a rapporti equivalenti.

Una volta eseguite le idonee misurazioni per verificare l’ipotesi di ricerca, i dati

vengono raccolti in una MATRICE DI DATI. Criteri per distinguere le variabili:

-livello di precisione nella misurazione: continue (all’interno del proprio ambito di

variazione può assumere i valori di tutti i numeri reali), discrete (può assumere un

numero finito di valori).

–ruolo che hanno all’interno dell’esperimento: variabili indipendenti (si sospetta

causino cambiamenti su altri eventi) manipolate o non manipolate, variabili

dipendenti ( si suppone dipendano dalle modifiche delle variabili indipendenti).

–ruolo che possono avere nel confondere una relazione tra variabile ind/dip:

variabile confondente (variabile non controllata che covaria con la v.ind. ma è

estranea ad essa, solitamente dovuta a artefatti nelle procedure di ricerca), variabile

confusa (variabile non controllata che covaria con la v.ind. ed è intrinsecamente

associata ad essa o alla sua operazionalizzazione).

–errore che si compie durante la misurazione: variabili che incorrono in errori casuali

e variabili che incorrono in errori sistematici.

–possibilità di osservare direttamente la variabile: variabili latenti che non possono

essere osservate ma di cui si ipotizza l’esistenza per spiegare altre variabili che

possono essere osservate direttamente (variabili manifeste).

Analisi dei dati le osservazioni empiriche vengono codificate in forma numerica e

disposte in modo da permetterne l’elaborazione statistica (matrice di dati o tabella di

contingenza).

Vengono eseguite le elaborazioni descrittive sul campione e i test statistici che

permettono di prendere decisioni e verificare le ipotesi sulla popolazione a partire dal

campione.

Interpretazione dei dati verificare:

-se i risultati danno una risposta all’ipotesi di ricerca

-se tale risposta contribuisce ad approfondire la conoscenza del problema.

Comunicazione dei risultati attraverso i mezzi più idonei (convegni, articoli su

riviste scientifiche), il resoconto di una ricerca richiede la descrizione dettagliata dei

risultati e delle procedure in modo da offrire tutti gli elementi necessari per

un’eventuale sua ripetizione.

CAPITOLO 3 COME SI LEGGE O SI SCRIVE UNA RICERCA?

La struttura di una pubblicazione di ricerca in una rivista scientifica è formata da 7

parti:


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DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto per l'esame di Metodologia e psicometria, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del testo consigliato dalla docente Cuzzocrea, Metodologia della ricerca psicologica, Gnisci. Si trattano gli aspetti epistemologici, teorici e metodologici del processo di ricerca; l'evoluzione del concetto di scienza; principi ed esempi di ricerca; la raccolta dei dati; veri esperimenti; la validità della ricerca; controllo degli effetti di disturbo; attendibilità e validità della misurazione; metodi descrittivi di ricerca.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoletta.abramo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e psicometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Cuzzocrea Francesca.

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