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IMPICCAMENTO

Forma di asfissia meccanica violenta caratterizzata dalla ostruzione delle vie aeree

attuata mediante la violenta costrizione degli organi del collo con un laccio fisso ad

un sostegno situato, ad impiccamento avvenuto, in posizione superiore al capo e che

si tende a causa del peso del corpo.

Tipico è quello in cui il pieno dell'ansa corrisponde alla faccia anteriore del collo ed il nodo

scorsoio è situato in sede occipito-nucale;atipico quando il nodo scorsoio si viene a

trovare in posizione diversa da quella occipito-nucale (anteriormente o di lato); completo

quando tutto il corpo rimane sospeso gravando con l'intero peso sul sistema di ancoraggio

del laccio;incompleto il corpo poggia con i piedi e con le gambe o con altre parti sul piano

del terreno o su un altro sostegno;simmetrico in cui il nodo è posizionato sulla linea

mediana del collo (in sede sottomentoniera o nucale), asimmetrico in cui il nodo è posto

nelle regioni laterali del collo.

La costrizione unitamente ad una contemporanea trazione degli organi del collo

esercitata dal laccio, comporta, oltre ad un ostacolo diretto del flusso dell'aria nelle vie

respiratorie per compressione delle stesse, un sollevamento verso l'alto dell'osso ioide

e della base della lingua con occlusione del faringe, inoltre una ostruzione per

stiramento sia delle giugulari che delle carotidi, cui consegue una stasi cerebrale per

ostacolo al circolo refluo con perdita di coscienza ed arresto della circolazione cerebrale

non rapidissima, poiché di norma rimane pervia la rete vascolare dell'arteria vertebrale.

Il laccio esercita inoltre sulle aree riflessogene del seno carotideo e del vago una

stimolazione per compressione e per stiramento con induzione di un meccanismo

inibitorio sincopale.

Reperti:

 lesione cutanea di natura ecchimotico escoriata prodotta sul collo dall'azione

del laccio e comunemente denominata solco;distinto in molle o duro a seconda

che il laccio eserciti o meno una apprezzabile azione escoriante e presenta caratteri

tipici:

 obliquo dall'avanti all'indietro e dal basso verso l'alto nelle forme tipiche; con altra

direzione (ma sempre obliqua ed ascendente) nelle forme atipiche;

 discontinuo in corrispondenza del nodo;

 profondità diseguale, maggiore in corrispondenza del pieno dell'ansa, a causa del

maggior peso del corpo nel punto di sospensione, e diminuisce al nodo scorsoio;

 al di sopra della cartilagine tiroidea;

 spesso unico;

 creste o punteggiature emorragiche e vescichette sierose o siero-ematiche

che starebbero a dimostrare la vitalità della lesione, elemento questo di una certa

importanza nella diagnosi differenziale tra impiccamento e sospensione di

cadavere.

 Frequente è il riscontro al di sopra del solco di ipostasi che si formano a causa

dell'ostacolo al deflusso del sangue per gravità.

 lesioni di tipo contusivo a livello delle falangi distali delle dita e si producono per il

fatto che il soggetto, appena iniziata l'azione lesiva, tende istintivamente a rimuo­

vere il laccio dal collo rimanendo, per la subitanea perdita di coscienza, con uno o

più dita impigliate tra la corda ed il collo.

 lesioni escoriative, si possono realizzare a seguito dei movimenti convulsivi, che

fanno oscillare il corpo con possibilità di urti, specie degli arti inferiori, contro

ostacoli fissi dell'ambiente circostante; o per la caduta al suolo del corpo, già

cadavere od in limine vitae, a causa della rottura del meccanismo di sospensione. 2

 disposizione delle macchie ipostatiche è caratteristica. A seconda che si tratti di

impiccamento completo od incompleto esse si localizzano rispettivamente a livello

degli arti inferiori (ipostasi a calza) ed alle estremità degli alti superiori (ipostasi a

guanto).

 sporgenza della lingua, derivante dallo spostamento in alto degli organi del collo:

con il sopraggiungere della rigidità cadaverica la contrazione di muscoli masseteri

può imprigionare la punta della lingua tra gli incisivi superiori ed inferiori;

 ecchimosi sottocongiuntivali

 sperma all'orifizio uretrale esterno, attribuito al rilasciamento sfinterico ed alla

contrazione agonica delle vescichette seminali.

 Il turgore penieno da replezione dei corpi cavernosi per fenomeno ipostatico.

I segni interni reperti generici dell'asfissia e rilievi caratteristici segnatamente a

carico degli organi del collo, dovuti essenzialmente allo stiramento cui questi sono

sottoposti: infiltrazione emorragica dei fasci muscolari (specie lo

 sternocleidomastoideo);

lesione trasversale dell'intima delle carotidi comuni specie al di

 sotto della biforcazione (segno di Amussat) e del nervo vago,

piccole emorragie della parete delle carotidi, al di sotto

 dell'avventizia (segno di Friedberg)

emorragie nei linfonodi situati in prossimità del laccio (segno di

 jankovich e Incze), ecchimosi retrofaringea per compressione da

parte della base della lingua spinta in alto dal laccio (segno di

Brouardel).

Rara è la rottura della cartilagine tiroidea e dei corni dell'osso

 ioide.

infiltrazioni emorragiche della porzione anteriore dei dischi

 intervertebrali nel passaggio dorsolombare, al disotto del

legamento longitudinale anteriore (segno di Simon).

punteggiature ecchimotiche del laringe e delle regioni

 peritiroidee.

L'impiccamento è di norma evenienza suicidiaria;accidentale si possono osservare a

seguito di particolari attività ludiche o di pratiche autoerotiche e masochistiche per mezzo

delle quali si cerca di stimolare il midollo spinale lombare;rare le forme omicidiarie:

Più realistica appare l'eventualità che il cadavere di un soggetto venuto a morte a seguito

di azione delittuosa venga successivamente impiccato allo scopo di simulare una forma

suicidiaria. La diagnosi di sospensione di cadavere si basa:

- sulla ricerca di segni di azione lesiva di altro tipo; - sul riscontro del carattere non

vitale delle lesioni esterne ed eventualmente interne della regione cervicale;

-sulla mancanza dei segni generici di asfissia (quando non sia stata precedentemente

attuata una azione omicida mediante altra forma di asfissia meccanica). 3

STRANGOLAMENTO

Forma di asfissia meccanica violenta che si realizza mediante costrizione delle vie aeree

dall'esterno, ottenuta con l'uso di un laccio posto attorno al collo o di un altro mezzo

equivalente cui è comunque applicata una forza agente secondo un piano trasversale

rispetto all'asse maggiore del collo (corde, lacci, fili metallici di piccolo diametro, fili elettrici,

cinghie, calze di nailon, sciarpe, cravatte…).

 Tipico o completo quando l'azione lesiva si estrinseca sul collo in ogni parte della

sua circonferenza.

 atipico o incompleto l'azione meccanica, pur agendo sempre a livello del collo,

viene attuata con lacci non avvolti completamente ovvero con mezzi che rag­

giungono un effetto costrittivo sovrapponibile a quello dei lacci, ma non sono in

grado di cingere il collo in ogni porzione della sua circonferenza. i bastoni, le assi di

legno tirate alle estremità da corde o viti l'avambraccio od il ginocchio

dell'aggressore che comprimono il collo della vittima stringendolo dall'avanti

all'indietro: in alcuni casi si tratta tuttavia di quadri meglio classitìcabili come

compressioni atipiche del collo.

L'occlusione dei vasi venosi del collo rappresenta dal punto di vista fisiopatologico un

fattore significativo, unitamente alla compressione (incompleta) dei vasi arteriosi con

un'imponente stasi circolatoria nel territorio a monte della costrizione con conseguente

aumento delle pressioni intravascolari, rottura dei piccoli capillari, perdita della coscienza e

delle possibilità di difesa da parte della vittima.

Il quadro anatomo-patologico è quello generale delle morti asfittiche.

 Segno esterno caratteristico dello strangolamento tipico è il solco cutaneo im­

presso sulla superficie del collo con una disposizione trasversale

 a livello o al di sotto della cartilagine tiroide più frequentemente e , in posizione

generalmente più bassa rispetto al solco dell'impiccamento;

 singolo o multiplo

 duro (da un laccio ruvido, capace di azione escoriante, come ad esempio una

corda di canapa) o molle (da un laccio morbido e sottìle, privo di potere escoriante,

come può essere una calza di tessuto sintetico o una sciarpa di seta o di lana a

seconda della consistenza.;

I segni interni che caratterizzano lo strangolamento sono analoghi a quelli riscontra

bili nelle altre forme di asfissia meccanica.;mai si osservano lesioni del dente

dell'epistrofeo poiché, a differenza dell'impiccamento, manca l'azione esercitata dal peso

del corpo.

Le forme omicidiarie si osservano con relativa frequenza, anche se la loro attuazione

risulta alquanto difficoltosa per il fatto che una valida reazione da parte della vittima,

quando non c'è una rilevante sproporzione di forze tra i soggetti, non consente

all'aggressore di realizzare una costrizione del collo per un periodo di tempo

suffìcientemente lungo. Lo strangolamento suicidiario viene attuato con tecniche

complesse che consentono al mezzo vulnerante di mantenere la stretta del collo anche

dopo che interviene la perdita di coscienza.Accidentale è provocato da un laccio che il

soggetto porta al collo

STROZZAMENTO

Tipico meccanismo asfittico per compressione dall'esterno delle vie respiratorie e

conseguente loro occlusione realizzata esercitando con una o due mani una violenta

costrizione del collo.

Compressione e trazione e azione sul seno carotideo, scarse le cause circolatorie. 4


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti relativi all'asfissiologia forense, utili per l'esame di Medicina legale con analisi dei seguenti temi: i caratteri comuni, il soffocamento, il quadro anatomopatologico (classificazione dei segni interni ed esterni), le indagini di laboratorio, le asfissie da aspirazione, la sommersione interna e l'immobilitazione toracica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in consulente del lavoro e delle relazioni aziendali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina legale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pelotti Susi.

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