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“Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento

dannoso o pericoloso, da cui dipende l’esistenza del reato non è conseguenza della sua

azione od omissione.

Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a

cagionarlo”.

Per punire il fatto di reato bisogna dimostrare che esso è stato prodotto (causato) dalla

condotta dell’imputato. Nel ns. ordinamento vi è il principio della conditio sine qua non

cioè la causa di un evento consiste nella totalità delle condizioni necessarie per produrlo

anche se poi il giurista rivolgerà la sua attenzione a quella contra legem.

Il 2 com afferma l’equivalenza tra azione ed omissione e stabilisce che tutte le volte che

il sogg ha l’obbligo giuridico di impedire l’evento e nn lo fa, sarà considerato autore e

perciò responsabile dell’evento stesso.

Articolo 41 del Codice Penale: Concorso di Cause

“Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti

dall’azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l’azione

od omissione e l’evento. Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità

quando sono state da sole sufficienti a determinare l’evento.

In tal caso, se l’azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sé un

reato, si applica la pena per questo stabilita.

Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea

o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui”.

Compito specifico del medico legale è proprio quello di stabilire con la massima

accuratezza e seguendo criteri scientificamente corretti il peso specifico che un

determinato antecedente assume nei riguardi della produzione dell’evento finale di

danno.

Concause:

Preesistenti: es aneurisma aortico che provoca la morte del sogg dopo aver ricevuto un

pugno lieve perché si rompe. L’aneurisma è nn solo una predisposizione ma una vera e

propria concausa preesistente di lesione perché se il sogg nn lo avesse avuto nn sarebbe

morto. Le concause preesistenti nn escludono il nesso causale, il colpevole risponderà di

omicidio.le concause preesistenti possono essere:

a) anatomiche

b) fisiologiche

c) patologiche

Simultanee: es. ferita inferta con uno strumento contaminato.

Sopravvenute:interrompono il rapporto di causalità e lo escudono in base all’art.41 solo

se sono state da sole suff a determinare l’evento. Qst devono essere caratterizzate da: 2

- eccezionalità ed imprevedibilità

- atipicità

- indipendenza dal fatto del colpevole

- capacità di essere da sole sufficienti a determinare l’evento

es. imprevedibile incidente stradale durante il trasporto in ospedale.

Occasione: è una circostanza favorevole ma sostituibile con altri momenti simili ed e

assolutamente incapace di produrre effetti. È :

ultimo degli antecedenti causali, ed è caratteri:zzato

-

- teorica sostituibilità e genericità

sprovvista di capacità lesiva rispetto all’uomo sano e normale

- equiparabilità quantitativa agli atti ordinari e fisiologici e della vita vegetativa

- esiguità del fatto lesivo rispetto alla gravità dell’effetto dannoso

-

Criteri di valutazione del rapporto causale:

cronologico : Giudica se l’intervallo di tempo trascorso all’azione lesiva alla

a) comparsa delle prime manifestazioni di una determinata malattia sia compatibile o

meno con l’esistenza di una relazione causale

quantitativo : la quantità dell’azione lesiva iniziale dev’essere compatibile con la

b) gravità dell’effetto prodotto.

modale (e topografico) : riguarda la corrispondenza tra la regione anatomica

c) interessata dall’azione lesiva e la sede d’insorgenza della malattia

continuità fenomenologia : cioè la successione ininterrotta tra i sintomi seguiti

d) all’azione lesiva e quelli propri della malattia in esame

esclusione : consiste nell’eliminare ogni altra causa possibile in modo da isolare un

e) solo fattore eziologico al quale attribuire la malattia in esame.

(aggiungere mio riass suss sotto leggi scientifiche)

Capitolo 3 – “Diagnosi di morte e denuncia delle cause di morte”

Morte: privazione di tutte le proprietà biologiche dell’essere vivente. Ha inizio con la

cessazione irreversibile delle tre funzioni che costituiscono il cosiddetto tripode di

Bichat: cardiocircolatoria, respiratoria e nervosa. Prosegue con le trasformazioni ed il

degrado del cadavere e termina con la distruzione completa ovvero con la dissoluzione

di ogni cellula dell’organismo. (Morte biologica propriamente detta). La persona fisica

diventa allora cadavere e perde la capacità giuridica.

Diagnosi di morte per arresto cardiaco: legge n.644/75 3

L’accertamento della morte deve essere effettuato, salvo i casi di cui all’articolo 4

(morte cerebrale), mediante il rilievo continuo dell’ECG, protratto per non meno di

venti minuti primi.

Diagnosi di morte cerebrale:

Bisogna provare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo.

DM n. 582 del 22 Agosto 1994: l’accertamento è subordinato alla provata coesistenza

delle seguenti condizioni:

a) Stato di incoscienza

b) Assenza di riflesso corneale, di respirazione spontanea, dopo sospensione di

quella artificiale

Silenzio elettrico cerebrale: silenzio elettrico assoluto, ovvero un tracciato che

c) non contenga potenziali elettrici (spontanei o provocati), registrati per una durata

continuativa di 30 minuti da qualsiasi regione della teca cranica.

Bisogna inoltre accertare l’assenza di flusso ematico cerebrale se:

- bambini < 1 anno

- presenza di fattori concomitanti in grado di interferire sul quadro clinico

complessivo (es. ipotermia o farmaci depressori del sistema nervoso)

Collegio medico per accertamento della morte: è composto da:

medico legale (in caso di mancanza: medico della direzione sanitaria o

1- anatomopatologo)

anestesista

2- neurofisiopatologo (in caso di mancanza: neurologo o neurochirurgo)

3-

Periodo di osservazione:

non inferiore a 6 ore per adulti e bambini > 5 anni

- non inferiore a 12 ore per i bambini tra 1-5 anni

- non inferiore a 24 ore per i bambini < 1 anno

-

In tutti i casi di danno anossico cerebrale il periodo di osservazione non può iniziare

prima di 24 ore dall’insulto anossico.

La simultaneità delle condizioni cliniche e strumentali deve essere rilevata per almeno 3

volte, all’inizio, a metà e alla fine del periodo di osservazione.

Se la morte avviene al di fuori delle strutture ospedaliere (senza strumentazione) si

prevede che nessun cadavere venga chiuso in cassa, né sottoposto ad autopsia, o

trattamenti conservativi, messo in cella frigorifera, inumato, tumulato, cremato,

imbalsamato, prima che siano trascorse 24 ore dal decesso o 48 ore nei casi di morte

improvvisa o nel sospetto di morte apparente. 4

Fanno eccezione i casi di decapitazione o maciullamento, oppure segni di iniziata

putrefazione o decesso per certe malattie infettive: il sindaco può ridurre la durata

dell’osservazione a meno di 24 ore.

Visita del medico necroscopo:

Non prima di 15 ore dal decesso e non dopo le 30 ore. Non è necessaria se

l’accertamento è stato effettuato dall’apposito collegio medico.

Certificato di morte:

Certificato di constatazione del decesso: può essere chiesto a qualsiasi medico.

Denuncia delle cause di morte: è compito del medico curante o del medico necroscopo.

Solo una volta emesso sarà possibile procedere con la sepoltura del cadavere. Deve

essere inviato entro 24 ore dal decesso. Con essa il medico precisa quali siano state le

cause iniziali, intermedie e tardive che a suo giudizio hanno condotto a morte il proprio

assistito.

Capitolo 19 – “Imputabilità e pericolosità sociale”

Imputabilità: art.85 c.p.

“Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al

momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. E’ imputabile chi ha la capacità di

intendere e di volere”.

Il giudizio circa l’imputabilità è fondamento inderogabile del giudizio di punibilità.

Il requisito dell’imputabilità del reo deve sussistere non solo nel momento in cui si

consuma il reato ma anche successivamente, cioè deve sussistere:

- nel momento attuativo del reato

- nel momento dell’accertamento giudiziario della responsabilità

- nel momento dell’esecuzione della sanzione penale

L’imputabilità del soggetto nella fase attuativa del reato va sempre riferita al momento

in cui il fatto è stato commesso.

CAPACITA’ DI INTENDERE:

Ogni azione umana è la sintesi di un complesso di forze interiori che la producono e che,

per ciò che concerne la sfera psichica, possiamo indicare con i termini di sentimento,

volontà ed intelletto.

La capacità di intendere non è valutabile separatamente dalla capacità di volere.

Diverse valenze della capacità di intendere: 5

Coscienza della realtà: il soggetto è consapevole di ciò che accade. Si tratta di

a) una capacità riflettente, che richiede una certa dose di logica, raziocinio, critica. (è

diversa dal sentimento di realtà)

Capacità di modificare la realtà esteriore (oltre che interiore) agendo su di essa:

b) acquista la coscienza dell’obiettività materiale delle azioni (o delle omissioni):

consapevolezza comportamentale

Capacità di critica: la valutazione critica e la scelta del comportamento da tenere

c) nella situazione concreta.

CAPACITA’ DI VOLERE:

Idoneità del soggetto di volere un comportamento con le sue conseguenze.

Bisogna dunque provare che il soggetto possedeva realmente le capacità di intendere e di

volere prima ancora di averle utilizzate in un atto concreto di volontà.

Quindi le capacità di intendere e di volere sono i presupposti dell’imputabilità mentre la

coscienza e la volontà della condotta e dell’evento sono i fondamenti psichici della

colpevolezza (dolo o colpa). Fasi della capacità di volere:

1) Momento sensoriale-percettivo

2) Fase ideativa

3) Fase deliberativa

Fase della decisione: possono prevalere gli impulsi inibitori e fermare qui il

4) processo.

5) Fase esecutiva

CAUSE DI ESCLUSIONE DI IMPUTABILITA’:

> 18 anni: l’imputabilità sussiste sempre, a meno di vizio totale o parziale di

- mente

14-18 anni: non sussiste né presunzione di non imputabilità né presunzione di

- imputabilità

< 14 anni: sussiste sempre la presunzione assoluta di non imputabilità

-

Nel minore è impossibile la presunzione dell’imputabilità ed è importante la valutazione

dei fattori individuali, socio-pedagogici, ecc. per capire se il minore sia capace di

valutare un atto come giusto o ingiusto non in base al giudizio di un terzo, ma in base al

suo personale apprezzamento ed alle sue proprie convinzioni.

VIZIO DI MENTE:

Art. 88 – Vizio totale di mente:

“Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in

tale stato di mente da escludere la capacità di intendere e di volere” 6

Art. 89 – Vizio parziale di mente:

“Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era per infermità in tale stato di mente da

scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d’intendere o di volere, risponde del

reato commesso; ma la pena è diminuita”

Il giudizio si deve riferire al preciso momento in cui la persona ha commesso il fatto e

deve valutare:

- la natura e l’entità dell’infermità

- la gravità dell’eventuale ripercussione di quell’infermità

- l’esclusione totale o la notevole compromissione anche di una sola delle due

capacità

- la derivazione causale tra il vizio di mente obiettivato e il comportamento

delittuoso in discussione

L’infermità di mente deve però sempre dipendere da una causa patologica che sia tale da

alterare i processi intellettivi o volitivi, con esclusione o grande diminuzione della

capacità di intendere o di volere.

Il perito deve cercare l’alienazione eventuale del soggetto rispetto al comportamento

tenuto e di questo rispetto al normale vivere sociale. Bisogna finalizzare la propria

ricerca caso per caso sull’effettivo grado di libertà residua di cui ancora dispone la

persona esaminata.

SIMULAZIONE DI MALATTIA MENTALE: produzione intenzionale di sintomi

psichici falsi o grossolanamente esagerati, finalizzati unicamente a ottenere l’esenzione

totale o parziale della pena.

RIFLESSI DI ALCOLISMO E TOSSICODIPENDENZE SU IMPUTABILITA’:

- Art.91 cp: “Ubriachezza derivata da caso fortuito o di forza maggiore”: non

imputabile.

- Art.92 cp: “Ubriachezza volontaria o colposa ovvero preordinata”: non esclude né

diminuisce l’imputabilità. Se preordinata: pena aumentata.

- Art.94 cp: “Ubriachezza abituale”: pena aumentata.

- Art. 95 cp: “Cronica intossicazione da alcol o da sostanze stupefacenti”:

considerati vizio parziale o totale di mente.

L’imputabilità nell’adulto è presunta, mentre la colpevolezza del reo non è mai presunta,

va dimostrata.

ART.43 del C.P.: “Elemento psicologico del reato”

“Il delitto è doloso o secondo l’intenzione, quando l’evento dannoso o pericoloso, che è

il risultato dell’azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l’esistenza del delitto,

è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione; è

preterintenzionale o oltre l’intenzione, quando dall’azione od omissione deriva un evento

7

dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente; è colposo o contro

l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica

a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di regolamenti,

ordini, discipline, …”

Nel nostro regime penale coesistono le pene e le misure di sicurezza, in un sistema a

doppio binario:

- imputabilità

- pericolosità sociale

Nella pena, prevale la finalità repressiva e punitiva. Nella misura di sicurezza la finalità

di difesa sociale, di prevenire altri delitti e di rieducare il reo.

Accertamento della pericolosità: non va mai presunta e viene valutata dal Magistrato

- in base alla natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo del delitto

- gravità del danno o del pericolo cagionato

- intensità del dolo o grado della colpa

- motivi del delinquere e carattere del reo

- precedenti penali e giudiziari e condotta di vita

- condizioni di vita individuale, familiare o sociale

MISURE DI SICUREZZA: art. 202 .c.p.

- ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario

- assegnazione ad una casa di cura e di custodia

- assegnazione ad una colonia agricola o casa di lavoro

QUALIFICAZIONE PENALE DELLA DELINQUENZA:

- Recidivo

- Criminale abituale

- Professionalità nel reato

- Tendenza a delinquere

Capitolo 22 – “Delitti di percosse e di lesione personale”

DELITTO DI PERCOSSE:

Art. 581 c.p.: “Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o

nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o

con la multa fino a lire 600.000. Tale disposizione non si applica quando la legge

considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un

altro reato” 8

Per essere penalmente rilevanti devono causare comunque un effetto dannoso, o

comunque bisogna dimostrare il contenuto specifico della volontà nel cagionare una

sofferenza. Importante è la volontà cioè l’intenzione di cagionare una sofferenza a colui

che subisce l’azione.

DELITTO DI LESIONE PERSONALE:

Art. 582 c.p.: “Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una

malattia nel corpo e nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Se la

malattia ha una durata non superiore a 20 giorni, e non concorre alcuna delle circostanze

aggravanti, il delitto è punibile a querela della persona offesa.” A diff delle percosse è

suff perché vi sia tale delitto che la condotta (anche nn violenta) sia in relazione causale

con il verificarsi della condizione di malattia.

Malattia: modificazione peggiorativa dello stato anteriore, avente carattere dinamico,

estrinsecatesi in un disordine funzionale, apprezzabile di una parte o di tutto

l’organismo, che si ripercuote sulla vita organica e soprattutto di relazione e che

necessita di un intervento terapeutico, per quanto modesto. La malattia è un fenomeno

evolutivo cioè è un processo che ha un inizio, una durata e una fine. L’inizio è in

rapporto con l’azione, la durata ha rilievo giuridico perché dalle caratteristiche evolutive

del processo potranno derivare conseguenze diverse sul piano penale; il termine può

consistere nella guarigione nell’adattamento a nuove condizioni di vita o nella

trasformazione della malattia in insanabile. La malattia comporta una sofferenza che

giustifica la necessità dell’intervento diagnostico e terapeutico e una conseguente

limitazione della vita di relazione della persona.

Classificazione delle lesioni personali sulla base dell’elemento psicologico:

a) lesione personale volontaria o dolosa

b) lesione personale colposa

LIEVISSIMA: se la durata della malattia è < 20 giorni: il delitto è perseguibile a

1)

querela della persona offesa

LIEVE: quando la malattia dura tra i 20 e i 40 giorni: il medico ha l’obbligo di

2)

presentare il referto

GRAVE: durata > 40 giorni (compresa la convalescenza) o se si configura alcuna

3)

delle circostanti aggravanti (art.583):

malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (pericolo “attuale” e

1. non “potenziale”)

2. Incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni: indica l’impedimento totale

o parziale, della persona lesa di svolgere le attività consuete della vita di

relazione. A guarigione avvenuta, l’incapacità si protrae durante il periodo

9

della convalescenza e cessa quando il paziente può considerarsi

completamente ristabilito. E’ prevista solo per la lesione grave, in quanto essa

superi i 40gg di durata.

3. se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo

GRAVISSIMA: reclusione da 6 a 12 anni -se la malattia è insanabile (certamente

4)

o probabilmente) o se ci sono delle circostanti aggravanti:

malattia certamente o probabilmente insanabile: cioè nn si conoscono rimedi

 efficaci per la cura es. diabete, cirrosi epatica

perdita di un senso: basta che la funzione sia praticamente inutilizzabile. Al di

 sopra di un certo valore si ha la perdita che corrisponde alla lesione pers

gravissima, al di sotto si ha l’indebolimento che corrisponde alla les pers grave

perdita di un arto: comprende l’amputazione ma anche la paralisi

 mutilazione che rende l’arto inservibile: es. mutilata solo la mano

 perdita dell’uso di un organo: es. perdita del rene in soggetto monogenico

 perdita della capacità di procreare: Si intende in senso lato, ossia non solo le

 lesioni ai genitali esterni ed interni, ma anche lesioni che possono compromettere

la gravidanza e la nascita per via naturale (ad esempio frattura del bacino grave

nella donna).

permanente o grave difficoltà di favella: incapacità permanente di farsi

 comprendere in modo intelligibile ad una distanza abituale. In quanto mezzo

abituale delle relazioni sociali, la perdita della favella viene considerata una

aggravante delle lesioni personali gravi.

deformazione o sfregio permanente del viso:

 La deformazione è un perturbamento dei tratti tali da rendere irriconoscibile il

volto sfigurato, oppure da indurre pietà, orrore o disgusto in chi lo osserva.

Cicatrici, erosioni, paralisi e contratture dovute alle lesioni del settimo nervo

cranico sono condizioni che provocano deformazione.

Lo sfregio si distingue dalla deformazione perchè è una lesione superficiale e

cicatriziale, e ha un significato morale particolare, in quanto induce in chi osserva

un significato umiliante. Il perito deve considerare lo sfregio valutando la realtà

dell’intensione sfregiante, e l’entità del danno estetico.

Lesione personale e gravidanza:

l’art 18 l.194/78 punisce con la reclusione da 4 a 8 anni chi cagiona l’interruzione della

gravidanza senza il consenso della donna. Pena diminuita della metà se dalle lesione

deriva l’acceleramento del parto, mentre se deriva

1. la morte della donna la pena è da 8 a 16 anni

2. una lesione personale gravissima la pena è da 6 a 12

3. se la lesione è grave quest’ultima pena è diminuita 10

Sono sanzionate:

le percosse o la lesione personale della donna gravida

o l’acceleramento del parto come circostanza aggravante della lesione personale

o l’aborto come circostanza aggravante della lesione personale

o l’interruzione della gravidanza senza il consenso della donna

o la morte come conseguenza di azioni dirette ad interrompere la gravidanza senza il

o consenso della donna

la lesione personale gravissima come conseguenza di azioni dirette ad interrompere la

o gravidanza senza il consenso della donna

la lesione personale grave come conseguenza di azioni dirette ad interrompere la

o gravidanza

Lesione personale colposa:

“Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione

fino a 3 mesi o con la multa fino a 600.000 lire”. Se a più persone la pena può aumentare

fino al triplo ma la reclusione nn può essere superio a 5 anni

E’ perseguibile solo a querela della persona offesa, derivando da ciò l’esenzione

dall’obbligo del referto.

E’ perseguibile d’ufficio quando si tratti di lesioni personali colpose gravi o gravissime,

relative all’ambito lavorativo o malattie professionali.

Delitto di epidemia:

Viene punito con una pena che può essere anche l’ergastolo colui che cagioni (con dolo)

una epidemia nella collettività mediante la diffusione di germi patogeni.

Capitolo 23 – “Delitto di violenza sessuale”

Il comportamento sessuale nn è sogg a limiti giuridici purchè il sogg sia capace di

autodeterminarsi, nn arrechi offesa alla collettività e nn cagioni danno al patner

rispettandone il consenso. La libertà sessuale è un aspetto della libertà personale e la sua

violazione costituisce un delitto contro la persona poiché la vittima è costretta a

compiere o subire atti contro la propria volontà.

Art. 609 BIS del c.p .: “Chiunque, con violenza o minaccia, o mediante abuso di

autorità, costringe taluno a compiere o a subire atti sessuali è punito con la reclusione da

cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti

sessuali:

1) Abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al

momento del fatto

2) Traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra

persona 11

Per casi di minore gravità: pena diminuita fino ad un massimo di 2/3.

Attori: soggetto attivo: “chiunque”

- vittima: persona la cui libertà sessuale è stata violata, contro il suo consenso

- atto sessuale violento: ogni comportamento che miri alla soddisfazione sessuale

- del sogg attivo violando la libertà sessuale della vittima

Segni fisici e psichici della violenza subita:

PSICHICI: rape trauma sindrome: destrutturazione della personalità e profondo

sovvertimento della capacità della persona offesa di relazionare con gli altri.

FISICI: l’esame clinico deve essere effettuato il prima possibile, e prima che la

vittima si lavi.

Segni extragenitali: sui polsi, avambracci, viso, addome: escoriazioni, abrasioni,

a) graffiature, unghiature, ecchimosi

Segni genitali: lacerazioni o abrasioni della mucosa degli organi genitali (es.

b) lacerazioni acquisite dell’imene, che sono profonde ed arrivano in genere sino al

bordo fisso del disco stesso)

Zone erogene: lesioni contusive

c)

Violenza sessuale presunta:

L’art. 609 quarter: “soggiace alla stessa pena stabilita dall’art. 609 bis (violenza

sessuale) chiunque al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo compie atti sessuali

con persona che, al momento del fatto:

- non ha compiuto 14 anni

- non ha compiuto 16 anni, quando il colpevole sia ascendente, genitore adottivo,

tutore, ecc.

L’atto sessuale verrà qualificato come violento, senza alcuna necessità di provare

l’esistenza di segni obiettivi della violenza subita.

Se la vittima ha meno di 10 anni, le pene comminate saranno ancora più gravi.

V’è obbligo di referto per il medico: delitto perseguibile d’ufficio.

Violenza sessuale abusiva:

Quando il soggetto compie l’atto sessuale abusando o della propria autorità oppure delle

condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima. Il consenso della vittima, pure se

esistente, non è ritenuto valido, perché viziato da fattori estrinseci.

Circostanze aggravanti:

L’art. 609 ter dispone un innalzamento della pena (reclusione da 6 a 12 anni) se la

violenza sessuale è compiuta senza il consenso della persona offesa:

se < 14 anni (o 16 anni se ascendenti, ecc)

- 12

mediante uso di armi, alcol, droghe,ecc

- se da persona travisata (es. simuli qualità di pubblico ufficiale)

- su persona sottoposta a limitazioni della libertà personale

- ancora più grave se < 10 anni

-

Atti sessuali tra minorenni:

“Non è punibile il minorenne che, al di fuori del 609 bis (violenza sessuale), compie gli

atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni 13, se la differenza di età tra i

soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a

2/3”

Ignoranza dell’eta’ della persona offesa:

Quando i delitti sono commessi in danno di persona minore di anni 14 (anche se

consenziente), il colpevole non può invocare a propria scusa l’ignoranza dell’età della

persona offesa.

Corruzione di minorenne:

Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni 14, al fine di “farla

assistere”, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Violenza sessuale di gruppo:

Consiste nella partecipazione di più persone riunite ad atti di violenza sessuale.

Reclusione da 6 a 12 anni. Il delitto è perseguibile d’ufficio e l’imputato è obbligato a

sottoporsi ad accertamenti atti ad accertare l’eventuale esistenza di malattie a

trasmissione sessuale.

Querela di parte:

I delitti sessuali sono generalmente punibili a querela della persona offesa: il termine

per la proposizione della querela è di 6 mesi. Una volta emessa è irrevocabile.

Quesiti del magistrato:

- natura ed entità dei segni di violenza e a quando risalgono

- stabilire se vi è stato abuso e condizioni del soggetto nel momento della violenza

- verificare lo stato di coscienza e l’orientamento della vittima

- se malattie sessuali

- verificare l’età di vittima ed aggressore

- valutare la concordanza tra perizia e modalità dei fatti 13

Incesto: Il bene giuridico offeso è prima di tutto la morale della famiglia, la morale

pubblica ed il buon costume: la conditio sine qua non è che ne derivi pubblico scandalo.

Ne possono derivare gravi disturbi della psiche e dell’emotività.

Capitolo 24 – “Delitto di infanticidio in condizioni di abbandono materiale e

morale”

Art. 578: “La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il

parto, o del feto durante il parto, quando il fatto è determinato da condizioni di

abbandono materiale e morale connesse al parto, è punita con la reclusione da 4 a 12

anni”

A coloro che concorrono nel fatto si applica la reclusione non inferiore a 21 anni. Se essi

hanno agito al solo scopo di favorire la madre, la pena può essere diminuita da un 1/3 a

2/3.

Condizione essenziale: la dimostrazione delle condizioni di effettivo abbandono

materiale e morale della donna: devono sussistere congiuntamente e oggettivamente.

Dal punto di vista ostetrico si ritiene lecito parlare di parto solo quando la durata della

gravidanza abbia almeno superato il 180° giorno.

E’ importante che la consumazione del delitto avvenga immediatamente dopo il parto

oppure durante il parto: nell’immediatezza del parto può esistere uno shock psichico, tale

da giustificare il comportamento criminoso della donna, mentre nel periodo successivo

dovrebbe prevalere in ogni caso l’istinto della maternità.

Capitolo 25 – “Omissione di soccorso”

Art. 593: “Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni

dieci o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di

corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’autorità è

punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire 600.000. Alla stessa

pena soggiace chi trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una

persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di

darne immediato avviso all’Autorità. Se da siffatta condotta colpevole deriva una lesione

personale, la pena è aumentata, se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata”.

Il soccorso deve sempre essere adeguato alla gravità del caso ed alla preparazione di

chi lo esegue.

Obbligo di avvisare l’autorità sussiste quando si trovi:

- un fanciullo minore degli anni dieci, abbandonato o smarrito 14

- una persona incapace di provvedere a se stessa per malattia (fisica o psichica) o

per vecchiaia o per altra causa

Obbligo di soccorrere sussiste quando si trovi:

- corpo inanimato

- corpo che sembri inanimato

- persona ferita

- persona in pericolo

Art. 328: se non vi è la presenza fisica della persona in pericolo il medico può rispondere

del reato di omissione o rifiuto di atti d’ufficio

Capitolo 26 – delitto di circonvenzione di incapaci

“Chiunque per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o

dell’inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o

deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a

compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è

punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da £400.000 a 4 milioni (art.643)

I casi previsti sono due:

1. Riguarda i minori degli anni 18, nei confronti dei quali la circonvenzione si attua

approfittando dei bisogni, delle passioni o dell’inesperienza propri dell’età

immatura.

2. L’altro riguarda le persone incapaci perché interdette o inabilitate o inferme di

mente o psichicamente deficienti.

Infermo psichico: E’ colui che essendo affetto da malattia mentale, è menomato,

 anche transitoriamente, nelle facoltà intellettive o volitive da rendersi oggetto di

circonvenzione.

Deficiente psichico: E’ colui che presenta un abbassamento dei poteri intellettivi o

 volitivi non dipendente da fattori morbosi di tipo psichiatrico, ma dovuto ad esempio

a vecchiaia, ubriachezza, analfabetismo, mancanza di istruzione o semplice rusticità.

L’opera di induzione si esplica mediante consigli, esortazioni, lusinghe, promesse,

suggestioni o pressioni psicologiche varie. Se il colpevole fosse ricorso ad artifici o

raggiri, potrebbe rispondere di truffa (art.640cp) anziché di circonvenzione; se egli

avesse usata la violenza o la minaccia, ossia la costrizione, il reato sarebbe quello di

estorsione (art.629 cp). 15

Capitolo 28 – “Capacità civile”

Definizione: la capacità civile è l’insieme della capacità giuridica e della capacità di

agire.

Capacità giuridica: Art.1 del c.c.

“La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge

riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita”

Acquistare capacità giuridica significa diventare “persona”, cioè soggetto di

diritto,titolare di diritti e doveri. Per le persone fisiche si acquista con la nascita si perde

con la morte.

Nascita: si intende la completa fuoriuscita dal corpo materno di un feto vivo e

cronologicamente vitale che abbia respirato. La fuoriuscita può avvenire per espulsione

(parto naturale) o per estrazione (parto cesareo). Quando tutto il feto è fuoriuscito

dall’alveo materno, si considera avvenuta la nascita e si parlerà a seconda dei casi o di

nato vivo o nato morto.. perché il nato acquisti capacità giuridica il bambino dev’essere

fuoriuscito completamente dall’alveo materno e deve aver respirato.

Anche un solo atto respiratorio è sufficiente, purché sia autonomo, per considerare

“nato” un individuo. Per il codice civile e l’acquisizione dei diritti relativi non è

necessario il concetto di vitalità. La tutela giuridica si acquisce quindi alla nascita.

Le più comuni prove utilizzate per verificare se il prodotto del concepimento al

momento del parto fosse vivo sono quelle docimasiche: sono positive se dimostrano

l’avvenuta respirazione autonoma. Se la morte è avvenuta nel corso della vita

intrauterina le prove docimastiche respiratorie saranno negative e allora sarà necessario

studiare la funzione circolatoria e le eventuali lesioni sul corpo del cadavere

(es.ecchimosi) acquisteranno il significato di manifestazioni vitali.

DOCIMASIE: accertare se il prodotto del concepimento abbia o no respirato, e quindi

vissuto di vita autonoma. Requisito necessario per affermare la nascita della persona. Le

prove docimastiche sono distinte in:

Docimasie polmonari:

Metrica: verificare l’espansione del torace, misurandone la circonferenza e

a)

confrontandola con i valori teorici

Radiologica: nel polmone che ha respirato si ha una maggior trasparenza dei

b)

campi polmonari 16

Diaframmatica: incisione della cute e del sottocute dal mento sino all’ombelico,

c)

si incidono i muscoli retti addominali e si esamina la cupola diaframmatica: se

respirazione nn è avvenuta, apparirà sollevata

Ottica: incisione della cute del collo e del sottocutaneo si pratica una doppia

d)

legatura della trachea (per evitare penetrazione passiva d’aria), si esaminano le

superfici polmonare ad occhio nudo: se non respirazione polmoni acquattati, margini

sottili, rossi e colorito rosso-scuro o rosso-lillà; se respirazione ben espansi, margini

arrotondati, colore rosa o viola sfumato.

Galenica: se il polmone ha respirato ha un peso di poco inferiore a quello

e)

dell’acqua e dunque vi galleggerà.

Palpatoria: se il polmone non ha respirato avrà una consistenza compatta, carnea.

f)

Altrimenti, avrà consistenza soffice e crepitante.

Istologica: la più importante cioè l’osservazione del tessuto polmonare al

g)

microscopio, alla ricerca soprattutto di:

• Dilatazione alveolare

• Assottigliamento delle pareti e dei setti alveolari

• Riempimento dei capillari delle pareti alveolari

Biochimica: serve soprattutto per valutare il grado di maturità fetale.

h)

Docimasie extrapolmonari:

Placentare e del cordone ombelicale: nel cordone si forma un anello

1)

infiammatorio già dopo alcune ore dalla nascita (infiammazione asettica) che

permette di stabilire quanto il feto è stato vivo, e che porta al distacco del cordone

dopo alcuni giorni.

Gastrointestinale: con la respirazione il feto deglutisce anche aria. Perciò nello

2)

stomaco del neonato che ha respirato si trova aria in quantità diversa a seconda della

durata della vita del bambino. Presenza di aria nel solo stomaco, indica una breve

durata della vita extrauterina (1 ora), anche nell’intestino una durata maggiore (12-

15 ore), se in tutto il tubo gastrointestinale ancora di più (24h e +)

Alimentare: ricerca dei residui alimentari della digestione nel canale

1)

gastrointestinale

Auricolare: nel polmone che non ha respirato l’orecchio medio contiene una

2)

massa gelatinosa costituita da un residuo di tessuto mucoso fetale o di liquido

amniotico. Per valutarlo si mette allo scoperto la membrana timpanica, poi si pone la

testa in acqua e si punge la membrana, se il feto ha respirato abbiamo una bollicina

d’aria

Renale: ricerca di cristalli di acido urico nei tubuli renali, che confermano che il

3)

prodotto del concepimento è nato vivo e che ha continuato a vivere per un certo

tempo. 17

Batterica: ricerca di bacilli coliformi nel contenuto intestinale. La loro presenza

4)

conferma la vita autonoma del prodotto del concepimento

ESTINZIONE DELLA CAPACITA’ GIURIDICA: con la morte.

Capacità di agire: Art. 2 del c.c.:

“La maggiore età è fissata al compimento del 18° anno. Con la maggiore età si acquista

la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita un’età diversa. Sono salve

le leggi speciali che stabiliscono un’età inferiore in materia di capacità a prestare il

proprio lavoro. In tal caso il minore è abilitato all’esercizio di diritti e delle azioni che

dipendono dal contratto di lavoro”.

Questo è significativamente diverso da quello che riguarda la maturità penale, che invece

si ha a 14 anni, in quanto implica la capacità di autodeterminarsi e gestirsi al di fuori dei

convincimenti indotti da terzi. Esistono anche a questo proposito delle eccezioni, dette

emancipazioni, che derivano da eventi particolari.

Matrimonio: il matrimonio può essere contratto, per gravi motivi, anche dopo i 16

o anni, e da diritto ad una emancipazione che permette l’esecuzione di atti giuridici che

non eccedano l’ordinaria amministrazione. Per gli altri è stabilito un curatore, che

deve autorizzarli. Nel caso di un minore sposato con soggetto maggiorenne, questo

curatore è il coniuge.

Lavoro autonomo: il ragazzo che lavora, oltre i 14 anni, ha il diritto di essere pagato

o e di gestire da solo le entrate che entrino dal suo lavoro.

Presupposti psicologici della capacità di agire:

- capacità di saper applicare le norme del diritto nella situazione concreta ed in

modo corretto

- capacità di saper valutare le conseguenze sia giuridiche sia anche economiche e

morali dell’atto

- capacità di adeguare alla norma giuridica la propria condotta indipendentemente

da ogni costrizione esterna

In caso di gravidanza la donna minore d’età che intende interromperla deve avere

l’assenso di colui che esercita la potestà o la tutela. Tuttavia nei primi 90gg, quando

colui che esercita la potestà o la tutela nn può essere consultato o rifiuta l’assenso, il

consultorio, la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia espletano i compiti

necessarie per l’interruzione rimettendo entro 7gg dalla richiesta, una relazione al

giudice tutelare il quale entro 5gg decide.

Art. 5 del c.c.:

“Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una

diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla

legge, all’ordine pubblico o al buon costume” 18

INTERDIZIONE ED INABILITAZIONE

In due casi è prevista la possibilità di togliere ad individui l’intera capacità legale

(interdizione) o limitarla ad atti che non eccedano l’ordinaria amministrazione

(inabilitazione). A differenza della non imputabilità penale, il provvedimento è

duraturo.

Interdizione giudiziale

Viene pronunciata dal giudice su richiesta degli aventi diritto (cioè delle persone

giuridiche) per il maggiore di età o il minore emancipato, quando esso: si trovi in

condizioni di abituale infermità mentale che lo rende incapace di provvedere ai propri

interessi.

Questo vale anche per il cieco o il sordomuto dalla nascita quando risulta che essi sono

del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi. In questo il giudice ha l’obbligo di

esaminare il soggetto, ed eventualmente di richiedere la consulenza di un tecnico.

Devono essere dimostrati la ricorrenza di una infermità di mente, la sua abiutualità, e

l’incapacità ad essa correlata di provvedere ai propri interessi.

L’infermità di mente, come già detto, deve essere una patologia psichica oggettivabile

clinicamente. La sua ricorrenza ammette periodi di transitoria lucidità che però non

possono essere garanzia di un comportamento coerente e lucido da parte del soggetto nei

confronti degli interessi da salvaguardare. Gli interessi in questione sono non soltanto

quelli economici, ma anche quelli morali.

Inabilitazione

E’ un provvedimento meno grave, che può essere preso per:

• Soggetti infermi di mente con uno stato non abbastanza grave da essere interdetto

• Soggetti dediti ad uso abituale di sostanze stupefacenti che mettono se stessi o la

famiglia in gravi condizioni economiche

• Il cieco e il sordomuto dalla nascita che non abbiano ricevuto una educazione

sufficiente ma che non siano comunque in condizioni di inabilità così grave da non

provvedere completamente ai loro interessi tanto da essere interdetti.

Quando ne ricorrono i presupposti, la persona può essere inabilitata, mentre quando

ricorrono i presupposti per l’interdizione è obbligatorio farlo. Il provvedimento di

inabilitazione può essere revocato, e quello di interdizione trasformato in inabilitazione

quando ricorrono le condizioni. Il deficit di mente deve essere tale da consentire lo

svolgere di attività elementari. Il caso più comune è quello della prodigalità, in cui deve

esserci insita una incapacità di intendere: le spese possono essere anche motivate da

cause nobili o valide, ma il soggetto trascura i bisogni familiari elementari

Incapacità naturale: 19

Quella persona che, sebbene legalmente capace e quindi maggiore di età e non interdetta,

si trovi in situazioni cliniche tali che la rendono in un dato momento incapace di fatto a

comprendere il significato giuridico e le conseguenze dell’atto che compie.

In questi casi le azioni compiute possono essere annullate (l’azione si prescrive nel

termine di 5 anni dal giorno in cui l’atto o il contratto è stato compiuto).

Incapacità a testare: art. 591

“Possono disporre per testamento tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla

legge. Sono incapaci di testare:

- coloro che non hanno compiuto la maggiore età

- gli interdetti per infermità di mente

- quelli che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche

transitoria, incapaci di intendere e di volere

L’azione si prescrive nel termine di 5 anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle

disposizioni testamentarie.

Capitolo 30 – danno alla persona in resp civile

Danno : privare un individuo di un bene che gli appartiene. Può consistere:

1. diminuzione temporanea/permanente del patrimonio

compromissione della sua integrità e della sua efficienza psicologico

2.

Per decenni, dalla iniziale impostazione giuridico-dottrinaria, il danno alla persona è

stato riferito non al patrimonio "uomo", quanto a quello di "uomo lavoratore" e la

liquidazione mirava a riparare esclusivamente la perdita di capacità produttiva di reddito,

nonostante fin dal 1952 il Gerin avesse inutilmente proposto di introdurre, accanto alla

capacità lavorativa specifica, la validità psico-fisica, sovrapponibile al concetto di

incolumità individuale, tutelata dal Codice penale, al quale assegnare un valore

economico convenzionale ed uniforme, indipendente da attività lavorative; pertanto

l'unico danno risarcibile rimaneva quello patrimoniale, con il riconoscimento del danno

extra-patrimoniale, identificato esclusivamente nel danno morale, nei casi previsti

dall'art. 185 c.p. Dopo numerose sentenze innovatrici una svolta determinante è

rappresentata dalla sentenza della Corte Costituzionale, 26/7/79, n. 88, la quale ha

riconosciuto il danno alla salute, quale menomazione dell'integrità fisica in sè

considerata, non suscettibile direttamente di valutazione economica, e quindi con

carattere extra-patrimoniale risarcibile ai sensi degli artt. 2059 c.c. e 185 c.p. La Corte

Costituzionale si è nuovamente pronunciata con la sentenza n. 184 del 30/6/1986. In

questa sentenza la salute, bene giuridico costituzionalmente tutelato dall'art. 32, intesa

non già come assenza di malattia o infermità, ma, secondo il concetto dell'O.M.S. oggi

universalmente accettato, come uno stato di completo benessere fisico, mentale e

20

sociale, viene a porsi al centro della valutazione del danno alla persona come bene

primario: è infatti la lesione alla salute il danno-evento da cui possono derivare, oppure

no, il danno morale soggettivo e l'incapacità lavorativa specifica. Il danno biologico è

sempre presente mentre il danno patrimoniale può o non conseguire

Pertanto sono tre oggi le categorie di danno risarcibile:

danno alla salute o danno biologico. E' inteso nel senso più vasto come lesione

 dell'integrità psico-fisica del soggetto e quindi limitazione delle sue potenzialità

sociali, viene a conglobare la miriade di componenti della personalità dell'uomo che

venivano ad essere compromesse dall'uno o dall'altro evento lesivo, quali il danno

alla vita di relazione, il danno estetico, il danno della capacità sessuale, le piccole

invalidità permanenti, l'incapacità lavorativa generica.

danno patrimoniale. Consiste in una perdita economica da:

 danno emergente, rappresentato dalle spese di cura, di assistenza, di controlli

o clinici, di vitto speciale, di apparecchi protesici, ecc.

lucro cessante, costituito dalla perdita del guadagno durante il corso della

o malattia, la convalescenza e anche successivamente se residuano postumi

permanenti. Si chiama anche incapacità lavorativa temporanea

Danno da ridotta efficienza della persona: quando cioè per le conseguenze

o della lesione non è possibile ripristinare il normale stato biologico e quindi si

presume che la persona non potrà più svolgere determinate attività o lavori. La

capacità lavorativa si distingue in generale o specifica. La specifica indica

l’incapacità di svolgere l’attuale attività lavorativa, mentre la generale è valida

soprattutto per il bambino o il giovane, che deve scegliere il lavoro da fare e

che ad esempio perde un dito o una mano e non potrà fare il pianista. E’ il

giudice che fa una valutazione equitativa (ossia non necessariamente esatta,

dato che è impossibile farla esatta) del danno provocato. Si chiama anche

incapacità lavorativa permanente.

danno extra-patrimoniale, consiste in una condizione particolare di sofferenza

 fisica e psichica, cagionata dal fatto illecito; per legge il risarcimento è dovuto solo

quando essi sia conseguenza di un reato, oppure dell'inosservanza di un regolamento

(incidente stradale).

Esiste anche il concetto di danno futuro¸ ossia quel danno che si crea al soggetto per la

impossibilità, causata dall’illecito, di acquisire una capacità che avrebbe posseduto (ad

esempio la castrazione di un bambino → perdita della possibilità di acquisire una

maturità sessuale), oppure il danno che conseguirà sicuramente, secondo l’evoluzione

clinica della lesione, al danno attuale (ad esempio esiti cicatriziali deformanti o artrosici,

secondo la concezione evolutiva di malattia). 21


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina "A" (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina legale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Arbarello Paolo.

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