Introduzione alla ricerca qualitativa
La ricerca qualitativa è una metodologia di ricerca che usa la sineddoche (la parte per il tutto-pars pro toto-, vengono studiate alcune persone per una popolazione di ricerca). Nella ricerca quantitativa o statistica vige la teoria della probabilità per lavorare sui grandi numeri (già sopra le 50 unità), standardizzando i dati (domande standard a un gruppo intero) e generalizzando (la ricerca quantitativa è oggettiva). La ricerca qualitativa, invece, va a scavare nel tessuto delle persone, osservare una persona cambiando la prospettiva, non c'è la standardizzazione, anche se c'è sempre un tentativo di generalizzazione (all'interno di quel contesto e di un gruppo) perché si presume che andando così a fondo ci si può permettere di ipotizzare certe tendenze (anche se la realtà osservata viene sempre interpretata dall'osservatore, che influenzerà il campo). Si vanno a sottolineare alcune caratteristiche specifiche e peculiari del soggetto che si studia. Le ricerche qualitative però sono più facilmente attaccabili, per questo motivo la ricerca quantitativa dovrebbe essere fatta prima della qualitativa perché ci sia un buon impianto metodologico. Simmel ha iniziato questo individualismo metodologico; l'etnografia nasce con l'antropologia, i sociologi l'hanno ripresa.
Quindi per convincere gli uditori, persuadendoli, bisogna usare le argomentazioni (all'inizio della ricerca, nel progetto di ricerca). La teoria dell'argomentazione è un'attività mirante a convincere un critico ragionevole dell'accettabilità della tesi mediante ipotesi, comunque è in base all'oggetto di ricerca che si sceglie il metodo e le tecniche.
La verità nella ricerca
La verità nell'accezione greca, per quanto desiderata e attraente, è meglio che resti nel pozzo (“La verità nel pozzo”-Gerome), noi possiamo ipotizzarla, intuirla, crederci in un certo modo. Quando crediamo di avere la verità sbagliamo. Per i greci la verità è solo degli dei (Gerome, ne “La verità che esce dal pozzo” critica i rivoluzionari francesi che pensano di poterla trovare), non esiste, è un concetto astratto. Neanche nella ricerca quantitativa si può trovare, se si cerca in profondità la verità è melliflua, illusoria. Esiste solo la possibilità di svolgere una interpretazione, un’analisi dei comportamenti da cui derivano delle teorie, un punto di partenza per una ricerca, anche per essere confutate.
Nella ricerca qualitativa si sostituisce il concetto di verità con i concetti di sincerità, bellezza, solidarietà, anche se la ricerca della verità deve continuare, però senza mai fine. Simmel fa l'esempio di un padre che nasconde uno scrigno e chiede ai figli di cercarlo, e non lo troveranno mai.
Elementi necessari ad una ricerca qualitativa
- La sincerità: per ottenerla si entra a far parte di un gruppo che si vuole studiare, ma soprattutto studiando i documenti naturali (ad esempio i diari di qualcuno), oppure con studi di autoetnografia. Raccontarsi in un diario, a differenza della psicologia però manca l'analista (è un documento naturale, anche se la si può richiedere a qualcuno). Tuttavia i documenti naturali non è detto che siano sinceri, agli studiosi non deve importare che quella persona menta (non è un lavoro investigativo, si basa su delle teorie, formulando ipotesi che verranno confutate o confermate, non è psicoanalisi); le ipotesi possono variare nel corso della ricerca, però non bisogna mai abbandonarle. Quindi, in sintesi, l'etnografia presuppone che analizzando un documento naturale si può ottenere una certa sincerità.
- La bellezza: per persuadere il lettore si usa la bellezza della descrizione, nella riproduzione della situazione; la bellezza può esserci perché ci si concentra su un gruppo ristretto, aiuta a trasmettere agli altri ciò che è stato osservato (la bellezza deve rendere la ricerca avvincente per chi legge), è questo lo scopo di una ricerca (far capire, trasmettere). Ci sono alcune tecniche per trasmettere cosa è stato osservato, ad esempio nella sociologia emozionale ogni racconto etnografico deve trasmettere le emozioni del ricercatore, creando un rapporto empatico con il pubblico; sebbene non ci siano limiti alle descrizioni, la difficoltà è che spesso cambiano le situazioni, e l'etnografo deve essere flessibile e deve saper interagire con gli altri.
- Il campo: può stravolgere la situazione, ci può far capire che la lente usata è sbagliata, il campo costringe a rimodellare la ricerca (il campo crea delle teorie di passaggio -passing theories-) e modifica la fase dell'analisi; bisogna sempre ricordare che la teoria e la ricerca sono sempre collegate (l'empirismo mostra solo un aspetto della realtà, quindi non basta, come anche la pura teoria) e non escludere nulla sul campo (solo nella fase di analisi si sforbicia). Quindi si va sul campo con le ipotesi, ma questo può costringere a tornare sul disegno della ricerca (ipotesi, domande, riferimenti teorici) e allo stesso tempo la fase di analisi e interpretazione può costringerci a tornare sul campo (però è più difficile ritornare), così si crea un rapporto biunivoco tra analisi e ipotesi (bisogna capire da dove si è partiti perché altrimenti l'analisi non può essere fatta perché c'è tantissimo materiale empirico), per non perdersi non bisogna dimenticarsi le ipotesi e il committee (il committente pretende che il tema non venga sforato), inoltre bisogna non abbandonare le intenzioni scientifiche da cui si è partiti per una implicazione emotiva.
- La solidarietà: cercare di capire come funzionano le cose in un gruppo in un determinato momento storico, la solidarietà è verso chi vive quel determinato momento storico, si svolge una ricerca che va a beneficio anche di quel gruppo. Barnao a Trento "Hotel Milleluci" è diventato senzatetto per qualche settimana per manifestare loro grande solidarietà, ma nello stesso tempo ha aiutato la città di Trento a capire il loro numero e le loro condizioni.
Non bisogna smettere di cercare la verità (un futuro irraggiungibile che influenza il presente), anche se nel presente si ottengono piccole illuminazioni.
Esempi di ricerca qualitativa
Gli Adler (due sociologi sposati) volevano studiare le persone povere da Santa Monica a San Diego, il loro padrone di casa si assentava improvvisamente e alla fine scoprono che spaccia e cambiano la tesi di ricerca sulle persone meno abbiette che spacciano. In UK e in USA non si può fare una ricerca se un comitato etico non l'approva e bisogna far firmare un documento di approvazione dal gruppo studiato. Decide il ricercatore se mantenere l'anonimato oppure se lanciarsi in una militanza politica contro dei rei (o portare a termine solo la propria ricerca/garantire l'anonimato per professionalità); in Italia non c'è una regola tra le due alternative.
Perché fare ricerca qualitativa?
Nell'800 in realtà l'idea della sociologia era il positivismo (misurare)---> Comte e Spencer (darwinismo e statistica sociali). La svolta: la scuola di Chicago (i chigagoans)---> non più solo misurare la realtà sociale, ma si scende per le strade, con gli studenti; Park (teoria delle aree concentriche della città) disse che non bastava più essere archivisti, il senso della ricerca sociale era di vivere con i soggetti osservati. Molte ricerche della scuola di Chicago hanno avuto effetti sui problemi sociali, come quello sui colletti bianchi e una ricerca di Merton sul razzismo "Un dilemma americano, studi sul razzismo".
Motivazioni per la ricerca qualitativa
- Metodologiche: a differenza di quella quantitativa (standardizzazione), si riesce a essere più precisi nell'analisi della specificità delle persone e dei gruppi e ad osservare le credenze, il linguaggio, le emozioni, gli atteggiamenti, le opinioni, il non-detto (si dice qualcosa anche se non si parla); inoltre si riesce ad indagare la dimensione processuale dei comportamenti (la storia, i processi della vita), raccontare porta dentro ai processi; la storia del gruppo e individuale porta a capire il comportamento e ad ipotizzare i comportamenti futuri.
- Teoriche: creare teorie a medio raggio---> Merton -con la sua analisi sulla devianza, aveva corretto Parsons, l'autore che più veniva seguito dagli statunitensi (aveva legittimato le differenze sociali a livello scientifico)- diceva che le teorie devono essere di medio raggio, non del sistema sociale, come quella di Parson [gli studi sulla personalità autoritaria sono interviste negli stati uniti]. Quindi bisognava scendere sul contesto.
- Etico-politiche: con l'arrivo del femminismo e dei movimenti antimilitaristi---> la ricerca sociale spesso è militante, cioè dà voce a chi non riesce ad averla (per esempio le hostess devono essere prive di personalità, sempre sorridenti, è stato fatto vedere la tensione di cambiare sempre stato e la gestione della vita personale) o comunque svelano lati della società che non si vedono o non si vogliono vedere [lo studio sui contadini polacchi immigrati in america, il governo non era molto contento di sapere] (Wittgenstein dice che ciò che è familiare non sempre è conosciuto).
[per l'antropologia] conoscere popolazioni molto lontane, senza stereotipare. [c’è anche una seconda scuola di Chicago (molti sociologi famosi, invitano anche Lazersfeld, un quantitativo)]
I problemi della ricerca qualitativa: i risultati non sono dimostrabili [bisogna tenerlo presente nel disegno di ricerca], ma bisogna persuadere (teoria dell'argomentazione, pragma-dialettica, argomentazione prolettica -anticipa le obiezioni-) attraverso una discussione critica, un'argomentazione (argomentazioni che vengono ritenute valide da parte dell'ascoltatore) [anche se l'interlocutore deve essere critico sulla tematica, la deve conoscere dal punto di vista teorico, ben informato e bisogna avere almeno un punto teorico in comune].
Lo scambio di informazioni con persone che non sono dello stesso ambito non fa parte della teoria dell'argomentazione---> l'apertura alla società civile fa parte della capacità del ricercatore di essere semplice, il pubblico non deve essere convinto. Non si può spiegare la realtà, però, come dice Boudon, si possono avanzare della risposte su interrogativi specifici sul reale, è importante restringere il campo di ricerca (allargarlo è un passo successivo, con delle ricerche comparative), quindi bisogna avere una forte sensibilità al contesto.
[una possibile ricerca qualitativa: i serial caller in USA sfruttano il fatto che la legge dice che le ambulanze sono obbligate a portare il paziente al pronto soccorso, come servizio gratuito e chiamano spesso le ambulanze, soprattutto a San Francisco, città degli allucinogeni, eppure c'è la migliore università, Berkeley]
[Baker ("Outsiders": vita dei consumatori di marijuana, forse non sono devianti, dato che cercano un'identità e coesione sociale) nei "Trucchi del mestiere" dice che un argomento non va scartato perché già stato studiato da qualcuno, le cose con lo stesso nome non sono tutte uguali (cambia il punto di osservazione, testi di riferimento diversi, domande di ricerca diverse)]
Passaggi della ricerca
- 1° fase
- 2° fase
- 3° fase
↔ ↔ Progetto di ricerca Ricerca sul analisi Prefigurazione: rapporto campo rapporto / interpretazione 1-domande di ricerca biunivoco biunivoco o ipotesi;
- 2-campionamento;
- 3-tecniche di indagine, metodi.I dati
I dati naturali esistono a prescindere dall'intervento del ricercatore, i dati provocati invece sono stati spinti ad essere prodotti. Nel caso che qualcun altro voglia usare i dati provocati di un altro (es. interviste), non può sapere come sono stati prodotti in modo preciso. Nel caso dei dati naturali si può usare l'interlocuzione (anche senza svelare il proprio ruolo da studioso, basta non porre delle domande, ma dialogare, se si pongono delle domande inizia a essere un'intervista) attraverso: l'osservazione partecipante (partecipo attivamente ai comportamenti e alle azioni in quel gruppo, è naturale perché quelle persone farebbero lo stesso quell'azione se io non ci fossi) e lo shadowing (un'osservazione partecipante più intrusiva); nel caso non si partecipi, non si interroghi l'interlocutore si può usare l'osservazione naturalistica (Nash negli Stati Uniti osservava le persone dentro i bus, senza parlare) [anche se spesso si passa dall'osservazione naturalistica a quella partecipante e viceversa] oppure l'analisi delle conversazioni (utilizzati da Sax, diversa dall'analisi del discorso, analizza i silenzi, i segni, momenti di emozionalità, linguaggi, turni di parola che si modificano, attraverso registrazioni, non provocate dal ricercatore) e l'osservazione di documenti naturali (le fonti -anche storiche-, biografie, romanzi realisti, il diario, la ricerca sul contadino polacco in America---> lettere scambiate con coloro che erano rimasti in Polonia, articoli di un giornale polacco e l'autobiografia di un ragazzo polacco in America).
Tipi di perturbazione nei dati
Due tipi di perturbazione nei dati provocati: interattiva o osservativa (osservazione coperta). Con la perturbazione interattiva possiamo fare l'esperimento sul campo (nella società, all'interno di gruppi sociali):
Esempio: Roseman in “Essere sani in posti insani” ha studiato quanto gli ospedali psichiatrici creino un ruolo ad hoc inerente al contesto (sei malato nonostante tu sia sano), ha mandato quindi 8 soggetti in alcuni ospedali statunitensi, coperti (non dichiarano di stare fingendo), dichiararono di ascoltare delle voci; tutti vengono ricoverati, alcuni trascorrono 50 giorni negli ospedali, prendono appunti su ciò che accade intorno, gli altri pazienti si accorgono della verità (perché prendevano appunti davanti a loro), li dimettono perché i medici pensavano che fossero guariti---> è un esperimento sul campo perché le variabili delle domande di ricerca sono controllate e le variabili all'interno del campo non sono controllabili. I risultati vengono pubblicati dicendo che Goffman aveva ragione, però uno psichiatra accusò i risultati della ricerca dicendo che quegli ospedali lavoravano male, allora Roseman rispose dicendo che nei mesi successivi avrebbe mandato dei pazienti finti nella sua clinica, 41 vennero rifiutati, in verità Roseman non mandò nessuno.
Se la perturbazione è osservativa, i soggetti sono a conoscenza dell'essere oggetto di analisi, quindi accettano; in questo caso possiamo usare l'intervista discorsiva (molto diffusa), giochi, focus group, osservazione di documenti sollecitati dal ricercatore (diari, biografie ecc).
Focus group
- Una traccia di intervista, con dei punti da trattare su un argomento, li si dà ai soggetti (che non devono essere più di circa sei o otto), il ricercatore deve far sì che non si vada fuori traccia; un altro ricercatore fa l'osservatore, segna i turni di parola (perché viene tutto registrato).
- Nei giochi ci sono due persone che controllano, uno consegna il tema del gioco ai partecipanti e un osservatore riprende ciò che accade; si chiede alle persone di avere un certo ruolo, non gli si chiede di focalizzarsi su un tema (come nel focus group), ma si crea un setting, cioè una situazione virtuale all'interno di cui calarsi come gruppo (Melucci studia dei movimenti militanti con la tecnica dei giochi, li invita a fare i superstiti su un'isola deserta, se gli avesse chiesto di recitare se stessi, sarebbero stati troppo coinvolti).
- L'intervista discorsiva solitamente è semistrutturata, ovvero ci sono delle isole di concetti, però poi ci sono delle domande che vengono formulate sul momento.
- I diari provocati spesso vengono usati quando non si può svolgere né una osservazione partecipante né focus group (es. malati).
Le domande o ipotesi di ricerca
Sono i punti di riferimento che guidano tutto il progetto di ricerca, sono nella fase di prefigurazione della ricerca. Tre elementi: le domande, il contesto empirico e la metodologia (è il metodo che si adatta all'oggetto e al campo, mai viceversa). Le domande devono essere rilevanti (due tipi di rilevanza, quella teoretica e quella pragmatica).
Per quanto riguarda la rilevanza teorica, ci sono tre livelli (almeno uno di questi ci deve essere, il massimo sarebbe averli tutti):
- Portare nuova documentazione empirica alla comunità scientifica;
- Portare nuova documentazione analitica (sembrerebbe essere stata studiata, ma in realtà uso una prospettiva diversa);
- Portare una nuova metodologia nello studio di una tematica o di un gruppo (nel caso dello studio sui politici di professione del professore Cerulo la metodologia nuova era lo shadowing).
La rilevanza teoretica quindi si rivolge alla comunità scientifica.
La rilevanza pragmatica si riferisce a cosa quella ricerca porta alla società (con suggerimenti sulle politiche sociali da adottare). La prima cosa da cui partire in una ricerca è la rilevanza, è uno strumento per l'argomentazione persuasiva, prolettica; bisogna anticipare le obiezioni rivolte sulla rilevanza del progetto (spesso i critici dicono che non c'è un certo tipo di rilevanza), quindi si ricostruiscono le domande di ricerca per contenere più livelli della rilevanza, cercando di ottenere sia quella teoretica che quella pragmatica.
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