Estratto del documento

Metodologia della ricerca infermieristica

Perché parliamo di ricerca?

Per poter parlare di nursing come scienza, bisogna dimostrare che esso si presta ad essere oggetto di ricerca scientifica. Tutte le professioni come l’industria, l’indagine scientifica serve a risolvere dei problemi. Se oggi, ine fornisce la base alle attività di programmazione, perché dovrebbe fare eccezione proprio la professione infermieristica?

Purtroppo, molto spesso accade che i campi medici con più ricerca risultano essere quelli più “diffusi” (patologie cardiovascolari, per esempio), in cui è possibile spendere molti soldi, i quali andranno comunque a produrre un guadagno alla casa farmaceutica; i farmaci per le malattie rare, invece, vengono purtroppo messi in secondo o terzo piano, poiché non hanno la stessa rendita dei primi; inoltre, essendo patologie rare, le persone affette sono poche e ciò provoca una notevole difficoltà nello studio.

Tutto questo ha come risultato una concentrazione degli studi e della ricerca soprattutto su malattie molto diffuse, dove il campionario possibile di persone da studiare è estremamente elevato. La ricerca infermieristica si muove quindi al fine di ricercare i problemi più impattanti ed estesi della popolazione.

Le problematiche più studiate

In questa ricerca le problematiche più studiate sono senza dubbio le infezioni; queste rappresentano un problema importantissimo all’interno della pratica clinica. Tra le principali infezioni prese in esame ci sono sicuramente quelle respiratorie, in particolare quelle correlate a procedure infermieristiche (bronco aspirazione, respirazione meccanica). Oltre alle infezioni respiratorie sono prese in esame quelle urinarie, quelle chirurgiche e gli accessi vascolari (sia periferici che centrali).

Obiettivo della ricerca infermieristica

Dunque, la ricerca infermieristica ha l’obiettivo di sviluppare le conoscenze nell’assistenza alla persona sana o ammalata; è, infatti, volta alla comprensione di meccanismi genetici, fisiologici, sociali, comportamentali ed ambientali che influiscono sulla capacità della persona o della famiglia a mantenere o migliorare una funzionalità ottimale e ridurre gli effetti negativi della malattia.

Ecco che la ricerca infermieristica presenta più campi di azione (pratica clinica, educazione infermieristica, aspetti legali-amministrativi, organizzazione dei servizi sanitari). Si è notato come sia necessario, all’interno della ricerca infermieristica, iniziare dalla pratica clinica, dove è possibile evidenziare le problematiche da trattare, specifiche di un settore e di una determinata categoria di patologie; successivamente, o contemporaneamente, unendo lo studio della pratica clinica alla teoria riguardante la problematica rilevata, sarà possibile eseguire una ricerca, su cui basare poi una nuova teoria, da applicare poi alla pratica.

La cosa importante da capire è la necessità di un appoggio teorico alla pratica, basato su studi già esistenti, che andranno poi evidenziati nella bibliografia della ricerca che stiamo portando avanti. La ricerca è quindi permessa da un intreccio di pratica e teoria, che partono dal paziente e tornano al paziente nella loro applicazione finale.

Obiettivo principale della ricerca

Ma qual è il principale obiettivo della ricerca? Uno dei più importanti è sicuramente quello di avere la possibilità di restare aggiornati, con le ultime nuove evidenze scientifiche, al fine di permettere un’assistenza sanitaria migliore possibile.

Evidence Based Nursing (EBN)

Ma su cosa si basa questa ricerca? Cosa va ad aggiornare? La cosiddetta Evidence Based Nursing (EBN), ossia ciò che è efficace perché dimostrato scientificamente (per esempio, tutto quello che ritroviamo nelle varie linee guida).

Ma cosa contengono le linee guida? Contributi scientifici che, rispetto all’argomento, sono stati dimostrati ed aggiornati (per esempio, l’enunciazione: “eseguire il lavaggio delle mani, prima di una procedura invasiva”, sarà affiancata da una spiegazione della motivazione). Accanto ad ogni esempio, “la medicazione deve essere cambiato ogni volta che risulta sporca (però se si stacca)” è presente una gradazione, che indica la forza che la raccomandazione stessa ha (fortemente raccomandata, meno raccomandata, raccomandata solo in alcuni casi, ecc.).

Questa gradazione, generalmente (poiché ogni linea guida varia il proprio sistema di raccomandazione), viene identificata da una sigla costituita da un numero romano (da 1 a 6) e da una lettera. Per esempio, una raccomandazione con grado “IA” sarà “estremamente raccomandata”, mentre una con grado “5A” è “meno raccomandata”. Le varie raccomandazioni, ovviamente, sono perennemente soggette a cambiamenti e ad aggiornamenti, proprio grazie alla ricerca scientifica.

Dunque, le linee guida nascono al fine di favorire i professionisti ad una lettura snella di tutte le evidenze scientifiche, aggiornate almeno ogni 2 anni. Ma perché “secondaria”? Poiché la linea guida è dunque uno strumento di letteratura secondaria.

Non esiste uno studio singolo che ci dica che è meglio la Clorexidina dello Iodio Povidone per certe operazione; bensì una serie di studi arriva a quella considerazione sui disinfettanti. L’evidenza scientifica delle linee guida cambierà costantemente proprio grazie alla ricerca dei professionisti sul campo; perché ciò sia possibile, sono necessari alcuni fattori fondamentali:

  • Tempo
  • Disponibilità dei soggetti
  • Disponibilità di attrezzature e strutture (che comprendono anche il tempo che l’infermiere ha la possibilità di dedicare alla ricerca)
  • Fondi
  • Esperienza del ricercatore
  • Considerazioni etiche (per esempio, nel 1965 accadde che alcuni medici iniettarono cellule cancerogene in pazienti anziani per studiarne la reazione immunitaria: in questo caso fu violato il principio etico)

Fasi della ricerca

Nell’eseguire una ricerca, esistono varie fasi da percorrere:

  • Fase 1: identificazione e definizione del problema (identificazione del problema e dello scopo, revisione della letteratura, identificazione delle variabili e formulazione del quesito o ipotesi di ricerca); al fine di permettere un’ottima ricerca, il quesito che ci poniamo deve essere sufficientemente chiarificatore e sintetico, così che i risultati siano ben identificabili ed organizzabili. Quando ci poniamo una domanda bisogna prendere in considerazione il cosiddetto PICO (Popolazione, Intervento, Controllo, Outcomes di risultato).

Per esempio: vogliamo sapere se nelle persone con ulcera vascolare al terzo inferiore della gamba (P) l’utilizzo dell’elastocompressione (I) rispetto all’uso delle calze elastiche (C) ha un miglior risultato (O).

RICORDA: I quesiti di ricerca possono essere posti o sotto forma di domanda o sotto forma di affermazione. Per esempio: “Ogni quanto deve essere sostituito un accesso vascolare periferico?”. Trasformiamola in affermazione: “Valutare se la sostituzione di un accesso vascolare periferico a 72 ore (I) è efficace nella riduzione della flebite (O), rispetto alla sostituzione a 4 giorni (C), nei pazienti ricoverati in chirurgia (P)”.

Altro esempio: “I trattamenti radio/chemioterapici causano Fatigue?”; questa domanda è mal posta; scriviamo allora: “Le donne sottoposte a radio/chemioterapia (P) rispetto a coloro che non eseguono radio/chemioterapia (C) sviluppano fatigue (O)?”. In questo caso non c’è un intervento dall’esterno (I).

  • Fase 2: scelta del metodo di ricerca (selezione del disegno, identificazione del campione e degli strumenti da utilizzare)
  • Fase 3: raccolta dati (raccolta e registrazione dei dati)
  • Fase 4: analisi dei dati (analisi ed interpretazione dei dati)
  • Fase 5: utilizzazione dei risultati (diffusione dei risultati di ricerca)

Tipologie di ricerca

Esistono 2 grandi tipologie di ricerca:

  • Quantitativa: un processo oggettivo, sistematico, che permette di ottenere informazioni “numeriche” sul problema in esame.

Riguardo la ricerca quantitativa, questa può essere:

  • Epidemiologica: registrazione di eventi accaduti, in cui il ricercatore si limita ad osservare e registrare senza intervenire
  • Sperimentale: studio nel quale vengono valutati gli effetti su uno specifico fenomeno, conseguente ad un intervento prestabilito dal ricercatore (quest’ultimo introduce una variabile indipendente in una ricerca, al fine di valutare gli effetti che questa può implicare); nella ricerca sperimentale, quindi, al contrario di quella epidemiologica, il ricercatore introduce sempre qualcosa.
  • Qualitativa: permette, al contrario della ricerca quantitativa, di descrivere situazioni complesse, ossia tutto ciò che non è oggettivabile e che risulta, quindi, soggettivo; viene chiesto alla persona di raccontare il vissuto di malattia o come percepisce la qualità del servizio, ecc.

Questa tipologia di ricerca affronta quesiti espressi in termini generali sulle esperienze e sulle realtà umane, studiando queste ultime attraverso un prolungato contatto con persone nel loro ambiente naturale.

La ricerca qualitativa prende nomi differenti, a seconda di ciò che descrive:

  • Fenomenologica: descrive esperienze dei partecipanti allo studio così come sono vissute (dimmi cosa si prova a prestare assistenza in un reparto di terapia intensiva)
  • Etnografica: letteralmente “ritratto di un popolo (cultura)”; per esempio, “qual è il significato di benessere per gli anziani?”
  • Storica: prevede l’analisi di documenti storici.
  • Ground Theory: è una ricerca che prevede che un soggetto si inserisca in un contesto, senza un obiettivo già prefissato; è l’unica tipologia di ricerca che non prevede che il ricercatore abbia un obiettivo. Il ricercatore, quindi, vivendo in un determinato contesto comincia a farsi delle domande, creando degli obiettivi in itinere, ossia gradualmente durante la ricerca e non a priori.

Metodi di esecuzione delle ricerche

Le varie ricerche possono essere eseguite in maniera:

  • Prospettica: la ricerca di tipo prospettico prevede uno studio impostato al futuro; lo svantaggio di questa ricerca, al contrario della ricerca retrospettiva, è il tempo necessario al fine di eseguirla correttamente.
  • Retrospettiva: la ricerca retrospettiva utilizza uno studio impostato sull’analisi del passato; il vantaggio di questa ricerca è sicuramente il minor tempo necessario al fine di ottenere dei risultati, poiché basandosi sul passato è relativamente più semplice andare a ricercarli; al contrario, lo svantaggio è l’accuratezza dello studio.

Riguardo, invece, alla modalità di raccolta dati, la ricerca può essere:

  • Monocentrica: la ricerca viene eseguita in un unico luogo. Quali vantaggi avrà? È più semplice da gestire e da controllare; tuttavia, quali svantaggi ha? È meno rappresentativa, poiché si basa sui risultati di un solo luogo e potrebbe non essere facilmente estendibile ad un gruppo di persone maggiore.
  • Multicentrica: questa ricerca prevede un’analisi non più di un singolo luogo, ma di più luoghi (dato internazionale, nato dalla somma di varie ricerche monocentriche); il vantaggio maggiore di questa ricerca è che il risultato sarà sicuramente molto più attendibile di quello derivante da una ricerca monocentrica.

Inoltre, la ricerca multicentrica ci permette di ridurre il tempo (avendo più soggetti da analizzare insieme, posso raggrupparli più rapidamente).

Infine, la ricerca può essere:

  • Aperta: in cui tutti (paziente, sperimentatore e colui che analizza i risultati) conoscono a chi viene dato il placebo e a chi viene somministrato il farmaco.
  • In cieco: in cui solo il paziente non sa se gli viene somministrato o il farmaco o il placebo.
  • In doppio cieco: in cui anche lo sperimentatore non conosce a chi somministra il farmaco e a chi, invece, il placebo.
  • In triplo cieco: in cui anche colui che analizza i dati sa a chi è stato dato il placebo e a chi il farmaco.

Dopo tutto ciò che abbiamo detto, sarà bene sottolineare, quindi, come la ricerca migliore sia quella prospettica, multicentrica, in triplo cieco.

Altre possibili suddivisioni degli studi di ricerca

Ma guardiamo un’altra possibile suddivisione riguardo ai vari studi di ricerca:

  • Osservazionali descrittivi: che si dividono in:
    • Trasversali: basati sulla prevalenza. Questo studio ci consente di vedere ad oggi quante persone hanno un certo problema, senza distinguere i nuovi casi da quelli già presenti. La ricerca trasversale può tuttavia non essere descrittiva di un andamento, in quanto rappresenta solo la fotografia di un dato momento (potrei analizzare i dati del lunedì per un certo evento, quando magari quelli della domenica sono totalmente diversi). L’altro difetto è che non ci permette di capire quando è insorto un dato problema, in quanto non prende in considerazione la temporalità di un certo evento.
Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 15
Metodologia della Ricerca Infermieristica - Appunti Completi Pag. 1 Metodologia della Ricerca Infermieristica - Appunti Completi Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Metodologia della Ricerca Infermieristica - Appunti Completi Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Metodologia della Ricerca Infermieristica - Appunti Completi Pag. 11
1 su 15
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/48 Scienze infermieristiche e tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Riassuntiinfermieristica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Rasero Laura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community