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Medicina Legale Appunti scolastici Premium

Elementi di Medicina Legale generale
Definizione della disciplina Medicina Legale e campi di applicazione
La Medicina giuridica e la Medicina forense
Metodologia della medicina legale – La diagnosi medico-legale
Il rapporto con il paziente
Liceità del trattamento sanitario
Informazione al paziente e Consenso al trattamento sanitario
Trattamenti sanitari obbligatori
Segreto... Vedi di più

Esame di Elementi di organizzazione professionale docente Prof. D. Schillaci

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STORIA DELLA MEDICINA LEGALE

Da quando l’uomo cominciò a governarsi con leggi sono certamente esistiti problematiche di tipo medico-legale.

 2000 a.C.: leggi babilonesi: norme sui reati di lesione personale, di aborto, di violenza carnale. Antiche leggi cinesi, leggi

romane, ecc., ma a quei tempi le conoscenze scientifiche erano RUDIMENTALI in tutti i campi e costituivano un

patrimonio comune delle persone colte e il magistrato era in grado di decidere da sé ogni questione.

 EVOLUZIONE DELLE CONOSCENZE TECNICHE: ha reso necessario l’intervento di un esperto (PERIZIA) ponendo le basi per

l’avvio di una nuova disciplina

 IX-XIV secolo: fiorire delle prime scuole mediche, con necessità dell’intervento del medico nel PROCESSO.

 1301 : prima autopsia giudiziaria nel nord Italia , precisamente a Bologna da Bartolomeo

 1532: Carlo V promulga norme procedurali sulla perizia medica che regolarono il processo penale in quasi tutta l’Europa.

 1621: Paolo Zacchia scrive “Quaestiones medico-legales” prima opera europea completa e autonoma che attraverso la

casistica peritale forniva la soluzione ai quesiti.

 ‘700: fu introdotto il metodo scientifico – sperimentale delle scienze positive (osservazione dei fatti e ragionamento

induttivo)

 ‘800: primi laboratori di medicina legale ed insegnamento sistematico della disciplina agli studenti delle Facoltà mediche

e giuridiche;

 1819: insegnamento della medicina legale nelle Università italiane – Riforma della Scuola di Medicina Legale a Firenze

per iniziativa del Duca di Lorena;

 1835-1908: Cesare Lombroso, innovatore per quello che riguarda l’ideale di applicare alcune scienze alla medicina

legale.

 Rivoluzione industriale: nuove finalità sociali della medicina legale

 ‘900: nascita delle assicurazioni obbligatorie – legami tra la traumatologia clinica e la medicina del lavoro collocò la

medicina legale al centro del sistema assicurativo-previdenziale (Infortunistica: L. Borri; Invalidità: C. Biondi);

 Epoca moderna: la medicina legale inserita all’interno del SSN e nelle AO: tutela della salute e gestione del rischio clinico

(è inserita nei dipartimenti per la verifica della morte cerebrale e degli organi, i contenziosi, problematiche della tutela

dei diritti del paziente e dell’operatore)

MEDICINA LEGALE

 Disciplina che studia la persona umana, psichica e fisica, nei suoi rapporti con il diritto

 Rappresenta il vertice dove converge il pensiero dei medici e dei giuristi su questione di interesse comune: l’applicazione

delle scienze mediche al diritto comporta che la medicina legale richieda altre figure al di fuori della medicina

 Scopo: ACCERTAMENTO DELLA VERITA’, quella contingente ed empirica, che la scienza riconosce in una data fase

storica: è vero ciò che viene obiettivamente riconosciuto conforme alle conoscenze scientifiche del momento.

 Nell’ambito applicativo della medicina legale il fenomeno biologico non è MAI considerato solo attraverso il profilo

clinico, ma costantemente anche sotto quello giuridico. (per esempio: il consenso informato è un foglio prestampato he

il paziente deve firmare, ma in realtà non c’è la reale prova che il paziente abbia adeguatamente compreso quello che

c’è scritto)

 Si suddivide in:

MEDICINA FORENSE MEDICINA GIURIDICA

 

Utilizza la medicina al fine di accertamento di singoli casi Si occupa dell’evoluzione del diritto, dell'interpretazione

di interesse giudiziario: portare a soluzione i quesiti delle norme e della loro applicabilità dal punto di vista

giuridici per mezzo delle scienze medico-biologiche, con medico

carattere applicativo ed eminentemente pratico Scopo: mira alla conoscenza e soluzione di problemi

 Scopo: accertamento della verità generali, contribuisce all’elaborazione di materiale

 occorrente all’opera legislativa (diritto condendo).

Il ruolo del medico legale in medicina forense viene 

espresso nel momento in cui fornisce un parere tecnico Contribuisce alla formazione di nuove leggi in modo che

motivato al magistrato durante un giudizio le norme giuridiche si adeguino ai progressi delle scienze

biologiche ed ai bisogni sociali dell’uomo. (ex eutanasia )

 Riveste valore etico

 È fonte di ispirazione in sede legislativa qualora la norma

prevede la persona come protagonista dell’oggetto

giuridico .

ATTIVITA’ MEDICO-LEGALE

 Ogni fatto biologico attinente alla persona umana, che può e non può coincidere con una situazione di interesse

giuridico, costituisce materia di apprezzamento medico-legale; ogni situazione/evento della persona viene quindi

valutato/accertato in ordine ad una specifica esigenza del diritto.

 La valutazione medico-legale richiede pertanto la piena conoscenza del rapporto giuridico inerente ai fatti da valutare:

1. Ambito penale: la valutazione serve per commisurare la pena;

2. Ambito civile: la valutazione serve per stabilire l’esistenza e l’entità del danno temporaneo e permanente alla

persona (cosiddetto danno biologico)

3. Altri ambiti: assicurativo sociale e privato; tutela dell’invalido civile e la pensionistica privilegiata

 Il medico legale nella sua attività pratica non si trova quindi davanti a pazienti da “curare”, ma la medicina legale è una

specializzazione delle indagini mediche indirizzata a soddisfare le esigenze applicative della legge

 Il medico legale, per formazione culturale e professionale, percepisce come prioritario l’aspetto biologico delle

problematiche in esame e studia le questioni impostando la ricerca e le deduzioni in modo conforme alle esigenze del

diritto e necessita di una mentalità peculiare e un metodo proprio di ragionamento

METODOLOGIA MEDICO-LEGALE

 Insieme organico di regole e principi in base ai quali si svolge un’attività teorica o pratica.

 Essa consta di due regole fondamentali:

Rigorismo Il principio di obiettività impone a ciascuno di essere rigorosamente aderente alla realtà dei dati clinici o

obiettivo del tanatologici o di laboratorio o strumentali rilevati e la valutazione di questi e la formulazione dei giudizi

metodo definitivi dovranno fondarsi su motivazioni logiche e plausibili: bisogna prescindere da aspettative

personali o da propri desideri affinché i risultati delle osservazioni e il modo di procedere non vengano

da essi condizionati

 Il rigorismo obiettivo si divide nella fasi di OBSERVATIO e RATIO, in cui il medico legale constata e

descrive i fatti di sua competenza e li valuta con un’interpretazione tecnica (quella che poi verrà fornita

al giudice cui spetta ovviamente la valutazione definitiva e globale nell’insieme degli elementi di prova)

Dominante Il medico legale deve sempre conoscere e tenere presente il campo del diritto nel quale svolge il proprio

conoscenza del lavoro. (es. un accertamento medico legale, basato sugli stessi dati oggettivi, può esigere risposte e

rapporto conclusioni diversamente articolate a seconda che si verta, ad esempio, in ambito civile o penale)

giuridico cui il

fatto si riferisce

 Pertanto, l’attività dello specialista in medicina legale, non si fonda tanto sulla natura dei fatti che ne formano oggetto di

studio, ma sul METODO con il quale tali fatti vengono studiati od accertati (IL RIGORISMO) e il FINE per il quale vengono

valutati (RAPPORTO GIURIDICO)

 La metodologia medico legale si applica alla diagnosi, alla prognosi e ai giudizi conclusivi al fine di valutare la VALIDITA’

del soggetto (capacità di espandersi liberamente nella vita), non solo la sofferenza o l’infermità sono di rilievo nella

valutazione medico-legale

DIAGNOSI Acquisisce segni e prove

1. Anamnesi lavorativa, patologica

2. Anamamnesi-inchiesta (indagine medico-giuridica studio di documenti amministrativi, certificazioni

sanitarie, prove testimoniali)

3. Esame obiettivo anche con semeiotica specializzata, esami complementari strumentali non dannosi

4. Indagini collegiali e indagini catamnestiche (indagini cliniche che mettono a confronto gruppi di malati

con individui sani (follow up))

 Ragiona per via induttiva-deduttiva

 Determina l’entità morbosa

 Valuta il danno al soggetto

PROGNOSI Stabilisce:

1. Guaribilità o meno della malattia

2. Durata della malattia

3. Recidiva per eventuali riprese della malattia;

4. Di letalità per esito infausto o meno della malattia

 Ha ripercussioni anche su capacità di lavoro, capacità di guadagno, sulla vita di relazione e sofferenza del pz

GIUDIZI Valore dimostrativo diverso nei riguardi della prova secondo gradienti di

CONCLUSIVI 1. Certezza (dati e fatti perentoriamente dimostrativi) 99-100% (minima esigibile nel penale)

2. Quasi certezza (dati/fatti assai significativi) 95-99%

3. Probabilità (dati/fatti positivi significativi – negativi assenti); 60-80%

4. Possibilità (dati incerti/dubbiosi; fatti positivi bilanciano quelli negativi) 50% (minima esigibile nel civile)

5. Bassa possibilità (dati/fatti contrastanti, prevalenza di quelli negativi) < 45%

6. Esclusione (prevalenza di fatti contrari, solo dati negativi) 0%.

ATTIVITA’ MEDICO-LEGALE

 Certificato medico

 Visita fiscale

 Attività medico-legali in ambito penale/civile: perizia, consulenza tecnica e CTU

 Attività informativa di interesse sanitario: referto, denuncia di reato e denuncia obbligatoria

 Arbitrato

 Cartella clinica e documentazione assistenziale

 Gestione del rischio clinico

 Informazione al trattamento medico e acquisizione del consenso

 Attività autoptica

 Etc..

CERTIFICATO MEDICO

 Attestazione scritta, di indole tecnica, riguardante fatti obiettivi, rilevabili e controllabili da terzi di rilevanza giuridica,

direttamente constatati dal medico nell’esercizio della professione.

 Requisiti:

1. Requisito sostanziale: fatti obiettivi tecnicamente rilevabili;

2. Altri requisiti: veridicità, chiarezza, completezza

3. Requisiti formali: intestazione o timbro del medico certificante, generalità del paziente richiedente, oggetto della

certificazione con eventuale diagnosi e prognosi di malattia, firma del medico certificante e data e luogo di

redazione del certificato.

 Il certificato è:

1. Atto pubblico redatto in qualità di Pubblico Ufficiale

2. Certificato amministrativo rilasciato in qualità di Incaricato di Pubblico Servizio

3. Scrittura privata rilasciata in regime libero-professionale

 I reati nella sua compilazione possono essere:

1. FALSITA’ IDEOLOGICA (480, 481c.p.): attestazioni false in un certificato

2. FALSITA’ MATERIALE (477c.p.): contraffazione ed alterazione del certificato

VISITA FISCALE

 Prestazione medico-legale richiesta da Enti, Autorità o da terzi per:

1. Accertare le condizioni psico-fisiche di un soggetto, che allegando motivi di salute, si rifiuti ad uffici od obblighi

imposti dalla legge, stabilendo la necessità di tale provvedimento (restrittivo alla liberta professionale) o quando

richiesta dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori per il controllo dell’assenteismo

2. Stabilire l’idoneità di un soggetto ad assumere o mantenere impieghi

3. Verificare il diritto a prestazioni assicurative

 La visita fiscale è priva di finalità terapeutica e non è richiesta dal soggetto che viene sottoposto a visita medica

ATTIVITA’ DELLA MEDICINA LEGALE IN AMBITO PENALE/CIVILE: PERITO/CONSULENTE TECNICO/CTU

 Il medico legale può avere una funzione ausiliaria insostituibile nell’amministrazione della giustizia, in quanto fornisce

PARERI TECNICI MOTIVATI, espressi da chi possiede particolari cognizioni in determinate scienze/arti, in risposta a

precisi quesiti posti dal magistrato giudicante in sede dibattimentale o di incidente probatorio, in ambiti nei quali siano

richieste specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche

 Sono di due tipi:

PERIZIA Nominata dal giudice

 E’ il mezzo di prova con specifiche competenze tecniche, scientifiche e artistiche necessario affinché il

giudice compia una valutazione e formi il un libero convincimento del giudizio

 La perizia oltre che veridica deve essere anche chiara, ordinata, completa e motivata in modo plausibile,

così da rappresentare il mezzo per farsi una convinzione, per decidere su una situazione o controversia

 Le conclusione del perito non vincolano la decisione del giudice, che può decidere con libero

convincimento adeguatamente motivato, anche in contrasto con il parere peritale

 Quando il medico legale viene nominato dal giudice, egli si può avvalersi di specialisti inerenti a differenti

branche mediche, e tale richiesta non prevede l’autorizzazione del giudice

 In materia civile (e non penale), il perito viene definito consulente tecnico d’ufficio (C.T.U.)

CONSULENTE Nominata dalle parti del processo: PM, imputato, parte offesa

TECNICO Nomina di consulenti qualificati e idonei (che non possono rifiutare la loro opera) quando si procede ad

accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono

necessarie specifiche competenze. Esse forniscono al giudice pareri scientifici e tecnici, i quali costituiscono

una forma di collaborazione per le parti

 I consulenti non devono essere in numero superiore a quello dei periti

 Nel caso in cui la nomina del consulente venga fatta al fine di compiere attività di indagine è lecito non dare

comunicazioni alle parti (art.359 c.p.p.); laddove, al contrario, si debbano compiersi accertamenti non

ripetibili, si deve comunicare che si è fatta nomina di consulente, senza ritardo, alle parti, le quali hanno

facoltà di nominare dei propri consulenti tecnici (art. 360 c.p.p.).

 La richiesta di pareri tecnici motivati può essere fatta in sede di dibattimento che in sede di incidente

probatorio (istituto che consente di formare prove per la decisione in una fase precedente al dibattimento

quando la prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a

modificazione/deteriorazione non evitabile e quindi rende tale atto non utilmente rinviabile)

GESTIONE STRAGIUDIZIALE DELLA LITE

 Modi alternativi di risoluzione delle controversie anche in campo sanitario rispetto all’azione giudiziaria (giudice

ordinario e l’arbitrato).

 Metodologie statunitensi:

1. Negoziazione: le parti in disaccordo si scambiano informazioni circa i motivi di doglianza per raggiungere una

composizione delle pretese (solo due parti).

2. Mediazione (Conciliazione): procedura che si basa su una figura neutrale ed imparziale (il mediatore che può anche

essere un esperto anche in materia diversa di quella legale) che adopera la comunicazione per far raggiungere un

accordo alle parti confliggenti in reciproca soddisfazione.

3. Settlement Conference: procedura che investe un legale in veste di consigliere neutrale ed imparziale del conflitto

proponendo soluzioni giuridicamente valide e prospettando gli esiti di un eventuale giudizio.

4. Early Neutral Evaluation: il terzo neutrale ha il compito di esaminare i fatti oggetto della controversia, ascoltare le

parti ed i rispettivi legali, fornendo, infine, una sua previsione su come tendenzialmente sarebbe decisa la disputa

qualora questa fosse portata davanti ad un tribunale o un arbitro

5. Mini –Trial (mini processo): simula un processo ordinario con una “giuria”

6. Meb-Arb (conciliazione-arbitrato)

CONCILIAZIONE

 Un terzo neutrale – privo di qualsiasi potere decisionale – assiste i litiganti nel tentativo di trovare una soluzione

negoziale accettabile da entrambe le parti in conflitto.

 Caratteri:

1. Volontarietà: la partecipazione è volontaria

2. Cooperatività: conciliatore guiderà le parti verso la negoziazione cooperativa (tecniche di ascolto attivo; mutuo

rispetto; ecc.)

3. Creatività: ogni accordo è modellato sulla misura degli interessi e bisogni delle parti.

4. Imparzialità: il terzo non può avere interessi in comune con nessuna delle parti, né interessi personali.

5. Riservatezza: nulla può essere comunicato al di fuori dell’ambiente conciliativo

6. Economicità e velocità: limitare tempi e costi di un’ordinaria procedura di risoluzione delle controversie.

7. Autocomposizione: le parti decidono tra loro equamente

8. Autonomia: procedura autonoma e non ostacola la proposizione di una causa alla giustizia ordinaria

ARBITRATO

 E’ il procedimento con cui si deferisce di comune accordo, una o più persone, da loro scelte e designate per la

risoluzione di una controversia (contratto tra privati).

 Il giudizio arbitrale non è ammesso in controversie riguardanti:

1. Rapporti individuali di lavoro

2. Materia previdenziale ed assistenziale obbligatoria

3. Questioni di stato

4. Separazione personale tra coniugi.

 In tutti gli altri casi (ambito assicurativo privato) le parti possono risolvere le controversie ricorrendo alla decisione

arbitrale stipulando un compromesso, e in questo senso viene a delinearsi il ruoto del medico legale come arbitro in tali

controversie

 Gli arbitri decidono secondo le norme di diritto, salvo che le parti abbiano deciso precedentemente di pronunciarsi

secondo equità.

 L’atto del giudizio (scritto) degli arbitri viene definito lodo arbitrale e viene deliberato a maggioranza dagli arbitri.

QUIZ: esempio (domanda classica)

LA PERIZIA È:

A) Un ausilio obbligatorio per il giudice penale

B) Uno strumento processuale solo per la difesa

C) Uno strumento processuale solo per l’accusa

D) Uno strumento per interpretare e risolvere questioni che richiedono particolari conoscenze

E) Un ausilio obbligatorio per il giudice civile

(quando c’è obbligatorio o solo, vuol dire che solo in quel caso, è raro che sia cosi in medicina legale)

( le domande sono prese dalle 350 della medicina legale, poche sono fatte da lei)

ATTIVITA’ INFORMATIVA DI INTERESSE SANITARIO

 Atti con i quali il professionista informa terze persone relativamente a fatti e notizie appresi nell’esercizio della

professione (segnalazioni all’Autorità Giudiziaria, dichiarazioni, notifiche di malattie infettive, denunce di interesse

sanitario, certificati medici, ecc.) di cui è obbligato per legge a riferire.

 Genericamente sono:

1. DENUNCE (all’Autorità Competente: amministrativa, sanitaria, giudiziaria, assicurativa (lavoro))

2. DICHIARAZIONI (mettere al corrente)

3. NOTIFICHE (rendere noto un fatto)

4. COMUNICAZIONI (trasmettere la notizia)

5. RELAZIONI (resoconto scritto, talvolta orale)

6. RAPPORTI (riportare-riferire fatti, notizie, reati)

 E’ buona norma deontologica avvertire l’assistito che verrà presentata la segnalazione obbligatoria sul fatto che lo

riguarda.

 Tali attività definisco un atto pubblico (2699c.c): atto redatto da un pubblico ufficiale, attesta fatti avvenuti in presenza

di un pubblico ufficiale o da lui compiuti. Documento di fede privilegiata, con elevata efficacia probatoria (2700c.c.)

(esempi di atti pubblici: constatazione di decesso, certificato di denuncia della causa di morte, verbale di ricovero in

ospedale, cartella clinica, registri nosologici, modulistica, ecc.)

 Caratteri dell’attività informativa del medico/sanitario

1. OBBLIGATORIETA’: per disposizione di legge (ordinamento dello stato civile; Codice Penale; leggi sanitarie; leggi

assicurative; ecc), inderogabile e diretta acquisizione

2. INIZIATIVA: per mettere al corrente

3. PROFESSIONALITA’: deve essere redatto da chi ha qualifica di sanitario e si riferisce anche alla natura propria del

fatto-contenuto tecnico

4. OGGETTO: deve riguardare notizie e fatti di interesse pubblico

5. FINE: per tutelare del bene collettivo

6. DESTINATARI: sono le pubbliche autorità che su quei fatti esercitano la tutela o l’amministrazione

7. MODALITA’ DI COMPILAZIONE: nei moduli appositi

8. TERMINI DI PRESENTAZIONE: variano a seconda dei casi e sono indicati nella legge stessa

OBBLIGHI DI INFORMATIVA NEI CONFRONTI DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA: REFERTO e DENUNCE REATO

 Nell’ordinamento giudiziario, i reati d’ufficio per i quali è previsto che venga informata l’Autorità Giudiziaria di un fatto

di rilievo penale sono:

DELITTI CONTRO LA VITA DELITTI CONTRO DELITTI CONTRO LA DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ

L’INCOLUMITA’ INDIVIDUALE L’ASSISTENZA FAMILIARE DELLA PERSONA

1. Omicidio volontario 1. Lesioni personali 1. Abuso dei mezzi di 1. Sequestro di persona

(575c.p); volontarie (durata della correzione o di disciplina (605c.p.)

2. Omicidio malattia >20giorni) (571c.p) 2. Violenza sessuale di

preterintenzionale (582c.p.) e volontarie 2. Maltrattamenti in gruppo (609-octies c.p.,

(584c.p.) aggravate (583-585c.p.), famiglia o verso i fanciulli septies specifiche

3. Omicidio colposo 2. Lesioni colpose gravi o (572c.p.) previsioni)

(589c.p.); gravissime (solo in

4. Omicidio del conseguenza di

consenziente (579c.p.); violazione delle norme di ALTRI DELITTI

5. Morte come prevenzione delle Aborto criminoso/illegale

conseguenza di altro malattie professionali ed (IVG in violazione della L.

delitto (586c.p.) infortuni lavorativi) 194/78)

6. Istigazione ed aiuto al (590c.p.);

suicidio (580c.p.)

7. Infanticidio (578c.p.)

REFERTO

 Atto che gli esercenti la professione sanitaria segnalano all’Autorità Giudiziaria per avere prestato opera od assistenza in

casi che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile d’ufficio.

 Il Pubblico Ministero titolare delle indagini ha il compito di verificare la sussistenza del reato, di identificarne gli

eventuali responsabili e di darne comunicazione al Giudice.

 I requisiti sostanziali e formali sono uguali a quelli del certificato.

 Viene redatto entro 48ore

 Il referto deve contenere: generalità del paziente , luogo di ritrovamento, mezzi, luogo/tempo di intervento, circostanze

intervento , effetti.

 Esimenti: salvare sé stesso od un prossimo congiunto (art. 384 c.p.) o esporre la persona assistita a procedimento penale

(art. 365 c.p.): il sanitario non può essere in pericolo di vita per segnalare reati commessi da delinquenti perché il diritto

alla salute viene prima del diritto giudiziario (criminalità organizzata). Quindi l’operatore sanitario NON E’ OBBLIGATO a

segnalare tale reato.

Quale di queste figure NON è tenuta all’obbligo di referto nei casi previsti dalla legge?

A. medico chirurgo

B. infermiere professionale

C. ostetrica

D. laureando in medicina (perché non è un sanitario, lo specializzando è un sanitario)

E. vigilatrice d’infanzia

DENUNCIA DI REATO

 I Pubblici Ufficiali (pubblica funzione legislativa, amministrativa, giudiziaria) o gli incaricati di pubblico servizio (persona)

segnalano all’Autorità Giudiziaria notizie di fatti che hanno i caratteri di un delitto perseguibile d’ufficio, la segnalazione

deve essere fatta senza ritardo (ma non è precisato il tempo)

 Esimenti: salvare sé stesso od un prossimo congiunto (art. 384 c.p.)

 Le sostanziali differenze tra denuncia di reato e referto sono:

1. Chiunque può denunciare un reato

2. Il referto riguarda esclusivamente i delitti procedibili d’ufficio, la denuncia ogni tipo di reato (delitto,

contravvenzione)

3. Il referto implica un giudizio tecnico di natura diagnostica e prognostica, sulla natura delle lesioni, le cause, i mezzi e

le conseguenze derivanti (guarigione, pericolo di vita e postumi); nella denuncia è sufficiente indicare reato, reo,

vittima, testimone ed elementi di prova raccolti

4. Un esimente del referto è esporre l’assistito a processo penale; ciò non è contemplato nella denuncia di reato

Quale dei seguenti requisiti NON è proprio della denuncia di reato:

A. deve essere fatta pervenire all’Autorità Giudiziaria

B. è obbligatoria per i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio

C. è obbligatoria in tutti i casi di reato perseguibile d’ufficio

D. non prevede deroghe esimenti

E. nessuna delle risposte precedenti (l’ha messa perchè non sapeva cosa inventare)

DENUNCIA SANITARIA OBBLIGATORIA

 La denuncia sanitaria rappresenta un atto con il quale il sanitario comunica all'autorità competente fatti direttamente

appresi nell'esercizio della professione e che all'autorità stessa interessa conoscere.

 Il fine perseguito è quello di:

1. Tutelare la salute collettiva

2. Consentire l'effettuazione di indagini di tipo statistico sanitario ed epidemiologico

 Denunce sanitarie obbligatorie: dichiarazione (o denuncia) di nascita, denuncia di nascita d’infanti deformi, denuncia di

nascita d’infanti immaturi, denuncia delle malattie infettive e diffusive, denuncia delle malattie veneree, denuncia delle

malattie d’interesse sociale, denuncia dei casi di cronica intossicazione di sostanze stupefacenti o psicotrope, denuncia

delle vaccinazioni obbligatorie, denuncia dei casi d’intossicazione da antiparassitari, denuncia di detenzione di

apparecchi radiologici e di sostanze radioattive, segnalazione non nominativa della interruzione volontaria della

gravidanza e denuncia delle cause di morte

Quale tra le seguenti NON è una denuncia obbligatoria?

A. detenzione di apparecchi radiologici; (pericolo per la collettività? Si)

B. nascita di infanti deformi (pericolo per la collettività? Si, una concentrazione di infanti deformi può indicare un problema

ambientale)

C. malattie infettive e diffusive; ( pericolo per la collettività? Si)

D. malattie veneree (pericolo per la collettività? Si)

E. casi di interdizione (pericolo per la collettività? No)

(5 domande su 15 sono: perizia/consulenza, referto, denunce obbligatorie, denunce di reato, certificato)

CARTELLA CLINICA E LA DOCUMENTAZIONE SANITARIA

 “Documento sanitario che costituisce la verbalizzazione dell’attività propria del reparto ospedaliero con riferimento al

singolo degente cui tale attività corrisponde” (Bargagna, 1978)

 Raccolta di notizie anamnestiche, cliniche, diagnostico-terapeutiche destinate alla CURA del malato e raccolte per un

determinato paziente durante una degenza ospedaliera.

 Contiene:

1. Diario clinico - documentazione infermieristica;

2. Verbale di P.S., risultati degli accertamenti strumentali e di laboratorio

3. Consulenze specialistiche, i moduli di consenso firmati, i verbali operatori, gli accertamenti istologici ed

eventualmente necroscopici (devono essere veritieri)

4. Scheda di dimissione ospedaliera e la lettera di dimissione o di trasferimento presso altra struttura.

 Ruolo duplice:

1. ASSISTENZIALE: la registrazione scritta in modo organico costituisce un riferimento essenziale per la pianificazione

e l’esecuzione ottimale del progetto assistenziale

2. MEDICO-LEGALE: elemento di prova di valore assoluto, talora decisivo, in ambito di responsabilità sanitaria

 Rappresenta un documento di valore pubblico che attesta lo svolgimento dei fatti con valore probatorio assoluto,

contrastabile solo con una querela di falso. Attestazione di fatti non rispondenti al vero o l’alterazione di una cartella

clinica sono attività che costituiscono reati gravi:

1. FALSO IDEOLOGICO (art. 476): attestando falsamente eventi che non sono mai avvenuti o sono avvenuti in

maniera diversa): contenuto di un’attività sanitaria che non è mai stata rilevata (NO AVVENUTO).

2. FALSO MATERIALE IN ATTO PUBBLICO (art. 493): alterando il contenuto di un documento sanitario

originariamente veritiero: documento originale vero è stato alterato. (MODIFICATO)

Questo non deve essere confuso con l’errore: l’errore può essere corretto, si lascia una riga sopra e si firma

 E’ un atto pubblico di fede privilegiata, in quanto produce effetti che incidono su situazioni giuridiche individuali di rilievo

pubblicistico.

 I fatti devono essere annotati contestualmente alla loro esecuzione: alcuni fatti possono essere visti a posteriori. Ad

esempio, se un paziente fa una lastra, questo fatto è ripercorribile/ricostruibile (il sanitario si può accorgere il giorno

dopo di qualcosa che non ha notato il giorno prima), invece misurare la TC non è ripercorribile e modificabile a posteriori

 Aggiunte, modifiche postume, alterazioni, cancellazioni possono configurare il reato di falsità in atto pubblico

Se un infermiere trascrive il rilevamento del parametro pressione arteriosa che in realtà non è mai avvenuto, commette reato di:

A. Falso materiale

B. Falso ideologico

C. Falso professionale

D. Falso intellettuale (inesistente)

E. Falso sanitario (inesistente)

 Le prestazioni descritte in una cartella clinica di una struttura privata hanno lo stesso valore di una pubblica, tuttavia è

più scarna perché normalmente l’attività assistenziale in una struttura privata è meno intensa e meno importante. In

questo senso, la ricostruzione dei fatti a partire da una struttura privata è più difficile.

 Responsabili della COMPILAZIONE e CONSERVAZIONE:

1. Durante la degenza: Dirigente di II livello – Direttore di U.O.

2. Dopo la dimissione viene archiviata in Direzione Sanitaria, sotto responsabilità del Direttore Sanitario in diverse

forme (archivio corrente fino a 40 anni e archivio separato dopo).

3. Tante persone possono COMPILARE la cartella. Gli studenti di infermieristica possono compilare come esercizio

ma deve essere supervisionato e firmato dall’infermiere, lo specializzando può essere lasciato in alcuni momenti

autonomo e sarà poi il supervisore a verificarne i contenuti.

4. Il materiale radiografico è da conservare fino a 10 anni (es. amianto, mesotelioma: si manifesta dopo anni,

soprattutto in manifestazioni di questo tipo il materiale radiografico dovrebbe essere conservato per più tempo, il

paziente non è tenuto a conservarsela)

 Richiesta copia della cartella clinica

DURANTE La cartella clinica è del paziente e lui ha il diritto di visionarla, ma durante la degenza questo può essere

LA complicato perché potrebbe essere mal interpretata. Pertanto, il paziente può vedere la sua cartella in

DEGENZA presenza del medico con il quale discute dei referti.

 Un paziente a cui non viene fatta visionare la cartella può segnalare e denunciare.

 E’ possibile una richiesta di una relazione di sintesi o di alcuni referti o esiti di accertamenti effettuati per una

seconda opinione richiesta dal paziente: ovvero, quando il paziente chiede una consulenza terza esterna

riguardo a una decisione clinica presa in ospedale, tale decisione deve essere rispettata e il medico esterno

può avere accesso alla struttura pubblica. (perché è il paziente che sceglie a quali prestazioni sottoporsi: non

ci deve essere un interesse a costringere o meno il paziente a sottoporsi a delle prestazioni; nella struttura

pubblica di vede di meno, nelle strutture private è più comune).

Il personale sanitario ha il compito di assicurarsi che il terzo esterno consultato sia una persona qualificata in

ambito assistenziale

DOPO LA Richiesta da effettuare all’Archivio Clinico della Direzione Sanitaria.

DEGENZA Possono chiedere una copia autentica:

1. Il diretto interessato

2. Un suo delegato

3. Gli aventi diritto in caso di decesso

4. L’Inail in caso di malattie professionali od infortuni del lavoro.

5. L’autorità giudiziaria per essere sottoposto a sequestro

 Di stretta pertinenza e responsabilità infermieristica:

1. Scheda di triage

2. Diario assistenziale

3. Monitoraggio dei presidi medico-chirurgici applicati (cateteri, drenaggi, stomie, sondini) e dei parametri

4. Scheda grafica

5. Invio di campioni

6. Richiesta d’intervento medico

 Requisiti formali e sostanziali della cartella clinica:

VERIDICITA’ Per comprovare fatti corrispondenti alla realtà e L’incompletezza può essere considerata un falso,

dotati di valore giuridico pubblico, la CC deve se i fatti omessi sono di una certa rilevanza in

contenere, in maniera assolutamente relazione ai fatti che si devono comprovare

rispondente al vero, esatta e completa, la

verbalizzazione delle procedure assistenziali

attuate sul malato

CHIAREZZA e Dato che la CC può essere visionata da parte di Le eventuali correzioni devono lasciare

COMPRENSIBILITA’ soggetti diversi dai redattori (avvocati, giudici, inalterato la precedente annotazione. Divieto di

consulenti tecnici), i contenuti devono essere cancellature o sbianchettature

chiari ed univoci, sia in riferimento alla grafia

che alla terminologia utilizzata (nel caso di

utilizzo di abbreviazioni è necessario inserire una

legenda che le espliciti)

RINTRACCIABILITA’ L’autore di un’annotazione deve risultare Utile una legenda che contenga le sigle con i

sempre individuabile, in modo da poter rispettivi nominativi in extenso

accertare le responsabilità individuali 

CONTESTUALITA’ La verbalizzazione delle procedure attuate deve Le annotazione devono essere

essere fatta dall’ autore, un’annotazione deve contemporanee all’evento descritto,

risultare sempre individuabile rispetto al compatibilmente con le esigenze

contesto in cui è avvenuta. dell’attività assistenziale; tutte le successive

modifiche configurano il reato di falso in atti

pubblico.

 Redazione annotazioni durante la degenza e

Rispetto della cronologia degli eventi

CARTELLA CLINICA INTEGRATA

 “Strumento per rendere visibile, osservabile e misurabile il processo di presa in carico del paziente nel percorso diagnostico-

terapeutico-assistenziale, con l’applicazione del contenuto specifico di autonomia e responsabilità cui ogni professionista è

chiamato a rispondere nella tutela della salute del suo assistito”.

 Finalità: contiene l’applicazione dei contenuti mentali che hanno portato il medico, l’infermiere e altri professionisti a

ragionare sui fatti e a programmare un iter diagnostico-terapeutico-assistenziale coerente per un determinato paziente e

la/e sua/e patologia/e (bisogna poter individuare IL PROCESSO MENTALE che ha portato un professionista a prendere una

certa decisione; se ciò non risulta possibile, al momento del contenzioso vi è la possibilità di individuare una colpa)

 Caratteri: la consultazione della cartella clinica integrata deve permettere di:

1. INDIVIDUARE le diverse fasi del processo decisionale e operativo.

2. UNIFORMARE, con i termini e le sequenze utilizzate, i comportamenti dei diversi professionisti che sono intervenuti

3. GARANTIRE, tramite un uso quotidiano e continuo, la continuità assistenziale

4. STANDARDIZZARE alcuni passaggi fondamentali del percorso dell’assistito.

5. COSTRUIRE, tramite la terminologia utilizzata, un linguaggio professionale condiviso.

 Motivazioni dell’uso della cartella clinica integrata

1. PROFESSIONALI: per consapevolezza di una coscienza professionale legata a una visione globale di approccio al paziente,

che si pone come obiettivo di migliorare il coinvolgimento e la cooperazione tra le diverse discipline e figure sanitarie.

2. MEDICO-LEGALI: per documentare obiettivamente il lavoro svolto da tutte le figure professionali coinvolte nel processo

assistenziale, sottostando anche a tutte le regole etico-deontologico-giuridiche che la documentazione sanitaria

richiede.

3. ORGANIZZATIVE: per favorire una continuità terapeutica assistenziale con abolizione di un lavoro routinario e la

creazione di un lavoro d’equipe, con assistenza personalizzata, valutazione delle prestazioni fornite, presenza di

documentazione sistematica, aggiornata, fonte di riflessione e di consulenza.

 La persona è posta al centro:

1. L’introduzione della CC integrata comporta inevitabilmente cambiamenti culturali dei professionisti e delle abitudini

quotidiane del lavoro.

2. Ogni contesto multiprofessionale deve individualmente proporre il proprio modello integrato all’interno della propria

realtà costituita da professionalità diverse, organizzazioni strutturali diverse e strumentazioni in uso diverse.

3. Gli obiettivi da porsi sono:

- ENFATIZZARE la possibilità di una assistenza personalizzata multiprofessionale in funzione degli obiettivi di salute

definiti con il paziente

- RIDEFINIRE gli strumenti informativi e operativi utilizzati dall’equipe multiprofessionale nell’attività quotidiana.

VIOLAZIONE DEL SEGRETO PROFESSIONALE (art. 622 c.p.) (non ci sono domande particolari)

 Segreto: tutto quello che ha natura riservata ed è precluso alla conoscenza altrui, non solo di carattere sanitario e che si

apprende in virtù del proprio stato, ufficio, professione o arte.

1. Rivelazione attiva: trasmissione diretta a terza persona

2. Condotta passiva: discutere di un caso clinico in presenza di estranei, lasciare la documentazione sanitaria incustodita ed

accessibile ad estranei.

 Giusta causa di rivelazione del segreto professionale: 1. Denunce sanitarie obbligatorie, 2. Certificati obbligatori, 3. Referto,

denuncia di reato, 4. Perizia e consulenza tecnica, 5. Ispezione corporale disposta dal Giudice, 6. Arbitrati, viste fiscali, 7.

Consenso dell’avente diritto (art. 50 c.p.), 8. Caso fortuito (art. 45 c.p.), 9. Costrizione mediante violenza (art. 46c.p.) o

errore (art. 48c.p.), 10. Stato di necessità (art. 54 c.p.), 11. Per difendere la propria reputazione da ingiusta accusa (art. 52

c.p.)

RISCHIO CLINICO

 L’errata compilazione della documentazione sanitaria può avere conseguenze sulle scelte assistenziali, creando anche

difficoltà di comunicazione con i sanitari: tutti i sanitari dovrebbero capire che tipo di prestazione è stata fatta, per

individuare l’anamnesi di un paziente. Un errore può avere dei risvolti sulle scelte assistenziali

 Difettoso passaggio di informazioni tra sanitari e strutture favorisce gli eventi avversi.

 Devono essere previsti meccanismi di controllo della qualità nella compilazione delle cartelle cliniche

 Tipologie di rischio:

RISCHIO CLINICO FARMACOLOGICO Errori di prescrizione, di dosaggio o di somministrazione farmacologica per pessima

TERAPEUTICO grafia o abbreviazioni ambigue

RISCHIO CLINICO-TERAPEUTICO Lato chirurgico errato a causa dell’illeggibilità del dato nella cartella clinica.

Mancata verifica dell’avvenuta esecuzione o meno di un accertamento strumentale o

di laboratorio

RISCHIO MEDICO-LEGALE Valutazione peritale con ricostruzione degli accadimenti sulla base di una

documentazione clinica non chiara, lacunosa e addebito di colpa inesistente

CONSENSO AL TRATTAMENTO SANITARIO

IL RAPPORTO CON IL PAZIENTE

 Ogni trattamento sanitario, seppur con lo scopo di curare, implica:

1. Un rischio, più o meno elevato, di ledere l’integrità di un altro individuo

2. Un’aggressione alla sfera dei beni personali del singolo, in particolare della libertà psichica e della integrità fisica.

 Pertanto, l’articolo 32 della costituzione afferma che: “La Repubblica tutela della salute nel rispetto della libertà

dell’individuo” e la legge, sempre con il limite invalicabile del rispetto della persona, può obbligare a trattamenti sanitari per

disposizioni precise (circostanze scriminanti od esimenti) che sono previste dal codice penale:

1. Adempimento di un dovere (art. 51c.p.): la lesione si verifica a seguito dell’adempimento di un dovere – tutela della

salute dell’individuo.

2. Stato di necessità (art. 54c.p.): per salvare sé o gli altri da un pericolo attuale di un danno grave alla persona.

3. Consenso dell’avente diritto (art. 50 c.p.): con limitazione art. 5 c.c. “Atti di disposizione del proprio corpo.”

 Il rapporto con il paziente devi quindi avere come obiettivo la tutela del malato-assistito:

1. Rinnovata cultura sociale

2. Modifica del rapporto medico/sanitario-paziente

3. Principio fondamentale: obbligatorietà del consenso informato

LICEITA’ DEI TRATTAMENTI SANITARI

 Un atto sanitario per essere considerato lecito deve possedere le seguenti caratteristiche:

1. Non deve essere un reato previsto dalla legge stessa

2. Il personale sanitario che lo effettua deve possedere un titolo di studio appropriato (reato: esercizio abusivo di

professione o concorso 348c.p.).

3. La finalità dell’atto deve essere di migliorare le condizioni di salute ovvero diminuire/lenire lo stato di malattia.

4. Deve esserci la presenza di un consenso valido. Il sanitario possiede la facoltà di curare, non il diritto.

 Il CONSENSO AL TRATTAMENTO SANITARIO costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale

l'attività stessa costituisce reato.

1. In generale, la libertà personale è inviolabile (art.13 della Costituzione) e le limitazioni a tale precetto sono solo quelle

previste dalla legge. In ambito sanitario, il consenso informato è espressione la libera volontà del soggetto e il principio

di autonomia nelle decisioni sanitarie (art. 32 della costituzione): esso è il requisito limite necessario a conferire liceità

agli atti sanitari (solo in alcuni trattamenti di base non viene richiesto un consenso (es. igiene))

2. Qualsiasi attività sanitaria, in particolare se comporta una diminuzione dell’integrità psico-fisica o un rischio all’integrità

fisica, non può prescindere dal consenso del paziente, in quanto espressione della libera e consapevole volontà

dell’individuo.

3. L’ acquisizione del consenso è un processo

4. Nella cartella clinica sarà contenuta la documentazione dell’informazione data, del consenso ottenuto e dell’avvenuta

comprensione da parte del paziente.

5. In caso di situazioni a prognosi grave: l’informazione andrà fornita con delicatezza e rispetto della persona.

 Caratteri di un consenso VALIDO o VALIDAMENTE PRESTATO:

INFORMATO Si usa la terminologia CONSENSO INFORMATO in quanto prima che venga firmato, il paziente deve aver

ricevuto una corretta informativa

 L’informazione dettagliata riguarda:

1. La sua situazione patologica,

2. Il trattamento consigliato e lo scopo di tale trattamento

3. I benefici e i rischi a esso connessi: possibilità di successo

4. Le conseguenze derivanti dal mancato intervento: evoluzione della malattia in caso di mancato

trattamento

5. Gli eventuali trattamenti alternativi con i loro relativi rischi e benefici

 Tale informazione è di tipo bi-direzionale e ha lo scopo di promuovere una scelta pienamente

autonoma e consapevole, ma che sia la migliore possibile per il paziente

 Spesso, è necessario adeguare il linguaggio e le spiegazioni alle esigenze ed ai bisogni del malato

PREVENTIVO Deve precedere l’atto sanitario

PERSONALE Deve provenire dalla personale che ha la disponibilità giuridica del bene stesso: nel senso che deve

essere manifestato dalla persona destinataria del trattamento, che è l’unica che può validamente

disporre del bene giuridicamente protetto

 In alternativa, deve provenire da un soggetto clinicamente e giuridicamente capace (casi di esercizio

della potestà dei genitori o della tutela): in ogni caso, il consenso va sempre richiesto

ATTUALE Un’informativa resa e un consenso raccolto troppo tempo prima dell’intervento rischiano di non essere

sufficienti: nel frattempo il quadro clinico potrebbe essere evoluto o le alternative terapeutiche

potrebbero essere variate o ancora il paziente potrebbe aver maturato un diverso convincimento

GIURIDICAMENTE Concerne beni giuridicamente disponibili, ovvero non contrari all’ordine pubblico e al buon costume

PERMESSO 

REVOCABILE Il consenso è in qualsiasi momento revocabile da parte del paziente

ESPLICITO Deve essere esplicito e manifesto, quindi espresso in modo chiaro ed inequivocabile oltre che

enunciato in modo esplicito ed univoco al medico

LIBERO, Deve provenire da un soggetto capace naturalmente e giuridicamente di intendere e volere e che

SPONTANEO e abbia raggiunto la capacità di agire idonea a poter disporre di quel diritto

CONSAPEVOLE

 Ricevuta l’informativa, il paziente può:

1. Accettare di sottoporsi alla prestazione in questione

2. Dissentire:

- E’ un diritto del paziente, qualunque sia il grado di malattia e/o il trattamento proposto

- Deve avere requisiti di fermezza e razionalità

- La maggior parte delle mansioni svolte dal personale sanitario prevede il consenso generico, ma davanti al rifiuto

del paziente si deve comunque soprassedere e annotare il rifiuto-mancata prestazione in cartella

Quindi, è:

1. Un dovere del sanitario: INFORMARE

2. Un diritto del paziente: RIFIUTARE

 Esimenti:

1. Stato di necessità: soggetto incosciente (es. incidente stradale)

2. Trattamenti sanitari obbligatori

 Obbligo del consenso scritto serve solo per:

1. Donazione di rene da vivente per trapianto

2. Donazione di parte di fegato da vivente per trapianto terapeutico

3. Trasfusioni di sangue

4. Sperimentazione clinica

5. Procreazione medicalmente assistita

 L’assenza del consenso è un reato configurabile per :

1. Violenza privata (art. 610c.p.): costringere a un atto con la forza

2. Sequestro di persona (art. 605 c.p.): illecita privazione della libertà individuale

3. Lesione personale volontaria (artt. 582-583 c.p.)

4. Morte o lesione come conseguenza di altro delitto (art. 596 c.p.)

5. Omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.)

6. Omicidio doloso

QUANDO, IN GENERALE, IL MEDICO PUÒ INTERVENIRE ANCHE IN PRESENZA DI DISSENSO DA PARTE DEL PAZIENTE?

A) Quando il paziente è minorenne

B) Quando il paziente è in età senile

C) Quando lo ritenga opportuno

D) Mai

E) Nessuna delle precedenti

(in generale: vuol dire che vale sempre)

COSA RICONOSCE L’ART. 32 DELLA COSTITUZIONE?

A) Il diritto alla salute

B) Il diritto di rifiutare le cure

C) Il diritto di cura agli indigenti

D) Tutte le precedenti

E) Nessuna delle precedenti

I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI (TSO)

 Quindi, l’art. 32 “Tutela della salute nel rispetto della libertà dell’individuo”, TUTTAVIA esistono dei CASI ECCEZIONALI, di

specifica previsione di legge, che, rispetto alla regola generale che vede i trattamenti come atti volontari, trovano

giustificazione nella necessità di:

1. Tutelare la salute pubblica: che prevalica sul diritto personale del singolo

2. Tutelare l’incolumità del paziente stesso (la sua libertà e la sua dignità) e di altri soggetti (familiari.. etc)

 Il TSO è un insieme di procedure sanitarie normate e con specifiche tutele di legge, che possono essere applicate in caso

di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento di soggetto

 Può prevedere che le cure siano prestate in regime ospedaliero sole se esistono condizioni psichiche tali da richiedere

un trattamento terapeutico urgente e se non vi siano condizioni per adottare tempestive misure idonee

extraospedaliere

 Disposizione di un TSO:

1. Proposta motivata del medico curante o specialisti curante

2. Convalidazione della proposta da un medico della A.s.l

3. Attuazione attraverso un’ordinanza urgente del Sindaco (massima autorità sanitaria) dove risiede la persona nei cui

confronti si vuole disporre il trattamento o del comune dove la persona momentaneamente si trova

4. Entro 48 ore dal ricovero, il Sindaco deve trasmettere il provvedimento al giudice tutelare.

5. Entro 48 ore dalla ricezione del provvedimento, il giudice tutelare lo può convalidare o non-convalidare

- TSO non convalidato: il sindaco deve disporne l’immediata cessazione. Entro trenta giorni (dalla scadenza del

termine di 48 ore per la convalida) il sindaco può proporre ricorso contro la mancata convalida del provvedimento

che dispone il T.S.O.

- TSO convalidato: la durata ordinaria di un TSO è di una settimana. Se durante questa settimana il malato impone

resistenza al ricovero, anche con violenza e minacce, viene richiesto l’intervento della Polizia Municipale (Il soggetto

sottoposto a TSO ha il diritto di ricevere le visite dei familiari)

Al termine della settimana, la persona può restare in ricovero volontariamente, può firmare per tornare al

domicilio o se ritenuta necessario può essere ripetuto il TSO.

 I casi coattivi, ovvero che prevedono il TSO, sono ridotti al minimo, in modo da rendere tale provvedimento il più

possibile sporadico

1. Accertamenti disposti dall’Autorità Giudiziaria

2. Malattie infettive e diffusive:

- Vaccinazioni obbligatorie (Veneto le ha sospese sperimentalmente dal 2007)

- Obbligo di visite periodiche per determinati lavoratori ( medicina del lavoro)

- Obbligo di notifica al Servizio di Igiene e Prevenzione ASL

- Misure di isolamento domiciliare o ricovero H

3. Malattie veneree in fase contagiosa (L. 837/1956, art. 6): obbligo al paziente che rifiuti le cure di sottoporsi a

trattamento radicale per evitare il contagio, incluso il ricovero H, fino alla scomparsa delle manifestazioni

contagiose

4. Malattie psichiatriche (L. 180/1978 e L.833/1978)

- TSO: tali provvedimenti devono essere attuai da strutture autorizzate e devono essere accompagnati da iniziative

volte ad acquisire il consenso e la partecipazione del paziente. Gli obiettivi sono di ridurre il ricorso al TSO ed

effettuare iniziative di prevenzione ed educazione sanitaria

- ASO (Accertamento sanitario obbligatorio): visita medica del medico curante o dello specialista al domicilio o presso

una struttura per accertare l’eventuale sussistenza di un disturbo psicopatologico rilevante e se questo necessiti di

un TSO o se possa essere gestito ambulatorialmente o al domicilio con controlli e terapie.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Elementi di Medicina Legale generale
Definizione della disciplina Medicina Legale e campi di applicazione
La Medicina giuridica e la Medicina forense
Metodologia della medicina legale – La diagnosi medico-legale
Il rapporto con il paziente
Liceità del trattamento sanitario
Informazione al paziente e Consenso al trattamento sanitario
Trattamenti sanitari obbligatori
Segreto professionale
Il Rapporto di Causalità
La causa, le concause, l’occasione, la condizione e lo stato anteriore
Teorie della causalità
Il nesso di causalità materiale e i criteri di riferimento eziologico
La causalità nei vari rami del diritto
La Documentazione Assistenziale Sanitaria
Certificato medico
Cartella clinica e Cartella infermieristica
Obblighi di informativa nei confronti dell’Autorità Giudiziaria
Referto
Denuncia di reato
Delitti contro la vita
L’omicidio volontario
L’omicidio preterintenzionale, colposo e del consenziente
Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto
Istigazione o aiuto al suicidio
L'infanticidio
Delitti contro l’incolumità individuale
Percosse
Lesioni personali
Lesione personale conseguente ad altro delitto
Le mutilazioni genitali femminili
La violenza domestica e lo stalking
Delitti sessuali
La legge 15/2/96, n. 66
Gli “atti sessuali” e le circostanze aggravanti
La violenza sessuale di gruppo
Accertamenti medico-legali in tema di violenza sessuale
Leggi speciali
Prelievi e trapianti di organi e tessuti.
Interruzione volontaria della gravidanza - obiezione di coscienza
La responsabilità professionale in ambito sanitario
Responsabilità penale: generalità, elemento psicologico del reato (colpa, dolo,
preterintenzione).
Responsabilità civile: generalità, extracontrattuale, contrattuale.
Il concetto di colpa - Azione vs Omissione - Criteri di accertamento della colpa
L’accertamento tecnico di natura medico-legale
Il danno alla persona da responsabilità civile
Evoluzione storica del concetto di danno alla persona e di risarcimento
Il danno biologico - Invalidità temporanea e permanente
Il danno morale
LA TUTELA DELLA VECCHIAIA E DELLA DISABILITÀ
Le Assicurazioni sociali
L’assicurazione di previdenza sociale
Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
Assicurazione contro le malattie professionali
Il danno biologico in ambito INAIL (D.Lgs. 38/2000)
Altre forme di tutela – Welfare
L’invalidità civile
L’indennità di accompagnamento
La legge sull’Handicap ()
La tutela degli invalidi per causa di servizio
La causalità di servizio
La pensione privilegiata ordinaria
Pensione d’inabilità nel pubblico impiego (L. 8.8.95, n. 335)
Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo
irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione
di emoderivati
Elementi di traumatologia
Elementi di tanatologia


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Serena1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di organizzazione professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Schillaci Daniela Roberta.

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