Asfissiologia forense
Forme di insufficienza respiratoria in cui si realizza un impedimento alla penetrazione dell'aria nell'albero respiratorio in conseguenza dell'azione di una causa generalmente esterna all'organismo, di natura meccanica, che si estrinseca con consistente energia e, di norma, in tempi brevi. Caratteri comuni: primitività del processo, natura meccanica, violenza dell’azione. Non rientrano: pat. endogene, tossiche.
Classificazione delle forme asfittiche meccaniche
In base alle modalità d'azione è possibile operare la seguente classificazione:
- Da occlusione degli orifizi respiratori: soffocamento
- Da compressione delle vie respiratorie: strozzamento, strangolamento e compressione atipica del collo, impiccamento
- Da ostruzione delle vie respiratorie dall'interno: annegamento
- Asfissie da respirazione: intasamento, bolo alimentare
- Som mersione interna: vomito, sangue, pus, liquido idatideo
- Da impedimento degli atti respiratori per immobilizzazione del torace: morte nella folla, seppellimento, sospensione o crocifissione
Il processo asfittico viene suddiviso in quattro fasi: della dispnea inspiratoria, della dispnea espiratoria, della pausa respiratoria, del boccheggiamento. Esse hanno una durata di circa 1’ ciascuna.
Quadro anatomopatologico
- Segni esterni: cianosi del volto, del collo e talora del terzo superiore del torace, associata o meno alla protrusione dei globi oculari, dalle petecchie emorragiche (specie sottocongiuntivali), schiuma che fuoriesce dagli orifizi respiratori, "fungo schiumoso" di colorito bianco-rosaceo ed aspetto cotonoso; si producono nelle vie respiratorie, a causa del miscuglio di aria, secrezione mucosa e sangue, per effetto degli atti respiratori dispnoici che favoriscono la rottura dei capillari ematici e arriva agli orifizi per la pressione esercitata dal diaframma, dalla trachea e dai bronchi e dai gas putrefattivi.
- Segni interni: enfisema polmonare acuto, dalle petecchie emorragiche si erose, iperemia viscerale diffusa, anemia splenica, stasi circolatoria, dilatazione delle sezioni destre del cuore, fluidità per aumento di CO2 nel sangue e cattura di calcioioni e anomalie della coagulazione e colore rosso scuro del sangue.
Soffocamento
Forma di asfissia meccanica violenta che si realizza a seguito dell'occlusione degli orifizi respiratori, attuata esercitando contemporaneamente sulla bocca e sulle narici una intensa pressione mediante l'impiego di una o di tutte e due le mani oppure di altro mezzo fisico idoneo allo scopo. Prevalentemente omicidiario, presuppone sempre una certa sproporzione di forza tra la vittima (neonati, bambini, handicappati, anziani defedati, donne, soggetti in stato di incoscienza per l'effetto di sostanze alcooliche o stupefacenti) e l'aggressore; accidentale nel neonato e del lattante, che sono incapaci di rimuovere dagli orifizi respiratori eventuali mezzi occludenti; frequente è il caso di cuscini e di coperte che casualmente vengono a coprire il viso del neonato impedendone la respirazione, da involucri in plastica; nell’adulto pratiche autoerotiche. È noto infatti che la fase iniziale dell'asfissia viene considerata in grado di accentuare notevolmente gli stimoli sessuali. Difficoltosa la diagnosi differenziale nel lattante tra il soffocamento accidentale o omicidiario - e la sindrome della morte improvvisa.
Impiccamento
Forma di asfissia meccanica violenta caratterizzata dalla ostruzione delle vie aeree attuata mediante la violenta costrizione degli organi del collo con un laccio fisso ad un sostegno situato, ad impiccamento avvenuto, in posizione superiore al capo e che si tende a causa del peso del corpo. Tipico è quello in cui il pieno dell'ansa corrisponde alla faccia anteriore del collo ed il nodo scorsoio è situato in sede occipito-nucale; atipico quando il nodo scorsoio si viene a trovare in posizione diversa da quella occipito-nucale (anteriormente o di lato); completo quando tutto il corpo rimane sospeso gravando con l'intero peso sul sistema di ancoraggio del laccio; incompleto il corpo poggia con i piedi e con le gambe o con altre parti sul piano del terreno o su un altro sostegno; simmetrico in cui il nodo è posizionato sulla linea mediana del collo (in sede sottomentoniera o nucale), asimmetrico in cui il nodo è posto nelle regioni laterali del collo.
La costrizione unitamente ad una contemporanea trazione degli organi del collo esercitata dal laccio, comporta, oltre ad un ostacolo diretto del flusso dell'aria nelle vie respiratorie per compressione delle stesse, un sollevamento verso l'alto dell'osso ioide e della base della lingua con occlusione del faringe, inoltre una ostruzione per stiramento sia delle giugulari che delle carotidi, cui consegue una stasi cerebrale per ostacolo al circolo refluo con perdita di coscienza ed arresto della circolazione cerebrale non rapidissima, poiché di norma rimane pervia la rete vascolare dell'arteria vertebrale. Il laccio esercita inoltre sulle aree riflessogene del seno carotideo e del vago una stimolazione per compressione e per stiramento con induzione di un meccanismo inibitorio sincopale.
Reperti
- Lesione cutanea di natura ecchimotico escoriata prodotta sul collo dall'azione del laccio e comunemente denominata solco; distinto in molle o duro a seconda che il laccio eserciti o meno una apprezzabile azione escoriante e presenta caratteri tipici:
- Obliquo dall'avanti all'indietro e dal basso verso l'alto nelle forme tipiche; con altra direzione (ma sempre obliqua ed ascendente) nelle forme atipiche;
- Discontinuo in corrispondenza del nodo;
- Profondità diseguale, maggiore in corrispondenza del pieno dell'ansa, a causa del maggior peso del corpo nel punto di sospensione, e diminuisce al nodo scorsoio;
- Al di sopra della cartilagine tiroidea;
- Spesso unico;
- Creste o punteggiature emorragiche e vescichette sierose o siero-ematiche che starebbero a dimostrare la vitalità della lesione, elemento questo di una certa importanza nella diagnosi differenziale tra impiccamento e sospensione di cadavere.
- Frequente è il riscontro al di sopra del solco di ipostasi che si formano a causa dell'ostacolo al deflusso del sangue per gravità.
- Lesioni di tipo contusivo a livello delle falangi distali delle dita e si producono per il fatto che il soggetto, appena iniziata l'azione lesiva, tende istintivamente a rimuovere il laccio dal collo rimanendo, per la subita.