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Patologie della mammella

Alterazioni mammarie benigne

Molte delle patologie mammarie sono assolutamente benigne, altre presentano un maggiore rischio di sviluppare un carcinoma mammario, altre ancora, pur essendo del tutto benigne, pongono problemi di diagnosi differenziale con il carcinoma.

Mastodinia

Si tratta di un dolore riferito alla mammella che si presenta assai frequentemente nelle donne in età premenopausale. Si possono distinguere tre forme principali:

  • Mastodinia ciclica: è la forma più comune, caratterizzata dalla periodicità del dolore che è strettamente legato al ciclo mestruale, accentuandosi dopo l'ovulazione e scomparendo o riducendosi notevolmente dopo le mestruazioni. Può essere uni o bilaterale.
  • Mastodinia non ciclica: non ha alcun rapporto con il ciclo mestruale; è meno frequente rispetto alla forma ciclica. In genere è idiopatica, cioè senza causa apparente, ma alle volte può dipendere dalla presenza di lesioni benigne come delle cisti.
  • Sindrome di Tiezte: non si tratta di una patologia della mammella, ma bensì di una forma infiammatoria delle giunzioni condro-costali. Il dolore è localizzato nei quadranti interni della mammella, per lo più gravativo, continuo, esacerbandosi alla pressione.

Terapia  Il dolore mammario può solo in rari casi essere dovuto a un carcinoma. In presenza di questo sintomo, quindi, è opportuno associare all'esame clinico anche una mammografia (se la donna ha più di 30 anni). Quando la sintomatologia persiste, è necessario valutare la possibilità di un trattamento farmacologico (progesterone, antinfiammatori…).

Mastopatia fibrocistica

Affezione del seno di natura benigna, che interessa numerose donne in età fertile. È caratterizzata dalla presenza di aree fibrose nel tessuto mammario e dalla comparsa di noduli e cisti di varia dimensione, apprezzabili anche alla palpazione della mammella. I sintomi comprendono, inoltre, senso di tensione al seno e dolore mammario, tipicamente accentuati nel periodo premestruale. Clinicamente, le pazienti con malattia fibrocistica presentano un tessuto mammario denso e compatto con noduli palpabili e frequentemente grosse cisti. Nella maggior parte dei casi, non è necessario alcun trattamento; le manifestazioni tendono a ridursi, infatti, dopo la menopausa. Pur essendo una condizione benigna che non evolve, di norma, verso la malignità, la mastopatia fibrocistica rende comunque opportuno un monitoraggio clinico, eventualmente associato a indagini complementari (esami radiologici, ecografia, mammografia e biopsia).

Processi infiammatori

I processi infiammatori della mammella prendono il nome di mastiti e si distinguono in:

  • Mastiti acute
  • Mastiti croniche

Mastiti acute

Sono in stretta relazione con l'attività funzionale della ghiandola per cui si verificano, nella quasi totalità dei casi, in tre periodi di vita: alla nascita (mastite dei neonati), alla pubertà (mastite puberale) e durante l'allattamento (mastite puerperale).

  • Mastite dei neonati: è dovuta all'immissione in circolo di ormoni di origine materna. Il capezzolo si presenta duro, turgido e la cute circostante è arrossata. Regredisce di solito in breve tempo, spontaneamente. In alcuni casi può evolvere verso la suppurazione e formare un ascesso.
  • Mastite puberale: può comparire anche nel sesso maschile e si presenta come una tumefazione dolorosa della ghiandola con secrezione sierosa dal capezzolo. Raramente va incontro a suppurazione.
  • Mastite puerperale (o mastite acuta suppurativa): è la forma più frequente. Compare solitamente durante l'allattamento, specie nelle primipare (50% dei casi) e in genere nel primo mese dopo il parto. Nella maggior parte dei casi è sostenuta dallo stafilococco aureo. La via di penetrazione e di propagazione dei germi è rappresentata dai dotti galattofori (infezione ascendente) con successiva rapida moltiplicazione nel latte, ottimo terreno di cultura, ed è favorita dalla presenza di ragadi del capezzolo.

Si possono avere tutti gli stadi della flogosi, dall'infiammazione dei dotti galattofori (galattoforite) fino alla raccolta ascessuale. La formazione di ascessi era più frequente in era preantibiotica. Gli ascessi possono essere unici o multipli. Gli ascessi si fanno strada solitamente verso il sottocutaneo, ma in caso di localizzazione profonda possono aprirsi nello spazio retromammario. Inizialmente la mammella diviene dolente alla pressione e alla suzione con febbre intermittente, spesso preceduta da brivido. Successivamente compare una tumefazione circoscritta con cute arrossata e calda che, affiorando sotto la pelle, assume carattere fluttuante. Nelle localizzazioni profonde è più difficile una delimitazione palpatoria. Nel latte compare precocemente un essudato purulento.

Le mastiti acute evolvono spontaneamente verso la raccolta ascessuale, ma con terapia antibiotica mirata precocemente possono regredire. Si possono così evitare la formazione di ascessi e le ampie incisioni di drenaggio. Se si sviluppa egualmente un ascesso si può tentare, nelle fasi iniziali, di aspirarne il contenuto, iniettando successivamente soluzioni antibiotiche. È ovviamente necessario interrompere, almeno provvisoriamente, l'allattamento, continuando ad aspirare il latte con il tiralatte fino a che il trattamento antibiotico per via generale non abbia fatto regredire il processo infiammatorio. Un ascesso stabilizzato va inciso e drenato.

Mastiti croniche

Mastiti croniche  Si distinguono in: mastiti croniche aspecifiche e specifiche.

Mastiti croniche aspecifiche

Rappresentano l'evoluzione di una forma acuta o l'esito di un'infezione attenuata fin dall'inizio, Distinguiamo:

  • Mastite cronica ascessuale: È caratterizzata da una tumefazione a lento sviluppo, poco o affatto dolente, molto spesso accompagnata da linfoadenopatia ascellare omolaterale. La febbre è assente o ha un andamento capriccioso. Può aversi scolo di pus dal capezzolo, specie con la spremitura.

Mastiti croniche specifiche

Le mastiti croniche specifiche sono rappresentate dalla mastite tubercolare e da quella luetica. Entrambe sono divenute molto rare.

Secrezioni dal capezzolo

Sono abbastanza frequenti tra i 30 e i 50 anni. Possono essere mono o bilaterali; mono o pluriorifiziali. Importante la valutazione del secreto:

  • Verdastro  spesso espressione di una patologia non tumorale del seno.
  • Lattescente  può persistere per molti anni dopo il parto. Talvolta è dovuto a ipersecrezione di prolattina (da farmaci o da un adenoma ipofisario).
  • Sieroso-limpido  generalmente può essere sintomo di fenomeni proliferativi di tipo benigno, di un papilloma o talvolta di carcinoma.
  • Puruloide  generalmente dovuto a mastiti.
  • Siero-ematico  generalmente può presentarsi in corso di patologia benigna oppure può essere la manifestazione clinica di un carcinoma.

Lesioni traumatiche

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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

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