1. METODI QUALITATIVI: SFIDA E OCCASIONE DI RIFLESSIONE (Bruno Mazzara)
-Legame tra impianto teorico e metodologico delle scienze umane e tradizione scientifica
di derivazione positivista: a partire dalle riflessioni di Poincaré, Mach o Planck la storia
del pensiero del 900 è marcata dal confronto tra 2 modalità opposte di concepire la
natura della conoscenza e il ruolo della scienza
a)compito della scienza: scoprire caratteristiche definite, certe e stabili e leggi con un
percorso di progressivo avvicinamento alla verità dei fatti fondato sull’adozione di
rigorose procedure di verifica empirica gran parte del pensiero scientifico
caratterizza
(Galileo, illuminismo, positivismo ottocentesco e novecentesco)
b)non si può parlare di verità e di caratteristiche oggettive del mondo che possono dirsi
indipendenti e pre-esistenti rispetto alle procedure di conoscenza che adottiamo MA di
prodotti delle procedure di conoscenza adottate: sono le nostre procedure di conoscenza
che ci guidano a definire gli oggetti e che ci spingono a considerare certe caratteristiche
e relazioni come degne di nota e più importanti di altre in percorsi di
manifestata
riflessione interni alle scienze fisico-naturali per poi diventare l’elemento portante di una
critica al pensiero scientifico moderno
=dibattito ha finito per assumere la forma generale di un confronto fra realismo e
antirealismo MENTRE dal punto di vista metodologico si è andata affermando la
contrapposizione tra metodi quantitativi e qualitativi è molto meno
opposizione
radicale e netta di quanto può apparire: maggior parte degli studiosi si colloca con
differenti graduazioni nello spazio intermedio tra le due polarità
=ci troviamo difronte ad un’opposizione tra quantitativo e qualitativo spesso forzata per
esigenze di affermazione di uno specifico punto di vista MENTRE nella realtà della pratica
operativa si vanno consolidando come più efficaci approcci metodologici misti o
intermedi
-Sembra che dibattito in corso sui metodi qualitativi sia maturato nell’ambito delle
discipline socio-antropologiche nelle quali il contrasto fra i due approcci appare antico e
approfondito: nell’ambito delle discipline psicologiche e della psicologia sociale
l’attenzione per i metodi qualitativi è piuttosto recente e coincide con i movimenti di
critica della tradizione psicologica che si sono sempre più diffusi negli ultimi anni
per metodi qualitativi sollecitato dalla critica delle nuove correnti nei
interesse
confronti dell’apparato epistemologico e metodologico consolidatosi come patrimonio
prevalente delle discipline psicologiche
complessiva dell’attenzione per i metodi qualitativi con le versioni più
identificazione
radicali della critica socio-costruzionista è fuorviante perché:
a)mondo socio-costruzionista è molto più articolato di quanto si pensi e al suo interno le
opzioni più estreme sono solo una delle prospettive in campo osservano 2 posizioni
si
opposte: DA UN LATO si crede di dover abbandonare i vincoli classici della ricerca
empirica adottando, in maniera libera e flessibile, ogni procedura in grado di far
emergere i significati sottesi all’interazione sociale; DALL’ALTRO si crede che sul piano
della ricerca vadano comunque salvaguardati alcuni requisiti caratteristici della ricerca
empirica
b)crescita di interesse per i metodi qualitativi anche in ambiti più vicini ai circuiti
scientifici classici della psicologia prendere atto di una variegazione nelle
necessario
diverse posizioni
c)ricorso a metodi qualitativi è in realtà patrimonio antico delle discipline psicologiche e
della psicologia sociale (con riferimento a correnti e autori che appartengono alla fase
formativa della disciplina e al lavoro di ricercatori considerati punti di partenza della
disciplina nella sua forma più consolidata)
=attuale rivalutazione dei metodi qualitativi rappresenta il recupero di una tradizione
classica che ha mostrato le proprie potenzialità euristiche
-Opposizioni nelle SCELTE DI METODO:
a)concezione MINIMALISTA: scelta tra quantità e qualità è solo un problema di metodo e
ciascuno può usare metodi diversi, anche in combinazione tra loro, in funzione degli
scopi di ricerca, della fase in cui si trova, senza che questo implichi, del tempo e delle
risorse a disposizione (senza implicare una scelta a livello epistemologico) eclettismo
metodologico
carattere eccessivamente pragmatico e opportunistico delle scelte effettuate;
critiche:
scarsa definizione del modo in cui i risultati vanno ad inserirsi in un complessivo sistema
di conoscenza
b)concezione MASSIMALISTA: contrasto come opposizione tra paradigmi interpretativi i
due mondi esprimono scelte di campo diverse e incompatibili circa la natura della
conoscenza (sforzo di analizzare con lucidità esplicitando attentamente i presupposti dai
quali si parte e le finalità che ci si propone) rigorosa attenzione
critiche:
per aspetti teorici e epistemologici ha finito per diventare una barriera alla
comunicazione fra i due approcci e un reale ostacolo alla loro reciproca fecondazione
=obiettivo di migliorare le nostre capacità conoscitive attraverso un più fecondo
interscambio fra le due prospettive, ciascuna delle quali presenta vantaggi dei quali
sarebbe opportuno approfittare e che vengono sacrificati in una logica di
contrapposizione rigida
-Guba e Lincoln individuano 4 paradigmi (positivismo, post-positivismo, teorie critiche e
costruttivismo) evidenziando per ciascuno caratteristiche distintive in termini di
operazioni di fondo, scopi d’indagine, finalità processo conoscitivo, sistema di valori
sotteso
=occorre favorire il dialogo e confronto tra diversi paradigmi MA essi restano comunque
differenziati e una loro integrazione risulta possibile SOLO SE un nuovo paradigma riesce
ad emergere come fusione dei precedenti l’integrazione e la
valorizza
complementarietà MA le scoraggia rinviandole ad un momento successivo all’evoluzione
di tipo teorico-epistemologico
(nella stessa prospettiva si muovono coloro che, pur riconoscendo il valore
epistemologico sotteso alle scelte di metodo, ritengono che le opzioni teoriche generali e
tecniche non siano in realtà così distinguibili, e che ciascuna di esse si debba intendere
come un continuum lungo il quale sono possibili graduazioni intermedie)
=opposizioni non dicotomiche ma graduali e scelta di una dimensione non vincola
necessariamente la scelta su altre: legittimo e produttivo usare in maniera combinata i
diversi approcci
-Ruolo dell’ELABORAZIONE TEORICA rispetto alla verifica empirica: idea di fondo diffusa
tra i ricercatori qualitativi è che la specificità del metodo qualitativo comporti anche, per
sua natura, un’assoluta priorità dei dati rispetto alla teoria ai fenomeni
approccio
dovrebbe essere sempre il più possibile libero da strutturazioni teoriche preventive, in
modo da consentirne l’emergere dei significati in tutta la loro ricchezza più
espressione
coerente negli approcci vicini alla Grounded Theory: privilegiano il momento della
scoperta rispetto a quello della verifica, e teorizzazione, pur restando parte del processo
di ricerca, deve tuttavia emergere direttamente dai dati e non può discostarsi da essi
(teorie che si producono sono teorie di livello locale e contestuale)idea che rapporto
tra soggetto conoscente e oggetto di conoscenza sia mediato da forme di teorizzazione
(solo attraverso quest’ultime il ‘dato’ può emergere dalla varietà del reale)
questa posizione convergono approcci di derivazione realista e
su
neopositivista(procedere della conoscenza non può avvenire se non attraverso la verifica
di ipotesi preventive e dunque l’approccio al dato può avvenire solo sulla base di
teorizzazioni precedenti) e quelli di orientamento relativista e costruzionista(dati non
possiedono significato autonomo e non esistono in quanto tali indipendentemente
dall’osservazione che ne facciamo e dunque indipendentemente dalla teoria che
applichiamo ad essi)
=Grounded Theory sottoposta a critica dal costruttivismo: si tratta di un approccio di tipo
empiricista che si pone l’obiettivo di scoprire una serie di relazioni esistenti fra i dati di
realtà dove invece occorrerebbe valorizzare il momento generativo di ogni teorizzazione
(considerata come esito di un rapporto dialettico tra conoscenze precedentemente
strutturate circa la vita sociale e l’abilità dei ricercatori di generare nuove interpretazioni
in riferimento a specifici contesti e situazioni) nella GT è previsto un
COMUNQUE
processo di progressivo raffinamento della teorizzazione nel continuo confronto con
ulteriori dati (non molto diverso dalla classica verifica di ipotesi)
=rapporto tra teoria e dati non può essere risolto in maniera netta in favore di uno dei
due poli e la ricerca si svolge come una costante interazione fra schemi interpretativi già
elaborati e nuove forme di organizzazione che emergono dai dati, che sono in grado di
modificare e integrare le teorizzazioni precedenti avviandole a nuove verifiche empiriche
-Problema della GENERALIZZABILITA’: possibilità di usare risultati di ricerca ottenuti in un
contesto per comprendere fenomeni diversi e di portata più generale (tipica
dell’approccio scientifico tradizionale) presupposti: possibile ricondurre la
due
multiformità dei fatti osservati all’azione di un numero limitato di variabili che
consentono di rendere conto in maniera più efficace dell’estrema varietà delle situazioni
concrete E rapporto tra tali varabili formulato in termini di leggi generali evento
concreto rappresenta la fonte principale di info MA è fuorviante essendo il risultato di
un’interazione complessa di variabili diverse (per questo motivo si ricorre
all’esperimento per isolare e mettere in evidenza l’azione di una specifica variabile)
un modello alternativo il processo di progressiva astrazione non è giustificato
secondo
nel caso di fenomeni che ricadono nel campo di osservazioni delle scienze umane (che
hanno come scopo quello di comprendere e interpretare il comportamento) a
rispetto
tale scopo il caso particolare rappresenta l’unità di osservazione più adeguata e ogni
forma di generalizzazione risulterebbe inefficace
=esistono diversi livelli e tipi di generalizzazioni ciascuno più o meno adatto a seconda
degli scopi prefissi
scienze umane e psicologiche la complessità dei sistemi e il ruolo del soggetto
nelle
conoscente sono presenti in massimo grado quindi si tratta di adattare e applicare nella
necessaria misura quei criteri di prudenza nelle generalizzazione che ne limitano le
possibilità ma non le annullano discipline psicologiche si è fatta strada la
nelle
tendenza ad elaborare teorie di medio raggio
-Tema dell’ATTENDIBILITA’(capacità di misurare in maniera efficace e costante un
fenomeno) e VALIDITA’ (corrispondenza tra misura realizzata e effettiva qualità o natura
del fenomeno) delle procedure di ricerca dell’esigenza di oggettività che,
espressione
per molti, costituisce l’essenza del procedimento scientifico (fiducia nell’esistenza di una
realtà esterna indipendente dal ricercatore)
contrapposte: DA UN LATO alcuni credono che, a causa della natura fluida e
posizioni
indeterminata dei fenomeni studiati, sia impossibile porsi problemi di attendibilità degli
strumenti e di replicabilità delle rilevazioni empiriche E tema della validità confligga con
l’idea che processo conoscitivo sia marcato da fattori soggettivi e dinamiche sociali;
DALL’ALTRO si crede che anche la ricerca qualitativa debba avere l’obiettivo di una
conoscenza che superi il livello della pura descrizione dei fatti e che sia in grado di
realizzare la costruzione di sistemi interpretativi progressivamente sempre più articolati
(necessario che si ponga il problema dell’affidabilità degli strumenti, della possibilità di
verifiche intersoggettive e di un’effettiva corrispondenza tra insieme di conoscenze
accumulate e natura dei fenomeni studiati) sempre più diffusa
idea
si punta l’attenzione al modo in cui il materiale viene raccolto e ai
ATTENDIBILITA’:
sistemi con cui esso viene ordinato e classificato a perfezionare e
orientati
standardizzare le tecniche di trascrizione e a mettere a punto procedure di
categorizzazione che uniscano la necessaria rigidità di ogni sistema categoriale con la
possibilità di ridefinire il rapporto tra le categorie in maniera fluida e in relazione con i
diversi contesti
valorizzati in termini di validazione elementi che nella prospettiva
VALIDITA’:
quantitativa sono considerati ostacoli al raggiungimento di un livello di oggettività
nella ricerca del ricercatore e delle persone analizzate, il sistema di
coinvolgimento
significato e le pratiche sociali, la possibilità di comunicare tali risultati in maniera
efficace e persuasiva spostata dal rapporto tra soggetto e oggetto di
attenzione
conoscenza a dimensione sociale complessivamente intesa
di migliorare la validità moltiplicando le fonti di validazione
tentativi stesso oggetto studiato con pià metodi, da più prospettive teoriche,
TRIANGOLAZIONE:
da più ricercatori, con diversi insiemi di dati
MULTIMETODO: favorisce l’uso contemporaneo di più metodi nella convinzione
FILONE
che ciascuno possieda elementi di forza e debolezza complementari (uso congiunto
consente una validazione incrociata) disattenzione per le differenze tra i
critica:
paradigmi epistemologici sottesi ai diversi metodi
-Ormai affermata la convinzione che per la ricerca qualitativa possano risultare utili
appositi programmi prodotti a supportare un particolare tipo di approccio: si riconoscono
posizioni scettiche (convinzione che, data la profonda diversità della ricerca qualitativa,
non sia utile e sia scorretto costringere il processo di analisi di dati negli schemi rigidi di
un’elaborazione informatica) e ottimiste (possibilità offerte dall’informatica permettono
di affrontare e risolvere efficacemente molti problemi connessi con la ricerca qualitativa,
consentendo di coniugare le esigenze di plasticità e ricchezza creativa con quelle di
rigore e verifica) oggi, la maggior parte della ricerca qualitativa si
ad
svolge con l’ausilio di programmi specifici
pacchetti applicativi per la ricerca qualitativa possibilità di
CAQDAS: FUNZIONI:
codificare porzioni di testo, con riferimento ai contenuti del testo e alle caratteristiche ad
esso esterne, in modo da poter recuperare, confrontare e valutare i testi rispondenti ai
criteri desiderati; codifica può essere effettuata con l’ausilio di procedure automatiche
che provvedono a codificare il testo sulla presenza di parole-chiave o di caratteristiche
esterne al testo; sulla base della codifica effettuata alcuni programmi favoriscono la
costruzione di teorie (individuazione, per mezzo di verifiche condizionali, di legami di
inclusione, esclusione, sequenza, distanza); relazioni teoriche possono essere
evidenziate graficamente attraverso reti concettuali per agevolere la comunicazione dei
risultati e la riflessione di legami; possibilità di scrivere ‘note di lavoro’ da aggiungere ai
testi/codici; alcuni programmi favoriscono anche supporti di tipo quantitativo (sintesi
della distribuzione dei codici, in termini di frequenze e percentuali)
consente di sviluppare appieno le potenzialità della ricerca qualitativa:
ciò
velocizzazione del trattamento dei dati rende disponibili energie che altrimenti
andrebbero disperse in compiti ripetitivi e consente di moltiplicare con facilità i percorsi
di analisi, allargando gli spazi di possibile esplorazione; pratica di un interscambio
continuo tra dati e teoria è favorita dalla possibilità offerta di riorganizzare
continuamente, senza costi in termini di tempo e di materiale; uso dei software consente
di superare alcuni problemi di attendibilità e validità aggiungendo elementi di
sistematicità e di oggettività; facilità con cui si può disporre di grandi quantità di dati
rende possibile l’attuazione di diverse forme di campionamento e comparazione
ampia diffusione e relativa facilità d’uso; possibilità che dimensione strumentale
rischi:
prenda il sopravvento sulla riflessione teorica e sullo sforzo interpretativo e che vengano
perseguite strategie di ricerca perché più facilmente supportate dal punto di vista
tecnico
2. GROUNDED THEORY (Elvira Cicognani)
-GT: approccio alla ricerca qualitativa di tipo interpretativo centrato sull’analisi dei
significati sottostanti l’uso del linguaggio e la comunicazione strategie e
offre
procedure di raccolta, gestione, organizzazione e analisi dei dati con la finalità di
incentivare l’analisi qualitativa sistematica e rigorosa: non si limita all’aspetto
metodologico ma come approccio/strategia di ricerca con premesse epistemologiche e
criteri di validità
negli anni ’60: Anselm Strauss e Barney Glaser la elaborano nel tentativo di
emerge
opporsi alle teorie sociologiche e alla crisi dei metodi qualitativi, sempre più relegati ad
un ruolo secondario rispetto alla ricerca quantitativa generare teorie
occorre
contestuali Theory” per esprimere l’idea della teoria generata attraverso un processo
”Grounded
iterativo che implica un continuo campionamento e analisi dei dati qualitativi raccolti in
setting concreti sviluppo di una concettualizzazione del fenomeno indagato
finalità:
(ricercatore
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