Oncologia medica, medicina e chirurgia
Melanoma e moderne chemioterapie
Il melanoma è un tumore di origine neuroectodermica. I precursori sono i melanociti, cellule fisiologicamente abitanti la cute dell’uomo. Il melanoma è un tumore molto aggressivo e facilmente metastatizzante, per tale motivo è fondamentale la diagnosi precoce. Esistono diversi fattori di rischio:
- Esposizione intermittente alla luce ultravioletta (in particolar modo UVC, normalmente schermati dallo strato d’ozono).
- Fototipo chiaro della cute (sono soggetti che facilmente si scottano e difficilmente si abbronzano).
- Esposizione intermittente alla luce solare (ovvero il tipico comportamento che chiunque di noi ha in estate).
- Nevi displastici (valutabili già con dermatoscopia).
- Sindrome del Nevo Displastico (sindrome geneticamente determinata caratterizzata dalla presenza di numerosi nevi già in giovane età, caratterizzati da aspetti dermatoscopici di allarme).
Probabilmente dovremmo includere anche molti tossici e inquinanti, di cui al momento sono in corso numerosi studi.
La patogenesi del melanoma è molto interessante ed è fondamentale per comprendere le nuove terapie messe in atto per curare il melanoma. Il melanoma è un tumore scarsamente immunogeno. Riesce a mettere in atto quello che viene definito “Escape Immunitario”. Il tumore infatti blocca il fisiologico meccanismo di difesa, tramite l’infiammazione, che prevede l'eliminazione per necrosi e apoptosi delle cellule tumorali.
Per ottenere l’eradicazione di qualsiasi tumore è fondamentale l’immunità adattativa, tramite le cellule macrofagiche (MO) e i linfociti T (Th1/Th2 e CD8+). Affinché si abbia l'eliminazione delle cellule neoplastiche, occorre un’attivazione delle cellule presentanti l’antigene (APC) che devono fagocitare ed elaborare antigeni melanocitici. Fatto questo, l’antigene verrà esposto a livello linfonodale sul complesso di istocompatibilità di classe secondo (MHC II) o di classe prima (MHC I). Questo sarà riconosciuto da cellule CD4+/CD8+, ma queste cellule saranno attivate solo se ci sarà una costimolazione attivante tramite gli antigeni di superficie CD28 (espresso su linfociti T) e B7/B8 (presente sulle cellule APC). Questa attivazione è all’equilibrio con una condizione di costimolazione inibitoria, mediata dagli antigeni di superficie CTLA4 (espresso sui linfociti T) e B7/B8 (sulle cellule APC). Le cellule di melanoma sono in grado di aumentare questa seconda costimolazione, determinando in ultima analisi un blocco della risposta immunitaria.