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Patologie dell'intestino

Sindrome dell'intestino corto

È una condizione morbosa caratterizzata da una resezione estesa (maggiore del 70%) dell'intestino tenue e la conseguente incapacità, da parte della persona affetta, di assorbire i nutrienti ingeriti col cibo. Ciò può comportare una grave compromissione dell'omeostasi dell'organismo, difficilmente compatibile con la sopravvivenza con il solo introito orale degli alimenti.

Le cause più frequenti per cui si pratica una resezione massiva del piccolo intestino sono:

  • Cause vascolari: infarto intestinale, volvolo, ernie strozzate
  • Malattie infiammatorie (morbo di Crohn diffuso, enterocolite necrotizzante)
  • Anomalie congenite

La gravità della sindrome è condizionata anche dalla conservazione di una parte dell'ileo terminale assieme, se possibile, al mantenimento della valvola ileo-ciecale (essa permette un certo rallentamento del transito intestinale). Il quadro clinico è caratterizzato all'inizio da una perdita massiva di liquidi e di elettroliti, con diarrea imponente.

L'equilibrio può essere mantenuto solo per mezzo di una alimentazione parenterale totale con integrazione completa delle perdite. Tale periodo (se un tratto intestinale abbastanza lungo è stato conservato) dura in genere alcuni mesi, dopodiché la perdita di liquidi diminuisce, ma permane steatorrea (mancato assorbimento dei grassi), deficienza vitaminica (principalmente di vitamine liposolubili come la Vitamina D, A, E), ipoproteinemia severa con ipocalcemia.

Vi è inoltre una alterazione dell'assorbimento della vitamina B12 che è assorbita solo nell'ileo terminale con conseguente anemia. Nei casi più gravi va valutata la possibilità di un trapianto di intestino.

NB: Una sindrome da intestino corto può essere creata intenzionalmente dal chirurgo per risolvere i problemi dell'obesità severa.

Esami strumentali del tenue

  • Endoscopia: L'intestino tenue è difficilmente raggiungibile per via endoscopica. Solo occasionalmente è possibile superare la valvola ileo-ciecale, ed esplorare gli ultimi 10-15 cm di ileo.
  • Esami radiografici: rappresentano ancor oggi l'unico metodo valido per lo studio della patologia del tenue. L'esame diretto, senza mezzo di contrasto, fornisce approssimative informazioni sulla distribuzione dei gas o sui segni indiretti di un eventuale ostacolo (livelli idroaerei). L'esame con mezzo di contrasto somministrato per bocca, dà ragguagli spesso grossolani e poco attendibili, per cui l'indagine più valida è quella del clisma del tenue. Clisma del Tenue: La tecnica consiste nell'introduzione del mezzo di contrasto con flusso continuo, attraverso un sondino gastro-duodenale, fatto progredire oltre il piloro. Con il metodo del doppio contrasto è possibile uno studio particolareggiato della mucosa.
  • L'arteriografia selettiva dell'arteria mesenterica superiore è un esame invasivo, poco usato, per visualizzare lesioni vascolarizzate del tenue o, in urgenza, per evidenziare lesioni sanguinanti nel tubo gastroenterico e provvedere, se possibile, all'embolizzazione del vaso sanguinante.
  • Entero-TAC: introduzione di m.d.c. nel tenue tramite sondino naso-duodenale; si riesce così ad ottenere dettagli maggiori sul tenue di quanto ottenuto dalla sola TAC addominale.
  • Enteroscopia con videocapsula: È una tecnica di recente introduzione che consente di ottenere immagini digitali della superficie interna dell'intestino.

Diverticolo di Meckel

Malformazione congenita del tratto gastro-intestinale relativamente frequente presente nell'1-2% delle persone con rapporto M:F di 2:1. È dovuto alla parziale permanenza del dotto onfalo-mesenterico presente nella vita intrauterina. Il diverticolo di Meckel, lungo 10-12 cm, ha sede sul versante antimesenterico negli ultimi 50-120 cm di intestino tenue. Si tratta di un vero e proprio diverticolo, costituito da tutte le tuniche parietali dell'intestino.

In circa il 50-55% dei casi si ha la presenza (nel diverticolo) di una o più isole di tessuto eterotopico (mucosa dello stomaco, tessuto pancreatico, mucosa duodenale, digiunale, ecc.). In circa 1/3 dei casi il diverticolo diviene sintomatico. Di solito questo avviene nei primi 10 anni di vita e quasi sempre prima dei 30 anni.

La patologia dovuta alla presenza di un diverticolo di Meckel è, in ordine di frequenza:

  • Emorragia: da ulcerazione. Il sanguinamento può essere massivo, con importante anemizzazione.
  • Occlusione intestinale: da volvolo attorno al cordone fibroso, da invaginazione del diverticolo.
  • Diverticolite acuta e relative complicanze: ileo paralitico, perforazione, ascesso, peritonite diffusa, fistola.

Il diverticolo di Meckel può essere raramente sede di tumori benigni (adenomi, lipomi) o maligni (adenocarcinomi, carcinoidi). L'esame più affidabile per la sua diagnostica...

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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

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