Cap. 1 – I metodi qualitativi
Legame tra impianto teorico e tradizione scientifica
Esiste un confronto tra due modalità per certi aspetti opposte di concepire la natura della conoscenza e della scienza:
- Da un lato, l’idea che il mondo possieda caratteristiche stabili, sulla natura degli oggetti e sulle leggi che governano gli eventi, e il compito della scienza sia scoprire tali leggi.
- Dall’altro, l’idea che non si possa parlare di verità, né di caratteristiche oggettive del mondo, che siano indipendenti e pre-esistenti rispetto alle procedure di conoscenza adottate, ma che anzi il mondo sia sostanzialmente un prodotto delle procedure di conoscenza adottate.
Rapporto tra teoria e dati
Si pone la questione del rapporto tra elaborazione teorica e verifica empirica:
- I ricercatori che usano metodi qualitativi ritengono prioritari i dati rispetto alla teoria, perché l’approccio ai fenomeni deve essere il più possibile libero da teorie preventive, privilegiando la scoperta rispetto alla verifica, producendo teorie locali e contestuali, fino addirittura a una rinuncia di ogni forma di teorizzazione.
- C’è però una visione opposta che assegna comunque alla ricerca empirica il compito di verificare l’adeguatezza di diverse possibilità interpretative, per cui il rapporto tra soggetto e oggetto di conoscenza debba necessariamente essere mediato da forme di teorizzazione.
Il tema del rapporto tra teoria e dati è centrale anche nel dibattito sulla validità dei metodi qualitativi, quindi della generalizzabilità, cioè la possibilità di usare i risultati di ricerca di un certo contesto per fenomeni di portata più generale, fondato su due presupposti messi in discussione dai metodi qualitativi:
- Che sia possibile ricondurre la multiformità dei fatti osservati a un numero limitato di variabili.
- Il fatto che il rapporto tra tali variabili possa essere formulato in termini di leggi generali, che consentano comprensione, previsione e controllo sugli eventi.
Ma secondo il modello qualitativo, il processo di progressiva astrazione non è giustificato nel campo di osservazione delle scienze umane, le quali avrebbero come scopo non quello di spiegare e prevedere, bensì di comprendere e interpretare.
Generalizzazione nelle scienze umane
Si tratta di stabilire a quale tipo di generalizzazione si possa puntare:
- Certamente per le scienze umane sono improponibili obiettivi di generalizzazione e previsione di tipo meccanico-matematico, come quelli proposti dai positivisti puri,
- Tuttavia ci si può porre obiettivi di generalizzazione di medio raggio, per superare la fase puramente descrittiva e allargando l’interpretazione a situazioni aventi in comune il profilo contestuale.
Quindi, tra l’ambizione alla spiegazione e alla previsione assoluta, e la rinuncia all’andare oltre la pura descrizione, si è fatta strada la tendenza ad elaborare teorie di medio raggio, fortemente caratterizzate in chiave contestuale.
Attendibilità e validità
Attendibilità, la capacità di uno strumento di misurare in modo efficace e costante un certo fenomeno. Validità, la corrispondenza tra la misura realizzata e l’effettiva natura del fenomeno osservato, rimanda alla fiducia nell’esistenza di una realtà esterna indipendente dal ricercatore, e alla possibilità di scomporla in variabili misurabili, e al valore della verifica intersoggettiva.
Nell’ambito dei metodi qualitativi, ci sono:
- Posizioni estreme che ritengono che non debba porsi la questione dell’attendibilità/validità, perché ciò confligge con l’idea che il processo conoscitivo sia marcato da fattori soggettivi.
- Ma anche posizioni meno radicali che si pongono il problema dell’affidabilità degli strumenti, delle verifiche intersoggettive e della effettiva corrispondenza tra conoscenze e natura dei fenomeni.
Si cercano criteri di attendibilità e validità che non implichino necessariamente opposizione tra soggetto e oggetto di conoscenza, ma che valorizzino invece la pratica sociale come elemento di garanzia sulla correttezza e sulla corrispondenza dei risultati alla verità dei fatti, con molteplici verità, tutte meritevoli di comprensione e descrizione:
- Per attendibilità, si basa sul modo in cui il materiale è raccolto, e su come viene ordinato e classificato.
- Per validità, ci sono state profonde riformulazioni, perché vengono valorizzati alcuni elementi tradizionalmente considerati ostacoli al raggiungimento dell’oggettività, tra cui il coinvolgimento nella ricerca sia del ricercatore, sia delle persone oggetto di ricerca, i significati e le pratiche sociali entro cui i risultati della ricerca si iscrivono, e la possibilità di comunicare tali risultati in modo efficace e persuasivo.
Spostamento dell’attenzione verso la dimensione sociale complessiva, identificando il criterio fondamentale di validazione nell’utilità rispetto agli scopi socialmente definiti (dimensione etica e progettualità sociale/politica).
Metodi per migliorare la validità della ricerca
Triangolazione, quindi moltiplicazione delle fonti di validazione, lo stesso soggetto studiato con più metodi, e più ricercatori in riferimento agli stessi dati, per una conoscenza più vicina alla verità. Multimetodo, quindi utilizzo contemporaneo di più metodi nella convinzione che ciascuno possieda elementi di forza e di debolezza complementari, e con uso congiunto si ottenga validazione incrociata.
CAQDAS
CAQDAS (computer assisted qualitative data analysis software) è un acronimo del mondo anglosassone per indicare i pacchetti applicativi di ricerca qualitativa. Le funzioni che i programmi di analisi qualitativa vanno:
- Dalla possibilità di codificare porzioni di testo, con codifiche sulla base di contenuti, parole-chiave e caratteristiche esterne relative al soggetto e alla situazione.
- Alla possibilità di “costruire delle teorie” intese come individuazione, per mezzo di verifiche condizionali, di legami di inclusione, esclusione, sequenza, distanze e simili.
- Possibilità di evidenziazioni grafiche, che agevolano l’individuazione di nuovi possibili legami.
- Permettono anche di scrivere “note di lavoro”, i percorsi che sono stati seguiti o quelli che ci si prefigge di intraprendere, e complessivamente, la crescita del sistema concettuale.
- Forniscono anche supporti di tipo quantitativo, di sintesi della distribuzione dei diversi codici in sottoinsiemi definiti, spesso esportabili all’esterno del programma per ulteriori analisi.
- Programmi anche fondati sull’analisi lessicale.
Vantaggi dei programmi CAQDAS
Vantaggi: possibilità di coniugare le esigenze di ricchezza creativa con quelle di rigore e verifica intersoggettiva e pluricontestuale, sviluppandone quindi appieno le potenzialità della ricerca qualitativa:
- L’uso di programmi permetterebbe di liberare risorse creative prima impiegate in compiti ripetitivi e permette di moltiplicare i percorsi di analisi, allargando gli spazi di possibile esplorazione.
- Possibilità di riorganizzare in tempi brevi il materiale di base.
- Miglioramento di attendibilità e validità, con elementi di sistematicità e oggettività al lavoro svolto.
- Campionamento e comparazioni tra una grande quantità di dati, con maggiori garanzie sull’aderenza dei risultati ai materiali raccolti.
Rischi e obiezioni del versante socio-costruzionista
- Si rivendicano l’assoluta autonomia sul piano metodologico, puntando a tecniche di analisi del discorso che non prevedono il ricorso a forme di riduzione dei contenuti tramite codifica o categorizzazione, e che escludono pertanto ogni tipo di calcolo e confronto quantitativo.
- Rischio ad esempio che la dimensione strumentale (vista la facilità di accesso alle tecniche) prenda il sopravvento sulla riflessione teorica e sullo sforzo interpretativo, e che vengano seguite certe strategie di ricerca non perché più rispondenti agli scopi, ma perché più facilmente supportabili sul piano tecnico.
Cap. 2 – Grounded theory
Approccio della Grounded Theory (GT)
L’approccio della GT è una strategia di ricerca qualitativa di tipo interpretativo, centrata sull’analisi dei significati sottostanti all’uso del linguaggio e alla comunicazione:
- Offre una serie di procedure di raccolta, gestione, organizzazione e analisi dei dati con la finalità di incentivare l’analisi qualitativa sistematica e rigorosa.
- Non si limita al solo aspetto metodologico, ma si configura come una vera e propria strategia di ricerca, con premesse epistemologiche e criteri di validità specifici.
Per Strauss e Glaser, per colmare il divario tra teoria e ricerca empirica servivano teorie locali e contestuali:
- Il termine Grounded Theory fu scelto per l’idea della teoria generata attraverso un processo iterativo, con un continuo campionamento e analisi dei dati qualitativi raccolti in setting concreti.
- La finalità dell’approccio è una concettualizzazione del fenomeno che sia più di una descrizione: il ricercatore parte da una descrizione di eventi fino ad una spiegazione di relazioni e processi.
- Il termine grounded indica che la teoria si sviluppa da dati concreti, non da ipotesi o teorie preesistenti; deve essere fedele ai dati con categorie che integrino i dati e ne organizzino le relazioni.
Mondo sociale e ricerca
Il mondo sociale dell’individuo è come il prodotto di un gioco reciproco fra gesti, simboli e sistemi di significati racchiusi in un contesto sociale significativo:
- Compito del ricercatore è costruire la realtà sociale dal punto di vista dei partecipanti, determinando i significati simbolici e gli artefatti.
- Entra in scena sprovvisto di teorie preesistenti; le domande sono guidate da ipotesi sul campo.
- La specificità del metodo qualitativo comporta un’assoluta priorità dei dati rispetto alla teoria, il più possibile libero da strutturazioni teoriche preventive per l’emergere dei significati nella loro ricchezza.
La teoria privilegia il momento della “scoperta” rispetto a quello della verifica, e la teorizzazione, pur parte integrante del processo di ricerca, deve emergere direttamente dai dati e non può discostarsi da essi:
- Tale prospettiva sembra rinunciare di fatto ad ogni forma di teorizzazione, nella convinzione che qualunque tipo di astrazione e di generalizzazione costituisca inevitabilmente un indebito allontanamento dalla specificità dei dati,
- E che il compito della ricerca empirica sia semplicemente quello di descrivere nella maniera più accurata e fedele possibile un determinato insieme di fenomeni.
Teoria opposta all’idea che compito della ricerca empirica sia di verificare (o falsificare) l’adeguatezza di differenti possibilità interpretative (ipotesi) e che senza aver anche solo approssimativamente un’ipotesi di massima, non ci si possa confrontare seriamente con i dati. Tuttavia, nella G.T. è previsto comunque un progressivo raffinamento della teorizzazione nel continuo confronto con ulteriori dati, che assume caratteristiche non molto diverse da quelle di una classica verifica di ipotesi.
Non dobbiamo dimenticare inoltre che per i fenomeni delle scienze umane, che hanno come scopo non solo quello di spiegare e prevedere, ma anche comprendere e interpretare, ogni forma di generalizzazione risulterebbe indebita perché non terrebbe conto delle implicazioni del contesto.
Caratteristiche del metodo
Concezione “circolare” o “iterativa” (a spirale) del processo della ricerca:
- La raccolta e le analisi dei dati sono interconnesse, la costruzione della teoria inizia non appena si rendono disponibili i dati, e i risultati delle analisi preliminari orientano la successiva raccolta di dati.
- Costringe il ricercatore a riflettere continuamente sul processo di ricerca.
Il processo inizia da un problema (non da ipotesi) per cui si ritiene non esistano risposte nelle teorie esistenti:
- Spesso si tratta di una situazione in un contesto circoscritto, locale.
- Si parte da una domanda iniziale generale per arrivare poi ad una più specifica e mirata.
Coerentemente con l’idea di “far parlare i dati” per trovare nuove idee, nelle prime fasi della raccolta lo scopo è ottenere materiale il più possibile ricco e dettagliato, anche con tecniche e da fonti diverse:
- L’interpretazione dei dati, o sviluppo della “teoria” procede impiegando lo strumento analitico della concettualizzazione, ovvero la codifica e lo sviluppo di categorie a partire dai dati.
- Questa attività arriva ad elaborare interpretazioni più generali, ma comunque aderenti ai dati.
Strauss e Corbin (1990) distinguono tre fasi dell’analisi (fra loro non indipendenti) caratterizzate da stili di analisi differenti, scopi analitici diversi e con procedure di campionamento specifiche. Il passaggio da una fase all’altra non è lineare, ma sono previsti spostamenti avanti e indietro, per modificare le categorizzazioni:
- Stadio I: codifica aperta (initial analysis) di dati non strutturati perché raccolti senza una teoria preesistente. Massima possibilità di generare nuove categorie dai dati: lavoro creativo che si fonda sulle capacità interpretative, anche se è vincolato al fatto che le descrizioni devono adattarsi ai dati.
- Stadio II: codifica assiale (core analysis o focused coding), sviluppo, scelta e messa in relazione delle categorie individuate, cercando connessioni tra categorie e concetti. Possono essere elaborate tra categorie superiori e inferiori, ma anche tra concetti o categorie allo stesso livello. Si suggerisce l’uso di un modello paradigmatico, per chiarire le relazioni tra un fenomeno, le sue cause, le sue conseguenze etc. Lo scopo è reperire dati che confermino le categorie, identificando relazioni o suggeriscano limiti alla loro applicabilità.
- Stadio III: codifica selettiva: la codifica si porta ad un livello di astrazione superiore per una sintesi delle categorie e delle relazioni precedentemente individuate, ma di livello superiore (story line). Si cerca la categoria predominante (core category) che le sintetizzi tutte unificando la teoria.
La saturazione teorica è raggiunta quando non si trovano più nuove categorie collegate al tema indagato, e la teoria si adatta a tutti i dati ottenuti. La saturazione delle categorie si avrà quando queste incorporeranno tutta la gamma di variazioni esistente tra i dati.
La GT differisce dall’analisi del contenuto, che ha uno scopo molto diverso dalla generazione della teoria: tende infatti alla riduzione dei dati, riconducendoli ad un insieme predefinito di categorie, oggetto di quantificazione. Almeno due grandi differenze con l’analisi del contenuto:
- Metodo dei confronti: tecnica per identificare categorie, selezionando e confrontando continuamente gli elementi (dati, casi, eventi…proposizioni teoriche) nel corso di tutto il progetto di ricerca, per cogliere somiglianze/differenze all’interno del corpus dei dati e promuovere lo sviluppo concettuale e teorico. Lo sviluppo teorico è favorito anche dal porre domande e dal formulare ipotesi, e anche le domande diventano progressivamente più astratte.
- Campionamento teorico: implica il campionamento attivo dei nuovi casi con il procedere dell’analisi allo scopo di generare nuove idee. Si pone attenzione ai “casi negativi”, che non sembrano adattarsi ad un sistema concettuale emergente. Questo mette in discussione i presupposti e le categorie iniziali e protegge dal pericolo di costruire argomentazioni non difendibili alla luce dei dati.
Ulteriore caratteristica del metodo è la documentazione del processo di analisi con la scrittura di memo, utili per fare ordine nei dati, ed evitare di disperdersi con il procedere delle analisi:
- Sono la fase intermedia tra la codifica del materiale e la stesura del rapporto di ricerca conclusivo.
La teoria può essere sviluppata a vari livelli di astrazione, dal descrittivo, al substantive, fino a teorie formali di livello più elevato. Ma non sempre l’obiettivo è la formulazione di una teoria, ci sono anche scopi minori:
- Sviluppo tassonomico, cioè lo sviluppo di una tassonomia di concetti, con la specificazione della relativa importanza per la domanda di ricerca, come obiettivo a se stante, o fase preliminare.
- Riflessione teorica locale, stimolando lo sviluppo concettuale con sottoinsieme limitato di categorie.
Criteri di validità nell’ambito della GT
Strauss e Corbin propongono quattro criteri specifici per valutare la qualità delle ricerche di GT:
- La teoria deve “adattarsi” al fenomeno. Ciò avviene se è stata ricavata attentamente da una varietà di dati e se rappresenta fedelmente la realtà quotidiana del fenomeno.
- Deve essere comprensibile sia per le persone studiate sia per gli altri implicati nel settore.
- Deve avere generalità.
- Deve chiarire le condizioni in cui è applicabile e fornire una base per l’azione.
Henwood e Pidgeon propongono una lista di criteri più dettagliata:
- Aderenza ai dati (fit) con definizioni esaurienti dei concetti di base per spiegare perché i fenomeni sono stati denominati in un certo modo. Ricercatore e lettori ne possono valutare l’adeguatezza.
- Integrazione della teoria ai diversi livelli di astrazione allo scopo di collegarla in modo significativo ai diversi livelli; utile l’uso delle memo, per spiegare la struttura della teoria emergente.
- Riflessività evidenzia la soggettività del ricercatore che contribuisce alla costruzione dell’oggetto di indagine.
- Documentazione resoconto su ciò che si è fatto e del perché, in ogni fase della ricerca. Documentare gli interessi iniziali e in che modo sono cambiati.
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