Aspetti fondamentali di assistenza postoperatoria
La fase postoperatoria inizia quando il paziente è trasferito dalla sala operatoria alla sala di risveglio. Nella sala di cure post-anestesiologiche lavorano infermieri specializzati, anestesisti e chirurghi. Questi spazi sono dotati di monitor per i parametri vitali, di respiratori meccanici, di tutti i presidi per fornire un supporto ventilatorio adeguato al paziente (erogatori di ossigeno, aspiratori, laringoscopi, tubi endotracheali, etc.), di farmaci e presidi per far fronte a eventuali emergenze e complicanze.
Il paziente permarrà in sala di risveglio post-anestesia fino al momento in cui i suoi parametri vitali non si saranno stabilizzati, non si presenteranno segni di emorragie ed avrà raggiunto un buon livello di coscienza. Quando il paziente si sarà ripreso in modo ottimale verrà trasferito al reparto chirurgico di degenza. Prima di decidere di trasferire il paziente dalla sala di risveglio all'unità di degenza è necessario controllare questi parametri (in alcuni ospedali viene utilizzato un sistema di attribuzione di un punteggio al paziente, sulla base del quale si decide l’eventuale trasferimento).
Gli infermieri dell'unità di degenza chirurgica, prima del trasferimento del paziente dalla sala risveglio, predisporranno l'attrezzatura e i materiali necessari per accogliere il paziente in base all'intervento effettuato. Saranno quindi preparati steli per le flebo, vasi per i drenaggi, aspiratori per il contenuto gastrico, e tutto il materiale necessario per poter accogliere il paziente.
Diversamente, qualora le condizioni del paziente siano critiche per l'intervento subito, o per altre patologie concomitanti, si renderà necessario il trasferimento in terapia intensiva postoperatoria, dove permarrà fino alla stabilizzazione delle sue condizioni (in genere, 12-48 ore). In questo contesto gli infermieri erogano un'assistenza intensiva, in collaborazione con i medici rianimatori.
Accertamento infermieristico nella fase postoperatoria
Come nella fase preoperatoria, anche dopo l'esecuzione dell'intervento chirurgico, un approfondito accertamento infermieristico permette di pianificare un'assistenza personalizzata e individuare tempestivamente l’insorgere di eventuali complicanze. Al trasferimento in unità di degenza, il paziente dovrebbe essersi stabilizzato e ripreso dall'anestesia. Va ricordato che le condizioni del paziente possono cambiare molto in fretta, per cui è necessario eseguire un veloce accertamento, immediatamente dopo che il paziente è stato trasferito nel letto di degenza. Tale valutazione va eventualmente integrata successivamente, a paziente completamente sveglio.
I principali aspetti che devono essere immediatamente verificati sono:
- La presenza e l'intensità del dolore
- La funzione cardiaca e la perfusione tessutale
- La funzione respiratoria
- La funzione renale
- Lo stato neurologico, in particolare il livello di coscienza
Successivamente, sarà utile valutare la capacità di cura di sé e le competenze relative alla gestione del regime terapeutico (chiaramente, in caso di chirurgia ambulatoriale i tempi di contatto con il paziente, e quindi anche quelli specifici per l'accertamento, saranno ridotti rispetto a quando il paziente è sottoposto a chirurgia maggiore).
L'infermiere che accoglie il paziente dovrebbe raccogliere il maggior numero di informazioni, attraverso un rapporto verbale, integrato dalla consultazione della documentazione scritta dall'infermiere di sala operatoria che ha curato il trasferimento. Aspetti fondamentali da indagare sono:
- La diagnosi clinica per cui il paziente ha subito l'intervento, ed il tipo di chirurgia effettuato
- Età, sesso, parametri vitali iniziali e condizioni generali
- Tipo di anestesia ed agenti anestetici somministrati
- Decorso intraoperatorio e presenza di eventuali complicanze insorte
- Riscontri intraoperatori (per esempio, masse, linfonodi ingrossati, etc.)
- Bilancio idro-elettrolitico intraoperatorio (comprendente la quantità ed il tipo di liquidi somministrati, le eventuali trasfusioni, la quantità e il tipo di perdite)
- Presenza e sede di drenaggi e cateteri posizionati in fase intraoperatoria (verificare se sono pervi e funzionanti)
Interventi infermieristici nell'immediato postoperatorio
Nell'immediato periodo postoperatorio, gli accertamenti devono essere effettuati frequentemente: circa ogni 15 minuti per la prima ora, poi ogni 1 o 2 ore fino a che sono stabili. In questo modo verrà individuata precocemente l'insorgenza di eventuali complicanze. Vanno valutati:
Le priorità nell'assistenza infermieristica postoperatoria sono:
- Monitorare le condizioni del paziente
- Promuovere la ventilazione, la circolazione, la guarigione della ferita ed il comfort
- Promuovere la partecipazione del paziente alle cure postoperatorie
Nelle prime ore dopo l'intervento chirurgico, in particolare l'infermiere si concentra su alcuni aspetti specifici. La funzione respiratoria deve essere accertata precocemente nel periodo postoperatorio, al fine di rilevare segni di ipossia o eventuale ostruzione delle vie aeree. La frequenza respiratoria, la profondità ed il tipo di respiro dovrebbero essere accertate e confrontate con i dati di base. Si deve predisporre un sistema di monitoraggio della saturazione dell'ossigeno.
Su indicazione si eseguono inoltre prelievi arteriosi per emogasanalisi al fine di valutare l'efficacia degli scambi gassosi del paziente. In alcuni casi il paziente può ancora avere il tubo endotracheale in sede, ed essere ventilato meccanicamente per eliminare i farmaci anestetici somministrati. In questa situazione l'infermiere collaborerà allo svezzamento dal ventilatore e all'estubazione. Diversamente, il paziente può giungere alla sala risveglio in respiro spontaneo, ma con una parziale compromissione della funzione neurologica. La mancanza dei riflessi che proteggono le vie aeree superiori richiede generalmente il posizionamento di una cannula orofaringea di materiale plastico (cannula di Guedel), la quale va mantenuta in sede.
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