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MEDICINA di Laboratorio

Le situazioni cliniche più frequenti che

richiedono un approfondimento

diagnostico nel neonato a termine sono:

1- l'ittero

 2- le alterazioni del metabolismo del calcio e

 del fosforo

3- l'ipoglicemia

 4- le alterazioni dell'equilibrio

 idroelettrolitico e acido/base.

Alterazioni del

metabolismo del

calcio

Nelle prime ore di vita il calcio plasmatico

 totale e ionizzato subisce una riduzione, con

un minimo di concentrazione a 2 giorni di

vita in seguito a un ipoparatiroidismo

transitorio;

successivamente, inizia a risalire

 lentamente per raggiungere un livello

costante compreso tra 2,2 e 2,6 mmol/l.

l'ipocalcemia può essere definita da valori

 di calcio plasmatico totale < 7,5 mg/dl o di

calcio ionizzato < 2,8 mg/dl;

l'ipercalcemia è molto più rara

 dell'ipocalcemia ed è definita da valori di

calcio plasmatico totale >11 mg/dl.

In presenza di un neonato con sospetta alterazione

dell'omeostasi del calcio vanno eseguiti

i seguenti dosaggi plasmatici:

fosfato,

 magnesio,

 fosfatasi alcalina,

 albumina,

 creatinina,

 equilibrio acido/base,

 PTH,

 dosaggio dei livelli di vitamina D nella madre e nel

 neonato.

Tradizionalmente l'ipoglicemia neonatale viene

definita da valori di glucosio plasmatico:

<2 mmol/l (35 mg/dl) nel neonato a termine

 1,1 mmol/l (20 mg/dl) nel neonato prematuro

 Tali limiti sono oggetto di molte controversie.

Si raccomanda comunque di mantenere i livelli di

glicemia del neonato al di sopra di 2,2 mmo1/1 (40

mg/dl).

In tutti i casi di ipoglicemia, segnalata da un esame su

 striscia reattiva, è necessario confermare il dato mediante

dosaggio del glucosio nel plasma associato al dosaggio

della chetonuria.

Al momento dell'esecuzione del prelievo ematico e della

 raccolta delle urine, sarebbe utile raccogliere un campione

di urine (5 ml) e uno di plasma (2 ml in fluoruro) e

°C

conservarli a -20 per l'eventuale analisi di metaboliti e

ormoni.

La chetosi rappresenta una risposta fisiologica

 all'ipoglicemia dovuta alla produzione di corpi chetonici

nel fegato, dagli acidi grassi rilasciati dal tessuto adiposo.

L'assenza di chetonuria associata a ipoglicemia suggerisce

 la presenza di un iperinsulinismo o di un difetto

dell'ossidazione degli acidi grassi.

La presenza di un'ipoglicemia chetosica suggerisce invece

 un deficit ormonale o un errore congenito del

metabolismo.

I neonati "piccoli per l'età gestazionale",

a seguito di una malnutrizione intrauterina,

sono a rischio per:

ipoglicemia,

 presentano ridotti depositi epatici di

 glicogeno,

un'insufficiente gluconeogenesi,

 elevati livelli di insulina.

 L'iperinsulinismo nel neonato può essere secondario a un

 alterato controllo glucidico della madre durante il terzo

trimestre di gestazione.

L'ipoglicemia si presenta immediatamente dopo la nascita,

 spesso in neonati macrosomici. All'ipoglicemia si possono

associare:

policitemia,

 ittero,

 ipocalcemia,

 immaturità polmonare.

 Alterazioni del sodio

La concentrazione del sodio

La concentrazione del sodio diminuisce

leggermente poche ore dopo la nascita,

poi risale a valori normali

entro 24 ore.

Iponatriemia < 130 mmol/l

 Ipernatriemia > 145 mmol/l

 L‘iponatremia

L‘iponatremia può essere

determinata da:

un sovraccarico di liquidi nella madre

 durante il parto;

un'eccessiva somministrazione di soluzioni

 ipotoniche o di destrosio senza adeguata

somministrazione di elettroliti.

l'iperplasia surrenalica congenita (spesso dovuta al deficit

 autosomico recessivo di 21-idrossilasi con conseguente

aumento del 17-idrossiprogesterone plasmatico)

una contrazione della diuresi in seguito a parto distocico

 (per es. emorragia intraventricolare)

un'aumentata escrezione renale di sodio nella necrosi

 tubulare acuta

un'eccessiva eliminazione di sodio con il sudore nel neonato

 affetto da fibrosi cistica

L’ipernatriemia può essere determinata dalla

 dall’eccessiva

deplezione di acqua o

somministrazione o ritenzione di sodio.

Il neonato presenta un rapporto superficie/volume

 un’aumentata

più elevato dell'adulto ed

frequenza respiratoria, così da presentare una

maggiore predisposizione alla disidratazione.

Le cause patologiche da ricordare sono:

diabete insipido nefrogenico e ipofisario indotto

 da lesioni intracraniche in seguito a un parto

distocico.

un’eccessiva somministrazione di NaHCO nel

 3

un’acidosi

tentativo di correggere metabolica o

dall’infusione di una quantità eccessiva di sali in

un breve periodo di tempo.

Disordini

dell’equilibrio acido-base

Il neonato è particolarmente vulnerabile nei

 confronti delle alterazioni dell'equilibrio

acido-base a causa della relativa

immaturità di vari organi (polmone, rene,

fegato).

Nel prematuro questa vulnerabilità risulta

 ulteriormente aumentata.

Le alterazioni dell'equilibrio acido/base

possono essere dovute a cause:

"respiratorie“: acidosi o alcalosi respiratorie

 "non respiratorie“: acidosi o alcalosi

 metaboliche

. alterazione della funzionalità renale primaria (acidosi

 tubulare renale);

alterazione della funzionalità renale secondaria ad asfissia

 alla nascita;

condizioni di ipoperfusione periferica con conseguente

 lattico-acidosi (sepsi, emorragie, alterazioni cardiache

ecc.); un’eccessiva

condizioni associate ad produzione di acidi

 (errori congeniti del metabolismo degli acidi organici)

Screening metabolico

neonatale

Lo screening neonatale

all’inizio ‘60

Bob Guthrie, un biologo americano degli anni ha dimostrato la

possibilità di effettuare dei test biochimici su una singola goccia di sangue

raccolta su carta assorbente. dell’aminoacido

Il dosaggio su goccia di sangue fenilalanina, permette la

diagnosi della fenilchetonuria, una malattia ereditaria del metabolismo che

causa ritardo mentale se non diagnosticata e trattata con la dietoterapia nei

primi giorni di vita.

•la semplicità e il basso costo della tecnica diagnostica

•la sua applicabilità su grandi popolazioni,

•la facile trasportabilità del campione

ha permesso di sottoporre a questo test tutti i neonati degli Stati americani

che hanno aderito ai primi progetti pilota di screening e di prevenire il

ritardo mentale in centinaia di bambini.

Screening neonatale per l’ipotiroidismo

l’endocrinopatia anch’essa

congenita più frequente, condizione

responsabile di complicanze neurologiche irreversibili in caso di

diagnosi tardiva.

Lo screening neonatale di queste due malattie è diventata pratica

corrente negli Stati Uniti e nel Canada a pochi anni dalla

scoperta di Guthrie e in Italia i primi programmi sono stati

avviati a partire dal 1975 (Marche e Liguria) per poi diffondersi

d’olio

a macchia su tutto il territorio nazionale, compreso il

d’Aosta

Piemonte e la Valle ove lo screening neonatale inizia

ufficialmente nel 1982.

malattie metaboliche

•la galattosemia

•il difetto di biotinidasi

•la sindro

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Scienze mediche MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina di Laboratorio - Microbiologia Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Sarracino Annalisa.
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