Filosofia della scienza
Scientificità nella ricerca scientifica
Due grandi tematiche:
- Unità di analisi nella ricerca
- Razionalità dell'azione
La metodologia delle scienze sociali è quella disciplina che studia in particolare modo le condizioni di oggettività e scientificità delle forme di ragionamento, ma anche dei metodi di ricerca utilizzabile dallo scienziato sociale e delle conoscenze relative alle diverse scienze sociali. Si concentra sul problema metodologico, riconducibile ai metodi di ragionamento e alle relative conoscenze. Che cosa rende scientifica la ricerca sociale.
Il ragionamento scientifico
Il tema a cui ci riferiamo è quello del ragionamento scientifico. I ricercatori arrivano ad una serie di conclusioni rispetto al mondo indagato. Questo tipo di conclusioni si raggiungono attraverso una qualche forma di ragionamento, ovvero l'inferenza.
I filosofi si chiedono:
- Che cosa rende un ragionamento scientifico?
- Qual è la struttura del ragionamento scientifico?
- Quanta fiducia è necessario riporre nei ragionamenti messi in atto dagli scienziati?
- Quando possiamo dire che un ragionamento è valido e quando non?
- È possibile raggiungere delle certezze necessarie ed immutabili nella scienza?
Induzione
Ci sono tanti tipi di ragionamento scientifico. I due più noti sono due:
- L'induzione: si parte dai singoli fatti per elaborare una teoria generale. Facciamo riferimento a Bacone. Ci propone quella che lui definiva "l'induzione per eliminazione". Quello che è necessario fare è liberare la nostra mente dagli idoli, convinzioni e false nozioni che impediscono di arrivare alla verità (mente come tabula rasa). Esistono le tavole di presenza, che elencano le circostanze in cui un certo fenomeno si presenta. Le tavole di assenza, al contrario, elencano le circostanze in cui un fenomeno non si presenta, queste privazioni vanno individuate in situazioni molto simili a quelle della prima tavola. Infine abbiamo le tavole dei gradi che elencano le circostanze in cui il fenomeno oggetto di studio si presenta in grado di crescere o di decrescere. Queste tavole sono necessarie per creare ipotesi e giungere a conclusioni tramite l'induzione. Escludendo il tutto pian piano si arriva alla formulazione di un'ipotesi. Questa ipotesi verrà poi messa alla prova attraverso gli esperimenti.
Es. Che cosa causa il calore? Nella prima tavola elenca tutti i casi in cui il calore è presente (fulmini, fuoco, raggi del sole ecc). Nella seconda tavola assenza i casi in cui non c'è calore in riferimento alla tavola di presenza (raggi della luna, delle comete, lampeggianti senza tuoni). Nella terza tavola include la natura studiata in circostanze diverse. Ordinato il materiale procede con l'induzione. Formula quindi una prima ipotesi per eliminazione: la causa è il movimento.
Singole osservazioni: Condotte senza pregiudizi, basate sulla registrazione dei dati sensoriali
Leggi e teorie scientifiche: Generalizzazioni universali: asserti che generalizzano sulle proprietà di tutti i casi di un certo tipo
Inferenza e generalizzazione
In quali casi è legittimo inferire una generalizzazione universale (teoria) da una serie di singole osservazioni (casi)?
- Quando si è condotto un gran numero di osservazioni di X.
- Sotto un gran numero di condizioni.
- Si è trovato che tutti gli X sono Y.
- Non si è trovato nessun caso che contraddicesse la generalizzazione universale.
Es. X1 è Y, X2 è Y, X3 è Y ... Tutti gli X sono Y
X= corvo
Y= nero
Il corvo è sempre nero, in qualsiasi giorno, in qualsiasi città.
Trattato sulla natura umana
Hume: per quante osservazioni possiamo aver compiuto, la conclusione di un ragionamento induttivo può sempre risultare falsa. La critica al principio di induzione implica una critica al presupposto (tacito) dell'uniformità della natura nello spazio e nel tempo, ovvero: I casi non osservato saranno simili, nei loro aspetti rilevanti.
Hume pone il problema dell'induzione nel contesto del rapporto tra causa ed effetto, rapporto che può essere giustificato solo su basi psicologiche, ossia attraverso l'abitudine che ad un certo evento o fenomeno ne segua un altro. Ciò che si vuole ottenere come conclusione è che la natura sia uniforme, solo questo garantirebbe di fondare l'inferenza induttiva, ossia passare da esperienze passate e conosciute a fatti futuri e ancora da accettare.
Alcuni critici sottolineano come non sia possibile provare che il presupposto di uniformità sia vero in quanto:
- Se lo fosse, allora sarebbe logicamente impossibile un universo non-uniforme.
- Se si cercasse di fondarlo induttivamente, ci si imbatterebbe in un ragionamento circolare. Il presupposto di uniformità della natura ha funzionato nella situazione X1, X2, X3 ecc Il presupposto di uniformità funziona sempre.
Posizione humeana:
- Le inferenze induttive poggiano sul presupposto dell'uniformità della natura
- Non è possibile provare che tale presupposto sia vero
- Le inferenze induttive non sono razionali
Il ragionamento induttivo non potendo essere giustificato razionalmente, non è un prodotto della ragione, bensì dei nostri istinti animali e delle nostre abitudini. Non è dunque irrazionale pensare ad esempio che il sole domani non sorga.
Russell
I problemi della filosofia (1912)
Es. Il tacchino induttivista: Tacchino ragiona induttivamente, l'unico turbamento è che non è sicuro che gli venga portato il cibo. Accumula i dati dell'esperienza (cibo portato tutti i giorni? A che ora? tempo?). Il giorno del ringraziamento il tacchino stira. Morale: basta un solo caso contrario per smantellare una certezza raggiunta attraverso l'inferenza induttiva. Non bisogna andare in cerca della certezza, quanto piuttosto della probabilità.
Il circolo di Vienna (1900-1930)
Nascita della psicanalisi (Freud) Scuola austriaca di economia. È un movimento intellettuale normalmente conosciuto come positivismo. Associazione fondata nel 1929 (pubblicazione del manifesto del circolo di Vienna dal titolo La concezione scientifica del mondo). Si riunisce attorno alla figura di Schlick, il circolo raggruppa filosofi e scienziati.
Si riunisce anche Popper, che ne condivide alcuni presupposti epistemologici. Entreranno poi in collisione per quanto riguarda il ragionamento scientifico.
Neopositivismo logico
Esaltazione della scienza, metodo scientifico e critica della metafisica. Per il positivismo è scientifico il modello offerto dalla scienza sperimentale e condanna la metafisica in quanto opposta ai dati concreti dell'esperienza. Il neopositivismo mostra un interesse per la matematica e la fisica teorica. Critica la metafisica attraverso l'analisi del linguaggio che dimostra l'inesattezza delle tesi metafisiche. Distingue tra scienza e non-scienza. Le scienze naturali ed esatte sono scientificamente esprimibili mentre i valori etici, religiosi ed estetici sono trascendentali e quindi inesprimibili. I valori etici, religiosi ed estetici vanno testimoniati con la vita, non trattati teoricamente.
Positivismo:
- Rifiuto di qualsiasi metafisica.
- Le scienze sono l'unica fonte legittima di conoscenza.
Logico:
- Il contenuto di ogni conoscenza deve essere "codificato" in un linguaggio "ideale", determinato dalle regole della logica formale al fine di consentire precisione e controllo sugli enunciati scientifici.
Secondo i positivisti logici esistono 2 tipi di conoscenze scientifiche:
- Proposizioni logico-matematiche: coerenti in sé e non legate all'esperienza.
- Fondate sui fatti, devono essere sottomesse al principio di verificazione per essere stabili e vere.
Principio di verificazione: è ciò che consente di considerare scientifiche le proposizioni empiriche. Stabilito da Carnap e Schlick riprendendolo da una tesi centrale del Tractatus logico-philosophicus. Considera dotate di significato solo quelle proposizioni che possono essere controllate attraverso l'esperienza sensibile. Il senso di un enunciato teorico sta nelle sue condizioni di verificazione, ovvero quelle condizioni che si stabiliscono per determinare se l'enunciato in questione è vero o falso. Se si è incapaci di indicare le condizioni di verificazione di un enunciato teorico, allora si tratta di uno pseudo-enunciato, privo di senso malgrado le apparenze: esso diviene una metafisica.
Una teoria T è verificata se e solamente se è possibile indicare una combinazione logica di un certo numero di proposizioni empiriche che sono vere e che sono derogabili da T. Se questa combinazione è falsa, T è falsa. Se non è possibile indicare alcuna combinazione di questo genere, T è priva di senso e deve essere eliminata dal discorso scientifico. Per essere scientifica una teoria deve essere strutturata in modo tale che le leggi generali su cui poggia siano fattualmente verificabili. Tutti gli altri enunciati teorici (metafisici, religiosi) che non sono possibili di verificazione sono privi di senso. Solo le proposizioni scientifiche, basate sull'esperienza e quindi verificabili, sono dotate di senso. Il principio di verificazione è un criterio di significanza per delimitare il linguaggio sensato da quello privo di senso. Le proposizioni della metafisica, essendo inverificabili, non hanno senso. Dichiarare che una proposizione è priva di senso non significa affermare che essa è falsa, ma solo che è priva di senso. Le proposizioni metafisiche sono proposizioni insensate, perché non verificabili (Dio esiste, l'anima è immortale ecc.)
La critica al principio di verificazione
Alcuni sottolineano che le leggi scientifiche hanno la forma di un enunciato quantificato universalmente:
- "Per ogni x, se x ha la proprietà P, allora x ha anche la proprietà Q" si riferisce ad un numero universale di casi.
- Implica che se si vuole accettare questo enunciato come scientifico si deve mostrare che è equivalente ad una combinazione logica di enunciati osservativi particolari (ragionamento induttivo).
Legge —> "per ogni x, se x è un corvo, allora x nero" Dati gli enunciati osservativi (ho visto un corvo lunedì che era nero, mentre pioveva era comunque nero, a New York era nero ecc) Qualsiasi sia il numero di osservazioni di questo tipo che riuniamo sui corvo e sul loro colore nero, non potremo mai stabilire una congiunzione di enunciati particolari che sia logicamente equivalente all'enunciato quantificato universalmente. La verificazione di un enunciato generale attraverso degli enunciati particolari non è logicamente possibile. Ciò non è altro che il vecchio problema dell'induzione posto da Hume che si può riformulare come segue: un numero n di casi riconferme di una teoria generale qualsiasi non implica che questo sia vera nel caso n+1, per quanto grande sia n.
Deduzione (dal generale allo specifico)
Il maggiore esponente è Popper. Il problema della demarcazione tra scienza e pseudo scienza Condivide il punto di vista teorico del circolo di Vienna, ma le loro soluzioni sono diverse. Popper dice che la conoscenza scientifica non può procedere ed essere giustificata tramite l'accumulazione di istanze positive (o conferme) delle teorie. È infatti troppo facile accumulare conferme a sostegno di una teoria, soprattutto se le sue asserzioni sono generali e vaghe. Una teoria, afferma Popper, è scientifica se è falsificabile. Dire che una teoria è falsificabile non vuol dire che è falsa, bensì che essa avanza delle previsioni precise e rischiose che possono essere controllate empiricamente. Se queste previsioni si rivelano errate, allora la teoria è falsificata. Se si rivelano corrette, allora la teoria è confermata. Alcune teorie non soddisfano questa condizione e pertanto non possono essere definite scientifiche: esse sono piuttosto pseudo-scientifiche. Gli esempi più celebri sono la psicoanalisi e il marxismo.
Replies to my critics
In - Popper dice che:
- A proposito del marxismo:
- Il marxismo nasce come scienza: fa previsioni controllabili
- Tuttavia non è più scienza quando davanti alle falsificazioni i suoi seguaci reinterpretano teoria e dati per farli concordare (ipotesi ad hoc)
- Il capitalismo avrebbe portato ad una miseria sempre crescente, al socialismo. Ciò sarebbe accaduto nelle nazioni tecnologicamente più sviluppate. L'evoluzione tecnica dei mezzi di produzione avrebbe portato a sviluppi sociali, politici e ideologici, piuttosto che il contrario. MA
- La rivoluzione socialista si ebbe per prima in una delle nazioni tecnicamente arretrate.
- Fu l'ideologia (Lenin e Stalin) secondo cui la Russia avrebbe dovuto spingersi avanti con la sua industrializzazione a promuovere il nuovo sviluppo dei mezzi di produzione.
PER QUESTO
- Il marxismo fu una scienza, ma una scienza che fu confutata da alcuni fatti che entrano in conflitto con le sue predizioni.
- Il marxismo oggi non è più una scienza perché ha infranto la regola metodologica per la quale si debbono accettare le falsificazioni e ha immunizzato se stesso contro le più clamorose confutazioni delle sue predizioni.
- Da allora esso è un "sogno metafisico".
A proposito della psicoanalisi:
- La psicoanalisi non è mai stata scienza (sempre stata una pseudo-scienza) in quanto le sue teorie non erano controllabili.
- La teoria psicoanalitica è compatibile con qualsiasi cosa possa accadere.
La critica alla psicoanalisi
Il fondatore della teoria psicoanalitica è Freud. Ha un'influenza importantissima sul pensiero del '900. Come nasce l'approccio di Freud? L'opera Studi sull'isterismo (1859) segna in un certo senso l'inizio della psicoanalisi. Attraverso quest'opera emerge che il soggetto isterico, in stato ipnotico, riesce a tornare all'origine del trauma. La psicoanalisi illumina quei punti oscuri che durante la sua vita hanno generato la malattia e che sono nascosti nel profondo. Egli afferra così la causa del male e in una sorta di catarsi si libera dal male. L'ipnotismo svela delle forze e fa intravedere un mondo nuovo. Tutte le cose dimenticate avevano avuto, per un qualche motivo, un carattere penoso per il soggetto, in quanto considerate temibili, dolorose, vergognose. Per rendere di nuovo cosciente ciò che era stato dimenticato, era necessario vincere nel paziente le sue resistenze con esortazioni e incoraggiamenti. Nasce la teoria della rimozione. In ogni uomo operano tendenze o pulsioni che spesso entrano in conflitto tra di loro. La nevrosi si ha quando l'io cosciente blocca l'impulso e ad esso nega l'accesso alla coscienza e alla scarica diretta: una resistenza rimuove l'impulso alla parte inconscia della psiche. L'inconscio diventa un concetto centrale della teoria psicoanalitica. Ci si avvicina all'inconscio tramite l'analisi di diversi fenomeni (lapsus, associazioni immediate di idee...) dietro ai quali vi è l'azione di contenuti che la rimozione ha respinto dalla coscienza e occultato nell'inconscio.
Ne L'interpretazione dei sogni (1900) studia il sogno:
- Esiste un contenuto manifesto (ciò che si ricorda e si racconta quando ci si sveglia)
- Contenuto latente (quel senso del sogno che l'individuo non sa riconoscere) che contiene il vero significato del sogno
Lo psicoanalista quindi è anche un interprete dei sogni. Deve rifare il cammino verso il contenuto latente dei sogni, sempre ricco di significati, a partire dal contenuto manifesto, spesso insensato. Nelle radici dei sogni si trovano impulsi rimossi che il sogno, data la diminuita vigilanza esercitata dall'io cosciente durante il sonno, cerca di soddisfare. Il sogno costituisce la realizzazione di un desiderio rimosso, che magari la parte cosciente di noi reputa vergognoso. L'interpretazione dei sogni è la via principale per la conoscenza dell'inconscio. I processi inconsci sono molto rilevanti. La psicoanalisi sostiene "che tutti i processi psichici sono di per sé inconsci e che di tutta la vita psichica sono consce soltanto alcune parti o alcune zone singole [...] con l'ammissione dei processi psichici inconsci si è aperto un nuovo, decisivo orientamento nel mondo della scienza".
Perché alcune pulsioni vengono respinte? Perché alcuni ricordi sono disponibili alla coscienza, mentre altri possono essere rimossi nell'inconscio? Secondo Freud, ciò avviene in quanto si tratta di pulsioni e desideri in contrasto con valori ed esigenze etiche proclamare e ritenute valide dall'individuo cosciente. Quando c'è incompatibilità tra l'io cosciente e alcune pulsioni e desideri, entra in azione una "repressione" che allontana queste cose dette vergognose e indicibili alla coscienza e le trascina nell'inconscio (dove agisce una sorta di censura).
Rimozione e censura entrano in azione in quanto debbono agire su ricordi e desideri prevalentemente di natura sessuale. Freud riconduce la vita dell'uomo ad un'originaria libido, ossia un'energia connessa principalmente al desiderio sessuale. I desideri sessuali sono peccaminosi e vengono rimossi, per poi apparire nei sogni e nella nevrosi. Freud ha elaborato anche una teoria dello sviluppo della sessualità per stadi, a partire dall'infanzia. I meccanismi di difesa sono le strategie inconsapevoli con cui l'individuo cerca di difendersi dai propri timori, impulsi o desideri inaccettabili.
Repressione: La società reprime la libido producendo un disagio nell'individuo.
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