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Medicina e chirurgia: 13 Paziente post operatorio

Appunto estratto dal programma di preparazione all'esame di Medicina, chirurgia e farmacologia del secondo anno del corso di laurea di infermieristica di Genova.
Il seguente riassunto tratta come da titolo di uno solo degli argomenti (o meglio macro argomenti) richiesti dal programma in chiave medica e chirurgica.
La scelta di introdurre il singolo estratto è data dalla possibilità... Vedi di più

Esame di Medicina docente Prof. G. Corsini

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ASPETTI FONDAMENTALI DI ASSISTENZA POSTOPERATORIA

La fase postoperatoria inizia quando il paziente è trasferito dalla sala operatoria alla sala di risveglio. Nella

sala di cure post-anestesiologiche lavorano infermieri specializzati, anestesisti e chirurghi.

Questi spazi sono dotati di monitor per il dei parametri vitali, di respiratori meccanici, di tutti i presidi per

fornire un supporto ventilatorio adeguato al paziente (erogatori di ossigeno, aspiratori, laringoscopi, tubi

endotracheali, etc.), di farmaci e presidi per far fronte ad eventuali emergenze e complicanze.

Il paziente permarrà in sala di risveglio post-anestesia fino al momento in cui i suoi parametri vitali non si

saranno stabilizzati, non si presenteranno segni di emorragie ed avrà raggiunto un buon livello di coscienza.

Quando il paziente si sarà ripreso in modo ottimale verrà trasferito al reparto chirurgico di degenza.

Prima di decidere di trasferire il paziente dalla sala di risveglio all'unità di degenza è necessario controllare

questi parametri (In alcuni ospedali viene utilizzato un sistema di attribuzione di un punteggio al paziente,

sulla base del quale si decide l eventuale trasferimento).

Gli infermieri dell'unità di degenza chirurgica prima del trasferimento del paziente dalla sala risveglio

predisporranno l'attrezzatura e i materiali necessari per accogliere il paziente in base all'intervento effettuato.

Saranno quindi preparati steli per le flebo, vasi per i drenaggi, aspiratori per il contenuto

gastrico, e tutto il materiale necessario per poter accogliere il paziente.

Diversamente, qualora le condizioni del paziente siano critiche per l'intervento subito, o per altre patologie

concomitanti, si renderà necessario il trasferimento in terapia intensiva postoperatoria, deve permarrà fino

alla stabilizzazione delle sue condizioni (in genere, 12-48 ore). In questo contesto gli infermieri erogano

un'assistenza intensiva, in collaborazione con i medici rianimatori.

ACCERTAMENTO INFERMIERISTICO NELLA FASE POSTOPERATORIA

Come nella fase preoperatoria, anche dopo l'esecuzione dell'intervento chirurgico, un approfondito

accertamento infermieristico permette di pianificare un'assistenza personalizzata e individuare

tempestivamente l’insorgere di eventuali complicanze. Al trasferimento in unità di degenza il paziente

dovrebbe essersi stabilizzato e ripreso dall'anestesia. Va ricordato che le condizioni del paziente possono

cambiare molto in fretta, per cui è necessario eseguire un veloce accertamento, immediatamente dopo che il

paziente è stato trasferito nel letto di degenza. Tale valutazione va eventualmente integrata successivamente, a

paziente completamente sveglio.

I principali aspetti che devono essere immediatamente verificati sono:

- la presenza e l'intensità del dolore,

- la funzione cardiaca e la perfusione tessutale,

- la funzione respiratoria

- la funzione renale,

- lo stato neurologico, in particolare il livello di coscienza,

Successivamente, sarà utile valutare la capacità di cura di sé e le competenze relative alla gestione del regime

terapeutico (chiaramente, in caso di chirurgia ambulatoriale i tempi di contatto con il paziente, e quindi anche

quelli specifici per l'accertamento, saranno ridotti rispetto a quando il paziente è sottoposto a chirurgia

maggiore).

L'infermiere che accoglie il paziente dovrebbe raccogliere il maggior numero di informa zioni, attraverso un

rapporto verbale, integrato dalla consultazione della documentazione scritta dall'infermiere di sala operatoria

che ha curato il trasferimento, Aspetti fondamentali da indagare sono:

- la diagnosi clinica per cui il paziente ha subito l'intervento, ed il tipo di chirurgia effettuato;

- età, sesso, parametri vitali iniziali e condizioni generali;

- tipo di anestesia ed agenti anestetici somministrati;

- decorso intraoperatorio e presenza di eventuali complicanze insorte;

- riscontri intraoperatori (per esempio, masse, linfonodi ingrossati, etc.);

- bilancio idro-elettrolitico intraoperatorio (comprendente la quantità ed il tipo di liquidi somministrati, le

eventuali trasfusioni, la quantità e il tipo di perdite);

- presenza e sede di drenaggi c cateteri posizionati in fase intraoperatoria (verificare se sono pervi e

funzionanti).

INTERVENTI INFERMIERISTICI NELL'IMMEDIATO POSTOPERATORIO

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Nell'immediato periodo postoperatorio, gli accertamenti devono essere effettuati frequentemente:

- circa ogni 15 minuti per la prima ora,

- poi ogni 1 o 2 ore fino a che sono stabili.

In questo modo verrà individuata precocemente l'insorgenza di eventuali complicanze. Vanno valutati:

Le priorità nell'assistenza infermieristica postoperatoria sono:

1. monitorare le condizioni del paziente;

2. promuovere la ventilazione, la circolazione, la guarigione della ferita ed il comfort;

3. promuovere la partecipazione del paziente alle cure postoperatorie.

Nelle prime ore dopo l'intervento chirurgico, in particolare l'infermiere si concentra su alcuni aspetti specifici.

La funzione respiratoria deve essere accertata precocemente nel periodo postoperatorio, al fine di rilevare

segni di ipossia o eventuale ostruzione delle vie aeree. La frequenza respiratoria la profondità ed il tipo di

respiro dovrebbero essere accertate e confrontate con i dati di base. Si deve predisporre un sistema di

monitoraggio dalla saturazione dell'ossigeno.

- Su indicazione si eseguono inoltre prelievi arteriosi per emogasanalisi al fine di valutare l'efficacia degli

scambi gassosi del paziente.

- In alcuni casi il paziente può ancora avere il tubo endotracheale in sede, ed essere ventilato

meccanicamente per eliminare i farmaci anestetici somministrati. In questa situazione l'infermiere

collaborerà allo svezzamento dal ventilatore e all'estubazione. Diversamente, il paziente può giungere alla

sala risveglio in respiro spontaneo, ma con una parziale compromissione della funzione neurologica. La

mancanza dei riflessi che proteggono le vie aeree superiori, richiede generalmente il posizionamento di una

cannula orofaringea di materiale plastico (cannula di Guedel), la quale va mantenuta in sede fino alla

ricomparsa del riflesso orofaringeo. Spesso è somministrato ossigeno umidificato (4-6 litri/minuto)

attraverso una cannula o un catetere nasale. Nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronico ostruttiva di

solito non si superano i 2 litri per minuto, per evitare la narcosi da ossigeno.

- Nell'immediato postoperatorio il paziente può presentare una notevole quantità di muco nelle vie aeree che

può provocare delle difficoltà respiratorie. Per favorire l'uscita del liquido dal cavo orale è possibile

posizionare il paziente sul fianco (posizione laterale di sicurezza).

- Il paziente va posizionato sul fianco anche nel caso in cui presenti episodi emetici. Questa manovra deve

essere effettuata quando il paziente non ha ancora il completo controllo delle vie aeree superiori ma è in

respiro spontaneo, per evitare che inali una parte del liquido rigurgitato e conseguentemente sviluppare una

polmonite (polmonite ab-ingestis).

- La quantità e la qualità del vomito devono essere costantemente registrate nella cartella clinica. Muco o

vomito vanno aspirati tramite sondini ed aspiratore meccanico. I sondini possono 'essere inseriti tramite

orofaringe, oppure attraverso il rinofaringe.

La sede della ferita chirurgica  va ispezionata frequentemente per notare eventuali perdite ematiche, Se

sulla medicazione si rileva la presenza secrezioni (siero, sangue, materiale enterico ...), l'area può essere

evidenziata tramite una matita demografica, segnando anche l'ora di rilevazione (in questo modo si potrà

individuare un eventuale peggioramento della situazione).

- controllo dell'equilibrio idro-elettrolitico ed acido-base, attraverso il calcolo delle entrate-uscite e di

prelievi per ioni, osmolarità plasmatica ed emogasanalisi.

Il paziente nel primo periodo postoperatorio deve rimanere in posizione

POSIZIONE DEL PAZIENTE 

orizzontale, questa posizione dovrà essere mantenuta fino a quando non riacquisterà completamente lo stato di

coscienza. Se l'intervento chirurgico lo permette, la posizione laterale garantisce una maggiore sicurezza

minimizzando il rischio di rigurgito, e riducendo la tensione sulla ferita e sugli organi addominali Questa

posizione si ottiene girando il paziente su un fianco, con un cuscino dietro la schiena . le ginocchia verranno

flesse e posto un cuscino tra le gambe. Se questa posizione è controindicata, può essere girato di lato soltanto

il capo. Successivamente il paziente potrà essere posto gradualmente posizione semiseduta o seduta, per

migliorare la funzione respiratoria.

In caso di episodi ipotensivi può essere 'indicata la posizione di Trendelemburg.

Risulta comunque fondamentale considerare quale intervento chirurgico il paziente ha subito. Infatti, in alcune

situazioni possono rendersi necessarie posizioni particolari per evitare complicanze e/o salvaguardare

particolari suture chirurgiche.

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Appunto estratto dal programma di preparazione all'esame di Medicina, chirurgia e farmacologia del secondo anno del corso di laurea di infermieristica di Genova.
Il seguente riassunto tratta come da titolo di uno solo degli argomenti (o meglio macro argomenti) richiesti dal programma in chiave medica e chirurgica.
La scelta di introdurre il singolo estratto è data dalla possibilità per chi non fosse interessato a tutto il tomo di risparmiare acquistandolo solo in parte potendo essere utilizzato in tutti i corsi che richiedono un programma simile.

Elenco di tutti gli altri capitoli:
1 Addome acuto
2 Parete addominale ed ernie
3 patologie dell’esofago e dello stomaco
4 Patologie dell’intestino
5 Patologie epatopancreatiche
6 Patologie della mammella
7 Ustioni
8 Patologie delle ghiandole endocrine
9 Nutrizione
10 Approccio al pz traumatizzato
11 Lesioni dei tessuti moll
12 Complicanze post operatorie
13 post operatorio
14 Perioperatoio
15 Infezioni ed infezioni di interesse chirurgico


DETTAGLI
Esame: Medicina
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (CHIAVARI, GENOVA, IMPERIA, LA SPEZIA, PIETRA LIGURE, SAVONA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrepigreco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Corsini Giovanni.

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