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Per evitare casi di certificati di malattia non corrispondenti a realtà è opportuno che:

1. l’attestato di malattia e il certificato di diagnosi vanno rilasciati alla presenza dell’interessato;

2. la data del certificato deve corrispondere a quella in cui il certificato viene redatto;

3. nel certificato di diagnosi trovasi un riquadro che deve essere compilato dal lavoratore.

Sono fatte alcune raccomandazioni:

1. la prognosi decorre sempre dalla data di effettuazione della visita;

2. non si possono utilizzare moduli o fogli diversi da quelli dell’INPS, salvo casi eccezionali;

3. non si possono aggiungere dichiarazioni in calce;

4. la voce “NO” va sempre sbarrata in caso di inizio malattia. La voce “SI” va sempre sbarrata in

caso di prolungamento o di ricaduta se intervenuta entro 30 gg.

Esempi di certificati sono: il primo certificato di infortunio agricolo, industriale, di malattia

professionale, di nascita e di morte.

Per il conseguimento, la conferma o la revisione della patente di guida, il richiedente è tenuto a

da cui dovrà risultare l’insussistenza di patologie

rilasciare una dichiarazione anamnestica

cardiovascolari, psichiche, ecc.

Lo svolgimento di attività sportive non agonistiche organizzate da associazioni sportive o da

strutture private può rendere necessaria una certificazione di idoneità.

Il rilascio della certificazione relativa alla idoneità all’attività sportiva agonistica deve rispettare

modalità procedurali deliberate dalle amministrazioni regionali.

I certificati esenti dall’obbligo della marca ENPAM ( ente nazionale previdenza e assistenza

medici) sono:

- quelli rilasciati gratuitamente ai sensi di legge;

- quelli rilasciati dai medici impiegati dello Stato o degli Enti pubblici.

LE DENUNCIE OBBLIGATORIE

Le denuncie obbligatorie (o segnalazioni o notifiche) sono strumenti di informazione che

perseguono finalità di interesse pubblico (quali la conoscenza dei fenomeni sanitari, la frequenza

con cui si verificano, la necessità di adottare misure di prevenzione o terapeutiche, ecc).

Sono obbligatorie perché i medici sono tenuti in ragione della loro professione al rilievo dei fatti e

delle circostanze di carattere sanitario che debbono essere rese note nell’interesse comune.

In ragione della loro obbligatorietà spetta al medico:

1. la loro compilazione;

2. l’inoltro ai destinatari delle denunce che sono: le Autorità sanitarie (Sindaco, direttore sanitario

dell’A.S.L.), l’Autorità giudiziaria, gli Istituti che erogano le prestazioni previdenziali.

L’omissione della denuncia obbligatoria è un illecito che comporta delle sanzioni.

L’inoltro deve avvenire in tempi che consentono di adottare le misure necessarie, per cui il ritardo

nella presentazione della denuncia è un illecito.

CARATTERISTICHE DELLE DENUNCIE sono:

1. l’obbligatorietà;

2. la destinazione;

3. i termini temporali per l’inoltro;

da cui deriva l’obbligo della denuncia.

4. le circostanze

Le circostanze possono essere individuate dalle locuzioni:

“aver prestato opera od assistenza”, “essendo venuto a conoscenza”, “avendo accertato”.

DENUNZIA DELLE CAUSE DI MORTE

Gli esercenti le professioni sanitarie sono obbligati a denunciare al Sindaco la causa di morte di

ogni persona da loro assistita entro 24 ore dall’accertamento del decesso.

La denuncia della causa di morte è diversa dalla dichiarazione di morte fatta dai congiunti del

defunto entro 24 ore all’ufficiale dello stato civile.

“senza assistenza medica”(

Se la morte è avvenuta cioè non solo senza essere presente al decesso,

ma anche senza essere a conoscenza del decorso della malattia ), la denuncia della causa di morte

compete al medico necroscopo.

Le schede relative a queste denuncie hanno finalità sanitarie, epidemiologiche e statistiche.

Esse sono predisposte in 4 modelli:

- due modelli per maschi e femmine per le morti di soggetti in età oltre il 1°anno di vita;

“ “ “ “ “ “ “ nel 1° anno di vita.

-

Le schede distinguono le ipotesi di:

1. morte da causa naturale ----- in cui sono indicate informazioni riguardanti: la malattia

responsabile del decesso e le cause morbose iniziali e intermedie che hanno contribuito al decesso.

2. morte da causa violenta ----- in cui sono indicate informazioni riguardanti: la natura della causa

violenta (accidentale, suicidio, omicidio, infortunio sul lavoro), le lesioni e i mezzi responsabili del

decesso, il luogo e il tempo.

La denuncia della causa di morte può essere presentata SOLO SE la causa è nota, può infatti

capitare che la il medico non sia in grado di stabilirla.

L’obbligo della denuncia è fatto anche ai medici incaricati di eseguire autopsie disposte

dall’autorità giudiziaria o per riscontro diagnostico.

Al riscontro diagnostico sono sottoposti:

1. cadaveri delle persone decedute senza assistenza sanitaria;

2. e quelli per i quali il medico necroscopo non sia in grado di identificare la causa della morte.

L’autopsia è disposta dall’Autorità giudiziaria nei casi in cui vi sia sospetto di reato.

La dichiarazione di morte, corredata dalla scheda della denuncia della causa di morte, consente

all’ufficiale di stato civile di disporre per l’accertamento della realtà della morte. della salma

Questo accertamento viene effettuato da un medico necroscopo e consiste nell’esame

da effettuare non prima delle 15 ore e non dopo delle 30 ore dalla morte.

dopo di che l’ufficiale dello stato civile può

Il medico necroscopo rilascia un certificato della vista,

l’autorizzazione

rilasciare al seppellimento da eseguire dopo 24 ore dalla morte.

la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo.

L.578/1993:

Per l’accertamento della morte la legge considera 2 eventualità:

1.MORTE PER ARRESTO CARDIACO: che si ha per cessazione della respirazione e della

circolazione tale da comportare la perdita irreversibile delle funzioni encefaliche.

2. MORTE IN SOGGETTI AFFETTI DA LESIONI ENCEFALITICHE E SOTTOPOSTI A

MISURE RIANIMATORIE: che si ha per la cessazione irreversibile delle funzioni encefaliche.

viene rilevata dall’:

Lo stato di incoscienza

1. assenza dei riflessi del tronco;

2. assenza del respiro spontaneo;

3. assenza di flusso cerebrale.

L’esistenza simultanea di tutte e tre le condizioni da verificarsi almeno 3 volte (all’inizio, a metà e

alla fine dell’osservazione) coincide con il momento della morte.

Il periodo di osservazione deve avere una durata:

- non < a 6 ore negli adulti e nei bambini di età superiore ai 5 anni;

- di 12 ore nei bambini di età tra i 12 mesi ed i 5 anni;

- di 24 ore nei bambini di età < ad 1 anno.

L’accertamento della morte è effettuato da un collegio di medici

DICHIARAZIONE DI INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA

Con l’entrata in vigore della L. 194 /1978 non sussiste più alcun obbligo di denunzia dei casi di

aborto, ma solo una dichiarazione con il quale il medico che lo ha eseguito dà notizia

dell’intervento stesso e della documentazione senza fare menzione dell’identità della donna al

Dipartimento della Sicurezza sociale della Regione.

La dichiarazione anonima ha finalità statistica e di mero controllo burocratico.

La rivelazione dell’identità della donna o la divulgazione di notizie che siano idonee ad identificarla

è punita a norma dell’art. 622 c.p. che prevede la rivelazione del segreto professionale.

DENUNZIA DEGLI INFANTI DEFORMI

Il sanitario (medico o in mancanza ostetrica) che ha prestato assistenza al parto, quando il neonato

presenti delle deformità congenite, come quelle a carico dell’apparato locomotore ha l’obbligo di

presentare entro 2 gg. al Sindaco la denuncia della nascita di un infante deforme.

Il sanitario deve consigliare gli accertamenti radiografici in caso di sospetta lussazione congenita

dell’anca e deve denunciare anche in tempi successivi le malformazioni evidenti dopo la nascita.

DENUNZIA DELLE CAUSE DI INABILITA’ AL LAVORO

La denuncia che deve essere inviata al Sindaco o all’ufficiale sanitario entro 2 gg., riguarda tutti i

casi di inabilità al lavoro, di carattere permanente derivanti da fatti lesivi conseguenti a qualsiasi

causa. L’obbligo sussiste solo per i soggetti che non sono assicurati contro questi eventi dannosi.

DENUNZIA DELLE MALATTIE INFETTIVE

Il sanitario che nell’esercizio della sua professione sia venuto a conoscenza o sospetta di un caso di

l’obbligo di notificarla

malattia infettiva e diffusiva, pericoloso per la salute pubblica,ha

all’Autorità sanitaria competente (A.S.L.), la quale trasmette la notifica alla Regione e da questa al

Ministero della Sanità. Le modalità di notifica differiscono a seconda della classe di malattia.

1° CLASSE: malattie per le quali si richiede la segnalazione immediata perché soggette al

Regolamento sanitario internazionale o hanno particolare interesse: colera, febbre gialla, peste,ecc.

Il sanitario deve notificare per telefono o per telegramma, entro 12 ore dal sorgere del sospetto della

malattia, indicandone tutti gli estremi.

2° CLASSE: malattie rilevanti perché ad alta frequenza e/o passibili di controllo: epatiti rosolia.,ecc

2 gg. dall’osservazione.

La notifica è fatta entro

3°CLASSE: malattie per le quali sono richieste particolari documentazioni: AIDS, lebbra, malaria.

La notifica in tripla copia è inviata in busta chiusa alla Regione, al Centro operativo AIDS e la 3°

rimarrà al sanitario notificatore.

4° CLASSE: malattie per le quali alla segnalazione del caso da parte del medico deve seguire una

all’A.S.L. solo quando si verificano focolai epidemici: tigna, scabbia, infezioni alimentari.

La notifica è fatta entro 24 ore.

5° CLASSE: malattie di pertinenza veterinaria. La notifica è indicata nel Regolamento di polizia

veterinaria.

DENUNZIA DELLE MALATTIE PROFESSIONALI

I sanitari hanno l’obbligo di denunciare all’Ispettorato provinciale del lavoro,le malattie

professionali. La denuncia ha finalità assicurative e di igiene del lavoro. Il sanitario che le constata

deve inoltrare il referto medico.

DENUNZIA DELLE INTOSSICAZIONI DA ANTIPARASSITARI

I sanitari devono denunciare entro 2 gg. all’ufficiale sanitario qualsiasi caso, anche sospetto, di

intossicazione da antiparassitari.

DENUNZIA DELLE SITUAZIONI DI ABBANDONO DI MINORI DI ETA’

I sanitari devono riferire al tribunale per i minorenni sulle condizioni di ogni minore in situazione di

abbandono.

COMPILAZIONE DELLA SCHEDA INFORMATIVA ALLE VACCINAZIONI, ECC.

Il medico che ha effettuato vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati

ha l’obbligo di compilare una scheda informativa in cui sono annotati gli eventuali effetti collaterali

Vi è l’obbligo di indennizzo ai danneggiati da complicanze irreversibili causate da tali attività.

REFERTO MEDICO E RAPPORTO

conoscenza dell’autorità

Il referto medico è una denuncia che ha lo scopo di portare a giudiziaria

tutti i fatti lesivi dell’integrità psicofisica che configurino un delitto perseguibile d’ufficio.

Sono tenuti all’obbligo del referto tutti gli esercenti la professione sanitaria che abbiano prestato la

propria assistenza od opera.

Per OPERA si intende qualsiasi attività sanitaria che ha finalità di accertamento. Es: visite fiscali, a

scopo di rilascio di certificati medici, accertamenti di controllo.

Per ASSISTENZA si intende qualsiasi attività sanitaria che ha finalità diagnostica-terapeutica. Es:

di pronto soccorso, di ricovero urgente in ospedale.

I delitti sono perseguibili:

d’ufficio: quando comportano un danno per la collettività e per i suoi beni;

- leso l’iniziativa di promuovere

- a querela: quando comportano un danno individuale e compete al

l’azione giudiziaria. Sono perseguibili a querela i seguenti delitti:

1. delitto di percosse;

2. delitto di lesioni personali dolose e colpose;

3. delitto di violenza sessuale;

5. delitto di atti sessuali con minorenne;

corruzione di minorenne. Nel caso di violenza sessuale si procede d’ufficio se il fatto:

6.

- è commesso su un minore che non aveva compiuto i 14 anni;

- è commesso da genitore, anche adottivo, convivente, tutore o altra persona cui il minore è affidato;

commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio delle

- è

proprie funzioni;

se è commesso con altro delitto perseguibile d’ufficio;

-

- se sono compiuti atti sessuali in presenza di un minore di 14 anni.

Se il sanitario riveste la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio, ha

l’obbligo del ossia di riferire all’Autorità giudiziaria qualunque delitto perseguibile

RAPPORTO,

d’ufficio. L’obbligo del referto sussiste per i casi di:

1. morti improvvise;

2. suicidio o tentato suicidio perché potrebbe trattarsi di un’istigazione al suicidio o aiuto al suicidio

3. morte o lesione per infortunio del lavoro;

4. malattia professionale e infettiva.

L’art. 365 c.p. prevede che è delitto e quindi è punibile con una multa il ritardo o l’omissione dolosa

L’obbligo del referto ha un’eccezione

del referto. e quindi non si applica la sanzione per il ritardo o

l’omissione quando il referto esporrebbe a procedimento penale la persona assistita.

delitti tutti perseguibili d’ufficio

La norma si riferisce ai casi di rissa, rapina, autolesionismo, e

che comportano l’apertura di un procedimento penale contro persone che sul momento potrebbero

aver bisogno di cure. Per ovviare la possibilità che un ferito o un soggetto malato non si sottoponga

alla necessaria assistenza medica per sottrarsi al procedimento penale, il legislatore ha lasciato il

sanitario libero di scegliere e quindi ha disposto l’eventuale impunibilità dell’omissione.

dall’obbligo

Il sanitario è esonerato del referto quando il referto possa recare pregiudizio, grave ed

inevitabile, alla libertà e all’onore del sanitario referente od a un suo prossimo congiunto.

Il sanitario deve far pervenire il referto entro 48 ore. Per consentire le tempestive indagini

all’Autorità giudiziaria, esso può essere presentato:

- per telegramma;

- per comunicazione telefonica, seguita da comunicazione scritta.

I destinatari del referto sono il Pubblico Ministero o gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria.

Negli ospedali di maggiori dimensioni sono istituiti posti della Polizia di Stato ai quali vengono

trasmessi i referti. Qui può capitare che il leso sia visitato da più medici, ciascuno dei quali ritiene

che l’obbligo del referto sia soddisfatto da altri, di modo che nessuno vi provveda. Per evitare che

siano tutti responsabili del delitto di omissione, devono esser impiegati appositi registri.

è la denuncia all’autorità giudiziaria della morte di un paziente, per il quale

CONTROREFERTO:

era già stato fatto il referto. Si tratta di un rinnovato referto che cambia il titolo del reato (da lesione

a omicidio). PERIZIA O CONSULENZA TECNICA MEDICA

La perizia o consulenza tecnica è come le certificazioni e le denuncie, uno strumento di

informazione destinato sia all’Autorità giudiziaria che ai privati.

Essa è un documento in forma di relazione con il quale il perito o consulente rende conto

dell’attività di accertamento svolta ed espone il proprio motivato parere.

La perizia o consulenza tecnica è un mezzo di prova che consta di 2 parti:

un’analisi

- la prima è descrittiva accurata e chiara degli elementi obiettivi;

un’attività

- la seconda è di valutazione che presuppone nel perito le capacità dottrinali e tecniche.

Il perito è un ausiliario, quindi i suoi pareri non sono vincolanti per il giudice, il quale può non

accettare le conclusioni peritali, motivando il proprio dissenso.

La perizia medica e la consulenza tecnica in materia penale possono essere disposte in qualsiasi fase

del procedimento. Infatti:

1. nella fase delle indagini preliminari (attività di investigazione e di ricerca degli elementi di

prova): il PM nomina il consulente tecnico;

2. nella fase di dibattimento: il giudice nomina il perito.

Essi sono scelti tra le persone iscritte in speciali albi e che siano dotati di specifiche competenze

tecniche, scientifiche, artistiche.

Particolare importanza ha la funzione del C.T. del PM nei casi di accertamenti tecnici non

ossia di quei casi in cui le persone,le cose od i luoghi oggetto dell’indagine possono

ripetibili, a modificazioni che rendono necessario procedere all’indagine senza ritardo.

essere soggetti

Sulla base di questi accertamenti il P.M. può chiedere l’archiviazione del procedimento od il rinvio

a giudizio dell’indagato davanti al GIP.

di assumere l’incarico sono investiti della qualifica di

Il Perito e il C.T. del PM al momento

Pubblico ufficiale, pertanto devono impegnarsi a mantenere il segreto sulle operazioni peritali. Il

delitto è previsto sia come delitto doloso che colposo.

E’ punito penalmente anche chi indebitamente rifiuta, omette o ritarda:

la realizzazione di un atto d’ufficio che deve essere urgente per far fronte a pericoli per la

1.

collettività o per singole persone;

l’inoltro all’autorità giudiziaria

2. delle relazioni richieste;

con mezzi fraudolenti, l’esenzione dall’obbligo di prestare l’attività di perito.

3. chi ha ottenuto

Giustificano l’esenzione dall’obbligo di prestare l’attività di consulenza o perito:

1. l’essere legato da rapporti di parentela, colleganza, amicizia con gli indagati;

2. non avere adeguata competenza professionale;

3. l’essere impedito da impegni professionali già assunti.

Il delitto di falsa perizia o interpretazione è punito con pene gravi, come l’interdizione dalla

professione o dall’arte.

CAP.3 ASSICURAZIONI SOCIALI

Le assicurazioni sociali sono definite così perché caratterizzate dal diretto intervento dello stato, il

quale ha cercato di promuovere attraverso una disciplina costituzionale (art. 38 C.) la SICUREZZA

SOCIALE, intesa come la possibilità di sollevare i cittadini dallo stato di bisogno, sia che esso

derivi da danni alla salute sia da problemi socio-economici.

La sicurezza sociale resta ancora un obiettivo da raggiungere, infatti la situazione economica ed una

gestione delle risorse non sempre oculata e la sperequazione delle strutture sanitarie tra le diverse

aree geografiche sono ostacoli alla realizzazione di un sistema di sicurezza sociale.

sono nate per sollevare l’assicurato dal danno economico prodotto dagli

Le assicurazioni sociali

eventi assicurati.

CARATTERI delle assicurazione sociali sono:

1. OBBLIGATORIETA’: per cui l’iscrizione del lavoratore è obbligatoria per il fatto stesso

dell’instaurarsi del rapporto di lavoro.

2. AUTOMATICITA’: per cui le prestazioni assicurative sono garantite anche se i contributi non

sono stati versati, lasciando all’Ente assicuratore l’onere di acquistare la contribuzione assicurativa.

Il sistema della sicurezza sociale opera attraverso:

- TUTELA ASSISTENZIALE: assicurata a tutti i cittadini attraverso la contribuzione fiscale ed

assicurata anche a coloro che privi di qualsiasi fonte di reddito versano in condizioni di bisogno,

quali i malati, i disabili, i portatori di handicap.

- TUTELA PREVIDENZIALE: assicurata ai lavoratori che hanno preso provvedimenti attraverso

il pagamento dei premi all’assicurazione per far fronte ad evenienze prevedibili (danni tutelati).

Il RISCHIO è la probabilità che il danno si realizzi. Pertanto si distinguono:

1. rischi professionali: legati allo svolgimento di attività lavorative. I danni espressione di questi

rischi sono: gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali.

2. rischi generici: gravano su tutti i cittadini. Sono espressione di questi rischi: la malattia

invalidante, l’invalidità di vecchiaia, la disoccupazione involontaria.

L’INTERVENTO ASICURATIVO ha ad oggetto non l’evento dannoso, ma i BISOGNI che

derivano dal danno causato: es. prestazioni economiche, di assistenza sanitaria.

ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE

MALATTIE PROFESSIONALI NELL’INDUSTRIA

L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

nell’industria fu la prima ad essere istituita in Italia. Essa è obbligatoria per diversi lavoratori:

1. coloro che permanentemente o in modo avventizio prestano opera manuale retribuita;

2. coloro che sovrintendono al lavoro di altri, gli artigiani, gli apprendisti, i soci,ecc;

3. il personale dipendente delle A.S.L;

4. le persone in età compresa tra i 18 ed i 65 anni che svolgono in via esclusiva lavoro domestico,

cui sarà corrisposto un indennizzo in caso di inabilità permanente non < al 33%;

5. i dirigenti, i lavoratori parasubordinati.

Il costo dell’assicurazione è a totale carico del datore di lavoro, i cui contributi sono commisurati

alla pericolosità del lavoro.

dell’assicurazione obbligatoria sono:

OGGETTO

l’INFORTUNIO

1. SUL LAVORO: è un evento sfavorevole, sfortunato, caratterizzato

dall’accidentalità del fatto e della sua imprevedibilità e inevitabilità nelle circostanze di tempo, di

luogo e di modo.

L’accidentalità può derivare da comportamenti dolosi o colposi di terzi o dall’assicurato.

Il diritto alla tutela assicurativa:

sussiste in caso di colpa dell’assicurato o di 3° e in caso di solo di 3°;

non sussiste in caso di dolo dell’assicurato che è esposto alle sanzioni penali per autolesionismo.

Sono cause dell’infortunio:

- fattori intrinseci: insufficiente cultura professionale, affaticamento, stati fisiologici o patologici.

pericolosità del lavoro, caratteristiche dell’ambiente di lavoro.

- fattori estrinseci:

significa che l’infortunio è imprevedibile nel momento e nei modi in cui si

Imprevedibilità:

verifica, pertanto essa è un requisito del singolo infortunio e non generica.

significa che l’infortunio è tale quanto non sono attuate le disposizioni

Inevitabilità:

antinfortunistiche, prescritte o non prescritte.

La tutela assicurativa si applica ai soli infortuni avvenuti:

l’infortunio

- per causa violenta: cioè deve essere la conseguenza di un momento eziologico,

anche attraverso un’azione

dotato di una potenzialità lesiva capace di realizzare un danno biologico

di breve durata e persino istantanea.

è la concentrazione cronologica dell’azione lesiva.

La violenza cioè l’infortunio deve avere un rapporto con il lavoro non solo immediato,

- in occasione di lavoro:

ma anche mediato da fatti e circostanze connesse con la finalità di lavoro che si identificano con il

rischio professionale.

L’ infortunio in itinere: è quello che si verifica alle persone assicurate durante il percorso di andata

e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro o che collega 2 luoghi di lavoro.

La copertura assicurativa è esclusa nei casi in cui il percorso sia interrotto o deviato per ragioni

indipendenti dal lavoro, come abuso di alcool, psicofarmaci, stupefacenti.

Gli EVENTI DI DANNO assicurati sono:

- la morte: dà diritto alle prestazioni assicurative a favore dei superstiti;

l’inabilità

- temporanea assoluta: che è una condizione che impedisce totalmente lo svolgimento

delle attività lavorative. Essa coincide con lo stato di malattia e con il periodo di convalescenza;

l’inabilità

- permanente: che è una condizione che compromette in maniera assoluta o parziale la

capacità a svolgere le ordinaria attività della vita.

Il d. lgs. 38/2000 indirizza la tutela assicurativa non più alla compromissione della capacità

lavorativa, ma alla compromissione della salute che realizza un danno biologico.

è una lesione dell’integrità

Il danno biologico psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale

che incide negativamente sulle capacità personali di svolgere le attività comuni.

Non è prevista la tutela del danno biologico temporaneo.

2. La MALATTIA PROFESSIONALE: è la conseguenza diretta di un rischio professionale

dell’attività lavorativa, per cui deve esistere un collegamento causale tra la malattia e

specifico

l’attività lavorativa.

Il rischio professionale è equiparato con il rischio ambientale perché l’attività lavorativa rischiosa

può creare una situazione di pericolo anche per persone che svolgono mansioni diverse ma che si

trovano nello stesso ambiente lavorativo.

DIFFERENZE TRA INFORTUNIO SUL LAVORO E MALATTIA PROFESSIONALE

1.Mentre l’infortunio può essere conseguenza di un rischio generico, la malattia deve essere la

conseguenza di un rischio specifico;

2. l’infortunio è legato all’attività lavorativa da un rapporto causale occasionale, indiretto e mediato

mentre la malattia da un rapporto causale diretto;

3. mentre l’infortunio è la conseguenza di un’azione lesiva che ha agito in tempo ristretto

(concentrazione cronologica), la malattia è la conseguenza di un’azione lesiva che ha agito a lungo,

cioè che è diluito nel tempo (diluizione cronologica);

4. mentre nell’infortunio l’esistenza delle concause non esclude il diritto all’assicurazione, nella

malattia è ammesso l’indennizzo solo per le conseguenze dirette della malattia professionale;

5. mentre l’infortunio è assicurato in ogni sua conseguenza, per le malattie esiste un sistema

assicurativo, c.d. SISTEMA DI LISTA, che è ristretto alle sole malattie e alle loro conseguenze

dirette derivanti da lavori compresi in una lista.

La lista è divisa in 3 colonne:

1. la 1° contiene gli agenti responsabili delle malattie;

2. la 2° contiene le lavorazioni pericolose;

3. la 3° il periodo massimo di tempo di indennizzabilità entro cui la malattia può manifestarsi.

E’ stato istituto un sistema misto, per cui l’assicurazione delle malattie non comprese nelle liste

presuppone la prova da parte del richiedente della dipendenza causale.

per le malattie gabellate il medico deve redigere un certificato di malattia professionale, per le

malattie non tabellate, il medico lo redige solo se tra la malattia professionale che l’assistito

della vita lavorativa esista

presenta e le attività svolte nell’arco un rapporto di dipendenza causale.

LE PRESTAZIONI DELL’ASSICURAZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE

NELL’INDUSTRIA

MALATTIE PROFESSIONALI

Il d.lgs. 38/2000 prevede le seguenti prestazioni:

un’indennità

1. giornaliera per inabilità temporanea: è una prestazione economica commisurata:

se la durata dell’inabilità non supera i 90 gg;

- al 60% della retribuzione giornaliera

- al 75% se supera i 90 gg.

E’ corrisposta per tutte le giornate di inabilità ad esclusione dei primi 3 gg.

2. Un’indennità l’I.N.A.I.L. non eroga più un’indennità per

per il danno biologico permanente:

inabilità permanente al lavoro. In base alle menomazioni:

- indennizzo in capitale: per le menomazioni = o > al 6%;

“ “ > al 15%;

- indennizzo in rendita: “ = o > al 16%.

- quota di rendita integrativa: “ = o < al 5%.Se

- nessuna prestazione economica: si verifica un aggravamento

conseguente all’infortunio o della malattia professionale tale da raggiungere i valori indennizzabili

in capiate o in rendita, l’assicurato può chiedere all’I.N.A.I.L. l’indennizzo:

entro 10 anni dalla data dell’infortunio;

-

- entro 15 anni dalla data della malattia professionale.

l’I.N.P.S. può procedere alla rettifica dei provvedimenti adottati nei casi di

Rettifica per errore:

mutamento della diagnosi o di valutazione dell’assicuratore. L’errore per essere efficace, deve

con criteri e strumenti di indagine disponibili all’atto del provvedimento

essere accertato originario.

3. Un assegno per assistenza personale continuativa: per inabilità permanente assoluta che

consiste in un assegno mensile per menomazioni, quali riduzione dell’acutezza visiva, perdita o

amputazione degli arti e di 9 delle dita delle mani, lesioni cerebrali,ecc.

4. Una rendita ai superstiti ed un assegno in caso di morte.

5. Le cure mediche e chirurgiche.

6. La fornitura di apparecchi di protesi.

IL SANITARIO IN CASO DI INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE

In caso di infortunio dell’industria:

il sanitario deve compilare il certificato medico che il datore di lavoro allegherà alla denuncia.

E’ definito primo certificato medico per distinguerlo da quello:

di continuazione di inabilità;

d’infortunio, che è quello compilato dal sanitario quando richiesto.

In caso di infortunio agricolo: certificato d’infortunio ed inoltrarla all’istituto assicuratore.

il sanitario deve compilare la denuncia-

In caso di malattia professionale, il medico che la constati deve compilare il primo certificato di

malattia professionale.

ASSICURAZIONI DI PREVIDENZA SOCIALE

La gestione di queste assicurazioni è affidata all’INPS (istituto nazionale della previdenza sociale)

che tutela i seguenti rischi:

1. invalidità, vecchiaia e superstiti;

2. tubercolosi;

3. disoccupazione involontaria.

Sono obbligatoriamente assicurati:

- i lavoratori dipendenti;

- alcune categorie indipendenti (coltivatori, artigiani, piccoli commercianti, piccoli pescatori).

1. PENSIONE DI VECCHIAIA

E’ una prestazione economica continuativamente corrisposta al lavoratore quando egli ha raggiunto

un determinato limite di età e sempre che sia iscritto all’assicurazione da almeno 15 anni ed abbia

versato un minimo di contributi, diverso a seconda delle categorie di lavoratori.

Per la pensione di vecchiaia è previsto un limite di età diverso per uomini e donne.

PENSIONE DI ANZIANITA’

2.

Spetta ai lavoratori, qualsiasi età abbiano raggiunto purchè sono trascorsi 35 anni dalla data d’inizio

dell’assicurazione.

3. DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA

La prestazione economica è dovuta ai lavoratori rimasti disoccupati per causa non dipendente dalla

loro volontà e che non siano privi di qualsiasi capacità lavorativa.

4. PENSIONE SOCIALE

E’ estesa a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 65 anni di età, non tenuti al versamento

dell’IRPEF e privi di qualsiasi pensione o reddito pari o superiori a 234.000 annue.

5. PENSIONE AI SUPERSTITI

Al superstite del pensionato/a o dell’assicurato/a spetta la pensione di reversibilità, a condizione

che siano acquisite le condizioni che diano diritto alla pensione di vecchiaia o di invalidità.

L’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA PER L’INVALIDITA’

Essa è gestita dall’I.N.P.S. Con la L. 222/84 sono stati introdotti nuovi trattamenti pensionistici in

luogo dell’unico precedente trattamento: la pensione per invalidità. I nuovi trattamenti sono:

1. assegno ordinario di invalidità;

2. pensione ordinaria di inabilità;

3. assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa;

4. assegno privilegiato di invalidità, pensione privilegiata di inabilità od ai superstiti.

1. ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITA’

si considera invalido ed ha diritto all’assegno di invalidità:

Con la L. 222/84

“l’assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sua attitudini, sia ridotta in

o mentale a meno di 1/3”.

modo permanente a causa di infermità o difetto fisico

L’INVALIDITA’ è la condizione di chi per una menomazione fisica o psichica non sia in grado di

compiere certe attività lavorative.

La condizione di invalidità viene identificata in una riduzione della capacità di lavoro, ossia una

capacità professionale individualizzata e personalizzata.

Non viene più identificata in una riduzione della capacità di guadagno, ossia in una situazione reale

o individuali, quali il sesso, l’età, il grado di istruzione,

che fa riferimento a fattori intrinseci

l’istruzione professionale, le condizioni di salute e a fattori estrinseci o socio- economici.

Prima della riforma vi era una disparità tra operai e impiegati circa il livello di riduzione della

capacità di guadagno per conseguire la pensione di invalidità e precisamente:

- meno di 1/3 per gli operai;

- meno della metà per gli impiegati.

Con la riforma è stato adottato un unico livello di riduzione. prima che l’assicurato fosse

Prima della riforma, quando una o + delle concause erano già presenti

nell’assicurazione obbligatoria (concausa di invalidità precostituita) ed erano tali da

iscritto

superare da sole la soglia d’invalidità, vi era l’esclusione dal diritto alla pensione per invalidità.

Vi è il diritto alle prestazioni per invalidità ordinaria nei casi di riduzione lavorativa oltre il limite

dei 2/3 anteriore al rapporto assicurativo purchè vi sia stato successivo aggravamento o vi siano

nuove infermità sopravvenute.

Al compimento dell’età stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia, l’assegno si trasforma in

pensione di vecchiaia.

2. PENSIONE ORDINARIA DI INABILITA’

E’ pensionato per inabilità: “colui che a causa di un’infermità o difetto fisico o mentale, si trovi

nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa..”.

L’incapacità al lavoro è riferita a qualsiasi attività lavorativa.

Essa è reversibile ai superstiti, cioè dopo la morte del pensionato se sono state acquisite le

condizioni di contribuzione occorrenti, beneficiano il superstite, i figli minori, i genitori a carico.

La pensione di inabilità è concessa ai mutilati, sordomuti, invalidi civili in età compresa tra i 18

anni e i 65 anni.

3. ASSEGNO MENSILE PER ASSISTENZA PERSONALE E CONTINUATIVA

L’inabile pensionato ha diritto all’assegno mensile per assistenza personale e continuativa a

condizione che:

si trovi nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;

-

- non è in grado di compiere gli atti della vita quotidiana ed ha bisogno di assistenza continua.

4. ASSEGNO PRIVILEGIATO DI INVALIDITA’, PENSIONE PRIVILEGIATA DI

INABILITA’ l’assicurato ha diritto all’assegno per invalidità o alla pensione per inabilità,

La legge prevede che

anche in assenza di requisiti contributivi (5 anni di contribuzione) e perciò è privilegiato quando:

l’invalidità o l’inabilità risultino in un rapporto causale diretto con finalità di servizio, cioè è

-

sufficiente che lo svolgimento delle mansioni inerenti il servizio (lavoro) abbia creato il rischio

dell’invalidità o inabilità;

dall’evento non derivi il diritto a rendita a carico dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

-

e le malattie professionali.

L’assegno di invalidità è riconosciuto per 3 anni ed è confermabile per 3 volte consecutive a

domanda del titolare se permane lo stato d’invalidità, dopo di che è confermato automaticamente.

Sia l’assegno di invalidità che la pensione di inabilità sono soggetti a cioè l’assicurato è

revisione,

sottoposto ad accertamenti sanitari allo scopo di verificare la persistenza o meno delle condizioni

che avevano dato luogo all’erogazione delle prestazioni.

L’inabile o l’invalido non possono rifiutare senza un giustificato motivo, di sottoporsi agli accert.

ATTIVITA’ DEI SANITARI NELLE ASSICURAZIONI DI PREVIDENZA SOCIALE

Nel settore dell’invalidità pensionabile è compito del sanitario compilare il certificato medico che

deve fornire ogni elemento clinico per la valutazione del caso e che deve essere allegato alla

presentata dall’assicurato.

domanda di pensionamento

TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI

La L. 833/ 78 art.33 afferma che i trattamenti e gli accertamenti sono di norma volontari. La legge

non esclude la possibilità di attuare dei trattamenti sanitari obbligatori che sono disposti con

provvedimento del sindaco, in veste di autorità sanitaria, su proposta motivata di un medico.

Nel corso del trattamento sanitario obbligatorio, l’infermo ha diritto di comunicare con chi ritenga

opportuno ed è previsto che chiunque possa rivolgere al sindaco richiesta di revoca o di modifica

del provvedimento. Il sindaco deve decidere entro 10 gg. sulla richiesta.

L’art. 34 disciplina i trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale e sancisce la scomparsa

l’equivalenza socio-assistenziale

delle vecchie strutture manicomiali, stabilendo delle malattie

fisiche e psichiche.

Le regioni infatti, istituiscono servizi e presidi extraospedalieri che svolgono funzioni prevenzionali

e curative delle malattie mentali. Il trattamento sanitario obbligatorio può attuarsi in condizione di

degenza ospedaliera solo a condizione che:

1. esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici;

2. il malato non accetti le urgenti misure terapeutiche;

3. non vi siano le condizioni e circostanze che consentano di adottare tempestive e idonee misure

extraospedaliere.

La procedura per il ricovero di un malato di mente si articola in 4 fasi:

- il medico curante propone al sindaco il ricovero del paziente malato di mente indicando le

generalità e i motivi per cui debbano essere adottate misure in regime di degenza;

il sindaco richiede al medico dell’A.S.L. la convalida della proposta del medico curante;

-

- ottenuta la convalida il sindaco emette il provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio in

regime di degenza;

- il malato viene avviato ad un servizio psichiatrico degli ospedali generali. ossia un centro di cura e

diagnosi che non ha la funzione di custodia degli ospedali manicomiali chiusi nel ’96.

dei malati di mente sono previsti dall’art. 36 e

I procedimenti relativi alla degenza ospedaliera

prevedono:

1. il provvedimento del sindaco deve essere emanato entro 48 ore dalla convalida;

2. il provvedimento deve essere notificato al giudice tutelare entro 48 ore dal ricovero;

3. il provvedimento deve essere convalidato dal giudice tutelare entro 48 ore dalla notifica;

4. contro il provvedimento convalidato dal giudice tutelare si può proporre ricorso davanti al

Tribunale competente per territorio. Il ricorso spetta non solo al malato, ma a chiunque abbia

interesse ad impedire l’adozione di misure restrittive della libertà individuale.

La degenza obbligatoria può protrarsi oltre il 7° g. solo se il medico del servizio psichiatrico

propone al sindaco, motivandolo, il prolungamento del ricovero.

CAP.4 I DELITTI CONTRO LA PERSONA (LIBRO 2, TITOLO 12, C.P.)

L’OMICIDIO

chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione

Art.575 c.p.:” non inferiore a 21

anni”.

L’omicidio previsto da questo articolo è quello doloso e gli elementi costitutivi di tale delitto sono:

1. l’intenzione di uccidere una persona (elemento soggettivo del delitto);

2. l’uso di mezzi idonei;

3. il verificarsi della morte come conseguenza dell’azione del colpevole.

L’elemento soggettivo del delitto non è sempre sufficiente a integrare gli estremi del delitto

punibile, in quanto il C.P. prevede alcune condizioni che escludono la punibilità dell’omicidio:

l’esercizio di un diritto o adempimento di un dovere (art. 51 c.p.);

-

- la legittima difesa (art. 52 c.p.);

l’uso

- legittimo delle armi (art. 53 c.p.);

- lo stato di necessità (art. 54 c.p.) il quale è causa di giustificazione se sono rispettate 2 condizioni:

1. l’attualità del pericolo di danno grave;

2. la proporzionalità tra fatto illecito e pericolo.

L’omicidio previsto dall’art. 575 è detto anche OMICIDIO TIPO per distinguerlo da quello

circostanziato per il ricorrere di circostanze attenuanti od aggravanti.

Tra le circostanze aggravanti previste dall’art. 576 si ricordano:

l’uso del veleno, ossia qualsiasi

- sostanza solubile o in soluzione, organica o inorganica che

introdotta nell’organismo in quantità piccole è capace di produrre una malattia o la morte;

i mezzi insidiosi, oltre i veleni, le colture batteriche, l’energia elettrica, gli esplosivi;

- la premeditazione, è la preparazione ordinata e meditata dell’atto criminoso, lo studio dell’azione e

-

la valutazione di tutte le circostanze.

L’art. Nell’art.

579 c.p. prevede il delitto di omicidio del consenziente. 579 possono rientrare certi

pietosa, quando l’uccisione del consenziente ha la sua motivazione nella pietà,

casi di eutanasia

ossia la volontà di sollevare la vittima da sofferenze fisiche e psichiche derivanti da una malattia

dall’infermo.

grave e insanabile, sempre che esista il consenso validamente espresso

L’art. 584 c.p. prevede il delitto di omicidio preterintenzionale, ossia il reato che si è verificato è

più grave e non voluto dal reo. esso è conseguenza di un’azione rivolta solo a provocare una

percossa o una lesione personale.

L’art. 589 l’evento pur non voluto anche se

c.p. prevede il delitto di omicidio colposo, in cui

prevedibile, si verifica per colpa dell’agente. Si distingue una colpa generica: imprudenza,

imperizia, negligenza da una colpa specifica: inosservanza di leggi, regolamenti, ordini.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Medicina Legale, basato su appunti personali e studio autonomo del libro consigliato dal docente Medicina Legale, Fallani.
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: obblighi e diritti del medico, cosa succede in caso di inandempienza del segreto professionale, cause sociali rivelazione segreto professionale (es. forza maggiore, caso fortuito).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina "A" (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina legale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze mediche Prof.

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