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previsione, sotto le condizioni che si verifichino determinati eventi e che sussistano certe relazioni di dipendenza tra

quegli eventi. In base alla supposizione dell’antecedente e di una relazione tra antecedente e conseguente vengono

ipotizzati differenti scenari del mondo. Quando poi la premessa maggiore non ha più alcuna caratteristica legale, ma

consiste in un evento simile a quello che vogliamo spiegare, da nomologica la spiegazione diviene analogica. Essa è la

più antica e la più usata nei processi argomentativi: consiste in un processo mediante cui si spiega qualcosa

riportandolo a qualche cos’altro più conosciuto. Si utilizza con gli studi del caso, perché la spiegazione non necessita di

leggi ma soltanto di casi simili a quello che s’intende spiegare o per la struttura formale posseduta da ambedue o per il

comune possesso di proprietà sostantive in comune. Infine la spiegazione si trasforma nel prodotto di una specifica

ricerca. L’attività rientra allora in un processo di accrescimento di conoscenza, invece che di uno di applicazione della

conoscenza. Si abbandonano le procedure di uso per passare a quelle produttive. L’individuazione delle cause di basa

su processi argomentativi simili a quello operati dallo storico, dal giudice o dal poliziotto nella loro attività

professionale. (vedi esempio pagina 15). Nelle scienze sociali ogni evento è un punto su cui insistono numerose

relazioni; ne consegue che numerose sarebbero pure le leggi e le condizioni necessarie alla sua spiegazione. (vedi

scheda spiegazioni teleologiche).

DIVERSI TIPI DI METODO

Uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine scientifica è il controllo delle variabili. Il controllo è manipolativo quando si

applica direttamente agli eventi dell’universo. Con esso da un lato noi eliminiamo fisicamente gli eventi indesiderati, i

disturbi; dall’altro produciamo e modifichiamo quelli di interesse diretto per la ricerca. Il controllo è estrattivo quando

si limita a scegliere i casi da studiare nell’universo e le variabili da utilizzare nella ricerca. Il controllo è linguistico

quando si esercita sull’informazione prodotta dall’universo; non più sugli eventi, ma sulla loro rappresentazione

simbolica.

Queste differenti capacità di controllo delineano 2 differenti metodi di ricerca:

 METODO SPERIMENTALE: Nelle scienze naturali, il modello di riferimento dell’indagine è l’esperimento. Esso si

esercita modificando fisicamente gli stati delle variabili oggetto di interesse ed escludendo quelle portatrici di

disturbo. Nell’esperimento in laboratorio il ricercatore raggiunge il massimo livello di controllo della situazione

di ricerca. Nell’esperimento è possibile la ripetibilità in un numero di prove praticamente illimitato e quindi la

riproducibilità del fenomeno. Le attività di analisi si congiungono facilmente a quelle osservative: si analizza

osservando e si osserva analizzando, il che denota il ricercatore di una grande libertà nel creare le specifiche

condizioni mirate al controllo delle ipotesi. La ripetizione dell’esperienza conferisce un’alta forza probante al

ragionamento sperimentale perché viene potenziata la sua evidenza secondo criteri quantitativi (ripetendo

l’esperienza) e qualitativi (introducendo ed eliminando variabili). Il ricercatore è in grado di organizzare

l’esperienza in modo che i casi sperimentali siano caratterizzati solo dalle proprietà intenzionalmente

selezionate. Il metodo sperimentale gode quindi della massima validità interna ed esterna. Interna perché gli

effetti sono imputabili solo alle cause; esterna perché i risultati sono generalizzabili a tutte le situazioni

analoghe.

 METODO SISTEMATICO: Quando il metodo è sistematico, il controllo degli enunciati avviene tramite

l’osservazione dell’universo così come è o è stato, a differenza di quello sperimentale che crea appositamente

l’universo da osservare. I casi sono dati, sparsi nel mondo passato e presente e le variabili da prendersi nei

casi. Il controllo è soprattutto linguistico. Il metodo si articola in due categorie principali: statistica ed

argomentativa. Nel metodo STATISTICO le operazioni si svolgono su casi appartenenti a situazioni storiche.

Diversamente da quanto avviene con l’esperienza di laboratorio, qui non possiamo creare specifiche situazioni

per il controllo delle ipotesi. Possiamo solo selezionare i casi nel numero e nella qualità richiesta tramite il

campionamento e includere intenzionalmente le variabili che ci interessano. I casi, però, oltre ad essere

caratterizzati dalle variabili esplicitamente considerate, lo sono anche da altre implicite, sia conosciute, ma

non considerate, sia sconosciute. Le relazioni osservate non sono tra X ed Y, ma tra X, Y e un insieme S di

altre n variabili. Il controllo linguistico è successivo alla rilevazione. Non abbiamo un ragionamento materiale

ma uno linguistico esercitabile solo su quelle variabili che sono state inserite nel piano di rilevazione. In

questa ricerca le attività di rilevazione e quelle di analisi, sono separate e ciò permette la distinzione tra

ricerca desk (esercitata solo a tavolino) e field (anche sul campo). L’interazione tra ricercatore ed universo

non segue più un processo interattivo “domanda – risposta – domanda” ma si realizza solo tramite una nuova

ricerca su un nuovo campione. Il successo dell’indagine dipende da ciò che abbiamo programmato di rilevare;

gli errori di progettazione sono difficilmente rimediabili. La perdita di controllo comporta minore validità

interna ed esterna. Ne consegue che l’argomentazione statistica è meno probante e convincente di quella

sperimentale. L’applicabilità del metodo statistico richiede un numero sufficiente di casi omogenei, altrimenti

le sue operazioni perdono di significato. Molte indagini sociali non soddisfano questa condizione: lo storico e il

sociologo si trovano a gestire situazioni caratterizzate da molti casi eterogenei e da pochi omogenei.Ad esse si

aggiungono quelle del tutto prive di dati in senso stretto e caratterizzate dall’informazione testuale: immagini,

insiemi enunciativi provenienti da interviste non strutturate, da documenti intesi in senso tradizionale (diari,


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del servizio sociale
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia delle scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Bruschi Alessandro.

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