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Lesioni dei tessuti molli

Un agente traumatico può agire con meccanismi diversi (in alcuni casi anche con più meccanismi contemporaneamente): per taglio, per schiacciamento, per sfregamento, per strappamento, per torsione, per scoppio. Una lesione traumatica può interessare:

  • Cute;
  • Cute, tessuti sottocutanei, tessuti profondi (tessuto muscolare, scheletrico, degli arti, vasi e nervi situati in profondità...);
  • Cute, tessuti sottocutanei e profondi, cavità cranica, toracica, addominale (trauma aperto);
  • Organi interni (cervello, polmoni, cuore, fegato, milza, etc.) senza lesioni di continuo dei tessuti superficiali (trauma chiuso).

Contusioni

Consiste in una lesione dei tessuti in assenza di soluzione di continuità dei piani superficiali. La contusione può essere provocata dall'azione traumatica:

  • Di un corpo duro proiettato contro l’organismo (sasso, bastone, pugno...);
  • Dall'urto del corpo umano contro un corpo solido (caduta sul pavimento, urto contro un mobile...);
  • Dallo schiacciamento di parti del corpo tra due oggetti solidi (tra una macchina investitrice ed un muro, tra una porta ed il suo stipite, ...).

Sintomi

Il sintomo cardine è il dolore nella sede della contusione; i segni obiettivi sono la tumefazione, il rossore cutaneo e, nelle contusioni più gravi, le ecchimosi e gli ematomi.

L'ecchimosi appare come una piccola area emorragica, rotonda o irregolare, dovuta al sangue che, uscito dai capillari lesi, imbibisce i tessuti. Può comparire subito dopo il trauma, oppure dopo alcuni giorni, in rapporto alla profondità della lesione.

L'ematoma è una raccolta, nello spessore dei tessuti, di sangue stravasato dai vasi lesi. Gli ematomi sono legati al traumatismo di vasi di maggiori dimensioni. Le possibili evoluzioni di un ematoma sono le seguenti:

  • Riassorbimento con completa “restitutio 'ad integrum”;
  • Formazione di tessuto di granulazione e successiva cicatrizzazione;
  • Colonizzazione da parte di germi patogeni con conseguente infezione;
  • Incistamento, ovvero formazione, intorno alla raccolta, di una membrana connettivale che la racchiude completamente.

Complicanze

Sono rappresentate dalla lesione di tronchi nervosi e dall'edema duro. Quest'ultimo è il risultato della trasformazione fibro-sclerotica dei tessuti sottocutanei causata da un versamento linfatico non riassorbito.

Terapia delle contusioni

Consiste nel riposo della parte colpita e negli impacchi caldi, che favoriscono il riassorbimento del sangue e della linfa stravasati nei tessuti. Gli ematomi infetti richiedono il drenaggio della raccolta e un'opportuna terapia antibiotica per via generale. Un ematoma incistato, se non si riassorbe con le applicazioni calde, deve essere asportato chirurgicamente.

Abrasioni ed escoriazioni

Entrambe sono dovute ad azione di pressione e sfregamento di un corpo solido sulla cute.

  • Per abrasione si intende l'asportazione meccanica degli strati superficiali dell'epidermide; essa è caratterizzata dalla trasudazione di liquido sieroso.
  • Nell’escoriazione, invece, la lesione raggiunge il derma, determinando anche un modesto sanguinamento e quindi la formazione di una crosta sieroematica.

Il loro trattamento consiste nell’accurata detersione e disinfezione.

Ferite

La ferita è una soluzione di continuo di un tessuto (cute, muscolo, etc.) prodotta da un agente meccanico. A seconda della profondità, una ferita si distingue in:

  • Superficiale, se interessa la cute ed il tessuto sottocutaneo;
  • Profonda, se interessa anche i piani anatomici sottostanti;
  • Penetrante, se raggiunge una cavità, come quella cranica, toracica, addominale...

A seconda dell'agente che ha provocato la soluzione di continuo e dell'aspetto della ferita, si distinguono:

  • Ferite da taglio: determinate da strumenti taglienti e affilati (coltelli, frammenti di vetro, etc.);
  • Ferite da punta: sono prodotte da oggetti appuntiti (chiodi, punta di coltello, etc.);
  • Ferite lacero-contuse: determinate dai più diversi agenti lesivi. Sono prodotte da forze traenti o contundenti (morsi, ingranaggi, cadute violente su superfici abrasive quali l'asfalto, ...), e sono le ferite che più frequentemente si osservano in seguito ad incidenti stradali o sul lavoro;
  • Ferite da arma da fuoco: sono prodotte da proiettili, schegge di granata, ... Possono essere:
    • Di striscio, quando un proiettile colpisce tangenzialmente la superficie del corpo;
    • A setone (o a canale): quando un proiettile penetra nei piani superficiali del corpo, percorre un tratto sotto la cute ed esce dal lato opposto;
    • A fondo cieco: quando il proiettile è entrato nel corpo, ma non ha avuto energia sufficiente per uscirne: si riconoscono allora il foro di entrata ed un tramite, ma non il foro di uscita; in fondo al tramite si rinviene il proiettile ritenuto;
    • Trapassanti: quando il proiettile, entrato nell’organismo, penetra in profondità ed esce dal lato opposto: si riconoscono così il foro di entrata, il tramite ed il foro d'uscita.
  • Ferite da scoppio: si producono quando il proiettile esplode all’interno dell'organismo o viene sparato a bruciapelo. In quest'ultimo caso la ferita è caratterizzata dalla lacerazione dei tessuti attraversati dal proiettile. Il foro di entrata presenta di solito tracce di ustione e di affumicatura ed ha i margini sfrangiati ed introflessi.
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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrepigreco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Corsini Giovanni.
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