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Che cos'è l'osservazione sistematica

Il territorio dei metodi osservativi è illimitato. Ma essi non si collocano sulla sponda della teoria o del metodo, ma su quella della misurazione.

Misurazione

Stevens definisce la misurazione come l'assegnazione di codici o categorie a oggetti o eventi di interesse nel loro flusso di comportamento, seguendo le regole descritte in schemi di codifica espliciti.

Codifica

La codifica può essere eseguita in vivo (diretta) o su materiale registrato (indiretta), rendendo i metodi osservativi accessibili anche a chi è all'esterno del fenomeno.

Quando si usano i metodi osservativi

  • Comportamenti non verbali (neonati, animali).
  • Processi più che esiti.
  • Processi interni (es. far vedere, con videoregistrazioni, ai partecipanti i loro comportamenti passati e ricevere spiegazioni).
  • Comportamenti sociali (quando c'è interazione tra due o più partecipanti; es. corteggiamento uccelli, il gioco dei bambini ecc...).

L'osservazione è per definizione sistematica; i suoi dettagli e metodi sono descritti chiaramente e accessibili a tutti, di modo che tale osservazione possa essere replicata e prescinda dalle caratteristiche personali e dai desideri degli osservatori.

Inoltre, mentre il giudizio degli studi qualitativi (dove è presente intelligenza e sensibilità, nonché soggettività, es. Il Principe di Machiavelli) è soggetto a influenza dalla sensibilità e dall'intelligenza dell'interprete, gli studi quantitativi sono oggettivi e devono essere replicabili. Ma gli studi qualitativi sono preliminari a studi quantitativi poiché costituiscono i sistemi di categoria per l'osservazione comportamentale.

Quando l'osservazione diventa sistematica

L'osservazione diventa sistematica quando si attua una misurazione (un codice o categoria viene assegnato ad un evento). In base a diversi criteri che caratterizzano i codici (diversità, ordine, equivalenza intervalli, zero naturale o arbitrario) abbiamo quattro scale di misurazione (nominale, ordinale, a intervalli equivalenti, a rapporti).

In genere le categorie per le osservazioni comportamentali sono nominali (es. è d'accordo, si lamenta, si scusa ecc...), ma a tali codici si può anche applicare un valore numerico (es. è d'accordo=1; si lamenta=2 ecc...) e avremo così una scala ordinale e così via.

In base a ciò che si vuole valutare si utilizzeranno codici più o meno dettagliati. Maggiori risorse in genere vengono richieste quando vengono fatte registrazioni sequenziali (continuative) dettagliate, usando tecnologie avanzate che registrano tempi di inizio e di fine di comportamenti selezionati, e permettono di vedere come un tale comportamento si evolve, di analizzare, quindi, un processo.

Strumenti di misura della ricerca osservativa

  • Sistemi di codifica comportamentale e i relativi codici: ogni codice corrisponde ad una categoria di comportamento (fa un cenno con la mano, accordo, disaccordo, compromesso comune, attenzione passiva verso x, attenzione attiva verso x, assenza di attenzione ecc...).

I codici sono esclusivi (si applica un solo codice per schema) ed esaustivi (c'è sempre un codice per un comportamento y). Ogni schema di codifica corrisponde ad una dimensione di interesse (funzione linguistica, movimento corpo o, più nello specifico, attenzione del neonato ecc..). Lo schema di codifica è un insieme di categorie/codici per rilevare la presenza/assenza o la frequenza di un comportamento. Le categorie di cui è composto obbligano l'osservatore a concentrare la propria attenzione su comportamenti che sono stati definiti, limitando la sua soggettività.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vappignani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche e strumenti psicometrici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Gnisci Augusto.
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